L’erinnofilo di Malalbergo: chi lo conosceva?

L’erinnofilo di Malalbergo
Testo di di Dino Chiarini
L’erinnofilia (termine derivato dal tedesco che significa “ricordo”) è sempre stata considerata la “parente povera” della filatelia tradizionale; i collezionisti non si sono quasi mai soffermati su questi “pseudo” francobolli, gli erinnofili, comunemente chiamati “chiudilettera” poiché servivano non ad affrancare le lettere ma a chiudere il foglio scritto e ripiegato su sè stesso, quando ancora non esisteva la busta e non usava più il sigillo in ceralacca. Come ho accennato poc’anzi, questa “etichetta” si differenzia dal comune francobollo perché di solito non ha stampato il valore postale o il valore fiscale, ma molto spesso è dentellato ed ha le dimensioni del “fratello maggiore”. In seguito fu utilizzato anche sulle buste, incollandolo sulla parte posteriore in posizione centrale in modo tale da rappresentare il bollo di garanzia, rassicurando il destinatario che la busta così “sigillata” non era stata aperta e lo scritto non era stato letto da qualche estraneo.

Fece la sua comparsa in Italia nel 1860 in occasione della raccolta fondi per la spedizione del generale Giuseppe Garibaldi in Sicilia ed in seguito in Aspromonte; seguirono poi gli erinnofili con forma triangolare a favore dei terremotati calabresi e siciliani del 1908, poi continuarono a stamparli per tanti altri avvenimenti e manifestazioni importanti.

Le immagini raffigurate riguardavano Leggi Tutto

Dalle cartoline al libro, la storia di un paese

Saluti da… Malalbergo – Presentazione di Gian Paolo Borghi-
Ancora un volume di Giulio Reggiani e Dino Chiarini, infaticabili ricercatori della (e nella) loro terra di pianura, lambita dal “nostro” fiume Reno. Dopo il libro, ancora fresco di stampa, dedicato alla banda di Malalbergo, ecco ora questa loro nuova pubblicazione, che apporta un ulteriore importante tassello documentario a questo loro amato territorio. Portante il titolo Saluti da… Le cartoline illustrate del territorio comunale di Malalbergo, è stata patrocinata dall’Amministrazione comunale, con il contributo della Pro Loco locale e dell’Associazione Culturale Anima Altedi.
Il volume si apre con le efficaci, agili presentazioni di Monia Giovannini e Maura Felicani, rispettivamente Sindaca e Vice Sindaca del Comune di Malalbergo e di Marco Guidi e Gianni Bergonzoni, rispettivamente Presidenti della Pro Loco e di Anima Altedi.
Nella prefazione, Giulio Reggiani espone la metodologia fondante del loro lavoro, che travalica ampiamente gli aspetti localistici, grazie ad approfondimenti di carattere storico, generale e territoriale, e si sofferma con altrettanta attenzione alle immagini, che attestano anche le profonde mutazioni che hanno segnato il territorio comunale con il trascorrere dei decenni.

In una sua nota introduttiva, rivolta in particolare ai nuovi compaesani, Dino Chiarini ricorda le “origini” del volume, la cui base è costituita da una mostra fotografica Leggi Tutto

La storia della ultracentenaria Banda Filarmonica di Malalbergo, in un libro

Giulio Reggiani, Dino Chiarini (soci attivissimi del nostro Gruppo di Studi) ed Enrico Neri (Presidente della Filarmonica) sono gli autori di questo interessante libro, incentrato su La Banda di Malalbergo che, come recita il sottotitolo, vanta una storia ultra-secolare. Monia Giovannini, Sindaca di Malalbergo, nella nota di prefazione, sottolinea opportunamente il ruolo comunitario di questa nota banda, punto di riferimento musicale e associazionistico del suo territorio fin dall’Ottocento.
I risultati della ricerca dei tre autori sono delineati in capitoli (veri e propri saggi, accompagnati da splendide immagini), che scandiscono cronologicamente la storia del Corpo bandistico, dalle origini all’odierna realtà musicale. Come scrive nel capitolo iniziale Giulio Reggiani (La “vecchia” banda), non si conosce una data certa della sua fondazione: tra i documenti raccolti, di epoca preunitaria, risultano comunque tre lettere – datate 1854, 1855 e 1856 – con le quali la banda chiede un aiuto economico al Comune per dotarsi di una divisa e di nuovi spartiti musicali, necessari all’arricchimento dei suoi repertori.

L’ultima data conferma quanto pubblicato nel volume ufficiale Istituti e Società Musicali in Italia. Statistica, stampato nel 1873 dalla Regia Tipografia di Roma, secondo il quale la nascita della banda malalberghese risalirebbe al 1856, promossa e supportata dal Municipio, con 30 bandisti aventi a capo Cesare Brunetti (pagine 54-55).

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Saluti da Malalbergo. Dalle cartoline al libro

Ad Altedo– Auditorium “E. Minghetti”
Sabato 23 settembre 2023, ore 20,45
Una serata particolare fra parole, immagini e canzoni
Presentazione del libro
Saluti da … Le cartoline illustrate del territorio comunale di Malalbergo”
di Giulio REGGIANI e Dino CHIARINI, soci del Gruppo di Studi pianura del Reno
a cura delle Associazioni Pro Loco Malalbergo e Anima Altedi
Relatori: Prof. Daniele Civolani e dott. Gian Paolo Borghi
Moderatore Enrico Grimandi
Il libro è uscito nel giugno scorso, ma a causa di una lunga indisposizione di uno degli autori la presentazione era saltata. Ora che stanno tutti bene, gli autori, con un gruppo di amici, hanno realizzato uno spettacolo, dopo la presentazione, con proiezione di immagini tratte dal libro, una introduzione sull’argomento per ogni argomento trattato (neve, burchielli, foto di gruppo, piazze, etc.) , e verrà cantato un brano musicale inerente al tema trattato.
**Ingresso libero, con buffet finale
Nei giorni scorsi, in occasione della “Sagra dell’Ortica” è stato presentato a Malalbergo un altro libro
“La Banda di Malalbergo – Una storia Ultra-secolare”, scritto da Giulio Reggiani e Dino Chiarini, già noti autori di storia locale, e dal Presidente del Corpo Bandistico, Enrico Neri.

Dissertazioni storico carnevalesche a Malalbergo

Nella serata di Giovedì grasso
16 febbraio 2023 – ore 20,30 – a Malalbergo, palazzo Marescalchi- sala G. Zucchini,
i nostri soci GIULIO REGGIANI E DINO CHIARINI
parleranno di
NARCISO DA MALALBERGO & C.
dissertazioni storico-carnevalesche sulla maschere locali, bolognesi e italiane più conosciute, con aneddoti e filmati. Spazio particolare a “Narzis da Malalberg” arguto fustigatore dei costumi dei potenti, è una maschera della tradizione locale malalberghese, che a modo suo si ispirava ad altre maschere e figure della commedia dell’arte popolare del bolognese, da Bertoldo al dottor Balanzone. Sarà presente come Ospite d’onore il nostro socio Luciano Manini (*) che lo ha per anni interpretato per mantenere viva la memoria, con nuove frecciate satiriche riferite all’attualità, accompagnate dal suono di una antica ghironda.
– Ingresso libero e assaggio di dolcetti carnevaleschi per concludere la serata
Iniziativa patrocinata dalla Pro loco e dal Comune di Malalbergo e dal Gruppo di Studi Pianura del Reno

(*) Luciano Manini, nato a Bentivoglio, attore poliedrico e laureato a 70 anni, è cittadino onorario di Malalbergo ed è già stato qui protagonista alcuni anni fa di una serata speciale a lui dedicata, per celebrare i suoi 70 anni di militanza sul palcoscenico di vari teatri, con un repertorio che va dalla commedia dialettale bolognese a Bertolt Brecht, e, appunto, al Narzis da Malalberg, maschera portata anche oltre i confini provinciali.

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A Malabergo, per ricordare il patrono S. Antonio abate

Martedì 17 gennaio 2023 alle ore 20,30 a Malalbergo, palazzo Marescalchi, Sala Zucchini,
Giulio Reggiani e Dino Chiarini propongono un intrattenimento su
Sant’Antonio abate, fra storia e tradizioni locali, con immagini e considerazioni sul patrono di Malalbergo. Iniziativa promossa  da Comune, Pro loco e Gruppo di Studi pianura del Reno.
S. Antonio abate è una delle figure del cristianesimo che si porta dietro, fino ai giorni nostri, una iconografia e una biografia in cui si mescolano elementi reali e immaginari, storia, leggenda, tradizioni arcaiche pagane e altre successive rivestite di simbologia cristiana…… È il protettore degli animali domestici, del bestiame e delle attività agresti, sia del contadino che di chiunque lavori in campagna..….
E c’è anche una curiosa storia sulla statua di Sant’Antonio conservata nella chiesa di Malalbergo (raccontata in altro articolo qui sottoindicato).
All’interno dell’attuale chiesa, nel quarto altare laterale sinistro, vi è una bellissima statua lignea alta 145 centimetri, eseguita -secondo gli esperti- nel XVIII secolo da un autore anonimo locale che la ricavò da un grosso tronco. L’operatore del censimento, effettuato nel 1971, descrive la scultura con queste parole: «Il Santo, a figura intera, indossa veste marrone e manto nero tiene con la mano destra Leggi Tutto

Tagliatelle all’ortica con salsiccia e sugo. Una ricetta con un po’ di storia

Raccontata da Dino Chiarini
Nell’agosto del 1970 una trentina di “temerari” malalberghesi diedero vita, tra l’ultima settimana di agosto e la prima settimana di settembre, alla “Sagra di Fine Estate”, una festa paesana che univa la gastronomia locale ai prodotti ortofrutticoli tipici, coltivati nella “bassa bolognese”. Dopo una trentina di anni l’avvenimento mutò il nome in “Serate sul Navile fino a quando nel 2012 si costituì un nuovo comitato organizzatore, denominato “Associazione Amici dell’Ortica di Malalbergo”. I nuovi organizzatori cambiarono ancora una volta il nome della festa paesana, denominandola Sagra dell’Ortica” , in onore di una pianta infestante molto “bistrattata”  che  per diversi secoli, con la sua fibra estratta dagli steli, vestì le popolazioni della “bassa bolognese” molto prima dell’arrivo della canapa. Nel suo piccolo, sfamò pure diverse generazioni con le sue foglie (trattate in acqua bollente) e soprattutto curò e protesse da diverse malattie con le sue proprietà benefiche, quasi sempre all’insaputa degli ignari “pazienti”. Prima di inoltrarci nella ricetta di questa deliziosa tagliatella, che accoglie l’ortica nella sua sfoglia, desidero fare una breve introduzione sulla materia prima, spiegando le proprietà di questa pianta urticante che dà il classico colore verde alla sfoglia.

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Il Sàvena abbandonato, storia di un fiume

La pubblicazione di un libro dedicato ad un corso d’acqua minore, finora poco conosciuto, è da salutare come un felice evento che arricchisce la conoscenza di un territorio come quello della pianura bolognese-ferrarese che ha una storia tutta impastata nella terra e nelle sue acque in un complicato intreccio di fiumi, torrenti e canali dal percorso mutevole, ora benefico, ora disastroso. Il libro è dedicato a
“Il Sàvena abbandonato”, scritto da Romolo Masi, e pubblicato a cura dell’Associazione culturale “Anima Altedi”, col supporto di Emilbanca.
A onor del vero questo corso d’acqua tanto sconosciuto non era, se il sommo poeta Dante lo citò nella sua Divina Commedia, nel canto XVIII dell’Inferno (vv. 58-63), per indicare i bolognesi come coloro che stanno “fra Sàvena e Reno”.
Sàvena, dunque, con accento rigorosamente sulla prima “a”, toponimo di derivazione etrusca dal semplice significato di “vena d’acqua”, prima torrente e poi canale, che dalla sorgente appenninica arriva alla Chiusa di S. Ruffillo presso Bologna, per confluire e finire nell Leggi Tutto

Due protagonisti delle piccole-grandi storie di provincia del primo Novecento

DUE COGNATI SOCIALISTI  -Storie simili ma diverse –
-Testo di Giulio Reggiani e Dino Chiarini
Facendo due passi nella storia (locale) ci siamo imbattuti in alcuni personaggi che hanno avuto gran peso negli avvenimenti a cavallo fra le due guerre mondiali; fra questi, due in particolare ci hanno incuriosito perché, oltre al fatto che hanno rappresentato degli esempi da seguire per tutti coloro che li conobbero, ancor oggi figurano come “simboli” di quegli ideali che non tramontano mai. Essendo legati pure da parentela, ci è piaciuto fare un parallelo fra loro; ne abbiamo sottolineato le vicissitudini e le carriere, ma soprattutto gli aspetti della loro personalità, compresi alcuni fatterelli che possono evidenziare più compiutamente il messaggio “etico” da loro trasmesso.
A tal riguardo, si può partire dicendo che erano entrambi “socialisti”, cioè appartenenti a quel filone politico che voleva inserire i progressi economici della “rivoluzione industriale” in una cornice più generale, cioè fondendoli con un miglioramento del tenore di vita rivolto pure alle fasce più umili e maggiormente disagiate.
Come abbiamo detto nel sottotitolo, sono due storie diverse che però hanno molte caratteristiche comuni: parliamo di due persone che hanno lasciato Leggi Tutto

Gli scontri del “biennio rosso” sconvolsero anche il calcio. Un caso

Un ponticellese ai vertici del “Calcio Regionale Emiliano”. Era il 2 settembre 1921. Testo di Dino Chiarini
Angelo Orlandi (Ponticelli di Malalbergo, 4 gennaio 1890 – Bologna 24 aprile 1956) ragioniere di professione e agente assicurativo di una nota compagnia francese, nel 1921 giunse alla presidenza del Comitato Regionale Emiliano della Federazione Italiana Giuoco Calcio. Cognato del noto giornalista sportivo bolognese Nino Maggi (per anni redattore sportivo de Il Resto del Carlino) nel 1919 Orlandi era contemporaneamente socio e sostenitore del Bologna Football Club, oltre che dirigente della “sezione calcio” di Virtus Bologna (1). In seguito alla fusione tra quest’ultimo sodalizio e il Gruppo Sportivo Bolognese, avvenuta nel 1920, la nuova società sportiva prese il nome di Virtus Gruppo Sportivo Bolognese (Virtus G.S.B.) e Orlandi andò a ricoprire il ruolo di “vice-segretario” e “co-responsabile” della Sezione calcio.
Nell’assemblea regionale della F.I.G.C. del 2 settembre 1921, Angelo Orlandi fu nominato Presidente del Comitato Regionale Emiliano. Ma l’esiguo numero di presenti a quella riunione (solo 14 furono le società intervenute) rese il suo mandato ben poco rappresentativo, cosa che non mancò di avere negative conseguenze (2).

In un crescendo di riprovevoli episodi, che stavano accadendo per motivi politici in diverse città ma che coinvolgevano anche le tifoserie sui campi di gioco, alla fine del mese di novembre, Leggi Tutto