Dino Govoni: un pilota automobilistico centese di talento

Odoardo “Dino” Govoni. Pilota automobilistico centese (1932-2022)
L’area centese consegna alla storia dello sport automobilistico il nome di un altro protagonista importante, vissuto in un’epoca di grande fermento e passione e in una provincia che ha saputo esprimere persone di forte spinta creativa. Si tratta di Odoardo Govoni, detto “Dino “, pilota di auto da corsa, morto nei giorni scorsi a Cento (Ferrara), all’età di 90 anni. Le cronache locali lo hanno salutato come “ Il signore della Mille Miglia”. (*)
Dino Govoni aveva corso tra i grandi dell’automobilismo, conquistando sette titoli italiani e uno europeo nella storica competizione italiana e portando al successo numerose auto in oltre trent’anni di carriera che ha visto intrecciare la sua vita a quella di numerosi nomi altisonanti.
Era nato e aveva vissuto a XII Morelli, frazione di Cento, confinante con l’altra frazione centese di Renazzo che ha dato i natali a Ferruccio Lamborghini, il creatore di trattori e poi di auto di grande prestigio come la Miura.
Figlio di Luigi Govoni, detto Gigetto, titolare di una azienda di macellazione industriale di bovini, che aveva dato lavoro fino a 100 dipendenti della zona, Dino era però più interessato alla officina e ai camion che provvedevano ai trasporti, che alla macellazione o allo studio. E ha cominciato ben presto a dimostrare la sua Leggi Tutto

C’era una volta il metano sotto Cento… e lo estraevano negli anni ’40 e ’50

Condivido da Facebook un interessante post di Maurizio Panconesi pubblicato recentemente.
“Quando a Cento (Corporeno) si estraeva il metano … E’ tornato un tema di attualità, visti i costi ed il problema degli approvvigionamenti, ma forse qualcuno dei più anziani ricorda ancora quando a Corporeno (frazione di Cento, ndr) si estraeva il metano …La presenza del gas era già conosciuta nella zona fin dall’inizio del secolo scorso, (un sito si chiamava infatti già “La Casa del gas“) quando emanazioni spontanee davano luogo a sporadiche fiammelle nelle campagne della Frazione: per questo si effettuò lo scavo a poca profondità di un pozzo che diede la possibilità di illuminare per qualche tempo alcuni edifici della zona. Causa la guerra e le necessità conseguenti di energia, nel 1942 la “Ditta Carlo Chiari” diede inizio ai primi sondaggi con esiti soddisfacenti; dal 1943 poi, la concessione passò alla “Società Mineraria Corpo Reno”che la detenne fino al 1949,effettuando la perforazione di ben 38 pozzi! Subentrata infine nel 1952 la “Società Mineraria Emiliano Lombarda” , questa protrasse estrazione e ricerche negli anni successivi fino a cessare definitivamente ogni attività nel 1958; la produzione complessiva di metano estratto ammontò a 676.700 mc. Oggi,
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Aspettando il carnevale di Cento… di oggi e del tempo che fu

Da giovedì 24 febbraio a martedì 1 marzo 2022 – nel centro storico di Cento, presso Auditorium Pandurera e Gipsoteca Vitali:
Spettacoli e musica, visite guidate animate, laboratori d’arte, carnevale dei bambini, burattini, mostre fotografiche, sfilate di abiti gotici, letture animate e molto altro…, tante iniziative promosse da Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Cento, Fondazione Teatro ‘G. Borgatti’, Pro Loco Cento, Fondazione Don Giovanni Zanandrea onlus, Zona pastorale Cento e le associazioni Caracadama, Gipsoteca Vitali, Astrofili Centesi, Artecento, Associazione Tararì Tararera, VampireLab.
In programma in particolare nel sito del comune di Cento, www.comune.cento.fe.it e in sintesi, qui:
STORIE, POESIE, ZIRUDEL E CANTE ‘IL CARNEVALE”
Giovedì Grasso 24 febbraio 2022, ore 20.45 – Sala Zarri, Piazza Guercino– Serata di musica, poesia e dialetto a cura di CARACADAMA. Obbligo di Green Pass e mascherina. Per informazioni: informaturismo@comune.cento.fe.it.
INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA FOTOGRAFICA “C’ERA UNA VOLTA IL CARNEVALE…” ‘ Venerdì 25 febbraio 2022, ore 15.30 –
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Fiera di Cento e Settembre centese al via

E’ in corso a Cento la 437ª edizione della Fiera e la 50ª del Settembre Centese caratterizzate da eventi che andranno a rimarcare il legame profondo tra la città e le sue tradizioni storiche, culturali ed economiche. Arte, gastronomia, attività produttive, intrattenimento come vetrina per mettere in mostra le eccellenze del territorio, in tutte le sue sfumature e particolarità. Un Settembre centese che sarà prima di tutto in sicurezza, nel pieno rispetto delle normative anti-Covid con invito alla prudenza e al senso di responsabilità da parte di sindaco e organizzatori, la Pro loco in particolare.
Il ricco programma è leggibile al link
https://www.comune.cento.fe.it/sites/default/files/sett_centese_catalogo_compressed.pdf 
** Si segnala in particolare
Martedì 7 settembre 2021 alle ore 18.00 presso il Palco – Piazzale della Rocca Il Comune di Cento – Biblioteca Civica Patrimonio Studi ha organizzato
un evento in ricordo del centese Andrea Samaritani.
OMAGGIO AD ANDREA
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Protezione Civile e fiume Reno, nuovi volontari e aggiornamento Piano

25 nuovi volontari dell’Associazione Nazionale Alpini per la Protezione civile sul Reno.
L’Associazione Nazionale Alpini-sezione di Cento, convenzionata con il Comune di Castello d’Argile per le attività di Protezione Civile, potrà contare su ben 25 nuovi volontari. Sabato scorso, sull’argine del fiume Reno, c’è stata per loro una importante esercitazione pratica.
Il sindaco Alessandro Erriquez, anche nelle sue funzioni di delegato alla Protezione Civile per i Comuni dell’Unione Reno Galliera, ha incontrato, per salutarlo e ringraziarlo, questo gruppo di donne e uomini che hanno scelto di impegnarsi per la sicurezza delle nostre Comunità.
Aggiornamento al Piano Sovracomunale di Protezione Civile
Nella seduta del 25 febbraio 2021 il Consiglio dell’Unione Reno Galliera ha approvato l’aggiornamento al Piano Sovracomunale di Protezione Civile dell’Unione Reno Galliera. Si tratta del sesto aggiornamento del piano dalla sua prima approvazione avvenuta nel 2011, quando i comuni dell’Unione decisero di predisporre un unico piano di protezione civile, valido per tutti, superando i singoli piani comunali. In quell’occasione venne anche costituito il Servizio Intercomunale di Protezione Civile dell’Unione che da allora cura l’attività di programmazione di protezione civile per tutti i comuni.
La nuova versione, oltre ad adeguarsi alla normativa vigente, introduce alcuni importanti elementi di novità:

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1796-1814 Napoleone, Bologna e l’Italia

1796 – 1814: Napoleone in Italia – 18 anni che hanno rivoluzionato il Paese (nel bene e nel male. Lo ricordiamo a 200 anni dalla morte)
1796 – DA PARIGI A BOLOGNA*
Quello che stiamo per raccontare fu un periodo davvero speciale per la storia locale, come per quella bolognese e nazionale, e fu vissuto sotto l’impronta della volontà di un uomo, Napoleone Bonaparte, venuto dalla Francia alla testa di un esercito mandato dal nuovo governo post-Rivoluzione, detto del “Direttorio”.
Va premesso, che dopo 6 anni dallo scoppio della Rivoluzione, nel 1795 a Parigi la borghesia moderata aveva preso il sopravvento nella “Convenzione” francese, sconfiggendo i più estremisti “giacobini”. I nuovi ricchi avevano rialzato la testa, si erano riaperti i salotti, erano riprese le feste e la voglia di divertirsi e di vivere, dopo tanti bagni di sangue e il periodo del “Terrore” instaurato da Robespierre. Ma la ghigliottina aveva continuato a lavorare, solo che, invece di tagliare le teste di nobili e clero, tagliava quelle di “giacobini” e “sanculotti”…

Approvata una nuova Costituzione nel 1795, anno IV della Repubblica, gli eserciti delle monarchie europee premevano sui confini della Francia, le casse del Tesoro erano vuote, le entrate pubbliche erano nulle perché nessuno pagava le tasse , e gli “assignat” (precursori degli assegni… a vuoto) inventati in precedenza come nuova forma di prestito pubblico, Leggi Tutto

Un costruttore e patriota dell’800: l’ing. Antonio Giordani di Cento

L’ing. Antonio Giordani fu una delle personalità di maggiore caratura nel panorama centese del secolo XIX. Nacque a Cento il 2 luglio 1813, da famiglia venuta dal Veneto, e morì il 2 maggio 1897. La sua vita fu tratteggiata con maestria dal commosso necrologio apparso sulla Gazzetta dell’Emilia a firma di Antonio Orsini – ( Premessa di Adriano Orlandini)

“In Bologna studiò matematica riportandone la laurea nel 1835. Sul principio del 1831 egli pure aveva preso il fucile ed in quel manipolo di animosi mostrò come sino dai primi anni serbasse fervido nel petto l’amore all’Italia. Rimpatriato, tutto diedesi alle cure della famiglia, all’esercizio della sua professione ed alla cosa pubblica. L’anno 1837 venne ascritto alla centese Accademia dei Rinvigoriti, della quale, sei anni dopo, fu eletto segretario, per esserne poi ultimo presidente (1860-72). Nel 1840 trovavasi già Consigliere del Comune, nel qual tempo collaborò insieme ad altri architetti, negli studi d’impianto e di costruzione del Cimitero, divenuto uno dei monumenti più ragguardevoli di questa città.

Nel 1845 il Giordani diede opera all’impianto di una Società di Mutuo Soccorso fra gli Artieri di Cento della quale sostenne l’ufficio di Segretario. Salito al Pontificato il Cardinale Mastai anche Giordani inneggiò al papa riformatore, che liberava dal carcere e dall’esilio i condannati per fatti politici.

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Una vittima centese della discriminazione e della “Shoah”: Maurizio Leone Padoa

UN MARTIRE ‘CENTESE’ DELLA SHOAH: IL PROF. MAURIZIO LEONE PADOA Biografia a cura di Adriano Orlandini-
A metà del Settecento la famiglia ebraica dei Padoa gestiva una grande impresa con sedi a Cento, Venezia e Londra. I Padoa esportavano soprattutto canapa prodotta nelle terre tra Ferrara e Bologna: materia prima fondamentale per le costruzioni navali, la canapa serviva a produrre vele, gomene e funi. Nei mari di allora il dominio della flotta inglese si sostituiva ovunque a quello della flotta olandese. Le navi olandesi usavano canapa delle Fiandre, quelle inglesi canapa della pianura padana, la migliore del mondo. All’ascesa della flotta britannica corrispose quindi anche quello della Casa Padoa di Cento, che aveva la sua sede in un palazzo di fronte al Ghetto, nell’attuale via Malagodi. Sulla metà dell’Ottocento Pellegrino Padoa era tra i più importanti contribuenti dello Stato Pontificio. Ma la navigazione a vela aveva ormai i giorni contati ed i bilanci di Casa Padoa improvvisamente si colorarono di rosso, portando nel 1887 al fallimento di quella che era la più antica casa commerciale di Cento. Dopo il fallimento della società, Casa Padoa fu abbandonata e l’area fu acquistata dalla Cassa di Risparmio, che più tardi demolì l’edificio.

Nel frattempo (nel 1870) Felice Padoa, figlio di Pellegrino, aveva lasciato Cento per andare a dirigere la sede bolognese della società. E a Bologna, dal matrimonio di Felice Leggi Tutto

Sansone Padoa, un sindaco ebreo per Argile, nell’Ottocento

Tra i sindaci che si sono susseguiti nel Comune di Castello d’Argile dopo l’Unità d’Italia, è da ricordare Sansone Padoa, membro di una famiglia di ebrei di lunga permanenza a Cento  ( presenti fin dal 1400) e diventati molto importanti nel commercio della canapa, prodotta nel bolognese e nel ferrarese, che esportavano anche in mercati esteri.
Nella documentazione del Comune di Castello d’Argile la prima presenza di membri della famiglia Padoa risulta dagli anni tra il 1806 e il 1809, quando i fratelli Sansone e Pellegrino Padoa, figli del fu Moisè di Cento, acquistarono 11 tornature di terreno in Argile dall’Agenzia dei Beni Nazionali, voluta da Napoleone per gestire e vendere tutte le proprietà tolte agli Enti religiosi cattolici soppressi.
Oltre ai Padoa, furono possidenti in Argile, a partire dallo stesso periodo napoleonico e per tutto il secolo ‘800, altre importanti famiglie di ebrei di Cento: i Levi, i Modena e i Carpi (nella seconda metà dell’800), ai quali, come nel resto d’Italia, era stata proibita fino ad allora la proprietà, e poterono quindi acquistare, insieme ad altri privati bolognesi, centesi e pievesi ( già possidenti e confinanti e alcuni nuovi), buona parte dei terreni Leggi Tutto

Aroldo Bonzagni, pittore futurista, da Cento a Milano

Aroldo Bonzagni, pittore futurista
– Un articolo scritto nell’anniversario della morte di un artista che visse nella nostra zona e morì il 30 dicembre 1918. Paola Rambaldi 30/12/2020-
“Dopo il terribile secondo picco, nell’autunno del 1918, l’influenza Spagnola aveva allentato un po’ la presa su Milano. Si moriva meno e questo aveva autorizzato un incauto ottimismo. Le feste di fine anno incombevano, osti e proprietari di cinematografi premevano perché le misure restrittive fossero allentate, in modo da consentire ai milanesi di festeggiare la fine di un anno che aveva visto terminare anche la prima guerra mondiale.
Ma già il 30 dicembre lo Stato civile di Milano contava 107 morti accertati di Spagnola. Fra di loro un giovane artista di grandi speranze: Aroldo Bonzagni. Il giorno prima l’amico pittore Leonardo Dudreville era andato a trovarlo, allarmato dalla chiamata di Archimede Bresciani, che con Bonzagni condivideva lo studio: “Bonzagni muore! … Han parlato di polmonite, di pleurite, di ‘Spagnola’ … Han provato di tutto, ma quello se ne va… se ne va… se ne va!”. Bonzagni era a letto, ma il viso sorridente era “tremendamente scarno e terreo”, la mano “già abbandonata alla vita”, scriverà Dudreville.

In questa seconda pandemia qualche giornale ha ricordato i pittori morti di Spagnola un secolo fa: Gustav Klimt e l’allievo Egon Schiele, ma hanno dimenticato Leggi Tutto