Protezione Civile e fiume Reno, nuovi volontari e aggiornamento Piano

25 nuovi volontari dell’Associazione Nazionale Alpini per la Protezione civile sul Reno.
L’Associazione Nazionale Alpini-sezione di Cento, convenzionata con il Comune di Castello d’Argile per le attività di Protezione Civile, potrà contare su ben 25 nuovi volontari. Sabato scorso, sull’argine del fiume Reno, c’è stata per loro una importante esercitazione pratica.
Il sindaco Alessandro Erriquez, anche nelle sue funzioni di delegato alla Protezione Civile per i Comuni dell’Unione Reno Galliera, ha incontrato, per salutarlo e ringraziarlo, questo gruppo di donne e uomini che hanno scelto di impegnarsi per la sicurezza delle nostre Comunità.
Aggiornamento al Piano Sovracomunale di Protezione Civile
Nella seduta del 25 febbraio 2021 il Consiglio dell’Unione Reno Galliera ha approvato l’aggiornamento al Piano Sovracomunale di Protezione Civile dell’Unione Reno Galliera. Si tratta del sesto aggiornamento del piano dalla sua prima approvazione avvenuta nel 2011, quando i comuni dell’Unione decisero di predisporre un unico piano di protezione civile, valido per tutti, superando i singoli piani comunali. In quell’occasione venne anche costituito il Servizio Intercomunale di Protezione Civile dell’Unione che da allora cura l’attività di programmazione di protezione civile per tutti i comuni.
La nuova versione, oltre ad adeguarsi alla normativa vigente, introduce alcuni importanti elementi di novità:

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Il Navile verrà riqualificato, fino a Corticella

CANALE NAVILE: l’intervento di riqualificazione arriverà fino a Corticella . Grazie ai risparmi d’asta, si sono resi disponibili fondi per allungare il tratto di Navile oggetto di pulizia e riqualificazione idraulica. Nelle scorse settimane è giunto l’ok della Regione Emilia-Romagna per estendere l’intervento di manutenzione straordinaria fino al secentesco ponte del Vignola, di via Corticella. Un’integrazione corrispondente alla riqualificazione di altri due chilometri della storica via d’acqua bolognese.
Anche in questo nuovo tratto, alla ripulitura e risezionamento dell’alveo, si abbinerà la ricucitura di tratti della muratura storica e la manutenzione straordinaria di un altro manufatto idraulico fondamentale per il Navile: il Sostegno di Corticella, con la sua conca di navigazione, e anch’esso progettato dal Vignola nel 1548.
Quindi, il ribasso d’asta di 219 mila euro ha consentito alla Bonifica Renana la possibilità di rispondere positivamente alle numerose richieste giunte in tal senso dalla cittadinanza e dalle associazioni locali di tutela del canale.
La riqualificazione idraulica Leggi Tutto

Reno in piena, controllata, per ora.

PIENA DEL RENO. SITUAZIONE TRANQUILLA. Rassicuranti le informazioni dei sindaci della zona Reno-Galliera. Nonostante un livello vicino alla soglia 3 (più alta), la piena del fiume ha attraversato il nostro territorio senza problemi. Alle ore 18.45 di ieri il sensore di Cento ha raggiunto quota 8.12 m. Aperto  il Cavo Napoleonico, lo scolmatore che costituisce un efficace strumento di alleggerimento della portata d’acqua del Reno quando è in piena, per dirottarla verso il Po. Permane, comunque, l’allerta arancione anche per la giornata del 24 gennaio. Poi si vedrà l’andamento delle piogge e lo scioglimento delle nevi cadute sull’Appennino nel bacino di confluenza del fiume… e la tenuta degli argini ( lo scorso anno il 4 febbraio 2019 cedettero gli argini del Reno appena rialzati a Trebbo di Castel Maggiore, con allagamento anche in parte di Argelato, e il 17 novembre successivo cedettero gli argini dell’Idice a Budrio).
Sempre attivo il servizio di sorveglianza prestato dalle donne ed dagli uomini della Polizia Locale Reno Galliera, della sezione dell‘Associazione Nazionale Alpini, e di tutte le associazioni di Protezione Civile impegnate nei vari Comuni del territorio.

La storia delle acque bolognesi online

Materiali inediti sulla storia della acque bolognesi on line – Dalla Bonifica Renana –
Delle acque urbane bolognesi e dei canali storici che attraversano la nostra città ormai la storia è nota, e crescente è l’interesse per questo aspetto delle geografia felsinea sia da parte degli studiosi che dei cittadini appassionati al loro territorio. Ma quanti sarebbero in grado di rispondere a queste domande:
cosa succede alle acque di Bologna una volta uscite dalla città?
– perchè i fiumi e i torrenti della pianura bolognese viaggiano pensili, ben sopra il livello del suolo e dentro argini artificiali?
– come mai la prima cattedra universitaria di idrologia fu fondata a Bologna alla fine del ‘600?
La storia della gestione delle acque del bacino del fiume Reno è millenaria, ma è a partire dal XVII secolo che lo Stato Pontificio intraprende con determinazione l’inalveazione del principale fiume emiliano. Impresa che richiederà secoli di studi e di lavori: di questa interessante trasformazione operata nel territorio bolognese, molte tracce significative conserva l’archivio storico della Bonifica Renana, costituito dai seguenti fondi:
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Reno-Palata e Renania-Palatinato: coincidenze toponomastiche

Reno-Palata e Renania-Palatinato: c’è qualche nesso? Dissertazione curiosa di Erberto Sandon –
La questione mi ricorda molto da vicino il paradossale e divertente racconto “Gli asparagi e l’immortalità dell’anima” di Achille Campanile.
Abito a Castello d’Argile da diversi anni, e ormai mi sento un radicato abitante della pianura del Reno. Rimasi stupito quando conobbi l’esistenza di un ConsorzioReno-Palata e emerse nella mia testa l’interrogativo di una possibile relazione (anche solo per coincidenza lessicale) con la ben più famosa regione Renania-Palatinato (Rehin-Pfalz) in Germania. Il mio smodato interesse per il “linguaggio” mi stimolò alla ricerca di un possibile nesso tra le due cose. Ecco cosa ho trovato.
RENANIA-PALATINATO: E’ uno dei 16 stati federati che compongono la repubblica tedesca. L’asse principale è costituito dal fiume Reno che scorre nella parte settentrionale della regione e forma il confine con l‘Assia ed il Baden-Wurttemberg a sud-est.
Fonte: http://www.maps-of-germany.co.uk
RENO-PALATA: E’ il nome dato ad un consorzio di bonifica di una piccola porzione della pianura bolognese. Dal 24 dicembre 2009 Il consorzio Reno-Palata e la Bonifica Renana sono confluite in un unica realtà idraulica per i bacini che scolano nel Reno.

RENO: alle origini della parola
L’etimologia sembra Leggi Tutto

Una sperimentazione per la tutela degli argini

GREEN4BLUE: una sperimentazione per migliorare la sicurezza dei canali
Oggi prende il via ufficialmente il programma LIFE GREEN4BLUE: Università di Bologna, Legambiente Emilia-Romagna e Bonifica Renana presentano un progetto sperimentale per il riequilibrio faunistico delle specie alloctone infestanti che stanno compromettendo la stabilità degli argini dei principali corsi d’acqua di pianura.
Questo è l’obiettivo del progetto di gestione ambientale con la Bonifica Renana capofila – spiega Paolo Pini, direttore del Consorzio- che è risultato vincente in ambito europe, su oltre 1000 candidature provenienti dai 28 paesi dell’Unione.”
Si tratta di una sperimentazione quinquennale su 9 aree pilota, mirata alla riqualificazione ecologica tramite rinaturalizzazione dei principali canali di scolo ed al controllo diretto delle specie alloctone invasive, nutria in primis.
Andrea Morsolin, project manager del LIFE specifica che “Le aree pilota si concentrano sui canali della Botte e Lorgana, principali scoli di bonifica della pianura e interessa i comuni di Budrio, Minerbio, Baricella, Medicina e Molinella.La nutria è un roditore acquatico invasivo che realizza articolati reticoli sotterranei negli argini in terra dei corsi d’acqua, minandone la stabilità e aumentando il rischio alluvionale.”


Le nutrie non hanno predatori naturali, vivono in colonie familiari composte da femmine e prole mentre Leggi Tutto

Bonifica Renana e smaltimento acque esondate. Cassa Dosolo chiusa.

Continua l’attività di smaltimento da parte del reticolo idraulico artificiale della Bonifica Renana delle acque esterne esondate dai corsi d’acqua regionali. Ad oggi nelle casse di espansione del sistema idraulico del Consorzio sono parcheggiati più di 11 milioni di metri cubi d’acqua, in attesa che i livelli del Reno si abbassino e consentano di sollevare meccanicamente nel fiume queste masse idriche.
Per ammortizzare gli effetti della rotta dell’Idice e della piena del Navile sono state attivate tutte le casse di espansione consortili, tra cui Punta Signana (1 milione di metri cubi), Gandazzolo Vecchia, (1,8 milioni di metri cubi) e Gandazzolo Nuova (4,5 milioni di metri cubi). Anche il reticolo dei canali artificiali di scolo è pieno, ma ad oggi argini e botti del sistema consortile stanno reggendo la forte pressione delle masse d’acqua in transito.
Le pompe di sollevamento dei principali impianti idrovori della Renana, da venerdì ad oggi hanno accumulato circa 1.400 ore di funzionamento, sollevando verso i corpi riceventi un volume d’acqua pari a 23 milioni di metri cubi . Per avere un’idea delle quantità basti sapere che si tratta del volume corrispondente allo svuotamento di 7.700 piscine Leggi Tutto

Le “rotte” di Reno del ’49 e del ’51, a Gallo di Poggio Renatico

Le “rotte” del Reno del ’49 e del ‘51
Testo di Giulio Reggiani
Possiamo considerare il 1951 come l’annus horribilis delle alluvioni italiane? Forse no, se andiamo molto indietro nel tempo. Ma se consideriamo gli ultimi due secoli e valutiamo solamente i dati riguardanti la parte terminale della pianura padano-veneta (ed il bacino idrografico renano in particolare) siamo in grado di affermarlo con certezza. Infatti quell’anno successero due episodi di straordinario impatto sulle popolazioni di ambedue le sponde sinistre, sia del Po che del Reno; ed avvennero l’uno all’inizio e l’altro alla fine dell’anno. Il “trait d’union” fra queste due, fu la sommersione di terreni fecondi e ben coltivati di dimensioni assai rilevanti; naturalmente l’allagamento del Rodigino fu molto superiore a quello del Ferrarese, viste le diverse portate d’acqua dei due fiumi.
La più famosa e disastrosa inondazione italiana, dall’Unificazione ad oggi, resta senza dubbio quella del 13 novembre 1951, che vide il Po, il maggior fiume d’Italia, rompere il suo argine sinistro ad Occhiobello, in provincia di Rovigo, causando danni di dimensioni bibliche, allagando circa 70 mila ettari di fertile campagna e costringendo all’evacuazione Leggi Tutto

Di nuovo sott’acqua…

17 novembre. Ci risiamo. Sono passati appena 9 mesi dalla rotta di Reno al Trebbo  (Castel Maggiore) nel  febbraio di quest’anno, che già ci ritroviamo  con tante case, strade, vaste aree di campagna invase dalle acque  straripate o esondate da fiumi , canali e fossati strapieni. Sono bastati alcuni giorni e notti di piogge intense (ma non eccezionali…) , e tutto il sistema di circolazione delle acque nella miriade di corsi che attraversano la nostra pianura intorno al Reno è entrato in crisi. E sì che ci erano stati annunciati  interventi per la sicurezza idrogeologica per  centinaia di milioni… Ma non sappiamo quanti ne siano poi stati realizzati o avviati. Di certo che la cronaca di oggi è un bollettino di guerra, per molti persa. Leggiamo dalla stampa:”Esondato a Budrio il fiume Idice. Campagne allagate  a Budrio e Castenaso. Il Reno sta raggiungendo il colmo a Casalecchio di Reno. Anche i fiumi Samoggia e Sillaro hanno raggiunto il livello 3. A Castel Maggiore interviene l’esercito in seguito a tracimazione del Canale Navile in località Castello…Rimane l’allerta rossa per i fiumi in Emilia, visto che il maltempo delle ultime ore sta creando situazioni di criticità soprattutto nelle provincie di Bologna e Ferrara per il rapido innalzamento dei fiumi….

….. Nella tarda mattinata, su richiesta della Prefettura di Bologna, l’Esercito è stato chiamato ad intervenire Leggi Tutto

Disboscamento “selettivo” delle golene di Reno al Trebbo

L’area di golena del fiume Reno a Trebbo sarà ripulita dalla vegetazione (notizia pubblicata in data sabato 02 novembre 2019 sul sito del comune di Castel Maggiore)
Intervento della Regione Emilia – Romagna per aumentare la sicurezza dell’abitato
Nel corso di un incontro tenutosi a Trebbo (frazione del Comune di Castel Maggiore, ndr) il 24 ottobre scorso, su iniziativa dell’amministrazione comunale e delle consulte ambiente e territoriale di Trebbo, i tecnici della Regione hanno illustrato la necessità di operare una forte riduzione della vegetazione presente nella golena a Trebbo di Reno: nel corso degli eventi alluvionali del 2 febbraio scorso si è infatti registrato un anormale incremento di livello della piena nella zona di Trebbo di Reno e della prospicente Longara (Sala Bolognese). Secondo i tecnici tale innalzamento dei livelli è imputabile, in prima approssimazione, alla combinazione di una sezione fluviale particolarmente ridotta in presenza di una scabrezza dell’alveo particolarmente elevata per la presenza di una fitta vegetazione.
La fitta vegetazione presente costituisce un ingombro che riduce la capienza dell’alveo e al tempo stesso frena i detriti portati dalle piene, costituendo Leggi Tutto