La modernità di Guglielmo Marconi, che unisce, oltre il tempo e i luoghi.

La modernità di Guglielmo Marconi
Note di Pia Brugnatelli Coordinatrice editoriale di Storica National Geographic*
«Un giorno sarà possibile mandare messaggi in ogni angolo della terra utilizzando una quantità così piccola di energia, che anche i costi saranno molto bassi». Con queste parole, pronunciate nel dicembre 1909 in occasione dell’assegnazione del premio Nobel per la fisica, Guglielmo Marconi dava prova della lungimiranza che lo aveva portato a raggiungere risultati straordinari.
La figura del grande inventore che nel 1896 brevettò per primo il telegrafo senza fili – nato a Bologna il 25 aprile di centocinquant’anni fa – mostra tratti d’impressionante modernità. Appassionatosi fin da giovane agli studi sull’elettricità, a soli vent’anni, prima ancora di laurearsi, si dedicò a sperimentazioni sulla trasmissione di onde elettromagnetiche, riuscendo per primo nel 1895 a inviare un segnale radio a oltre due chilometri di distanza, e a superare un ostacolo naturale (una collinetta nella località di Sasso, all’epoca non ancora detta Sasso Marconi). Le decisioni che prese a partire da questo risultato straordinario segnarono la storia delle comunicazioni, e suonano al contempo estremamente familiari ai giovani d’oggi. Su consiglio della madre, di origini irlandesi, decise d’interrompere gli studi, trasferirsi in Inghilterra, Paese tecnologicamente Leggi Tutto

Un libro per ricordare Passarini e il tempo della “balera”

UN LIBRO DEDICATO A RUGGERO PASSARINI E ALLE ORCHESTRE ALLA FILUZZI
Note di GIAN PAOLO BORGHI
Da diversi anni ricercatori e studiosi stanno dedicando un’attenzione non comune al mondo del cosiddetto ballo liscio, candidato peraltro dall’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna a essere dichiarato Patrimonio immateriale dell’Umanità a tutela Unesco.
Una significativa variante del “liscio” è costituita dal ballo alla Filuzzi, probabilmente “nato” agli inizi del ‘900 (ma “figlio” di danze ottocentesche), «vero leitmotiv e strenua passione musicale imperante nelle sale da ballo di Bologna e provincia». Così si esprime Adriano Bacchi Lazzari, noto ricercatore e collezionista di dischi, in un libro fresco di stampa dedicato a Ruggero Passarini, uno dei “giganti” di questa forma musicale, per decenni attivo con successo nelle sale da ballo (o, meglio, nei baladûr) della Città di Bologna e dei nostri territori.
L’agile libro che sto commentando porta il significativo titolo “Ruggero Passarini. Testi e bottoni, quante emozioni!” ed estende la sua sfera d’azione anche a una piccola Storia delle orchestre alla Filuzzi (come recita il sottotitolo) con biografie di altri grandi filuzziani, come Leonildo “Nildo” Marcheselli, considerato il “padre” e il principale divulgatore di questo ballo, tuttora molto apprezzato Leggi Tutto

25 aprile 1945-2024 -79 anni di libertà conquistata a caro prezzo.

25 aprile | Festa della Liberazione
Per conoscere  e ricordare, visita il portale
www.storiaememoriadibologna.it/la-lotta-di-liberazione-1943-45
La città di Bologna ha decine di memorie dedicate agli eventi della Seconda Guerra Mondiale. Nelle strade, nei giardini, nei cortili delle case, sui marciapiedi vengono ricordati atti eroici, fucilazioni, battaglie. Per questa occasione segnaliamo quattro monumenti:
Il Sacrario dei Partigiani di Piazza Nettuno
Il Monumento alle Cadute Partigiane
Il Memoriale della Shoah
Il Monumento ossario ai Caduti Partigiani
Bologna fu una delle città italiane più colpite dalla guerra, sia per la sua centralità nel sistema delle comunicazioni, sia per la sua posizione di retrovia della Linea Gotica.
Fra il settembre 1943 e l’aprile 1945, con l’insediamento del comando militare tedesco e della RSI (Repubblica Sociale Italiana, o “di Salò”),  la città conobbe un duro regime di occupazione, il freddo e la fame per la popolazione civile, i bombardamenti alleati, rappresaglie naziste come quella di Monte Sole, ma anche la coraggiosa azione dei gruppi partigiani e la resistenza degli antifascisti.
Alto fu il Leggi Tutto

La Ciclovia del Reno è pronta al via

Inaugurazione della Ciclovia del Reno
Sabato 6 aprile 2024, ore 15 a Malacappa (Argelato)
La Ciclovia del Reno ER19 è un percorso ciclo-pedonale turistico che corre quasi totalmente sulla sommità dell’argine del fiume Reno e che – per quello che riguarda il solo tratto di pertinenza dell’Unione Reno Galliera (escludendo, cioè, quelli dei confinanti comuni di Calderara di Reno e di Sala Bolognese) – ha una lunghezza di 42 km, da Trebbo di Reno a San Vincenzo di Galliera.
Sabato 6 aprile il taglio del nastro è previsto alle ore 15 a Malacappa, appuntamento ovviamente in bicicletta in autonomia oppure unendosi al gruppo organizzato dall’associazione Pedalalenta – FIAB in partenza alle 14.15 dalla Chiesa di Trebbo di Reno (Info: 329 455 5108 | 347 440 0602 – info@pedalalenta.it).
Costata 1,6 milioni di euro e finanziata con il contributo dei fondi regionali FSC 2014-2020, oltre al contributo della Città metropolitana di Bologna, e dei comuni di Calderara, Sala Bolognese e Cento, la ciclovia attraversa i comuni di Castel Maggiore, Argelato, Castello d’Argile, Pieve di Cento e Galliera, Calderara di Reno e Sala Bolognese, lambendo anche il centro abitato di Cento.
Il suo tracciato coincide con la linea #25 della Bicipolitana per il tempo libero e si collegherà alla Ciclovia del Sole – Eurovelo 7, all’altezza della località Lippo di Calderara di Reno, grazie al nuovo ponte ciclabile sul fiume Reno.

La Ciclovia inoltre è stata Leggi Tutto

Le favole dell’Ocarina bianca. In un nuovo libro

Le favole dell’ocarina bianca
Recensione di GIAN PAOLO BORGHI
È il titolo di un piacevole libro di Beppe Manni, che propone il repertorio completo della Compagnia dei “Burattini dell’Ocarina Bianca, una formazione modenese ormai da oltre un trentennio attiva con le sue rappresentazioni in quel territorio e, più in generale, in area emiliana. Composto da Beppe Manni e da Maurizio Berselli, il sodalizio si distingue non soltanto per i copioni che vedono come protagonisti i classici e noti burattini della “scuola” modenese-emiliana (Sandrone e Pulonia, nonché Fagiolino), ma si caratterizza soprattutto per le numerose proposte di spettacoli nei quali le fiabe della tradizione, le avventure alla corte estense e alcune storie bibliche dominano letteralmente la scena.
I Burattini dell’Ocarina Bianca vivacizzano inoltre i loro spettacoli con musiche (eseguite dal gruppo musicale Suonabanda, diretto da Maurizio Berselli) e canti che sono stati incisi in un Compact Disc allegato al libro.
Per l’attività artistica, alla compagnia sono stati attribuiti importanti riconoscimenti dalla giuria del Premio nazionale “Ribalte di Fantasia”, per copioni inediti del teatro di burattini, fondato da Otello Sarzi Madidini e Giorgio Vezzani.
Stupendamente illustrato Leggi Tutto

Romano Danielli, l’operaio che si fece burattinaio, ora scrittore

UN LIBRO DI ROMANO DANIELLI:
SEGRETI E MAGIE DI BURATTINI E BURATTINAI BOLOGNESI
– Scheda bibliografica di GIAN PAOLO BORGHI-
Stampato a cura dell’editore bolognese Paolo Emilio Persiani, questo interessante volume del burattinaio petroniano Romano Danielli porta un significativo sottotitolo, Anche l’operaio metalmeccanico può diventare artista burattinaio, che sottolinea in sintesi il suo traguardo artistico, felicemente (e più che meritatamente!) conseguito, nonostante le apparenti difficoltà culturali della partenza.
La sua prestigiosa carriera ha inizio nel lontano 1953, a sedici anni, nel “casotto” delle teste di legno di Umberto Malaguti e prosegue in un crescendo di successi che lo conduce ai vertici dell’arte burattinesca bolognese e nazionale e che lo vede protagonista di importanti esperienze internazionali.
Il suo esordio pubblico a favore degli amici si realizza durante la sua fanciullezza. Ricorda, con una certa commozione: «Il primo spettacolo pubblico lo diedi in strada. L’attrezzatura era semplice: una sedia, un burazzo ‘ciuffato’ (sottratto) in cucina, poi i burattini (alcuni erano vestiti, altri no). Radunati gli amici, che sedevano comodamente sul marciapiede, iniziai (non avendo il campanello per il segnale d’ apertura il il dlin, dlin lo facevo con la bocca). Le storie le inventavo lì, al momento».

Le vicende che Romano Danielli ci narra con maestria si snodano attraverso itinerari che hanno come Leggi Tutto

Le mazziniane . Femministe e patriote dell’Ottocento

Nel sito Storia e Memoria di Bologna è presente la pagina
Le mazziniane: rivoluzione ed emancipazione – 1843 | 1878
Educazione, associazione, emancipazione sono concetti costanti del pensiero mazziniano, soprattutto se declinati al femminile: le donne devono educarsi ed essere educatrici di valori, devono associarsi per dare forza al proprio impegno sociale, le donne non debbono essere estranee alla politica per diventare cittadine consapevoli e attive.
* Per approfondire attraverso foto, testi e documenti cliccare qui.
https://www.storiaememoriadibologna.it/le-mazziniane-rivoluzione-ed-emancipazione-497-evento
** Stralci estratti dal testo:
Aprire una finestra sul pensiero politico e sull’elaborazione teorica di Giuseppe Mazzini in un percorso di studi volti a cogliere la presenza delle donne nel processo di affermazione e di crescita dell’unità nazionale e dell’affermarsi di una identità italiana unitaria, intesa in questo caso come maschile e femminile, non è assolutamente fuori luogo soprattutto se l’attenzione è posta sul ‘sistema mazziniano’ alla cui costruzione la riflessione sul ruolo femminile non è né marginale, né scarsamente organica, ma ben strutturata nell’impianto complessivo delle sue dottrine e dei suoi postulati politici e sociali.

Mazzini si muove all’interno di quel movimento democratico ottocentesco attorno al quale si mobilita la prima presenza politica femminile di una certa organicità e a lui si riferiscono Leggi Tutto

La maschera di Bertoldo al Carnevale persicetano e in un libro

Al MAF- Mondo Agricolo Ferrarese di S. Bartolomeo in bosco
Domenica 10 Marzo, ore 15.00
BERTOLDO, IL CARNEVALE PERSICETANO E LE “CANTE DEL FILÒ”
Riti e tradizioni del mondo popolare padano
– Presentazione del volume
DAL VILLANO AL SOVRANO. LA MASCHERA DI BERTOLDO AL CARNEVALE STORICO PERSICETANO di Enrico Papa e Wolfango a cura di Alighiera Peretti Poggi
(Edizioni Minerva, Argelato (Bologna), 2024)
Gian Paolo Borghi ne parla con Enrico Papa
– A seguire: INCONTRO CON IL CANTASTORIE Otello Perazzoli
e le sue “cante” venete: dal Torototèla ai campi e alle piazze
– Indi: Inaugurazione della mostra di disegni di Giovanni Giorgi
Telefilm: nostalgia del passato (in parete fino al 2 maggio)
* In conclusione: Buffet riservato a tutti i partecipanti
– Ingresso libero e gratuito

Dialetto e cultura popolare bolognese nel nuovo Lunario 2024

IL “LUNARIO BOLOGNESE 2024” NEL RICORDO DI
PIAZZA MARINO, POETA CONTADINO”
di GIAN PAOLO BORGHI
Ancora un nuovo numero del “Lunario” che fu fondato e distribuito a partire dal 1979 dal cantastorie bolognese Marino Piazza (Bazzano, 1909-Bologna, 1993), ovvero “Piazza Marino, il poeta contadino”, secondo una sua azzeccata autodefinizione. L’odierna annata costituisce, in effetti, la 27ª della serie, proseguita dopo la sua scomparsa dall’altrettanto indimenticabile figlio Giuliano (Bologna, 1941-2015) e dal nipote Marco, che idealmente (e con tanta passione!) segue le loro orme.
Questo caratteristico almanacco petroniano mantiene ancora la struttura di quelli tradizionali, un tempo diffusi ai mercati e alle fiere. Non mancano, in particolare, le previsioni del tempo, i numeri da giocare al lotto (un tempo popolarmente definiti “Cabala del lotto”), il calendario delle principali fiere e sagre del territorio bolognese, i lavori del mese e consigli utili (orto, giardino, cantina, salute a tavola).
Tra le altre rubriche, una menzione particolare va riservata all’Oroscopo bolognese con le frasi dialettali di Enzo Scagliarini, nonché alle “chicche” petroniane, dal ricordo del grande commediografo, attore dialettale, poeta e scrittore Arrigo Lucchini (Bologna, 1916-1984) alla storia della nascita dell’odierna Piazza Verdi e delle tagliatelle.

Come da consolidato e atteso appuntamento, il “Lunario” ha proceduto alla pubblicazione di alcuni testi Leggi Tutto

Canali e bacini aperti per accogliere la pioggia che è arrivata…

ATTIVI GLI IMPIANTI DI SOLLEVAMENTO E LE SQUADRE OPERATIVE PER GESTIRE LO SCOLO DELLE PIOGGE NELLA PIANURA BOLOGNESE
– Comunicato della Bonifica Renana del 29 febbraio 2024 –
BOLOGNA – Dallo scorso venerdì ad oggi nel bacino del Reno sono piovuti oltre 150 millimetri di pioggia in Appennino; nella pianura bolognese c’è ampia differenza tra la zona orientale (tra Idice e Sillaro), con 30 millimetri, e l’area tra Navile e Samoggia dove si sono registrati 60 millimetri di precipitazioni. Ulteriori piogge sono attese nelle prossime 48 ore.
Gli impianti di sollevamento della Renana per lo scolo della pianura sono in funzionamento da martedì e l’attività di pompaggio interessa soprattutto le strutture idrauliche del Conte e di Forcelli che immettono le acque meteoriche dei canali di scolo nel torrente Samoggia e nel fiume Reno, a tutela del territorio di Anzola e Sala Bolognese.
Nella stessa zona è in funzione e si sta riempiendo la cassa consortile Dosolo, con capacità d’invaso pari a1,3 milioni di metri cubi.
Per lo scolo della pianura tra Reno e Idice sono operativi da mercoledì anche gli idrovori Malalbergo, Varani e Travallino, oltre a quelli di Saiarino e Valle Santa, situati in Leggi Tutto