Po in secca, dati a confronto

Siccità e grande secca del fiume Po: 2022 un anno record preannunciato.
Articolo di Renzo Valloni – Centro Etica Ambientale*
Forse mai come in questo inizio estate il fiume Po è stato al centro dell’attenzione pubblica. La sua secca estrema, che rende possibile camminare in alveo da sponda a sponda, fornisce una nitida immagine della siccità che da mesi affligge il parmense e l’intero bacino padano. Detto che la ‘siccità meteorologica’ consiste in una significativa e duratura carenza di precipitazioni il cui risultato finale è comunemente una ‘siccità idrologica’ che si manifesta con prolungate magre, le portate del Po del mese di giugno 2022 hanno segnato il minimo di sempre. Per un apprezzamento visivo del fenomeno in atto è stato costruito il grafico sotto delle portate del fiume Po con l’andamento di alcune grandezze caratteristiche riferite alla sezione di Pontelagoscuro convenzionalmente considerata come la chiusura idrologica del bacino del grande fiume. L’asse verticale riporta le portate in metri cubi al secondo mentre l’asse orizzontale riporta i mesi del “calendario idrologico” che inizia il 1° ottobre e termina il 30 settembre dell’anno successivo*
Dall’insieme delle curve di portata delle ultime 17 annualità, sono state estratte la curva nera delle
portate giornaliere dell’anno in corso 2021/2022 Leggi Tutto

Allarme per siccità. Po in secca

Ferrara, il Po diventa un’enorme distesa di sabbia. L’appello del consorzio e degli agricoltori: «Intervenite» Acqua in ritirata, cuneo salino in aumento, campi di mais devastati: « Servono interventi strutturali» di Federica Nannetti *
Isole e ampi spazi sabbiosi. Talvolta si vede sbucare l’erba. Eppure, una volta, in quei punti scorrevano le acque del Po. La desertificazione sta mangiando tratti via via sempre più lunghi e profondi di fiume, lasciando alle sue spalle uno stato di siccità ormai perenne: vi sono zone non più bagnate da tempi immemori e corsi d’acqua sempre più esili. Alcune immagini relative a Pontelagoscuro e a Francolino, nel ferrarese, sono state divulgate nei giorni scorsi dal Consorzio di bonifica pianura di Ferrara, scatti aerei che testimoniano ancor meglio delle parole una situazione sempre più strutturale, lì come in tutto il bacino del fiume; e non solo.
Coltivazioni sempre più a rischio
I rischi per le coltivazioni, per la biodiversità e per il settore idroelettrico potrebbero rivelarsi gravi anche nel breve periodo, tenendo conto di una situazione sempre meno straordinaria e sempre più evidente, esattamente come testimoniato dai numerosi e periodici report diffusi dall’Autorità distrettuale del fiume Po (Adbpo) in seno al ministero della Transizione ecologica degli ultimi mesi. Bollettini che si stanno ripetendo, con dati sempre più preoccupanti tra la severa Leggi Tutto

Flora storica della provincia di Bologna. Una guida per studiarla

Della flora storica della provincia di Bologna credo si sappia molto poco, almeno sul piano della conoscenza delle specie vegetali, delle loro caratteristiche e della loro classificazione e catalogazione. Il primo importante studio sistematico risale al 1883 e fu opera di Girolamo Cocconi, che descrisse “La flora della Provincia di Bologna “ in un libro pensato per gli studenti e per quanti gradissero accrescere le proprie cognizioni di botanica. In realtà altri studiosi di botanica bolognesi avevano svolto ricerche e realizzato erbari, compilazioni storiche e cataloghi parziali su parti del territorio bolognese. Si ricordano i nomi di Ulisse Aldrovandi (1522-1602), Giacomo Zanoni (1615-1682), Giuseppe Monti (1682-1760), e poi i Bertoloni da Sarzana, Antonio (1775 – 1869) e il figlio Giuseppe (1804-1878) che si occupò in particolare delle piante spontanee di Porretta e dintorni e delle piante infestanti delle risaie nella pianura bolognese.
Ora da poco è uscita una pubblicazione “Dal libro alla mappa. La flora storica della Provincia di Bologna”, curato da Giovanna Pezzi, Fabrizio Buldrini e Alessandro Alessandrini, che offre tutta una serie di informazioni in materia, per indirizzare lo studio, partendo proprio dall’esame del libro del Cocconi, per abbozzare un confronto parziale della Leggi Tutto

Carlo Alberto Pizzardi, imprenditore e filantropo, tra Bentivoglio e Bologna

Carlo Alberto Pizzardi. Biografia di Elena Musiani
Nato il 4 dicembre 1850 dall’unione di Luigi Pizzardi – primo sindaco di Bologna dopo l’unificazione al Regno d’Italia – con la marchesa Maria Antonietta Mariscotti Berselli, rappresenta l’apice e al tempo stesso la decadenza di una delle famiglie protagoniste della storia di Bologna nel XIX secolo. Di nobiltà recente (ottennero il titolo di marchesi solo nel 1833), quella dei Pizzardi fu una parabola economica tipica della stagione ottocentesca la cui ricchezza si fondava principalmente sulla gestione di terre distribuite in massima parte nei territori di Castel Maggiore, San Marino di Bentivoglio e Santa Maria in Duno.
Alla morte di Luigi (1871) il patrimonio famigliare venne inizialmente diviso tra i tre figli maschi Francesco, Camillo e Carlo Alberto, ma quest’ultimo fu l’unico a mostrare capacità imprenditoriali. Il fondamentale disinteresse di Francesco e l’incapacità gestionaria di Camillo determinarono, tra gli anni 1882-1885 un momento di seria difficoltà per la famiglia che si vide costretta a vendere la residenza cittadina di Palazzo Legnani-Pizzardi in via Farini.
Venne quindi deciso di affidare al solo Carlo Alberto la gestione delle terre della pianura e questi ruscì a risanare il patrimonio famigliare, Leggi Tutto

Settimana della Bonifica e della Irrigazione

Settimana della Bonifica e della Irrigazione 2022: ecco tutte le iniziative
E’ partita il 13 maggio 2022 la Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione, iniziativa promossa da ANBI ed organizzata dai 180 consorzi di bonifica italiani, che coinvolge ed apre al pubblico strutture ed impianti in tutto il territorio nazionale.
Fino a domenica 22 maggio 2022 sono numerose le iniziative in programma, finalizzate a far conoscere attività e ruolo della Bonifica Renana a consorziati e cittadini in genere.
Oltre agli eventi specifici proposti dal seguente programma, dal 13 al 22 maggio 2022, alle ore 9.00 e alle ore 11.00 (escluso lunedì 16 maggio) è possibile effettuare la visita guidata gratuita del Museo della Bonifica, in via Saiarino 1, ad Argenta – FE.
Prenotazione obbligatoria tramite email a info@vallidiargenta.org o telefonando allo 0532/808058
PROGRAMMA DELLE INIZIATIVE
12 e 16 MAGGIO – ore 10.00 Visita guidata al laboratorio di ingegneria naturalistica di Monte Pigna illustrazione delle tecniche di ingegneria e selvicoltura sostenibile per gli studenti degli istituti tecnici e UNIBO
17 MAGGIO – ore 9.30 Obiettivo Leggi Tutto

Come nacque il cognome. Ministoria

Il cognome, orgoglio familiare e necessità storica . Articolo di Annalisa Palumbo –Storica National Geographic.
Cognome. s. m. [dal lat. cognomen, composto dal prefisso co-1 e gnomen (nomen) «nome»]. Significa nome di famiglia, casato. Il cognome così come lo conosciamo è in uso sin dal 2580 a.C. in Cina, dove sembra che venisse tramandato per via materna. In Europa bisogna attendere la repubblica romana per riscontrare tracce di qualcosa di simile. Nell’Urbe i pochissimi romani che potevano dirsi cittadini – qui ti raccontiamo chi erano – usavano il cosiddetto tria nomina, costituito da tre elementi. Il prænomen era il nome proprio che gli si assegnava dopo la nascita ed era quello con cui ci si rivolgeva in ambito familiare. Il nomen permetteva d’identificare la gens o famiglia allargata d’appartenenza dell’individuo ed era l’unico appellativo assegnato alle donne, che venivano chiamate solo con quello che noi definiremmo cognome: Claudia, Livia. Il cognomen, l’attribuzione più particolare, veniva assegnato in base a una caratteristica fisica o un’esperienza di vita. A questi tre elementi si poteva aggiungere l’agnomen, che aveva carattere onorifico e di solito indicava gesta d’arme importanti.

Così per esempio uno dei generali più famosi della storia di Roma, che da bambino aveva ricevuto il prænomen Publio, appartenente alla gens cornelia, che era diventato un generale (Scipione, Leggi Tutto

Un premio ai maestri del Teatro di figura, arte popolare antica e sempre viva.

Domenica 8 Maggio 2022, ore 16.00 al MAF di S. Bartolomeo in bosco (FE)
CONSEGNA DEI PREMI NAZIONALI RIBALTE DI FANTASIA” 2022
riservati ad artisti e studiosi del teatro di figura
Saranno assegnati riconoscimenti a:
Stefano Giunchi (Formazione per i giovani artisti del Teatro di Figura)
Famiglia SimoniCompagnia “Città di Ferrara” (mezzo secolo in Arte)
Rita Pasqualini-Teatrino dell’Es (40 anni in Arte)
Riccardo Pazzaglia-I Burattini di Riccardo (30 anni in Arte)
Valentina Paolini-Teatrino a due Pollici (“Cantastorie e domicilio”)
Brina Babini (creatrice di burattini, marionette, pupazzi e scenografie);
Museo “La Casa delle Marionette” (per l’ideazione della rete regionale emiliano-romagnola dei Musei dei Teatri di Figura-ReTeFì).
– Verranno inoltre premiati gli Studiosi:
Alfonso Cipolla (Studioso e Presidente Nazionale UNIMA)
Fulvio De Nigris (biografo di Otello Sarzi).
Saranno, infine, consegnati riconoscimenti speciali “al futuro” a due giovanissimi aspiranti burattinai: Riccardo Lamborghini (5 anni) e Ettore Bronzi (7 anni)
A seguire:
-Testimonianze degli Artisti e degli Studiosi premiati!
L’iniziativa, a ingresso libero, rientra nel calendario ufficiale di “Fattorie Aperte”,
manifestazione culturale promossa dalla Regione Emilia-Romagna.
E’ obbligatorio indossare la mascherina FFP2
https://www.mondoagricoloferrarese.it/eventi/

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Dino Govoni: un pilota automobilistico centese di talento

Odoardo “Dino” Govoni. Pilota automobilistico centese (1932-2022)
L’area centese consegna alla storia dello sport automobilistico il nome di un altro protagonista importante, vissuto in un’epoca di grande fermento e passione e in una provincia che ha saputo esprimere persone di forte spinta creativa. Si tratta di Odoardo Govoni, detto “Dino “, pilota di auto da corsa, morto nei giorni scorsi a Cento (Ferrara), all’età di 90 anni. Le cronache locali lo hanno salutato come “ Il signore della Mille Miglia”. (*)
Dino Govoni aveva corso tra i grandi dell’automobilismo, conquistando sette titoli italiani e uno europeo nella storica competizione italiana e portando al successo numerose auto in oltre trent’anni di carriera che ha visto intrecciare la sua vita a quella di numerosi nomi altisonanti.
Era nato e aveva vissuto a XII Morelli, frazione di Cento, confinante con l’altra frazione centese di Renazzo che ha dato i natali a Ferruccio Lamborghini, il creatore di trattori e poi di auto di grande prestigio come la Miura.
Figlio di Luigi Govoni, detto Gigetto, titolare di una azienda di macellazione industriale di bovini, che aveva dato lavoro fino a 100 dipendenti della zona, Dino era però più interessato alla officina e ai camion che provvedevano ai trasporti, che alla macellazione o allo studio. E ha cominciato ben presto a dimostrare la sua Leggi Tutto

La cronaca che si fa storia. Dalle pagine di 77 anni fa .

Cronache di guerra e dopoguerra – 1945 – 1954: Da Il resto del Carlino del  regime fascista al Corriere-poi Giornale dell’Emilia… a Il Resto del Carlino della Bologna liberata.
Oggi è possibile consultare online l’annata 1945 e il primo semestre 1946 de “Il Resto del Carlino”, “Corriere dell’Emilia” e “Giornale dell’Emilia”, grazie al prezioso lavoro di digitalizzazione dell’archivio dedicato alla memoria della Liberazione portato avanti dell’istituzione BolognaMusei e della Biblioteca comunale Archiginnasio.
Il 19 aprile 1945 uscì l’ultimo numero de Il Resto del Carlino sotto il controllo della Repubblica Sociale Italiana. Cancellato lo storico nome per decisione del Comando alleato, per espressa volontà del Psychological Warfare Branch, l’ufficio dei comandi alleati creato per chiudere la stampa legata al regime fascista e occuparsi dell’opinione pubblica dei territori liberati, venne fondata una nuova testata che dal 22 aprile al 15 luglio 1945 fu pubblicata con il nome di “Corriere dell’Emilia” e il sottotitolo “Quotidiano della Valle Padana”.
Il 17 luglio 1945, il PWB concesse autonomia alla redazione che si costituì in cooperativa e assunse il nome di “Giornale dell’Emilia. Quotidiano indipendente della Valle Padana”, pubblicato fino al Leggi Tutto

C’era una volta il metano sotto Cento… e lo estraevano negli anni ’40 e ’50

Condivido da Facebook un interessante post di Maurizio Panconesi pubblicato recentemente.
“Quando a Cento (Corporeno) si estraeva il metano … E’ tornato un tema di attualità, visti i costi ed il problema degli approvvigionamenti, ma forse qualcuno dei più anziani ricorda ancora quando a Corporeno (frazione di Cento, ndr) si estraeva il metano …La presenza del gas era già conosciuta nella zona fin dall’inizio del secolo scorso, (un sito si chiamava infatti già “La Casa del gas“) quando emanazioni spontanee davano luogo a sporadiche fiammelle nelle campagne della Frazione: per questo si effettuò lo scavo a poca profondità di un pozzo che diede la possibilità di illuminare per qualche tempo alcuni edifici della zona. Causa la guerra e le necessità conseguenti di energia, nel 1942 la “Ditta Carlo Chiari” diede inizio ai primi sondaggi con esiti soddisfacenti; dal 1943 poi, la concessione passò alla “Società Mineraria Corpo Reno”che la detenne fino al 1949,effettuando la perforazione di ben 38 pozzi! Subentrata infine nel 1952 la “Società Mineraria Emiliano Lombarda” , questa protrasse estrazione e ricerche negli anni successivi fino a cessare definitivamente ogni attività nel 1958; la produzione complessiva di metano estratto ammontò a 676.700 mc. Oggi,
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