Festa del lavoro e Primo maggio, cenni di storia

La Costituzione italiana, elaborata dalla Assemblea Costituente dal giugno 1946 e entrata in vigore il 1 gennaio 1948, attribuisce  un valore determinante al lavoro e ai lavoratori. Infatti, all’art. 1 dei Principi fondamentali afferma che “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione“. E all’articolo 4: “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, una attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
La Festa dei lavoratori, detta anche Festa del lavoro, è celebrata il 1° maggio di ogni anno per ricordare l’impegno del movimento sindacale ed i traguardi raggiunti in campo economico e sociale dai lavoratori. La festa del lavoro è riconosciuta ufficialmente in molte nazioni del mondo ma non in tutte. Ha origini internazionali. Più precisamente, con essa si intende onorare le battaglie operaie volte alla conquista di un diritto ben preciso:
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Un concerto virtuale per il 1o maggio

Da Motteggiana  (Mantova) un concerto virtuale al Femminile per la Festa del 1° Maggio. Dopo il Concerto virtuale del 25 Aprile, con l’esecuzione di antiche registrazioni di “Bella Ciao” (*), in omaggio agli ideali della Resistenza e alla concittadina Giovanna Daffini (1914-1969), il Comune di Motteggiana prosegue un suo preciso progetto culturale. Venerdì 1° maggio, Festa del Lavoro, proporrà un secondo Concerto virtuale, eseguito in questa occasione da cantastorie italiane, pluripremiate al Concorso Nazionale “Giovanna Daffini” per testi inediti da cantastorie, che dal 1994 si tiene annualmente nella frazione di Villa Saviola. Il concerto verrà trasmesso attraverso la pagina Facebook del Comune (**), anche in onore a Giovanna Daffini, cantante popolare nativa di Villa Saviola, che ebbe notorietà nazionale partecipando attivamente con il marito Vittorio Carpi a spettacoli e concerti, ospitati anche al Festival dei Due Mondi di Spoleto e al Festival della Gioventù di Berlino.
Il concerto virtuale assume particolare rilevanza in tempi bui come quelli che stiamo vivendo e vuole proporsi come autentico messaggio di speranza per il futuro, affinché lavoro, serenità, vita familiare, sociale e aggregativa Leggi Tutto

Festa della Liberazione. Perchè il 25 aprile?

** Riproponiamo un nostro articolo di 3 anni fa per rinfrescare la memoria.**
Il 25 aprile è la data dell’annuale festa della Liberazione dell’Italia, che celebra la sconfitta del nazifascismo e la fine della Seconda Guerra Mondiale ad opera delle forze partigiane, dell’esercito cobelligerante italiano e delle truppe degli Alleati di varie nazionalità.
Ma perché proprio il 25 aprile? Considerato che la lotta di liberazione del nostro Paese cominciò molto prima, a partire dallo sbarco in Sicilia degli Angloamericani il   6 luglio 1943, seguito dalla caduta del fascismo il 25 luglio dello stesso anno, e quindi dall’arresto e successiva fuga in Germania di Mussolini, dall’armistizio sottoscritto dal nostro generale Badoglio l’8 settembre con gli Angloamericani, e si concluse il 3 maggio 1945, dopo quasi due anni di guerra degli eserciti Alleati coadiuvati dai gruppi armati partigiani che si andarono via via costituendo, da sud a nord, dalla linea Gustav alla linea Gotica sul nostro Appennino, che portarono infine alla insurrezione e liberazione delle grandi città del nord e infine alla resa definitiva delle forze nazifasciste presenti in Italia.

La data del 25 aprile fu eletta a simbolo di questo evento perché rappresentò il momento nel quale il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI) il cui comando aveva sede a Milano, proclamò l’insurrezione Leggi Tutto

Storia e Memoria di Bologna. Iniziative e filmati inediti online per il 75o anniversario della Liberazione

L’emergenza epidemiologica Covid-19 ha reso impossibile, per la prima volta nella storia repubblicana italiana, celebrare nelle piazze e negli spazi pubblici il 75° anniversario della Festa della Liberazione. L’Istituzione Bologna Musei, attraverso l’area disciplinare Storia e Memoria, ha quindi predisposto un ricco programma di iniziative online, partecipando al programma ufficiale delle Celebrazioni predisposto dal Comune di Bologna e dalla Città Metropolitana di Bologna utilizzando le tecnologie digitali come mezzo fondamentale per la conservazione, condivisione e trasmissione attiva della memoria. Inoltre, il Museo civico del Risorgimento a seguito della sospensione dell’apertura al pubblico, propone un palinsesto di nuovi contributi video e dirette streaming dedicate alla Resistenza partigiana visibili sulla sua pagina Facebook. Per cinque giorni, fino a sabato 25 aprile, anniversario della Liberazione nazionale, le voci di operatori museali, storici e giornalisti si alternano per ripercorrere vari aspetti delle lotte che portarono alla liberazione dalla dittatura nazifascista nel territorio bolognese. Al termine Leggi Tutto

Emozione barocca. Il Guercino a Cento. Mostra online

Visita virtuale della mostra “Emozione Barocca. Il Guercino a Cento” #laculturanonsiferma. È questo lo slogan che sta muovendo la cultura nel nostro paese da quando il Covid19 ha cambiato le nostre vite. Anche l’amministrazione di Cento sta lavorando in questa direzione, con la consapevolezza che nei momenti di grande difficoltà non bisogna arrendersi, ma occorre saper trovare nuove strade con nuovi strumenti. Si è quindi rivolta a Photoactivity, una realtà centese che vanta realizzazioni virtuali di grandissima importanza come la biblioteca dell’Istituto dei Beni Culturali e il MAGI900. Il progetto è andato avanti nonostante tutte le difficoltà derivate dalle disposizioni restrittive della mobilità, con riprese dal vivo attuate con le necessarie precauzioni, tanto lavoro a distanza, confronti, revisioni fino alla conclusione. L’operazione permetterà a tutti coloro che non hanno potuto visitare la mostra “dal vivo” di godere delle opere del Maestro centese, rimanendo comodamente seduti sul divano di casa da tutti i paesi del Mondo.
Sarà possibile visitare i luoghi e le opere che sono stati protagonisti della mostra “Emozione Barocca. Il Guercino a Cento”.
La mostra è visitabile al link: https://www.guercinoacento.it/mostra-guercino-a-cento/ Leggi Tutto

21 aprile 1945 : Bologna libera

In occasione del 75° anniversario della Liberazione di Bologna (21 aprile 1945) e dell’Italia (25 aprile 1945) riproponiamo  alcune immagini selezionate per un lezione su “Fascismo, guerra e Liberazione” tenuta nella scuola elementare di Cento e conservate nell’ Archivio immagini di questo sito, un nostro articolo pubblicato lo scorso anno, e due filmati inediti pubblicati recentemente e visibili online:
https://www.pianurareno.org/new/2019/04/22/21-27-aprile-1945-bologna-e-tutto-il-nord-italia-finalmente-liberati/
https://www.pianurareno.org/new/album-immagini-pianurareno-org/nggallery/immagini-pianura-reno/LLiberazione-di-Bologna-e-d’Italia
https://www.pianurareno.org/new/album-immagini-pianurareno-org/nggallery/immagini-pianura-reno/La-Liberazione-di-Bologna-e-d’Italia—2
https://www.youtube.com/watch?v=C7VUCnfVFP8&feature=share&fbclid=IwAR1-KL2XW0UkUDklQhd5JTZcy6hfe4pAn8bg1gIR3F0SZxVrb9YpcoVgZzs
La Liberazione di Bologna – filmato di Luciano Bergonzini girato il 21 aprile 1945
https://video.repubblica.it/edizione/bologna/the-forgotten-front-il-doc-con-immagini-inedite-della-resistenza-a-bologna/358428/358985?fbclid=IwAR387x38SgubPMamSUYpVB4o3lW-V-UmeQMC4MvE5O_Mb8wR5ZAvm2Je288
“The Forgotten Front”: il doc con immagini inedite della Resistenza a Bologna

Un nuovo film con preziosissimi materiali d’archivio inediti per celebrare il 75° anniversario della Leggi Tutto

RIFLESSIONI SULLA CACCIA ALLE STREGHE
Appunti di storia di Giovanni Pellegrino e Ermelinda Calabria-
Nel Medioevo esisteva una fortissima paura del diavolo e delle streghe . In tutte le classi sociali nel periodo di tempo compreso tra il 1450-1750 tale paura si trasformò in una psicosi collettiva dando origine alla “caccia alle streghe”. In tale periodo storico in Europa e nel nuovo mondo finirono sul rogo più di 100.000  “streghe” accusate di essere in combutta con il diavolo. Contro tali streghe si scatenò una vera e propria psicosi di massa che colpì individui appartenenti a tutte le classi sociali.
Ma come nacque la caccia alle streghe? Essa nacque da una nuova interpretazione della stregoneria che fino alla bolla di Papa Innocenzo VIII (1484) era stata combattuta solamente con la predicazione. Ma in quel contesto storico caratterizzato da spaccature religiose e dure guerre di religione venne esacerbato il senso del peccato. Le responsabilità dell’uomo e soprattutto della donna per le disgrazie del mondo prese ad ossessionare le alte sfere religiose e laiche sia cattoliche che protestanti. Le donne furono le prime ad essere sospettate e colpevolizzate in quanto erano ritenute particolarmente sensibili alle lusinghe del diavolo in quanto discendenti di Eva.

Ma di che cosa erano accusate le streghe ? esse erano accusate di un crimine di lesa maestà divina ed umana e di avere dei poteri magici derivanti da Leggi Tutto

Le collezioni del Museo Civico Archeologico di Bologna on line

Le raccolte del Museo Civico Archeologico di Bologna si sono accresciute a partire da un primo nucleo formato dalle collezioni dell’Università di Bologna (collezioni Aldrovandi, Cospi, Marsili, Lambertini), successivamente arricchite dall’eccezionale raccolta del pittore bolognese Pelagio Palagi acquisita dalla città nel 1861. Di lì a poco iniziò la fortunata stagione degli scavi urbani, inaugurata nel 1869 con la scoperta delle tombe etrusche presso la Certosa, a cui seguirono anni di importanti rinvenimenti nella città e nel territorio circostante. Attualmente le collezioni del Museo vantano circa 200.000 opere, suddivise in sezioni che in parte mantengono ancora i criteri espositivi e l’ordinamento originali.
“ETRUSCHI. VIAGGIO NELLE TERRE DEI RASNA” in VIDEO
La complessa situazione sanitaria nazionale non permette attualmente di dire quando potremo riaprire la mostra, la cui chiusura è prevista per il 24 maggio. Vi segnaliamo però che è possibile vedere, grazie ad un documentario girato da Lepida TV, una presentazione del museo e della mostra ad opera delle archeologhe del Museo Laura Minarini e Marinella Marchesi.
Grazie a IBC EMILIA – ROMAGNA; Assessorato alla Cultura Regione Emilia Romagna e LepidaScpA che hanno promosso e reso possibile la realizzazione del filmato http://lepida.tv/video/museo-archeologico-di-bologna 

Papa Paolo III da Ferrara a Bologna, passando per Malalbergo.

Il viaggio da Ferrara a Bologna di Papa Paolo III sulla via d’acqua – Correva l’anno 1543
– Testo di Dino Chiarini-

Papa Paolo III, al secolo Alessandro Farnese, era nato a Canino (VT) il 29 febbraio 1468 e fu il 220° papa della Chiesa Cattolica; salì al soglio pontificio nel 1534 e vi rimase fino alla morte, avvenuta a Roma il 10 novembre 1549. Già ordinato Cardinale da papa Alessandro VI nel 1493, nel dicembre del 1532 ebbe l’alto incarico di accompagnare l’imperatore Carlo V d’Asburgo nel suo ingresso a Bologna per l’incontro con l’allora papa Clemente VII.
I suoi rapporti con Ercole II, duca di Ferrara, furono ottimi, soprattutto dopo l’accordo stipulato il 21 gennaio 1539 riguardante il censo dovuto alla Santa Sede. Da Pontefice, operò numerose visite pastorali: in una di queste, partito da Roma il 26 febbraio 1543 e diretto in Emilia, arrivò in aprile a Modena, raggiungendo poi Parma, quindi Piacenza e dal 15 al 19 aprile tornando di nuovo a Parma. Qui gli giunse l’invito dalla nobile casata degli Este di visitare Ferrara; partì da Brescello il 21 aprile a bordo di un bucintoro e solcando le acque del Po arrivò nelle vicinanze di Bondeno, dove l’aspettava il duca di Ferrara con sessanta carrozze.

Ercole II condusse l’ospite nel bellissimo Palazzo del Belvedere, dove il Papa trascorse la notte. Il mattino seguente Leggi Tutto

Torta di riso alla bolognese o alla ferrarese?

Torta di riso alla bolognese e torta di riso alla ferrarese. Dove sta la differenza? Ricette e ricerca storica di Giulio Reggiani e Roberto Cacciari
– Introduzione-
Già da svariati anni intendiamo proporre ai nostri (affezionati?) lettori un piatto conosciuto ed apprezzato del territorio di Poggio Renatico; ma tale piatto deve avere una tradizione legata a questo territorio ed anche un passato “autentico”. Non abbiamo mai derogato da questa nostra linea: infatti nei Quaderni poggesi abbiamo sempre puntato ad una visione “storicistica” della gastronomia nostrana, con cibi che dovevano avere un retroterra storico-cultural-localistico; piatti però ancora in auge tutt’oggi ed anche – e noi diciamo sicuramente – con un “futuro dietro le spalle”. Siccome abbiamo sempre puntato la nostra attenzione su alimenti “consistenti”, cioè costitutivi essenzialmente di “primi” o “secondi” piatti, stavolta vogliamo proporre ai nostri (affezionati?) lettori qualcosa che quasi sempre va a chiudere pranzi e cene: il dolce. Ci sono svariati dolci locali che hanno un passato centenario, anzi diremmo pluricentenario: fra questi ne abbiamo scelto uno che s’inquadra molto bene nella tradizione poggese: Leggi Tutto