Santa Caterina de’Vigri – Una personalità complessa, tra fede e arte. Da Ferrara a Bologna, passando per Gallo e Malalbergo

– Saggio biografico in 3 capitoli del professor Giulio Reggiani-
Capitolo I
Una personalità affascinante, tra teologia, misticismo e  propensione artistica 

In questo mio piccolo saggio rivolto a tutti coloro che desiderano conoscere più approfonditamente la vita e le opere di Santa Caterina da Bologna, mi proporrei d’incentrare l’attenzione su alcuni aspetti “meno conosciuti” o “meno appariscenti” riguardanti la personalità della Santa. Per troppo tempo essi sono rimasti, come si suol dire, nel dimenticatoio; però, a mio avviso, sono essenziali per comprendere pienamente la sua complessa personalità. Essi hanno pure una certa valenza storica, in quanto ci forniscono il quadro globale di una donna che, pur essendosi calata completamente nell’ambito di un convento di clausura, seppe brillare di luce propria, sia nelle cose celesti (come, ad esempio, nella spiritualità e nella teologia) sia in quelle terrene (come, ad esempio, nell’arte e nella letteratura).
Caterina è considerata tutt’oggi l’emanazione di un’epoca, quella del Rinascimento, in cui la città di Ferrara seppe rifulgere come una delle Corti italiane più all’avanguardia, tanto dal punto di vista culturale quanto da quello artistico: Ella infatti aveva acquisito, da adolescente, tutta la formazione Leggi Tutto

Note storiche sulle sculture dei monumenti di Altedo e Malbergo e lo scultore Rito Valla

Le sculture dei monumenti di Altedo e Malalbergo
realizzate dallo scultore bolognese Rito Valla
– Note storiche di Dino Chiarini –
(Gruppo di Studi Pianura del Reno)
Nella prima metà degli anni Cinquanta del Secolo scorso, il Comune di Malalbergo incaricò l’ing. Gennaro Cosentino di progettare due monumenti da erigere, uno ad Altedo e uno a Malalbergo; nello stesso tempo venne incaricato lo scultore bolognese Rito Valla per realizzare le rispettive sculture dedicate ai CADUTI DI TUTTE LE GUERRE.
Ad Altedo, con la realizzazione della Piazza dedicata al XXV Aprile 1945 (la data della Liberazione in Italia) fu innalzato un monumento a forma di libro, progettato dall’ing. Gennaro Cosentino. Sulle due facciate vi sono le seguenti iscrizioni: AI CADUTI DI TUTTE LE GUERRE (lato nord) e AI CADUTI NELLA LOTTA DI LIBERAZIONE (lato sud).
Il lato più stretto del parallelepipedo, quello girato verso il parcheggio, è ricoperto anch’esso con lastre di marmo bianco, mentre in quello orientato verso la Strada Statale 64, al posto del marmo ci sono nove formelle in cotto, realizzate dallo scultore Rito Valla; esse rappresentano le varie fasi della storia d’Italia che va dalla Prima Guerra Leggi Tutto

Luigi Gardi, il sindaco che portò la polenta nelle case di Malalbergo distrutta dalla guerra

“RIMEMBRANZE” ALTEDESI
Il primo sindaco eletto del dopoguerra
LUIGI GARDI
– biografia di Giulio Reggiani – (Gruppo di Studi Pianura del Reno)
Dal 22 aprile 1945, cioè dal momento dell’insediamento del nuovo Sindaco e della nuova Giunta Comunale Provvisoria nominata dal locale CLN davanti all’Ufficiale rappresentante degli Alleati (i quali, assieme ai partigiani del luogo, erano appena arrivati a liberare il territorio comunale di Malalbergo) non si parlò più di Podestà ma nuovamente di Sindaco. Allora chi fu il primo vero “sindaco di ritorno” del Comune di Malalbergo?
Fu Luigi Gardi. In tale carica, effettivamente, egli fu preceduto da altre due persone: dapprima Zeno Pezzoli, poi Erminio Minghetti. Ma questi due sindaci iniziali erano “provvisori”, cioè non avevano il suggello delle elezioni. Il nuovo sistema politico, introdotto dopo la guerra, non prevedeva l’elezione diretta del Sindaco come avviene oggi: prefigurava in un primo momento l’elezione del Consiglio e successivamente quello stesso organismo avrebbe scelto al suo interno il cosiddetto “Primo cittadino”. Luigi Gardi, già componente di quella primigenia “Giunta provvisoria”, nella prima libera consultazione del dopoguerra (tenutasi precisamente il 31 marzo 1946, prima pure come suffragio universale, cioè con il voto anche delle donne) venne eletto come Consigliere comunale; poi, il 10 aprile 1946, da quello stesso Leggi Tutto

L’asparago verde IGP, rianima Altedo e invita alla sua Sagra.

Al via la 57ª Sagra dell’Asparago Verde di Altedo IGP (*)
“Altedo si prepara a celebrare la sua identità: al via la 57ª Sagra dell’Asparago Verde IGP ed Altedo è pronta a vestirsi a festa. Dal 8 al 17 maggio 2026 , le vie del paese torneranno a riempirsi di profumi, voci, tradizioni e quell’energia collettiva che solo la Sagra dell’Asparago Verde IGP sa generare. Un appuntamento che, giunto alla sua 57ª edizione, non smette di rinnovarsi e di sorprendere, pur restando fedele alle sue radici più autentiche.
Iniziative di vario genere, sportivi e di solidarietà, si protrarranno fino al 29 maggio
Già lo scorso anno, al suo ritorno dopo anni di sosta forzata, si era percepito un vento di cambiamento: più collaborazione, più coesione, più attenzione al valore del “fare insieme”.
Quest’anno quel percorso si consolida e si amplifica.
Per la prima volta, infatti, la Sagra sceglie di intrecciarsi in modo ancora più profondo con le attività locali.
In Piazza XXV Aprile, durante entrambi i fine settimana, saranno protagonisti La Dolce Vita, il Caffè Italiano, L’Angolo del Pane e le immancabili frittelle di asparagi della Protezione Civile Pegaso, in Piazza della Pace invece la conferma del Vamolà. Una scelta che non è solo logistica, ma simbolica: la Sagra non è un corpo estraneo al paese, è il paese stesso che si mette in gioco.

– La vera grande novità di quest’anno è però un’altra: per la prima volta in 57 anni, Leggi Tutto

Tra storia e tradizione, una dissertazione su S. Antonio Abate e le sue Chiese a Malalbergo

Domenica 18 gennaio alle ore 17 a Malalbergo, in Palazzo Marescalchi, sala Zucchini
in occasione della festa del Patrono Sant’Antonio abate, Giulio Reggiani e Dino Chiarini, soci del nostro Gruppo di studi, parleranno della vita del Santo “ tra storia e tradizioni locali “ e delle tre Chiese che in questi ultimi cinquecento anni sono state a lui dedicate nel territorio comunale di Malalbergo, in quanto patrono locale, oltre che Santo particolarmente caro nel mondo rurale e venerato come protettore degli animali domestici presenti nelle stalle e nelle aie contadine.
Iniziativa promossa e patrocinata dal Gruppo di Studi Pianura del Reno, Comune di Malalbergo e Pro loco Malalbergo APS.

** NB– Per approfondimenti e altre informazioni, sull’argomento sono presenti su questo sito gli articoli:
– https://www.pianurareno.org/new/2000/01/01/s-antonio-abate-tra-storia-leggenda-e-tradizioni/
e
– https://www.pianurareno.org/new/2019/03/29/la-chiesa-la-statua-di-s-antonio-a-malalbergo-e-la-storia-del-maialino-nero-rubato/

Dante Nardi, un grande sportivo altedese. La sua storia in un libro

E’ stato presentato recentemente dal giornalista bolognese Franco Cervellati ad Altedo, e ora anche su queste pagine, da Giulio Reggiani,  il volume dedicato a Dante Nardi, un grande sportivo altedese, pubblicato da Amazon, opera di Dino Chiarini. Il libro è incentrato sulla carriera sportiva (calciatore, allenatore e osservatore) dell’unico calciatore nato nel Comune di Malalbergo che negli anni Quaranta del secolo scorso giocò in Serie A vestendo la maglia del Bologna (campionati 1941/42, 1942/43 e 1943/44). In quest’ultimo anno si ammalò di pleurite e tornò sui campi di gioco nel 1946 in Serie C con la Centese; che con le sue numerose reti portò la squadra “guercina” in Serie B (1947/48).
La carriera calcistica iniziò ad Altedo nel campionato 1934/35 e terminò a Casalecchio di Reno nel campionato 1956/57, poi proseguì come allenatore prima ed in seguito come osservatore di giovani calciatori da segnalare al Bologna, fino agli anni Settanta. Il libro ha un formato A4 ed ha 258 pagine. Nella parte riservata al calciatore la narrazione è divisa in annate sportive e contiene molti tabellini degli incontri disputati (o per vari motivi non disputati) dal Nardi.
Non so se può interessare i nostri affezionati lettori, ma visto come attualmente sta giocando il Leggi Tutto

Correva l’anno 1689… e due Cavalieri veneziani nipoti di Papa sostarono a Malalbergo

Due nobili veneziani accolti con sorbetti e cioccolate all’arrivo al Porto di Malalbergo.
– T
esto di Dino Chiarini-
Tra i tanti celebri personaggi che si fermarono al porto di Malalbergo, -sostando per partire verso le città di Bologna, di Ferrara o di Venezia- si fermarono anche due nobili veneziani, i fratelli Antonio e Marco Ottoboni, nella seconda metà del mese di ottobre del 1689. Erano diretti a Bologna, con destinazione finale Roma, perché il loro zio, il Cardinale Pietro Vito Ottoboni, il 16 ottobre era stato incoronato 241° Papa della Chiesa cattolica con il nome di Alessandro VIII.
Ma chi erano Antonio e Marco Ottoboni?
Antonio Ottoboni nacque a Venezia il 20 giugno 1646 da Agostino e da Candida Benzio. Egli aveva una sorella maggiore, Vittoria, nata nel 1637. Dal secondo matrimonio del padre nacquero la sorella Chiara (1651) e il fratello Marco (1656). Nel dicembre 1665 Antonio sposò in terze nozze Maria Moretti e dal loro matrimonio nacque nel 1667 il loro unico figlio, Pietro.
Castellano di Bergamo nel 1674, Podestà di Feltre e di Crema (1682), con l’elezione a papa dello zio Pietro (Alessandro VIII) Antonio fu subito creato Cavaliere e Procuratore di S. Marco in Venezia; inoltre gli fu conferita in perpetuo, per primogenitura, il privilegio della Stola d’Oro. Giunto poi a Roma, fu nominato dallo zio Generale di Santa Romana Chiesa e Principe e Assistente al Soglio Pontificio.
Morì a Roma il 19 febbraio 1720.

Marco Ottoboni nacque a Venezia Leggi Tutto

La regina di Polonia che sbarcò a Malalbergo

Maria Casimira Sobieska Regina di Polonia si ferma a Malalbergo
– Testo di Giulio Reggiani –
Il Porto di Malalbergo è stato per secoli un passaggio quasi obbligato per tutti quei viaggiatori che, provenienti da Bologna, volevano raggiungere Venezia; anche i passeggeri che venivano da quest’ultima città, che arrivavano a Ferrara e che intendevano raggiungere Bologna o proseguire per Roma, dovevano necessariamente transitare di qui, sostando in paese per alcune ore oppure pernottando. Molti di questi erano personaggi illustri: artisti, avventurieri, scienziati, capitani di ventura, papi, imperatori, re e regine. Di alcuni è rimasta notizia, di molti altri nulla. Le strutture ed i servizi collegati al Porto erano certamente notevoli, sia dal punto di vista logistico che più prettamente pragmatico. Infatti a Malalbergo terminava la cosiddetta “Navigazione Superiore” (Bologna-Malalbergo) ed iniziava la “Navigazione Inferiore” (Malalbergo-Ferrara).
Per intenderci, i viaggiatori dovevano necessariamente trasbordare da un canale all’altro per poter proseguire la navigazione; ciò avvenne fino al 1775, anno in cui fu costruito un sostegno, per quei tempi “modernissimo”, che permetteva la continuazione diretta senza più alcuna sosta. Inoltre, non soltanto i passeggeri dovevano cambiare barca (e questo era abbastanza Leggi Tutto

Poesia e canzoni in coppia ad Altedo

Ad Altedo, Auditorium Minghetti, sabato 9 dicembre 2023 , ore 20,30
serata speciale di intrattenimento con poesie e canzoni della nostra tradizione poetica e musicale, abbinate, con curiosi accostamenti, per pensare e anche per sorridere:
RIME SPARSE – MUSICA & CANTO.
Iniziativa promossa dalle associazioni locali Pro loco Malabergo, Anima Altedi e Note di ieri, con la collaborazione del Gruppo di Studi pianura del Reno e il patrocinio del Comune di Malabergo.
* Ingresso libero e buffet finale.
** In programma l’ascolto di:
1- Poesia: Il fiore sul tetto (Ada Negri). Canzone: Fiorin fiorello.
2- Poesia: La capinera (Giovanni Pascoli). Canzoni: Il tango delle capinere e Papaveri e papere
3 – Poesia: Er gatto, er cane (Trilussa). Canzone: La gatta
4 – Poesia: San Martino (Giosuè Carducci). Canzone: Le colline sono in fiore
5 – Poesie: IL bove (Giosuè Carducci). e La cavalla storna (Giovanni Pascoli). Canzone: Reginella campagnola
6 – Poesia: Rosa di maggio (Alda Merini). Canzone: Rose rosse.
7- Poesia: La colomba (Trilussa) Canzone: La paloma.
8 – Poesia: Pianto antico (Giosuè Carducci). Canzone: Amore mio non piangere.
9 – Poesia: Il passero solitario (Giacomo Leopardi). Canzone: L’uselin de la comare.

Da Malalbergo a Bologna. Storia, vicissitudini e idee di un imprenditore dell’Ottocento

Il “Lanificio Filippo Manservisi e C.”
La grande fabbrica bolognese di tessuti in lana che faceva funzionare le macchine mediante l’acqua del Canale delle Moline
Testo di Dino Chiarini
Filippo Manservisi (nato a Malalbergo il 28 gennaio 1806 col nome di Francesco Manservigi) era un imprenditore che si era fatto da sé: dal nulla e con tanto coraggio si era adoperato con grande ostinazione nel trovare denaro e soci per mettere in piedi un opificio per la lavorazione di tessuti di lana. Assieme ad altri ventotto associati, fondò nel 1853 il “Lanificio Filippo Manservisi e Compagni”, una società in accomandita di filati e tessuti, di lana e mezza lana. Iniziò l’attività nei primi mesi del 1854. insediandola in due edifici, ubicati rispettivamente in via Capo di Lucca e in via Berlina (oggi via del Pallone). I due stabili erano divisi dal corso del Canale delle Moline, ma furono uniti tra loro da ponti che permettevano al personale di avere un rapido collegamento tra un reparto e l’altro. Nello stabilimento furono attivati macchinari all’avanguardia, importati dalla Francia, dalla Germania e dal Belgio; l’opificio fu dotato di duemilatrecento fusi, mossi da due motori idraulici con ruote a pale inclinate, e spinti da due motori a vapore (uno dei quali costruito dalla Società Anonima Officina Leggi Tutto