Fiera di Cento, per valorizzare il territorio

Fiera Campionaria di Cento 6 – 10 settembre 2023
Un’istituzione dal 1584, la Fiera di Cento richiama ogni anno tantissimi visitatori che si ritrovano per festeggiare questa tradizione dedicata al commercio, al divertimento e al territorio di riferimento, ferrarese ma con confini e agganci nel bolognese e modenese. Esposizioni, musica, buon cibo, e tanto divertimento.
Parte già venerdì 1o settembre, con uno spettacolo dialettale dei Nottambuli, un vario programma di iniziative di intrattenimento per grandi e piccoli, che ripercorre la tradizione del “Settembre centese” e che porta quest’anno il titolo di “Cento on stage”.
Aree espositive, festival e punti d’interesse: grazie alla mappa interattiva, sul sito sottoindicato, sarà possibile orientarsi e scoprire il programma completo degli eventi della Fiera e degli spettacoli per tutto il mese di settembre:
https://www.fieradicento.com/programma/ e
https://www.fieradicento.com/?fbclid=IwAR32xdt50uw5VCdwhj9BU8IYH_wsefS72Xsurg7AFkEHaFM_vdB5Z_U1yOY


Fiera e Festa di zuvén a Pieve di Cento

Parte già oggi, 30 agosto in serata, con un concerto in piazza, il programma della 56° Fiera dell’industria dell’artigianato, agricoltura e commercio di Pieve di Cento, che si svilupperà nell’arco di vari giorni intorno alla 1a domenica di settembre, tradizionale antica festa della Madonna del Buon Consiglio, detta anche nella vulgata popolareFesta di zuvén”.
Il programma per esteso e in dettaglio è leggibile al link
https://www.comune.pievedicento.bo.it/notizia/fiera-di-pieve
– E’ prevista per venerdì 1 settembre l’inaugurazione e l’apertura della fiera con area campionaria e street food nel centro storico.
Seguiranno concerti e spettacoli tutte le sere, mostre di arte e storia e tutti i musei locali aperti, laboratori della Scuola di Artigianato artistico del Centopievese, conferenze storiche e presentazioni di libri e tanti mercatini. Inoltre sono in programma nell’arco di tutto il mese di settembre, altre iniziative di vario genere, anche sportivo, tra cui l’inaugurazione di un monumento al campione di boxe pievese Francesco Cavicchi.



Dal “muro del Reno” al Lapidario del Museo Civico Archeologico di Bologna

La scoperta del “muro del Reno” e le lapidi romane del Museo Civico Archeologico di BolognaScheda di Storia e Memoria
Gli ultimi giorni di ottobre del 1845, a 130 metri da Pontelungo di Borgo Panigale, quasi sulla riva destra del Reno, vennero alla luce decine di blocchi di pietra. Quell’evento, al quale non si diede troppa importanza, altro non era che il prodromo di quella che, cinquant’anni dopo, sarebbe stata una delle grandi scoperte archeologiche della città.
Nell’ottobre del 1894, un anno dopo una catastrofica alluvione del Reno, alcuni operai cavatori trovarono in mezzo alle ghiaie spostate dalla forza della piena una struttura in pietra molto tenace, impossibile da scalzare. Avvertiti del ritrovamento, Edoardo Brizio, direttore della sezione archeologica del Museo Civico di Bologna, e i suoi collaboratori cominciarono a documentare quanto andava emergendo dal greto del fiume, che fin da subito si dimostrò essere di importanza eccezionale a causa del particolare materiale da costruzione che era stato scelto. Si trattava di un grande numero di lastre e blocchi, legati tra loro con grappe metalliche e cementizio, che fin da un primo sguardo apparivano “reimpiegate”, ovvero prodotte più anticamente per un altro scopo e solo in seguito riutilizzate come materiale edile.
La struttura, che venne scavata Leggi Tutto

Il Lapidario romano, la sua storia a portata di clic

Storia e Memoria di Bologna | LAPIDARIO ROMANO
Il portale Storia e Memoria di Bologna, curato dal Museo civico del Risorgimento, arricchisce lo scenario sulle Lapidi cittadine con un approfondimento dedicato al Lapidario romano del Museo Civico Archeologico:
www.storiaememoriadibologna.it/lapidario-museo-archeologico
Realizzato grazie alla collaborazione scientifica tra gli staff dei due musei, questo nuovo capitolo consente di interrogare per la prima volta, anche da smartphone, 137 monumenti esposti nell’atrio e nel cortile del museo in una passeggiata virtuale che dà nuova voce agli antichi cittadini di Bononia, colonia latina fondata nel 189 a.C. In particolare, saranno soprattutto le stele funerarie del cosiddetto “Muro del Reno” a far conoscere un’umanità variegata e operosa fatta di donne e uomini, artigiani e magistrati, liberi e liberti, indigeni e stranieri che in città trovarono una casa accogliente. A seguito di una grande inondazione del Reno a partire dall’ottobre del 1894, la zona dell’attuale Pontelungo fu al centro di uno dei più importanti rinvenimenti archeologici di fine secolo.
Attraverso la mappa e i prospetti delle pareti espositive si potrà accedere alle singole schede delle opere, trovandovi oltre alla trascrizione e alla traduzione un commento articolato e degli approfondimenti su vari aspetti della vita e della cultura romana.