Le sculture dei monumenti di Altedo e Malalbergo
realizzate dallo scultore bolognese Rito Valla
– Note storiche di
Dino Chiarini –
(Gruppo di Studi Pianura del Reno)
Nella prima metà degli anni Cinquanta del Secolo scorso, il Comune di Malalbergo incaricò l’ing. Gennaro Cosentino di progettare due monumenti da erigere, uno ad Altedo e uno a Malalbergo; nello stesso tempo venne incaricato lo scultore bolognese Rito Valla per realizzare le rispettive sculture dedicate ai CADUTI DI TUTTE LE GUERRE.
Ad Altedo, con la realizzazione della Piazza dedicata al XXV Aprile 1945 (la data della Liberazione in Italia) fu innalzato un monumento a forma di libro, progettato dall’ing. Gennaro Cosentino. Sulle due facciate vi sono le seguenti iscrizioni: AI CADUTI DI TUTTE LE GUERRE (lato nord) e AI CADUTI NELLA LOTTA DI LIBERAZIONE (lato sud).
Il lato più stretto del parallelepipedo, quello girato verso il parcheggio, è ricoperto anch’esso con lastre di marmo bianco, mentre in quello orientato verso la Strada Statale 64, al posto del marmo ci sono nove formelle in cotto, realizzate dallo scultore Rito Valla; esse rappresentano le varie fasi della storia d’Italia che va dalla Prima Guerra Mondiale alla Ricostruzione dopo la Seconda Guerra Mondiale.
Il “libro” poggia su una struttura piana rettangolare in marmo; questa, fino a pochi anni fa, era raggiungibile tramite quattro scalini eretti al centro di ognuno dei quattro lati; però da alcuni anni, per motivi di sicurezza, una ringhiera impedisce l’accesso del pubblico alla struttura.
Ad ogni formella, lo stesso autore diede i seguenti titoli (dal basso verso l’alto): 1. Ai Caduti della Grande Guerra 1915-18. 2. Ritorno in famiglia. 3. La ripresa del lavoro. 4. La dittatura. 5. Deportazione e Prigionieri. 6. La resistenza. 7. L’orrore della guerra atomica. 8 La Pace. 9. La ricostruzione.
Le nove formelle sono state restaurate nel 2002.
l monumento di Malalbergo, fu realizzato nel giardino sorto di fronte al Municipio e davanti alle Scuole Elementari (oggi sede alche delle Scuole Medie). È dedicato particolarmente alle vittime civili causate dai due bombardamenti aerei avvenuti sul capoluogo durante l’ultimo conflitto. Infatti, il monumento è costituito da un gruppo statuario di due figure in cotto, dove l’anziana madre cerca di sollevare il proprio figlio colpito a morte. Ricordano soprattutto le 27 vittime civili causate dal bombardamento aereo alleato, effettuato la sera del 19 aprile 1945. Le due statue sono in cima ad un parallelepipedo il quale appoggia su una piattaforma anch’essa rivestita di marmo bianco. La scritta posta sulla parte anteriore del manufatto è la seguente: MALALBERGO AI SUOI CADUTI. Alle spalle del gruppo commemorativo, l’opera si completava con una vasca dov’era collocata una fontanella centrale con pesci rossi molto gradevoli; il tutto era illuminato con i colori della bandiera italiana. Da alcuni anni questo contenitore è stato trasformato ed ora al suo interno, invece dell’acqua, fa bella mostra un mosaico che raffigura lo stemma del Comune di Malalbergo.
L’autore delle due statue e delle nove formelle, Rito Valla, nacque a Bologna nel 1911 e compì i suoi studi nella stessa città.
Formatosi all’Accademia di Belle Arti, dopo il diploma aprì uno studio in città insieme al pittore Mario Bonazzi. Iniziò a realizzare sculture che si ispiravano all’arte plastica espressionistica novecentesca.
Il 1° gennaio 1939, dopo aver partecipato ad una serie di esposizioni internazionali, fu nominato “Littore dell’Arte” dell’anno XVII dell’E.F. Tra le numerose opere realizzate in bronzo, ne cito solo tre: “L’ostacolista” del 1938 (ispirata all’attività sportiva della sorella), “Baccanale” del 1970 e “Ballerina con tutù” del 1983. Aggiungo a questi capolavori anche la terracotta donata alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna dal titolo “Giovani atleti che cantano”.
Durante la Seconda Guerra Mondiale collaborò con la 7ª GAP Gianni Garibaldi. Al termine del conflitto realizzò diverse opere legate a quel periodo storico, come il rilievo “Corruzione morale e violenza nazifascista” realizzato nel 1948, la quale ricorda la strage di Marzabotto.
Oltre all’attività di scultore, si cimentò anche come designer: infatti, nel 1959 creò per la IPE (Imbottiture Prodotti Espansi) di Zola Predosa (BO) i disegni delle poltrone Kosmo e Mercury che nel 1961 furono esposti alla Fiera Internazionale di Milano. Negli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso realizzò parecchie sculture in bronzo, tra cui diversi nudi femminili che ebbero un notevole successo. Era il fratello maggiore della famosa ostacolista e velocista Trebisonda Valla, detta “Ondina”, campionessa olimpica degli 80 metri ostacoli nel 1936 ai Giochi olimpici di Berlino, nonché prima donna italiana a vincere una medaglia d’oro alle Olimpiadi.
Rito Valla morì a Bologna nel 1991.
FOTO
1. Le foto 1 e 2, relative ai monumenti di Altedo e di Malalbergo sono state scattate dall’autore di questo testo.
2. La foto 3, che ritrae Rito Valla, è stata tratta dal sito “Storia e Memoria di Bologna” e fa parte della scheda ANPI dell’Istituto storico Parri-Bologna Metropolitana.
Ricerca storica di Dino Chiarini