Per una storia al femminile a San Giorgio di Piano. Dal 1920 alla fine del secolo

PER UNA STORIA AL FEMMINILE A SAN GIORGIO DI PIANO
– Ricerca storica di Anna Fini –
Parte terza- Dal 1920 a fine secolo
Dagli anni del regime alla liberazione, dal primo voto femminile alle Consigliere Comunali
Pochi anni dopo la fine della guerra, il 27 febbraio 1921, nasce a San Giorgio Giulietta Masina, destinata a diventare l’attrice famosa che tutti conosciamo; nel nostro Comune visse i suoi primi 4 anni, trasferendosi poi a Roma da una zia rimasta vedova, ma fece periodicamente ritorno nel suo paese natale sino al 1932, quando la famiglia si trasferì fuori Regione.
Giulietta e la sua famiglia rimasero comunque in contatto col nostro paese grazie a corrispondenze e visite a famiglie locali con cui, negli anni seguenti, conservò l’amicizia.
Attrice famosa, vincitrice dell’Oscar e di Nastri d’Argento, come sangiorgese vogliamo ricordarla anche per il legame che mantenne con la nostra comunità; nel 1958 Il comune di San Giorgio e l’Amministrazione Provinciale organizzarono una manifestazione per onorare l’attrice dopo l’oscar ricevuto, e le fotografie ora esposte nell’androne comunale, lo ricordano ai visitatori.
Due anni dopo Giulietta donò alla Casa Protetta “il ricovero” di San Giorgio un premio di beneficenza vinto nella trasmissione televisiva di Mario Riva intitolata “Il Musichiere”.
A un anno dalla sua morte, avvenuta nel 1994, il nostro Comune le ha intitolato una strada e ha fatto apporre una targa evocativa sotto al portico a fianco dell’ingresso della sua casa natale.

Una consuetudine che coinvolge esclusivamente il mondo femminile e che si ripete a San Giorgio tra l’Ottocento e inizio del Novecento è quella delle doti per le ragazze povere, chiamate anche doti per le zitelle.
In occasione di avvenimenti molto significativi, il Comune istituiva una dote intitolata a quegli specifici eventi:
la dote dello Statuto, da erogarsi in occasione della festa sullo Statuto Albertino a inizio giugno
la dote Umberto I, da erogarsi ogni anno nel giorno della ricorrenza della morte del Re, il 29 luglio
la dote del Littorio, da erogarsi annualmente nella ricorrenza dell’era fascista ogni 28 ottobre
– la dote Regina Margherita, da erogarsi annualmente il 20 novembre in ricorrenza della sua nascita.
La somma di £ 50 veniva assegnata, mediante estrazione a sorte, ad una giovane donna sangiorgese nubile, d’età compresa tra i 18 e i 21 anni, “povera e di buona moralità”; l’elenco delle aspiranti veniva redatto dal Municipio e reso pubblico per 8 giorni per consentire eventuali reclami e la somma, con gli eventuali interessi, rimaneva depositata in un libretto alla Cassa di Risparmio sino al momento del matrimonio oppure, se rimaneva nubile, all’età di trent’anni.
Durante il periodo fascista non emergono figure femminili particolari: il regime del ventennio relegava la donna nei ruoli tradizionali di madre e di casalinga, esaltando l’importanza della maternità come “madre della stirpe”.

Un’istituzione che doveva aiutare le mamme sangiorgesi nella cura dei figli era l’opera nazionale maternità e infanzia, OMNI, che già dal 1929 valutò la possibilità di aprire nel nostro Comune un consultorio per lattanti e un dispensario di latte.
Qualche anno dopo, nel 1941, l’edificio che era stato costruito come locale d’isolamento e bagni pubblici, ed era diventato successivamente sede dell’asilo infantile, venne trasformato in “Casa della Madre e del Bambino” e venne dedicato alla memoria del concittadino Vittorio Caliceti (rilevante esponente fascista); in questo edificio, ristrutturato con i contributi di diversi donatori, si desiderava che l’OMNI potesse realizzare la sua attività di assistenza in modo più idoneo.
Dai primi anni ’30 San Giorgio dedicava un giorno di dicembre alla “Giornata della Madre e del Bambino”, durante la quale venivano distribuiti premi di nuzialità, premi di natalità, premi alle famiglie numerose e premi di allevamento igienico (tutti consistenti in contributi economici); il numero dei premiati era numericamente limitato per i premi di nuzialità, mentre si concedevano molti premi che riguardavano la prole.
Se fino al 1940 il lavoro femminile aveva delle limitazioni, dal 1940 cominciarono a essere rimosse dal regime e le donne, oltre il ruolo di madri e di casalinghe, cominciarono nuovamente ad essere chiamate in sostituzione, anche parziale, degli uomini chiamati alle armi.

Dopo l’8 settembre ’43 anche le donne parteciparono alla resistenza con i gruppi di difesa della donna, collegati al comitato di liberazione nazionale, o entrando nelle forze combattenti; ma c’erano tantissime donne che nascondevano i partigiani e i soldati alleati sbandati, aiutavano gli ebrei a sfuggire dai nazifascisti e cercavano di sottrarre uomini all’arruolamento dei servizi di lavoro forzato.
L’eroina della resistenza è la staffetta partigiana che garantiva i collegamenti tra le varie brigate, manteneva i contatti tra i partigiani e le loro famiglie, trasportava armi, cibo e materiali necessari ai gruppi partigiani, faceva informazione e propaganda, diffondendo volantini e giornali clandestini, dando supporto logistico e raccogliendo informazioni sui movimenti dei tedeschi e dei partigiani.
Ricordare tutte le donne che hanno dato il loro contributo alla Resistenza sarebbe un lavoro importante che meriterebbe uno studio specifico, ma esigenze di spazio ci inducono a nominarne alcune a nome di tutte:
Dolores Galliera, partigiana e moglie di Felice Vecchietti (esiliato politico e primo Sindaco di San Giorgio dopo la liberazione), col nome di battaglia Anna fu al centro di una fitta rete di rapporti politici tra donne e “dopo la caduta del regime fu anch’essa sorvegliata e perseguitata. Nel luglio del 1943 divenne l’animatrice dei gruppi di difesa della donna di San Giorgio”;

Irma Bandiera staffetta partigiana che, pur non essendo nostra concittadina, a San Giorgio ha passato la prima notte di prigionia dopo essere stata catturata, per essere poi trasferita a Bologna dove fu torturata e uccisa il 14 agosto 1944.

Il 1946 porta per la prima volta le donne al voto per due fondamentali elezioni:
– la prima convocazione elettorale fu per domenica 31 marzo per le elezioni amministrative
– la seconda convocazione fu il 2 giugno per il referendum tra Monarchia e Repubblica e per eleggere i membri dell’Assemblea Costituente.
A San Giorgio tra i 20 Consiglieri Comunali votati furono elette Augusta Tabanelli, che fu anche nominata Assessora, e Maria Bonori; si tratta di un numero ridotto di donne che rispecchia un difetto di rappresentanza del mondo femminile in tutto il sistema politico italiano.
Una ricerca del 2006 “Donne e voto nel segno del cambiamento”, contenente riflessioni sulla presenza femminile nelle amministrazioni locali di San Giorgio di Piano, condotta da Stefania Voli, ricercatrice dell’Istituto Storico Parri, ci racconta la storia e l’impegno delle donne amministratici sangiorgesi in quei primi sessant’anni e da questa prenderemo le informazioni in seguito raccontate.
Maria e Augusta, coetanee, classe 1899, ci vengono così descritte, riportando parole di chi le aveva conosciute: “erano due donne che rappresentavano bene le donne perché erano di famiglie stimate antifasciste, che venivano dalla Resistenza e che rappresentavano l’unità della Resistenza […] erano due persone stimate”.
Nelle elezioni successive e sino al 1980 la presenza delle donne in Consiglio comunale si mantenne nel numero di due e sempre appartenenti a partiti di sinistra.
“Le prime donne che entrarono in Consiglio comunale facevano parte di una generazione di donne combattive. Votare ed essere votate non significava solo entrare in un mondo esclusivamente maschile ma anche rompere preconcetti e divieti interiori, senza per questo dimenticare di essere donne.
Le donne elette mettevano in gioco le loro capacità caratteriali e professionali, imparavano dalle esperienze che si facevano di giorno in giorno mettendosi in ascolto delle esigenze della popolazione e ricordando di essere al servizio dei cittadini.

A loro erano dedicate le mansioni considerate prettamente femminili: i servizi per le famiglie, l’istruzione, l’assistenza e la sanità; in particolare ricordiamo il “consorzio volontario pro infanzia” che istituì colonie marine, montane ed elioterapiche, l’accoglienza di bambini provenienti dalla montagna, da Napoli (zone molto povere nel dopoguerra) e dal Polesine (dopo una grande alluvione).
La partecipazione delle donne nei Consigli Comunali di quegli anni non fu particolarmente ricca di oratoria ma dai verbali troviamo la testimonianza di una presenza assidua e costante nelle riunioni, nonostante queste si svolgessero prevalentemente di sera e le donne fossero, in maggioranza, sposate e madri di famiglia”.
Si distacca dall’apparente silenzio la figura di Lidia Orsini, che qualifica col suo operato e la sua presenza l’attività comunale dal 1956 al 1970; classe 1924, comunista e politicamente attiva durante la guerra, prosegue poi la sua esperienza con l’UDI e rivestendo anche la carica di Assessora.
Lidia era una donna combattiva, coerente, determinata, estremamente vigile ai cambiamenti nella società nel nostro Comune e nel territorio ed era sensibile alle innovazioni che potevano migliorare la vita della comunità.
Fu attenta alle tematiche femminili e alle condizioni della donna lavoratrice, cercando anche d’istituire una consulta che studiasse questa problematica e proponesse soluzioni specifiche.
Le sue battaglie riguardavano l’istruzione, i trasporti, le case popolari, gli orari dei negozi da rendere compatibili con gli orari del lavoro delle donne, il potenziamento della medicina scolastica a carico del Comune e dell’assistenza sanitaria in genere (nel 1956 venne istituito il servizio di assistenza odontoiatrica per gli scolari e di pediatria e ostetricia).
Con grande impegno si prodigò per la realizzazione di una scuola materna comunale (che vide la realizzazione solo dopo la fine del suo impegno amministrativo); andò, insieme ad altri amministratori del comune, a Roma al Ministero competente, per acquisire uno stabile di proprietà demaniale (quello che tutt’ora viene utilizzato e chiamato “scuolina”, situato in via Bentini).
Il Sindaco Arduino Garuti, che con lei ha collaborato per diversi anni, l’ha definita “una di quelle che ha avuto delle idee”.

1970 – 1971… 1980 – 1981…
A partire dagli anni ’70 c’è una nuova generazione di Amministratrici comunali, più giovani e con un grado d’istruzione superiore rispetto al passato.
Le funzioni dei loro assessorati sono meno incasellate in quelle tradizionalmente femminili di assistenza e cura e si ampliano a favore di quelle materie precedentemente assegnate solo a uomini.
Dal 1980 cresce anche il numero delle donne in Consiglio Comunale: su 20 eletti le donne diventano quattro, con due Assessore e due Consigliere comunali.
Vengono ampliati anche i servizi offerti alla cittadinanza: in risposta alle richieste e alle necessità dei cittadini e delle cittadine viene istituito il centro gioco con la ludoteca, il centro giovanile, la nuova biblioteca, il consorzio socio sanitario, il consultorio e il centro di prima accoglienza per migranti.

La normativa più recente ha poi permesso di avere una uguale rappresentanza in Consiglio per entrambi i sessi.
Ciò che ha unito le esperienze delle varie nostre Amministratrici è stato un impegno vissuto non come possibilità di carriera politica o di affermazione della propria presenza ma come politica del fare, come servizio a disposizione della comunità e come esperienza personale di crescita.
Certamente la documentazione trovata non testimonia a sufficienza l’impegno e il ruolo importante che le donne hanno avuto nella nostra comunità, confido però che questa ricerca dia un contributo per ricordare e tramandare la storia delle nostre donne, per ricordare il loro impegno e celebrare coloro che hanno rotto i pregiudizi e si sono affermate nei campi dai quali le loro antenate erano state escluse.
Ricordiamoci che “TANTE DONNE CONSEGNANO TALENTI ALLA STORIA CON LA SEMPLICE EVIDENZA DELLE PROPRIE STORIE”.

Anna Fini

San Giorgio di Piano – Marzo 2026

FOTO

1) Giulietta Masina, brava e famosa attrice nata a S. Giorgio di Piano
2) Seduta del Consiglio Comunale di San Giorgio di Piano con l’assessore Lidia Orsini (prima a destra).

3) Frontespizio della ricerca “Donne e voto nel segno del cambiamento”sulla presenza femminile nelle Amministrazioni Locali di San Giorgio di Piano, condotta dalla dott. Stefania Voli dell’istituto storico Parri.

PS .Terza ed ultima parte della ricerca storica presentata da Anna Fini a San Giorgio di piano l’11 marzo 2026