Turismo di pianura: informazioni da 25 comuni e Città metropolitana

Il sito ufficiale di informazione turistica della Pianura Bolognese  copre il territorio di 25 Comuni: Anzola dell’Emilia, Argelato, Baricella, Bentivoglio, Budrio, Calderara di Reno, Casalecchio di Reno, Castel Maggiore, Castello d’Argile, Castenaso, Crevalcore, Galliera, Granarolo dell’Emilia, Malalbergo, Minerbio, Molinella, Ozzano dell’ Emilia, Pieve di Cento, Sala Bolognese, San Giorgio di Piano, San Giovanni in Persiceto, San Lazzaro di Savena, San Pietro in Casale, Sant’Agata Bolognese, Zola Predosa.
L’Ente capofila della redazione è la Città Metropolitana di Bologna (ex Provincia di Bologna). 
il link di indirizzo è: https://turismoinpianura.cittametropolitana.bo.it/
Altri indirizzi collegati:
https://www.facebook.com/citta.metropolitana.bologna
https://www.cittametropolitana.bo.it/sagrefeste/Eventi_per_Comune
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Il Gruppo della Stadura festeggia il Santo Abate … e il “Vecchione”. E il MAF propone un video su You tube

Museo della Civiltà Contadina S. Marino di  Bentivoglio, Via San Marina 35
Festa della Stadura, domenica 18 gennaio, da ore 12
Promosso dalla Associazione Gruppo della Stadura
Un tempo, il 17 gennaio, Festa di S. Antonio, era il giorno del “riposo sacro”. Nelle campagne, il lavoro si fermava: i bovari riposavano e i parroci percorrevano le strade per benedire stalle e pollai, ricevendo in cambio il calore di un dono semplice, come un salame o un cotechino.
Questa tradizione, radicata nella terra, ha saputo evolversi nel tempo.
** Il MAF, Mondo Agricolo Ferrarese, lo ricorda proponendo un video, visibile su You tube, in cui Gian Paolo Borghi racconta storia e  leggende intorno alla figura di S. Antonio Abate, collegate alle tradizioni del ” Vecchione” tramandate nelle nelle campagne ferraresi e bolognesi, che seguivano 10 giorni dopo quelle della “Vecchia”, la “Befana” dell’Epifania.
Nato nel 1946, passando attraverso le tappe storiche della Leggi Tutto

Tra storia e tradizione, una dissertazione su S. Antonio Abate e le sue Chiese a Malalbergo

Domenica 18 gennaio alle ore 17 a Malalbergo, in Palazzo Marescalchi, sala Zucchini
in occasione della festa del Patrono Sant’Antonio abate, Giulio Reggiani e Dino Chiarini, soci del nostro Gruppo di studi, parleranno della vita del Santo “ tra storia e tradizioni locali “ e delle tre Chiese che in questi ultimi cinquecento anni sono state a lui dedicate nel territorio comunale di Malalbergo, in quanto patrono locale, oltre che Santo particolarmente caro nel mondo rurale e venerato come protettore degli animali domestici presenti nelle stalle e nelle aie contadine.
Iniziativa promossa e patrocinata dal Gruppo di Studi Pianura del Reno, Comune di Malalbergo e Pro loco Malalbergo APS.

** NB– Per approfondimenti e altre informazioni, sull’argomento sono presenti su questo sito gli articoli:
https://www.pianurareno.org/new/2000/01/01/s-antonio-abate-tra-storia-leggenda-e-tradizioni/
e
https://www.pianurareno.org/new/2019/03/29/la-chiesa-la-statua-di-s-antonio-a-malalbergo-e-la-storia-del-maialino-nero-rubato/

Pastori, operai e poeti. La cultura tradizionale pistoiese in un libro

LA CULTURA TRADIZIONALE DEI PASTORI PISTOIESI
IN UN LIBRO POSTUMO DI FLORIO FRANCESCHI
 – Scheda a cura di GIAN PAOLO BORGHI-
Florio Franceschi (San Marcello Pistoiese, 1947-Pistoia, 2024) è stato un appassionato e proficuo ricercatore di cultura popolare, nonché un poeta che ha tratto ispirazione dalla antica saggezza montanara. Una sua fruttuosa rilevazione sul campo, tra l’altro, gli ha consentito, all’inizio degli anni duemila, di registrare oltre un migliaio di documenti di cultura orale, che ora costituiscono la parte più consistente dell’archivio sonoro dell’Ecomuseo della Montagna Pistoiese.
La mia scheda bibliografica di questo volume può apparire “fuori territorio”, ma a questo proposito vorrei precisare che varie aree d’inchiesta di Florio Franceschi appartengono alla parte alta del “nostro” fiume Reno e che con la transumanza, praticata fino agli anni ’50 del secolo scorso, molti pastori del pistoiese venivano a svernare con le loro pecore nella pianura ferrarese e bolognese attivando non sempre noti scambi culturali con queste realtà di pianura

Prefato da Andrea Ottanelli, il libro s’intitola opportunamente “Pastori, operai e poeti. Storia, cultura e tradizione orale nella montagna pistoiese“ e riporta una ventina di brevi ma efficaci saggi, alcuni inediti e la maggior parte dei quali a suo tempo pubblicati sulla rivista “Nuèter/Noialtri”, edita dal Gruppo di studi dell’alta Leggi Tutto

Appiano Buonafede da Comacchio, filosofo e “ritrattista” del Settecento

APPIANO BUONAFEDE, FILOSOFO E RITRATTISTA “PARLANTE”
Da Comacchio a Bologna, Napoli e Roma la vita di un monaco, Accademico di grande cultura, del Settecento
– Biografia di Stefano Fortini-
«I primi Inventori e i primi Progettisti ragionatori sono i maggiori Filosofi. Le nazioni li hanno adorati. E io so che i buoni conoscitori onoreran sempre più chi immaginò un Alfabeto, chi abbozzò una Lingua, chi ordinò qualche Società, chi ritrovò ragionando l’aratro, il torchio, il molino, il telajo, che tutti i Commentatori di Platone, di Aristotele e di Newton.»
[Appiano Buonafede, Della Istoria della Indole di ogni Filosofia, vol. I, 1787]

Il 4 gennaio del 1716 nasceva a Comacchio, in provincia di Ferrara, il filosofo, poeta e monaco benedettino Appiano Buonafede (al secolo, Tito Benvenuto Buonafede), ricordato per i suoi“Ritratti poetici, storici e critici di varii moderni uomini di lettere” pubblicati nel 1745 con lo pseudonimo di Appio Anneo De Faba, e per le numerose opere di argomento filosofico, letterario e teologico.
Figlio di Fausto e di Nicolina Cinti, entrambi appartenenti ad antiche famiglie patrizie, il giovane Tito mostrò un precoce ingegno ed intraprese i primi studi nella sua città natale, avendo come maestri il cugino avvocato Giovanbattista Zappata e il letterato Niccolò Antonio Guidi. Rimasto orfano di padre, a diciott’anni decise di proseguire i propri studi entrando Leggi Tutto

Buone Feste nei comuni dell’Unione Reno Galliera

Concerti, spettacoli, mercatini e momenti di festa: il calendario natalizio nei Comuni dell’Unione
I calendari festivi 2025-2026 dei nostri comuni
Riportiamo di seguito i calendari festivi 2025-2026 dei nostri comuni, dei prossimi giorni e rimandiamo ai rispettivi siti per tutti i dettagli e gli eventuali aggiornamenti.
https://www.renogalliera.it/novita/notizie/concerti-spettacoli-mercatini-e-momenti-di-festa-il-calendario-natalizio-nei-comuni-dellunione-1
– ARGELATO
27 dicembre 2025, ore 16.30
Burattini di Mattia – Centro sociale di Funo
6 gennaio 2026
La Befana arriva a Funo e ad Argelato
Martedì 6 gennaio al mattino a Funo (ore 10.30 in Biblioteca a Funo) e al pomeriggio ad Argelato (ore 16.00 dentro all’Oratorio di Argelato).
BENTIVOGLIO
20 dicembre 2025
Frazione Castagnolino, dalle 18:00
Aspettando Natale. Minestra di fagioli, panini e dolci con il Centro Sociale “Il Mulino”.
21 dicembre 2025
Centro Te:Ze – Bentivoglio, dalle 16:30 alle 18:00
L’è Nadal, atàldig! Spettacolo per famiglie – Wanda Circus

CASTELLO D’ARGILE

Sabato 20 dic. Ore 21. Chiesa Parrocchiale – Concerto della corale S. Cecilia.
Domenica 21 dicembre 2025
Argile Piazza Gadani ore 14,30- Festa di Natale , mercatino , castagne e bin brulè
Mascarino –Piazza 2 Agosto 1980 -Babbo Natale
Mercatini di Natale, laboratori per bambini, caldarroste, vin brulè Leggi Tutto

SEGNI DEL SACRO- Tracce di devozione nel centro di Bologna

Il portale Storia e Memoria di Bologna, curato dal Museo civico del Risorgimento del Settore Musei Civici del Comune di Bologna, si arricchisce del nuovo scenario tematico, dedicato alle opere devozionali collocate in esterno nel centro storico della città, realizzate per la gran parte dal XVII secolo al Novecento. Le 272 opere sono accessibili grazie a una nuova campagna fotografica e rappresentano un cospicuo patrimonio storico e culturale connesso alle tradizionali forme di devozione popolare e allo sviluppo del tessuto urbanistico bolognese. Gli approfondimenti e le 1.022 immagini documentano tutto il patrimonio: tra le tipologie più diffuse segnaliamo le immagini mariane e soprattutto quelle Leggi Tutto

Buone Feste ai Musei di Bologna

Durante le festività natalizie, dall’8 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026, i Musei Civici di Bologna si fanno ancora più accoglienti grazie ad orari di apertura straordinari. >
*Tutte le sedi sono eccezionalmente aperte, con orario uniforme dalle 10 alle 19, nelle seguenti giornate: 8 e 26 dicembre, 6 gennaio.
**Tutti i musei sono inoltre straordinariamente aperti, dalle 10 alle 14, anche il 24 e 31 dicembre.
***Infine giovedì 1°gennaio 2026 (Capodanno) sono eccezionalmente aperti dalle 12 alle 19 il MAMbo e Museo Morandi, il Museo Civico Archeologico, il Museo Civico Medievale e le Collezioni Comunali d’Arte
– Scoprite gli orari completi sul sito:
https://www.museibologna.it/schede/gli-orari-di-apertura-dei-musei-civici-durante-le-festivita-natalizie-2025-2026-4801/
Inoltre è proposta una serie di attività per il pubblico di tutte le età: mostre, visite guidate, incontri, laboratori, mediazioni nelle sale e altri appuntamenti.
Le iniziative fanno parte di Festivamente, il cartellone di iniziative culturali promosso e coordinato dal Comune di Bologna | Dipartimento Cultura.

MOSTRE NUOVE APERTURE

– Presepi dalla collezione Forlai
Dal 6 dicembre al Museo Davia Bargellini torna il tradizionale evento espositivo dedicato al tema del presepe. La mostra di quest’anno è dedicata alla collezione di Edgardo Forlai, architetto di origine Leggi Tutto

Sermoni di Natale . Per chi vuol ricordare

SARMÓÑ DA NADÈL
Sermoni di NataleProposti da Gian Paolo Borghi-
Per le imminenti festività natalizie, propongo ai nostri Amici alcuni “Sermoni” che un tempo venivano recitati il giorno di Natale dai bambini, sia in chiesa sia nelle loro case, per fare felici nonni e genitori. I Sermoni (Sarmóń, nel nostro dialetto bolognese di campagna) erano brevi poesie, anche in dialetto, veri, ingenui omaggi devozionali rivolti al Bambino Gesù e alla Sacra Famiglia. Quando si recitavano in casa, magari inframmezzandoli alla lettura delle immancabili letterine natalizie, i bambini confidavano in una piccola mancia: di solito arrivava e in genere era in natura (mandarini, noci, castagne secche, qualche raro cioccolatino ecc.).
Pubblico alcuni testi specificando la loro fonte.
Inizio da una poesiola in italiano, probabilmente di derivazione da qualche libro di lettura per le scuole elementari. A me la recitò (e me la scrisse) una signora di Renazzo di Cento, Anita Alberghini Gallerani, memoria storica del suo paese:
Babbo, mammina, stanotte un bambinello

nella mia stanza rapido passò,

l’accompagnava d’angeli un drappello

mi dié un bacio e i confetti mi lasciò.

I confetti erano buoni e li mangiai,

ma quel bacio divino è ancor qui, fulgido e pio.

[ci si toccava le guance con un dito]

In quel bacio v’è tutto l’amor mio,

in quel bacio v’è tutto l’amore di Gesù.

I due sermoncini scherzosi che seguono furono raccolti da Oreste Trebbi e Gaspare Ungarelli, due studiosi Leggi Tutto

Nuova mostra e nuovo libro per vicini e lontani orizzonti culturali

MAF- Centro di documentazione del Mondo Agricolo Ferrarese
via Imperiale, 263 –San Bartolomeo in Bosco (Fe)
D
omenica 7 Dicembre, ore 15.00
LA CULTURA ILLUSTRATA  DA VARIE PROSPETTIVE
Il MAF e le campagne ferraresi d’inverno
Corrado Pocaterra e Gian Paolo Borghi (curatori)
presentano la mostra
Il tramonto del neorealismo ferrarese
Esposizione dedicata a Renato Sitti
– A seguire: Videoproiezione dalla mostra
La vita dopo la vita- Il Cimitero Monumentale di Bologna
di Michele Balugani
– Indi: Presentazione del libro
Salk’a: energia di vita
Esperienze nella mistica naturale andina
di Anna Rita Boccafogli (Biblion, Milano, 2025)
Lucia Boni conversa con l’Autrice
– In conclusione:
**Buffet riservato a tutti i partecipanti
INGRESSO LIBERO E GRATUITO
***Per info: MAF tel. 0532 725294, e-mail info@mondoagricoloferrarese.it , sito web www.mondoagricoloferrarese.it

Il dialetto centese vive, in un nuovo libro

CHÈR AL MÌ BÈL DIALÈTT
Un libro di poesie dialettali centesi di Giancarlo Mandrioli

-Scheda bibliografica a cura di GIAN PAOLO BORGHI-
È stato recentemente presentato alla Gipsoteca Vitali di Cento un bel libro di poesie dialettali di Giancarlo Mandrioli, autorevole figura di medico e di intellettuale centese. Intitolata “Chèr al mì dialett” (Caro il mio dialetto), la silloge raccoglie testi che l’autore ha scritto in un ampio arco temporale della sua vita, a indiscutibile manifestazione in versi (e in prosa) dell’amore che nutre per la famiglia, il dialetto centese e la Città del Guercino. Queste sue liriche sono fermamente ancorate a un universo poetico di non comune spessore: affetti e ricordi, animali domestici, religiosità popolare di tradizione, figure paesane, fiabe, ciclo della ruota della vita.
E, a proposito della vita, così sintetizza efficacemente in nove versi la venuta al mondo di una nuova creatura (“La véta”):
f
adìga,
dulòur,
respir e suspir,
,na mócia éd lagarmón!
A la fén un gran surìs!
‘Na pacténa,
un bèl zigalén!
E la véta l’é cuntènta
d’avèir n’èter putén!
(Fatica,/dolore,/respiri e sospiri,/tanti lacrimoni! Alla fine un grande sorriso! /Una “pacchettina”! /un bel pianto!/E la vita è contenta/d’avere un altro bambino!).
La padronanza Leggi Tutto