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Giulio Cesare Croce. Un funambolico poeta di piazza. Luigi Govoni


Tra i personaggi illustri che hanno avuto i natali nella terra persicetana, il più noto e popolare è sicuramente Giulio Cesare Croce (Persiceto 1550 – Bologna 1609), autore di celebri versi popolari in lingua e in dialetto bolognese, cantastorie di piazza e scrittore di numerosi componimenti burleschi. Oltre che a Persiceto, è conosciuto e apprezzato, in particolare, in Italia e in Europa come padre letterario del Bertoldo, l’esilarante personaggio, protagonista dell’operetta “Le sottilissime astuzie di Bertoldo”, ovvero del villano accorto e sagace che, per il suo ingegno raro e acuto, riesce ad approdare nientemeno che alla corte di Re Alboino, dove, dopo essere stato nominato “homo di corte e regio consigliere”, muore per non aver potuto mangiare “fagioli con la cipolla dentro e delle rape cotte sotto la cenere”.

 

Figlio di un fabbro che, nonostante fosse poverissimo, gli fece iniziare gli studi, il Croce, anche in seguito alla morte del padre, preferì ben presto dedicarsi ad altre attività e approdò prima a Castelfranco, poi a Medicina e, infine, a Bologna, dove oltre al mestiere di fabbro nella bottega di un artigiano, esercitò quello di “poeta di piazza”. In seguito, ancora giovanissimo, si dedicò interamente a questa attività, girando per le strade di Bologna e del suo contado, ma anche di numerose altre città vicine, dove cantava le sue composizioni accompagnandosi con il violino e per questo fu soprannominato “Giulio Cesare Della Lira”. Per guadagnarsi da vivere e per mantenere la sua numerosa famiglia (si sposò due volte ed ebbe quattordici figli) vendeva anche i testi delle sue composizioni stampati per lo più su due o quattro fogli.

Alla sua morte, l’elenco delle sue opere contava ben 478 titoli, di cui circa 300 sono arrivati sino a noi. Un repertorio davvero notevole, in cui spiccano canzoni, barzellette, frottole, sonetti, ma anche più impegnativi componimenti burleschi, tragedie, poemetti, operette, commedie, farse, molte delle quali si richiamano alla “Commedia dell’arte” e, più in particolare, alla tipica atmosfera del carnevale, ovvero alla ”La festa del mondo rovesciato”.

Giulio Cesare Croce è stato, in sostanza, un originale interprete e un funambolico poeta della retorica del comico, ma anche un consumato uomo di spettacolo e originale testimone di situazioni e tematiche che spaziano dalla cruda fame del mondo contadino alle feste pantagrueliche di nobili e borghesi, dalla cultura accademica a quella popolare, dall’universo femminile a quello dei ciarlatani e dei pubblici banditori e, più in generale, dalle crudeltà alle meraviglie del suo tempo.

Alcune opere del Croce sono state edite e riedite a più riprese anche all’estero e ancora oggi suscitano l’interesse di semplici lettori e non solo per il loro contenuto all’insegna del divertimento e della trasgressione, ma anche per le testimonianze storiche che esse contengono, come dimostra la recente ristampa dell’operetta “L’eccellenza e il trionfo del porco” che propone usanze alimentari e specialità gastronomiche dell’epoca, ma anche i contenuti e le modalità di svolgimento di feste, come quella della porchetta che si celebrava, nella Bologna senatoriale, il 24 agosto di ogni anno con il gettito dall’attuale palazzo comunale della pregiata carne cotta allo spiedo, ma anche di paioli di brodo bollente sulla testa dei poveri affamati che, nella circostanza, affollavano la piazza.

E non è certo un caso che i persicetani per onorare questo eclettico loro concittadino, sempre più spesso al centro dell’attenzione di accademici e studiosi, abbiano scelto proprio il “Bertoldo” come maschera del loro ultracentenario carnevale e abbiano intitolato a questo funambolico poeta la biblioteca comunale, dove, tra l’altro, è custodita una preziosa raccolta delle sue opere. Per mantenere viva la memoria del suo illustre cantastorie, riconosciuto universalmente come un autentico alfiere della cultura popolare, il comune di Persiceto, in occasione dell’anniversario dei 450 anni della sua nascita, ha promosso alcune iniziative di grande respiro. Un convegno internazionale sul tema “La festa del mondo rovesciato: Croce e la letteratura carnevalesca in Europa” che ha visto la partecipazione di noti studiosi italiani ed europei e i cui atti sono raccolti in un bel volume edito dal Mulino; uno spettacolo teatrale coprodotto con Arena del Sole-Teatro Stabile di Bologna, con un testo rivisitato e ambientato ai giorni nostri; e una edizione illustrata per ragazzi della nota operetta “Le sottilissime astuzie di Bertoldo”, scritta quattrocento anni fa ma che ancora oggi si propone come un autentico bestseller plurisecolare.

Luigi Govoni


Scritto in Biografie | S. Giovanni in Persicetoinvia ad un amico | letto 3234 volte

Inserito da redazione il Dom, 2006-03-12 18:06