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I flussi migratori a Bologna, dall'Italia e dal mondo


I flussi migratori a Bologna
Riceviamo e pubblichiamo una nota redatta dal Settore Statistica - Dipartimento Programmazione del Comune di Bologna nella quale vengono analizzati i flussi migratori che interessano la nostra città, con particolare attenzione alle dinamiche dello scorso quinquennio. Bologna da sempre è al centro di intensi flussi demografici sia in entrata che in uscita: tra il 1861 e il 1973 la sua popolazione è passata da circa 101.500 a 493.933 abitanti; successivamente la nostra città ha attraversato una fase di riduzione della popolazione e negli ultimi anni mostra una nuova leggera ripresa.
Bolognesi d'adozione
Non tutti sanno che solo un terzo dei bolognesi è residente in città dalla nascita, mentre 2 abitanti su 3 sono immigrati da altri comuni italiani o dall’estero. Il fenomeno non è nuovo: anche 26 anni fa le persone immigrate erano il 62% della popolazione allora residente; circa un quarto dei bolognesi d’adozione è infatti residente di lungo corso, abitando in città da più di quarant’anni, ma altrettanti si sono stabiliti in città dopo il 2006.
Fino alla prima metà degli anni ‘80 hanno messo radici a Bologna quasi esclusivamente italiani, mentre gli stranieri sono il 30,5% tra chi si è trasferito dopo il 1985.
Gli italiani non nativi provengono principalmente dall’Emilia-Romagna (il 44,2% dalla provincia e il 14,7% dal resto della regione) e dal Mezzogiorno (numerosi da Puglia, Campania e Sicilia); inoltre più di un quarto dei residenti stranieri non proviene dall'estero, ma da altri comuni italiani (27,2%). I bolognesi d'adozione sono prevalentemente italiani maturi (età media 55,4 anni) e giovani stranieri (in media 35,6 anni d'età).
Arrivi e partenze


Nell'ultimo quarto di secolo il numero degli immigrati è più che raddoppiato; nel 1986 erano soprattutto connazionali (94,2%) e nei cinque anni appena trascorsi sono ancora la maggioranza (56%), ma i cittadini stranieri si approssimano sempre più alla metà dei migranti (44%). Il nostro capoluogo attira persone il cui progetto migratorio sembra volto a una stabilizzazione sul territorio comunale: tra gli immigrati dopo il 2006 8 su 10 abitano tuttora a Bologna.
Anche l'emigrazione dal 1986 è aumentata (21%), ma negli ultimi cinque anni il flusso in uscita dal nostro comune si è gradualmente ridotto. Nello stesso periodo Bologna ha continuato a cedere abitanti ai comuni della provincia (molti a San Lazzaro di Savena, Castel Maggiore e Casalecchio di Reno) e alle province circostanti, mentre il saldo risulta attivo con la maggior parte delle altre province italiane, in particolare quelle del Mezzogiorno tra cui spiccano le province di Foggia e Napoli.
Il saldo migratorio è tornato positivo dal 1996 e, a partire dal 2008, si è registrato un lieve aumento della popolazione residente (pari mediamente al +0,7% all'anno). La fitta rete di scambi economici, sociali e culturali con le zone contigue al capoluogo si traduce in una grande fluidità della popolazione tra la città e il restante territorio provinciale.
Dal 2007 anche il saldo migratorio con l'estero è ampiamente positivo; i saldi più rilevanti sono con la Romania, la Moldova, il Bangladesh, l’Ucraina, il Pakistan.
Nella corona del centro storico che circonda la Cerchia del Mille c'è un intenso ricambio di abitanti: l'emigrazione, per far posto a numerosi nuovi residenti, è rilevante. L'area di Via Ferrarese (dove sono state costruite 263 nuove abitazioni nell'ultimo quinquennio) pur essendo fortemente attrattiva registra anche considerevoli flussi in uscita. Ambiti urbani in cui appare una corrispondenza tra l’elevata immigrazione e la realizzazione di nuovi spazi abitativi sono l’area Via Emilia Ponente, l’area Croce Coperta, l’area di Via del Lavoro, l’area Canale del Reno.
Il profilo degli immigrati negli ultimi 5 anni
Gli immigrati italiani

Dal 2007 sono immigrati a Bologna quasi 43.700 italiani, di cui quasi 17.800 dall'Emilia-Romagna (13.400 dalla sola provincia, in particolare da Casalecchio, San Lazzaro, Pianoro, Castel Maggiore e Zola Predosa), ma è sostenuto il flusso in entrata dall’Italia meridionale, che ha assicurato a   Bologna oltre 13.000 nuovi abitanti. Seconda solo alla provincia di Bologna è quella di Napoli con 1.926 immigrati; inoltre sono intensi i flussi dalla Puglia (dove spiccano le province di Foggia, Lecce, Bari e Taranto) e dalla Calabria, (soprattutto dalla provincia di Cosenza); numerosi i migranti anche da metropoli come Roma (con 1.007 persone trasferite dal 2007) e Milano (788). Tra gli italiani arrivati in città 7 su 10 sono giovani tra i 15 e 44 anni; tra questi più di un terzo proviene dalla nostra regione, mentre l'11,9% è originario della Puglia e emergono flussi regionali a forte connotazione giovanile dalle regioni meridionali del versante orientale.
Un immigrato italiano su tre è laureato; se si esclude l’Emilia-Romagna, da cui proviene il 28,1% dei migranti laureati, il maggior numero di "dottori" è arrivato da Puglia, Calabria e Campania. Se consideriamo invece l'incidenza percentuale dei laureati sul totale degli immigrati per ciascuna provenienza, ben il 58,5% degli immigrati marchigiani è in possesso di un titolo universitario. I più bassi livelli di istruzione (fino alla licenza elementare) si rilevano tra gli italiani rientrati dall’estero (15,1%) e tra i migranti provenienti da territori montani (Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta).
I migranti italiani sono per il 41% "colletti bianchi" e per il 10% imprenditori e liberi professionisti, mentre gli operai rappresentano il 13%; da notare che un immigrato italiano su tre non lavora e tra questi le casalinghe rappresentano il 3,6% e gli studenti il 14%. Esaminando la condizione professionale degli immigrati per provenienza si osservano flussi di imprenditori in particolare dal nord e dal centro, impiegati e dirigenti da sud-est, operai dal sud, dalle isole e dalla nostra regione.

Gli immigrati stranieri

Bologna spesso non è la prima tappa del percorso migratorio nella penisola: infatti oltre un quarto dei 34.322 stranieri immigrati in città negli ultimi cinque anni proviene da altri comuni italiani (26,9%), mentre oltre 25.000 sono arrivati in città direttamente dal paese d’origine (73,1%).
L’afflusso di cittadini stranieri coincide naturalmente con le nazionalità più rappresentate o in forte crescita tra i residenti: Romania, Moldova, Bangladesh, Ucraina e Pakistan.
Si tratta di un contingente piuttosto giovane: il 71,8% ha un'età compresa fra i 15 e i 44 anni e oltre la metà sono giovani tra i 25 e i 44 anni (53,2%). Tra le nazionalità più rappresentate questa percentuale sale oltre il 60% per i migranti provenienti dal Bangladesh, dal Perù e dallo Sri Lanka.

Più di un terzo degli immigrati stranieri è diplomato (36,1%) e il 18,7% è laureato; l'incidenza dei laureati è più elevata tra i cittadini provenienti dal Brasile, Egitto e Ucraina. I migranti stranieri con basso livello di scolarizzazione o privi di istruzione sono 1 su 8; la quota supera il 21% tra i migranti da Cina, Marocco e Pakistan. Oltre la metà degli immigrati stranieri (54%) svolge lavori esecutivi nei comparti industriale, artigianale o edile, oppure nei servizi domestici o in quelli di assistenza e cura alle persone. Questi lavoratori rappresentano più del 64% dei migranti da Ucraina, Egitto, Moldova, Polonia, Romania e Filippine.

Il profilo degli emigrati negli ultimi 5 anni
Gli emigrati italiani

Delle quasi 56.700 persone che hanno lasciato Bologna dal 2007, l’83,4% erano connazionali. Oltre la metà si è trasferita in provincia (spesso verso comuni contigui come San Lazzaro di Savena, Casalecchio di Reno, Castel Maggiore, Pianoro, Zola Predosa, Granarolo dell'Emilia e Castenaso)

e complessivamente il 68,2% è rimasto all’interno dei confini dell'Emilia-Romagna. Le principali mete extra-regionali sono le grandi città di Milano (1.023 emigrati), Roma (915) e Napoli (602).

Tra gli italiani in uscita dalla città i giovani tra i 30 e i 44 anni sfiorano il 40%. Cambia nel corso del tempo il profilo dei migranti italiani: nel 1986 spesso avevano un basso grado di istruzione (oltre due terzi aveva conseguito al più la licenza media), mentre nel 2011 i diplomati sono il 35,8% e i laureati sono oltre un quarto. L'11% dei laureati si trasferisce all'estero , ma il 40% dei "cervelli in fuga" si ferma in provincia e complessivamente il 53% resta in Emilia-Romagna. Dei lavoratori italiani che se ne vanno il 32% sono colletti bianchi e il 14% operai, ma il 30,3% è in condizione non professionale.

Gli emigrati stranieri

Una volta arrivati a Bologna, i cittadini stranieri raramente decidono in seguito di andare a vivere altrove: questi ultimi rappresentano infatti soltanto il 16,6% degli emigrati. Il numero di stranieri che emigra all’estero risulta alquanto ridotto; infatti 9 cittadini stranieri su 10 si trasferiscono in altri comuni italiani. A tale proposito basti pensare che hanno fatto ritorno in Romania, la principale destinazione estera, appena 72 persone negli ultimi cinque anni. 6 emigrati stranieri su 10 sono giovani in età tra i 25 e i 44 anni; i giovani in questa fascia d’età superano il 67% tra gli emigrati tunisini, bangladesi e pakistani.
I cittadini stranieri che lasciano Bologna hanno spesso un buon livello di istruzione: il 38,1% è in possesso di un diploma di scuola media superiore e il 15% è laureato. Il 31% ha conseguito un titolo corrispondente alla licenza media inferiore, mentre è piuttosto bassa la percentuale di coloro che non sono in possesso di alcun titolo di studio (1,8%) o che hanno esclusivamente la licenza elementare (5,6%).

Oltre la metà dei cittadini stranieri che sono emigrati da Bologna negli ultimi cinque anni svolge lavori esecutivi delle attività artigianali, industriali o delle costruzioni, oppure dei servizi domestici e alla persona (57%). Da notare inoltre che il 18,4% degli emigrati stranieri è in condizione non professionale; su questa percentuale possono pesare gli eventuali cambiamenti della condizione occupazionale e anche la condizione delle donne straniere, nella stragrande maggioranza casalinghe.

Con l'occasione si informa che il Dipartimento Programmazione del Comune di Bologna ha effettuato l’aggiornamento di un approfondito lavoro di analisi degli andamenti della popolazione in età e degli iscritti alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado. I dati sono dati elaborati sia con riferimento all’intero comune di Bologna sia

relativamente a ciascuna delle 18 zone e delle 90 aree statistiche, nelle quali si articolano gli attuali 9 quartieri cittadini. Per quanto riguarda in particolare l’utenza potenziale, oltre ai dati pregressi, vengono anche elaborate previsioni al 31/12/2016.
Per maggiori dettagli si veda all'indirizzo

http://www.iperbole.bologna.it/iperbole/piancont/evoluzione_scuole/2001_2011/index.htm


Scritto in Bologna | Società oggiinvia ad un amico | letto 2082 volte

Inserito da redazione il Lun, 2012-12-10 05:52