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Giulietta Masina. Una grande attrice nata a S. Giorgio di Piano


NOTE BIOGRAFICHE SU GIULIETTA MASINA


San Giorgio di Piano è una tipica località della pianura tra Bologna e Ferrara, città equidistanti a circa venti chilometri. Giulietta Masina vi nacque nel 1921, per poi trasferirsi a Roma fin dall'adolescenza. Le lettere che i genitori - il violinista e professore di musica Gaetano e la maestra Angela Flavia - inviavano agli amici di San Giorgio mostrano una Giulietta affezionata ma molto presa dalla sua carriera e dal lavoro. Singolare, nel carteggio, l'assenza di qualsiasi riferimento a Federico Fellini. Giulietta vi compare come "affettuosa figliuola", in movimento tra la vicina Francia e il lontano Brasile, ma mai come compagna del famoso regista.


 Ad undici anni dalla sua scomparsa, il Comune in cui è nata e in cui trascorse l'infanzia, ha deciso di dedicare una manifestazione che vuole testimoniare del legame affettivo e delle radici della famiglia nella terra emiliana.
Figlia del violinista e professore di musica Gaetano Masina e della maestra Angela Flavia Pasqualin, trascorse buona parte della sua adolescenza a Roma presso una zia rimasta vedova. Frequentò il ginnasio e il liceo dalle Suore Orsoline, quindi si laureò in Lettere e Filosofia all'Università "La Sapienza".

Durante gli studi coltivò la passione per la recitazione: sin dalla stagione 1941-1942 partecipò a numerosi spettacoli di prosa, danza e musica nell'ambito del Teatro Universitario nei locali dello Stadium Urbis, che poi diventerà il Teatro Ateneo. In quella seguente (la 1942-1943) entrò nella Compagnia del Teatro Comico Musicale dove si esibì come ballerina, cantante e attrice in diverse operette e commedie brillanti, e fece il suo ingresso nella radio recitando insieme a Nella Maria Bonora e Franco Becci, all'epoca voci assai popolari.

Si fa subito notare nella trasmissione di successo Terziglio, basato sulle avventure dei fidanzati (e poi novelli sposi) Cico e Pallina, recitati insieme all'annunciatore Angelo Zanobini e scritti da un versatile redattore umorista della rivista satirica Marc'Aurelio, Federico Fellini, che sposa il 30 ottobre 1943 e col quale instaurò un intenso sodalizio artistico e affettivo, tra i più importanti nella storia del nostro spettacolo.

Dopo la fine della guerra recitò ancora nel Teatro Universitario durante la stagione 1945-1946 nella pièce Angelica, scritta e diretta da Leo Ferrero e interpretata insieme a un altro giovane attore destinato alla celebrità, Marcello Mastroianni. Tornerà poi per l'ultima volta sul palcoscenico nel 1951, con Gli innamorati.
Nel cinema esordì nel 1946, con una brevissima parte nel capolavoro di Roberto Rossellini Paisà (è una ragazza che scende le scale di un palazzo), ma ottiene il definitivo lancio due anni più tardi con un film diretto da Alberto Lattuada, Senza pietà, dove interpretò insieme a Carla Del Poggio il ruolo della mondana di aspetto minuto e di buon cuore che la accompagnerà per buona parte della sua carriera in film diretti da Carlo Lizzani, Giuseppe Amato e Renato Castellani.

Ma è insieme al marito che raggiunse la notorietà a livello mondiale con il ruolo di Gelsomina nel film La strada (1954), dove recitò accanto ad Anthony Quinn e Richard Basehart, e poi con Il bidone (1955), con Broderick Crawford e ancora Basehart, senza dimenticare il primo film firmato da Fellini con Lattuada, Luci del varietà (1950), sempre con Carla Del Poggio e Peppino De Filippo. Nel 1957 raggiunse probabilmente l'apice della carriera nel ruolo di Cabiria nel film Le notti di Cabiria (che aveva già affrontato in piccola misura nel primo film diretto dal marito, Lo sceicco bianco del 1951).

Fellini la dirigerà ancora nel suo primo film a colori, Giulietta degli spiriti (1965) insieme a Mario Pisu e, vent'anni più tardi, nel malinconico Ginger e Fred (1985) proprio accanto a Marcello Mastroianni, nella parte di due ex ballerini di tip-tap popolarissimi durante la guerra col nome d'arte preso a prestito dai celebri Fred Astaire e Ginger Rogers, invitati nel rutilante e magniloquente show televisivo Ed ecco a voi..., campionario di varia umanità mostrata come fenomeno da baraccone sacrificato alle esigenze dell'audience e interrotto in maniera ossessiva da spot pubblicitari.


Tra i premi più importanti da lei vinti, citiamo i due Nastri d'Argento come miglior attrice non protagonista per Senza pieta (1948-1949) e Luci del varietà (1950-1951) e i due Nastri d'Argento come miglior attrice protagonista per Le notti di Cabiria (1958) e Ginger e Fred (1986), il David di Donatello come miglior attrice protagonista per Giulietta degli Spiriti (1965-1966), nonché il prestigioso premio alla migliore attrice al Festival di Cannes nel 1957 e al Festival di San Sebastian per Le notti di Cabiria.


In televisione apparve negli anni '70 in due sceneggiati di buon successo, Eleonora (1973) diretto da Silverio Blasi e Camilla (1976) diretto da Sandro Bolchi, tratto dal romanzo Un inverno freddissimo di Fausta Cialente. Tra il 1966 e il 1969 è la seguitissima conduttrice di una popolare rubrica radiofonica, Lettere a Giulietta Masina, che in seguito raccoglierà in un libro.


Filmografìa


Paisà,  regìa di Roberto Rossellini (1946)
 Senza pietà, 
regìa di Alberto Lattuada (1948)
 Luci del varietà,  
regìa di Alberto Lattuada e Federico Fellini (1950)
 Persiane chiuse,  
regìa di Luigi Comencini (1951)
 Sette ore di guai,  
regìa di Vittorio Metz e Marcello Marchesi (1951)
 Cameriera bella presenza offresi...,
  regìa di Giorgio Pàstina (1951)
 Wanda la peccatrice,  
regìa di Duilio Coletti (1952)
 Il romanzo della mia vita (Luciano Tajoli),
   regìa di Lionello De Felice (1952)
 Lo sceicco bianco,
  regìa di Federico Fellini (1952)
 Europa '51,   regìa di Roberto Rossellini (1952)
 Ai margini della metropoli,   regìa di Carlo Lizzani (1953)
 Via Padova 46 (Lo scocciatore),   regìa di Giorgio Bianchi (1953)
 Donne proibite,  regìa di Giuseppe Amato (1954)
 Cento anni d'amore (episodio Purificazione), regìa di Lionello De Felice (1954)
 La strada,   regìa di Federico Fellini (1954)
 Buonanotte... avvocato!,   regìa di Giorgio Bianchi (1955)
 Il bidone,   regìa di Federico Fellini (1955)
 Le notti di Cabiria,   regìa di Federico Fellini (1957)
 Fortunella,   regìa di Eduardo De Filippo (1958)
 Nella città l'inferno,   regìa di Renato Castellani (1959)
 La donna dell'altro (Jons und Erdme),   regìa di Victor Vicas (1959)
 La gran vita (Das kunstseidene mädchen),   regìa di Julien Duvivier (1960)
 Giulietta degli spiriti,   regìa di Federico Fellini (1965)
 Scusi, lei è favorevole o contrario?,   regìa di Alberto Sordi (1966)
 Non stuzzicate la zanzara,   regìa di Lina Wertmüller (1967)
 La pazza di Chaillot (The madwoman of Chaillot),   regìa di Bruce Forbes (1969)
 Ginger e Fred,   regìa di Federico Fellini (1985)
 Sogni e bisogni,   regìa di Sergio Citti (1985)
 La signora della neve (Frau Holle),   regìa di Jurai Jakubisko (1986)
 Un giorno, forse... (Aujord'hui, peut-etre...),   regìa di Jean-Louis Bertuccelli (1991)

 

Testo curato e diffuso da:
BIBLIOTECA COMUNALE "L. ARBIZZANI" E UFFICIO CULTURA
 p.zza Indipendenza, 1
 40016 San Giorgio di Piano (Bo)
 tel. 051/893450 fax. 051/6638525

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Inserito da redazione il Mar, 2006-01-10 17:04