Il professor Marino Ortolani, grande ortopedico. Da Altedo a Bologna e Ferrara, e oltre. Biografia.

Testo di Giulio Reggiani
Premessa
Il 9 dicembre 2018 era uscita sul “Carlino – Cronaca di Ferrara” un’intervista ad un’attempata signora che mi aveva particolarmente colpito. Questa conversazione, a mio avviso, aveva un’importanza non comune e riguardava la famosa “Manovra di Ortolani”. Ma dove stava la particolarità del fatto, tanto da valere un articolo assai corposo sul giornale? Ecco la ragione: la signora Fiorella Zambardi, ottantunenne, visitata dal Prof. Marino Ortolani nel marzo del 1937, dichiarava testualmente: «Sono stata io la sua prima paziente!». La signora Fiorella raccontava poi ciò che la madre le aveva detto sulla manovra operata dal Professore nei suoi confronti, un mese dopo la sua nascita: «E sa come sono le mamme … Ortolani aveva l’abitudine, avendo in mano i bambini, di aprire le gambe per vedere le anche. Senza lastre, solo con quella manovra, si accorse subito che non ero a posto e mi fece portare al Centro Putti di Bologna. Sono stata il suo primo caso». Dice ancora la signora: «Nessuno credeva che avessi le anche spostate, ma il professore era sicuro … e tutte le settimane mi riportava a Bologna per vedere come andasse. Quando ho avuto i miei figli, li ho portati immediatamente da lui».
Il
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Due donne importanti ad Altedo

Due celebri donne ad Altedo: Elisabetta Pepoli e Mariana Starke
Testo di Dino Chiarini
L’ereditiera Elisabetta (Lisabetta) Maria PEPOLI.
Il casato dei Pepoli
I Pepoli furono una delle famiglie gentilizie più ricche di Bologna; un certo Zerra de’ Pepoli prestava denari e cambiava valute agli allievi dello “Studium”, l’antica Università bolognese. Il figlio Romeo, nato a Bologna tra il 1285 e il 1290 e morto in Francia nel 1347, fu un noto “cambista” e banchiere; nel 1315 risultava proprietario, solo in Altedo, di ben 2.026 tornature di terra (422 ettari), suddivisi in 733 appezzamenti. Un ingentissimo patrimonio che, sommato ad altre proprietà sparse per l’Italia, consentì al figlio primogenito Taddeo di diventare, dal 1337 al 1347, Signore di Bologna; inoltre quella nobile famiglia influì sulla città per secoli. Giovanni Pepoli, figlio di Taddeo, nel 1345 attese Obizzo III d’Este signore di Ferrrara e Mastino II della Scala signore di Verona in una locanda di Altedo, per consumare un frugale pasto prima di scortarli a Bologna presso l’abitazione del padre; questi li attendeva in compagnia di altri due nobili, Ostasio II da Polenta signore di Ravenna e Azzo da Correggio signore di Parma, a cui si erano rivolti per un’eventuale alleanza avversa ai Visconti, signori di Milano, che ritenevano molto importante.

Il personaggio Elisabetta

Elisabetta Maria, detta anche Lisabetta, era figlia di Rodorico Leggi Tutto

Ricette con Asparago verde di Altedo IGP

In occasione  della 50a Sagra  dell’Asparago verde di Altedo IGP, riportiamo alcune delle varie ricette  con  asparagi, pubblicate nel  depliant informativo della Sagra, consigliate per primi piatti, secondi, contorni, condimenti e dolci.
RICETTE CON ASPARAGO VERDE DI ALTEDO IGP
Involtini di sogliola e salmone con pomodoro e asparagi
Ingredienti (per 4 persone):
Tre sogliole da gr. 250 l’una, gr. 240 di filetto di salmone, gr. 300 di pomodori ramati, ventiquattro asparagi grossi, gr. 80 di olio extra-vergine di oliva, alcuni rametti di ulivo, una spicchio d’aglio
Preparazione:
Pelare e sfilettare le sogliole, battere i filetti in mezzo a due foglie di pellicola, tagliare il salmone in dodici fettine e batterie con lo stesso procedimento. Sovrapporre ai filetti di sogliola il salmone e formare gli involtini, sbucciare, mondare e tagliare a quadrettini i pomodori, pelare gli asparagi, conservare le punte e tagliare il fondo a pezzettini. Bollire separatamente gli asparagi tenendoli al dente, unire olio d’oliva, pezzettini d’asparago, l’aglio, il timo, il pomodoro e riscaldare. Cuocere gli involtini di pesce a vapore (sei – sette minuti), riscaldare le punte di asparagi. Mettere nel centro del piatto la salsa posandovi gli involtini e guarnire con le punte degli asparagi.

Panna cotta all’Asparago verde di Altedo I.G.P

Ingredienti (per 4 persone):
750 mi di panna liquida; 200 gr. di zucchero semolato; Leggi Tutto

50a sagra dell’Asparago di Altedo IGP. Tante iniziative

5 SAGRA DELL’ASPARAGO VERDE DI ALTEDO IGP
dal 15 al 27 maggio 2019
E’ in corso la tradizionale Sagra dell’Asparago Verde di Altedo I.G.P., giunta quest’anno alla sua 50a edizione e che vedrà protagonista lo squisito e insuperabile “Principe Verde di Altedo”. La Sagra dell’Asparago Verde di Altedo I.G.P. nasce nel 1969 con l’obiettivo di rilanciare un prodotto simbolo dell’unicità di un territorio e della sua identità storica, economica e culturale. L’intento originario, rimasto immutato per tutte le successive edizioni della sagra, era quello di divulgare e far conoscere nel territorio circostante questo ortaggio, le sue virtù e allo stesso tempo promuovere Altedo oltre i suoi confini; ed è una occasione per far conoscere e valorizzare l’agricoltura e l’artigianato locale.
L’Amministrazione Comunale di Malalbergo, con la collaborazione di vari enti, associazioni, privati e volontariato, promuove all’interno della Sagra: mercatini; concerti in piazza; eventi artistici e varie mostre.
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La Pala d’altare della Chiesa di Altedo, attribuita a Prospero Fontana… forse

Testo  e ricerca di Dino Chiarini
Nel terzo tomo deLe chiese parrocchiali della Diocesi di Bologna ritratte e descritte, 1844-1851”, Don Antonio Landi, autore della pagina dedicata aS. Giovanni Battista di Altedo”, afferma che la Pala dell’Altare Maggiore fu dipinta dal pittore bolognese Prospero Fontana. Questi, nato a Bologna nel 1512 e deceduto nella città petroniana nel 1597, si formò presso la bottega del pittore Innocenzo da Imola e in seguito frequentò lo studio di Girolamo da Treviso.
Nel 1539 sposò Antonia de Bonardis; da questo matrimonio nacque Lavinia (1552-1614) che diventò anch’essa ottima pittrice.
Prospero Fontana collaborò con diversi pittori tra cui cito soltanto Pellegrino Tibaldi e Giorgio Vasari.
Tra le opere più famose dipinte da Prospero, vorrei elencarne solo tre, a mio avviso le più belle: Le Storie del Battista e gli Evangelisti, Le Storie della Vergine e la Deposizione della Croce. Sul dipinto che riguarda la “Nascita di San Giovanni Battista”, non ho trovato riscontri: infatti, non compare neppure nella corposa opera del conte Carlo Cesare Malvasia dal titolo “Felsina pittrice, vita de’ pittori bolognesi …”.

Ne dà conferma, come autore della tela altedese, anche l’incaricato della “Soprintendenza delle Gallerie di Bologna” che, il 15 settembre 1971 nell’inventariare il materiale d’arredo della chiesa parrocchiale, riporta la seguente scheda: Leggi Tutto

La Chiesa, la statua di S. Antonio a Malalbergo, e la storia del maialino nero rubato

Sant’Antonio abate, patrono di Malalbergo. Testo di Dino Chiarini
Il Patrono della Parrocchia e del Comune di Malalbergo, nonché Titolare della Chiesa del capoluogo è da sempre Sant’Antonio abate.
Non ci sono notizie precise sulle motivazioni che portarono gli abitanti di quel piccolo centro abitato ad intitolare la chiesa a questo santo; posso però pensare che, essendo un paese dove la popolazione viveva di caccia, di pesca e di agricoltura, la scelta fosse caduta sul protettore degli animali per una certa quale affinità con le attività dei suoi abitanti.
Come potete immaginare questa è soltanto una mia ipotesi personale: potrei dire che è da prendere col beneficio d’inventario, non essendo suffragata né da alcuna testimonianza scritta né da una qualsivoglia tradizione orale locale. Secondo alcuni storici il primo luogo di culto risale alla metà XIV secolo, poiché nell’elenco di tutte le Parrocchie di Bologna e del suo Contado, effettuato nel 1300, quella di Malalbergo non compare, essendo questo territorio parte integrante della “Terra della Pegola”. Il primo documento che menziona un oratorio di Sant’Antonio abate a Malalbergo, porta la data del 1554 ed è una descrizione della visita pastorale fatta nell’ottobre di quell’anno; seguirono altre visite pastorali nel 1555, nel 1567 in cui si citava Leggi Tutto

Federico IV di Danimarca, la religione, le donne e una notte a Malalbergo

Una storia quasi da cronaca rosa del 1700, raccontata da Dino Chiarini

Federico di Oldemburg, era figlio del re di Danimarca e Norvegia, Cristiano V. Nato a Copenaghen l’11 ottobre 1671, alla morte del padre, avvenuta nel 1699, salì al trono col nome di Federico IV. Nel 1691, durante una visita alla città di Lucca, l’allora principe conobbe una bella e nobile ragazza del luogo: Maria Maddalena Trenta. Tra i due scoccò il classico colpo di fulmine e s’innamorarono perdutamente, tanto che Maddalena, promessa sposa a un nobile italiano, ruppe il fidanzamento. Tra i due novelli innamorati, tuttavia c’era un ostacolo piuttosto grande da superare, poiché Federico professava la religione luterana, mentre Maria Maddalena era fermamente cattolica.
Tornato in patria, alla morte del padre Federico divenne re e non avendo mai dimenticato quella ragazza lucchese, iniziò a mandarle dei bellissimi regali, nella speranza che ella si convertisse al protestantesimo. Maria Maddalena però non accettò di cambiare religione, anzi si ritirò nel monastero di Santa Maria Maddalena de’ Pazzi a Firenze, come suora di clausura col nome di Maria Maddalena Teresa di S. Giuseppe, rispedendo i regali al mittente, dicendogli che ella aveva scelto un altro “sposo”, Gesù Cristo e per confermare tutto questo gli inviò un crocefisso. Nonostante
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Lasagne per tutti i gusti: alla bolognese, agli asparagi, all’ortica

Le lasagne : storia e ricette
Testo e ricerca di Dino Chiarini
Questo tipo di pasta al forno era già conosciuto fin dai tempi dei Romani; oggi le lasagne sono diffuse in tutta la penisola italiana, isole comprese: Campania, Puglia, Marche, Sicilia, Umbria, Abruzzo, Molise, Basilicata, Veneto ed Emilia-Romagna sono le regioni che vantano le tradizioni più antiche, ma anche le restanti regioni non hanno nulla da invidiare a quelle citate. Quasi sempre presentano diverse varianti, sia negli ingredienti che nella quantità degli stessi ma tutte di ottima qualità e squisitezza, nessuna esclusa. Oggi presento tre ricette della tradizione petroniana: le lasagne verdi alla bolognese (che utilizza gli spinaci nell’impasto della sfoglia), le lasagne all’asparago verde (quest’ultimo utilizzato nel condimento, tra gli strati di sfoglia) e le lasagne all’ortica (anche in questo caso le foglie della pianta urticante vengono inserite tra gli strati di sfoglia).

Lasagne verdi alla bolognese
Per quanto riguarda la Lasagna verde alla bolognese, il termine venne introdotto dal letterato Francesco Zambrini nel volume da lui pubblicato a Bologna nel 1863 dal titolo Il libro della cucina del secolo XIV: testo di lingua non mai fin qui stampato. Il Zambrini divise le ricette per regione e province, attribuendo le lasagne alla città di Bologna probabilmente per l’utilizzo del ragù nel composto, Leggi Tutto

Torna Narzis da Malalberg

Domencia 3 marzo alle ore 15:30 presso il Centro Sociale Ricreativo Culturale “F.Cenacchi” di Altedo
si terrà l’incontro tra Gian Paolo Borghi e “Narciso da Malalbergo”, la maschera interpretata da Luciano Manini.
Narzis da Malalberg,
arguto  fustigatore dei costumi dei potenti,  è una maschera della tradizione locale malalberghese, che a modo suo si ispirava ad altre maschere e figure della commedia dell’arte popolare del bolognese, da  Bertoldo al dottor Balanzone.  Il nostro socio Luciano Manini  da tempo  lo sta reinterpretando per mantenere viva la memoria, con nuove frecciate satiriche accompagnate dal suono di una antica ghironda.
*Dopo lo spettacolo, merenda per grandi e piccini con le fantastiche sfrappole del Centro Sociale per  completare la festa con una  specialità della tradizione  del periodo di Carnevale!!!
Luciano Manini, nato a Bentivoglio, attore poliedrico e laureato dopo  i 70 anni, è cittadino onorario di Malalbergo ed è già stato  protagonista nel dicembre scorso (v. art. sottostante) di una serata speciale a lui dedicata, per celebrare  i suoi 70 anni di militanza sul palcoscenico di vari teatri, con un repertorio  che va dalla commedia dialettale bolognese a Bertolt Brecht, e, appunto, al Narzis da Malalberg, maschera portata anche oltre i confini provinciali.


Vedi anche:

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Bartolomeo Massari, medico astrologico e pittore, con quadro a Malalbergo

La Pala dell’Altare Maggiore nella Chiesa di Malalbergo, attribuita al pittore bolognese Bartolomeo Massari
Testo di Dino Chiarini
Bartolomeo Massari nacque a Bologna -probabilmente nel 1596- da Lucio Massari (Bologna, 22 gennaio 1569 – Bologna, 4 ottobre 1633) e da Ippolita Macinatori. Egli fin da giovanetto si mostrò desideroso di intraprendere l’arte pittorica, già praticata con discreto successo dal padre, ma fu vivamente sconsigliato proprio dal genitore, poiché diceva che con l’arte pittorica “non si campava”. Per tal motivo furono ben poche le opere eseguite dal giovane pittore; una di queste, datata 1625, è custodita nella sagrestia della Chiesa di S. Martino Maggiore di Bologna dal titolo “S. Martino e il povero”(1), una era denominata “S. Cirillo ricevente da un Angelo le tavole d’Argento” ma nessun storico dell’arte indica il luogo in cui è affisso, mentre la terza è collocata nell’Abside come Pala dell’Altare Maggiore nella chiesa parrocchiale di Malalbergo, dal titolo “Madonna col Bambino e i SS. Francesco d’Assisi e Antonio Abate”.

Provo ora di accompagnare il lettore in un’anamnesi sommaria di quest’ultimo quadro. Il conte Carlo Cesare Malvasia, autore dell’opera “Felsina pittrice vita de’ pittori bolognesi …” scrive che il figlio del pittore bolognese Lucio Massari, il dottor Bartolomeo, «… giovanissimo, dipinse d’ascoso una tavola, che Leggi Tutto