La colonna spoglia di S. Giorgio di Piano. Anna Fini

Tra i monumenti presenti a S. Giorgio di Piano ve n’è uno alle cui sembianze ormai siamo abituati ma che in realtà  è solo una parte dell’ originale, stiamo parlando del monumento ai Caduti della prima guerra mondiale che era costituito da un basamento e una colonna in marmo ed in cima la Statua Alata della Vittoria. L’opera ora si trova all’interno del cimitero locale ma nel 1922 quella stessa posizione era al centro dell’aiola prospiciente l’ingresso del cimitero. In quell’anno l’Amministrazione propose al Comitato Comunale costituitosi per l’erezione di un monumento ai caduti in guerra, la costruzione di un’ Arca Monumentale nell’area d’ingresso al cimitero ove raccogliere le salme dei defunti militari e che di per sè avrebbe costituito il miglior monumento; tale progetto incontrò difficoltà  sia dal lato tecnico sia per la spesa elevata che non si ritenne possibile per le finanze comunali.  Accantonata l’idea dell’Arca il comitato avanzò un altro progetto comunicando al Sindaco Raffaele Ramponi  l’inizio dei lavori di scavo per le fondazioni del monumento per l’indomani ; era il 20 aprile1922.
Il nuovo progetto era costituito da un basamento ed una colonna in marmo sormonta
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C’era una volta la “corte rurale bolognese”. Foto di una storia in via di estinzione

Case rurali in foto di F. Ardizzoni per mostra e sito Dopo una prima presentazione avvenuta a Galliera , sono state  in mostra al MAF,  Centro di documentazione del Mondo agricolo ferrarese di S. Bartolomeo in bosco, le  foto delle case rurali scattate dal nostro socio Franco Ardizzoni  nell’arco di 15-20 anni (infatti alcune di esse non sono più esistenti poichè nel frattempo sono state demolite). Il materiale, già  predisposto, è disponibile gratuitamente per altre esposizioni, su richiesta.
Le case fotografate sono (o erano) ubicate nei territori dei comuni di
Galliera, San Pietro in
Casale, Argelato, Castello d’Argile, Pieve di Cento, San Giorgio di Piano, Sala Bolognese

Lo scopo delle foto  della mostra “Case rurali bolognesi. Secoli di vita tra questi muri”
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Le religioni nel mondo

LE RELIGIONI NEL MONDO
Ricerca a cura di Magda Barbieri
Per dare un’idea di quanto sia stata e sia tuttora vasta e
articolata la galassia delle religioni, riportiamo qui un indice
delle religioni e dei gruppi o movimenti religiosi – spirituali,
conosciuti nei secoli, la maggior parte antichi e altri recenti, presenti sulla Terra,
elencati in ordine alfabetico, ripresi dal sito, a cura di Ivo Naldi:
http://www.riflessioni.it/dizionario_religioni/index.htm
Di ognuno dei movimenti indicati il succitato sito fornisce note
esplicative leggibili dai link collegati a pagine specifiche:
A – Africane religioni,  Amicalismo, Animismo, Ananda Marga, Arancioni, Assira
religione, Australiane religioni, Avventisti del settimo giorno,
Azteca religione

B – Babilonese,  Babismo, Bahaismo, Bambini di Dio o Famiglia dell’amore,
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Da Malalbergo a Castelluccio. Alessandro Manservisi (o Manservigi?). Ricerca di Dino Chiarini

DA
MALALBERGO A CASTELLUCCIO

Alessandro
Manservisi o Alessandro Manservigi?

(un
grande filantropo e benefattore nato a Malalbergo)

Questo
interrogativo (quello del titolo, tanto per intenderci) cominciò a
frullarmi nella mente qualche tempo dopo che il prof. Renzo Zagnoni
m’interpellasse per chiedermi di fare una piccola ricerca su
Alessandro Manservisi -una persona famosissima in tutto il Comune di
Porretta Terme, ma particolarmente nella frazione di Castelluccio– e
cioè per un libro che stava scrivendo su tale personaggio. Ebbene,
questa breve indagine presso l’Archivio Parrocchiale di Malalbergo mi
portò a scoprire, dalla grafia del documento originale, che il suo
vero cognome era Manservigi. E Manservigi è tuttora un gruppo
familiare presente in paese. Eccovi allora i risultati riguardo i
miei estemporanei studi su quest’uomo che a me, prima d’oggi, era
veramente sconosciuto. Quindi ho pensato di proporvi, oltre alle mie
considerazioni, anche la sua biografia così come l’ho ricavata
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La bondiola poggese. Testo e ricerca di Giulio Reggiani (con zirudella di Narciso)

LA BONDIOLA POGGESE
Nell’ambito della grande famiglia degli insaccati bolliti, vorrei proporre al lettore una specialità che vanta già una sua tradizione, anche se non molto profonda nel tempo: la bondiola poggese. Molti la classificano come stretta parente della salama da sugo ferrarese, alcuni l’avvicinano al cotechino, altri allo salumi veneti o da insaccati romagnoli; in realtà la bondiola occupa già da svariati lustri un suo posto personale, ormai non piùlegato soltanto al Comune di Poggio Renatico. In definitiva,  sta “invadendo” pure le province di Bologna e Modena. Ma vorrei aggiungere che, nella stessa provincia di Ferrara, di cui Poggio fa parte, le resistenze ad una sua espansione (dovute alle
tradizioni culinarie sia cittadine che provinciali e collegabili alla locale  salama da sugo) sono abbastanza forti, ma si vanno sempre più attenuando.
Ma perché possiamo chiamarla bondiola poggese La ragione è¨ molto semplice: questo salume da pentola si differenzia molto dagli insaccati veneti o da quelli lombardi; posso affermare che la sua origine è romagnola Leggi Tutto