{"id":8353,"date":"2022-01-02T08:02:12","date_gmt":"2022-01-02T07:02:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/?p=8353"},"modified":"2022-01-02T08:02:14","modified_gmt":"2022-01-02T07:02:14","slug":"filastrocche-del-tempo-che-fu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/2022\/01\/02\/filastrocche-del-tempo-che-fu\/","title":{"rendered":"Filastrocche del tempo che fu"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"western\"><span style=\"font-size: large;\"><b><span style=\"color: #0000ff;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-8354 alignleft\" src=\"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Filastrocche.-Libro-1945-300x271.jpeg\" alt=\"\" width=\"230\" height=\"208\" srcset=\"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Filastrocche.-Libro-1945-300x271.jpeg 300w, https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Filastrocche.-Libro-1945.jpeg 768w\" sizes=\"(max-width: 230px) 100vw, 230px\" \/>Repertori infantili di un tempo, in italiano<\/span>. Gian Paolo Borghi<br><\/b><\/span>In un mio precedente articolo ho proposto diversi proverbi della tradizione popolare raccolti da scolari impegnati in una ricerca scolastica, all\u2019inizio degli anni \u201980, in una non identificata scuola elementare della campagna bolognese. Sempre da quei fogli sparsi trascrivo, in questa occasione, alcuni testi in massima parte in rima, in italiano, imparati a memoria dai nonni a scuola e da questi recitati ai nipoti, che li trascrissero. Non \u00e8 neppure da escludere che le testimonianze siano state trasmesse anche da quei genitori che furono tra gli ultimi ad avere in dotazione un sussidiario: i materiali che presento, infatti, sono in buona parte di quella provenienza.<br>Il primo testo, in verit\u00e0, richiama alla memoria anche documenti popolari meno recenti, probabilmente oggetto di traduzione italiana per favorirne una divulgazione a pi\u00f9 ampio respiro; \u00e8 una filastrocca, che veniva pure utilizzata come ninna nanna:<br><i>Din don, campanon,<br><\/i><i>quattro vecchie sul balcon,<br><\/i><i>una che fila, una che taglia,<br><\/i><i>una che fa i cappelli di paglia,<br><\/i><i>una che fa coltelli d\u2019argento<br><\/i><i>per tagliar la testa al vento. <\/i><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Il trascorrere dei giorni della settimana \u00e8 invece scandito da questi versi in prosa, che si traducono in una sorta di <i>nonsense<\/i>:<br><i>Buon giorno, luned\u00ec,<br><\/i><i>come stai marted\u00ec?<br><\/i><i>Benissimo, mercoled\u00ec,<br><\/i><i>va\u2019 a dire al mio amico gioved\u00ec<br><\/i><i>di venire venerd\u00ec<br><\/i><i>nella sala di sabato<br><\/i><i>per desinare domenica.<\/i><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">I giorni della settimana sono anche motivo di descrizione rimata delle fasi della nascita e della prima fase di crescita di un pulcino:<br><i>Luned\u00ec, chiusin chiusino,<br><\/i><i>marted\u00ec picchi\u00f2 l\u2019ovino, giunse fuori mercoled\u00ec,<br><\/i><i>gioved\u00ec prese un chicchino,<br><\/i><i>venerd\u00ec un bel pulcino,<br><\/i><i>sabato mattina<br><\/i><i>aveva fuori la sua crestina,<br><\/i><i>e la domenica: \u201cChicchirich\u00ec!\u201d.<\/i><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">La filastrocca seguente \u00e8 ricordata in forma frammentaria, ma non \u00e8 da escludere che si tratti di pi\u00f9 testi incatenati con l\u2019omissione di qualche verso sfuggito dalla memoria del testimone:<br><i>Centocinquanta<br><\/i><i>la gallina canta,<br><\/i><i>canta sola sola,<br><\/i><i>non vuole andare a scuola.<br><\/i><i>Gallina bianca e nera<br><\/i><i>ti d\u00f2 la buona sera.<br><\/i><i>Il lupo non c\u2019\u00e8 pi\u00f9,<br><\/i><i>\u00e8 fuggito in montagna,<br><\/i><i>ha trovato una castagna.<br><\/i><i>La castagna \u00e8 tutta mia,<br><\/i><i>buona notte compagnia!<\/i><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Chiudo con una filastrocca di un bimbo golosetto che preferisce l\u2019uovo di Pasqua all\u2019uovo che gli offre una gallina:<br><i>Caldo caldo nel suo covo,<br><\/i><i>la gallina ha fatto l\u2019uovo.<br><\/i><i>Dice al bimbo: \u201cCoccod\u00e8,<br><\/i><i>questo ovino \u00e8 qui per te!\u201d.<br><\/i>\u201c<i>No, risponde il golosetto:<br><\/i><i>voglio un uovo di confetto.<br><\/i><i>Senza nulla di speciale,<br><\/i><i>tu non sei un uovo pasquale!\u201d.<\/i><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Sono \u201cpiccoli\u201d documenti, di derivazione scritta e in un italiano un po\u2019 fuori moda, utili per\u00f2 a contribuire alla ricostruzione di forme culturali e di modalit\u00e0 espressive di un tempo, peraltro legate a un mondo rurale, allora ancora di una certa vitalit\u00e0.<br>Sarebbe interessante che il gruppo di lavoro che ha contribuito da pochi mesi alla ricostruzione di un\u2019aula scolastica d\u2019epoca presso la restaurata Scuola Primaria di Castello d\u2019Argile tenesse conto di questi materiali \u201cminori\u201d per eventuali progetti da realizzare con i numerosi materiali raccolti.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><a name=\"_GoBack\"><\/a> Anche questa \u00e8 storia.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><b><i>Gian Paolo Borghi<\/i> <\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Repertori infantili di un tempo, in italiano. 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