{"id":6387,"date":"2000-01-01T00:00:00","date_gmt":"1999-12-31T23:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pianurareno.org\/new\/2000\/01\/01\/tra-strade-e-cavedagne-di-pianura-le-tracce-dellantica-centuriazione-roberto-frazzoli\/"},"modified":"2022-01-25T10:35:31","modified_gmt":"2022-01-25T09:35:31","slug":"tra-strade-e-cavedagne-di-pianura-le-tracce-dellantica-centuriazione-roberto-frazzoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/2000\/01\/01\/tra-strade-e-cavedagne-di-pianura-le-tracce-dellantica-centuriazione-roberto-frazzoli\/","title":{"rendered":"Tra strade e cavedagne di pianura le tracce dell&#8217;antica centuriazione. Roberto Frazzoli"},"content":{"rendered":"<div align=\"justify\">\n<p><span style=\"font-size: small;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-10107 alignleft\" src=\"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2000\/01\/Centuriazione-romana-persistenze-sul-territorio-tra-Bologna-e-Modena-300x217.jpg\" alt=\"\" width=\"254\" height=\"184\" srcset=\"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2000\/01\/Centuriazione-romana-persistenze-sul-territorio-tra-Bologna-e-Modena-300x217.jpg 300w, https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2000\/01\/Centuriazione-romana-persistenze-sul-territorio-tra-Bologna-e-Modena.jpg 306w\" sizes=\"(max-width: 254px) 100vw, 254px\" \/>Forse non tutti sanno che nell&#8217;intera pianura emiliano-romagnola <strong>sopravvivono numerosi spezzoni di strade campestri romane<\/strong>, oggi asfaltate e integrate nella rete viaria che percorriamo quotidianamente. E&#8217; ci\u00f2 che rimane della&nbsp; <span style=\"color: #0000ff;\"><strong>centuriazione<\/strong><\/span>\u009d, la suddivisione della campagna in lotti quadrati (<em><strong>710&#215;710 metri, nel bolognese<\/strong><\/em>) che gli antichi romani realizzarono oltre duemila anni fa. L&#8217;opera aveva lo scopo di costruire le infrastrutture necessarie per la coltivazione (fossi, canali di scolo, strade di accesso) e al tempo stesso di creare una lottizzazione ordinata per poter poi assegnare i fondi ai coloni. L&#8217;immensa scacchiera fu creata incrociando una serie di strade pressoch\u00e8 parallele alla via Emilia (dette <span style=\"color: #0000ff;\"><strong>decumani<\/strong><\/span>) con altre strade ad esse perpendicolari (dette <span style=\"color: #0000ff;\"><strong>cardini\u009d<\/strong><\/span>). Si calcola che nella sola pianura bolognese Roma abbia costruito oltre 2500 chilometri di strade campestri, rimuovendo venti milioni di metri cubi di terra per scavare i relativi fossi (1).<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: small;\">L&#8217;individuazione delle tracce della centuriazione presenta ovviamente molti motivi di interesse. Per quanto riguarda l&#8217;area di via<strong> Galliera (cio\u00e8 i territori dei comuni di Argelato, Bentivoglio, Castel Maggiore, San Giorgio di Piano e San Pietro in Casale), un tentativo dilettantistico \u00e8 stato compiuto nel 1998 dall&#8217;autore di questo articolo<\/strong>, semplicemente tracciando linee sulle cartine dell&#8217;<em>Istituto Geografico Militare.<\/em> La breve ricerca qui riassunta non ha alcuna pretesa di scientificit\u00e0 , ma le corrispondenze rilevate non sembrano essere semplici coincidenze.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: small;\"><em><strong><span style=\"color: #0000ff;\">STRADE DI PROBABILE ORIGINE ROMANA TUTTORA ESISTENTI<\/span><\/strong><\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: small;\">Il risultato pi\u00c3\u00b9 interessante, ovviamente, \u00c3\u00a8 rappresentato dall\u00e2\u20ac&#x2122;individuazione di strade tuttora esistenti (o tratti di strada) che coincidono con cardini o con decumani. Qui di seguito le corrispondenze rilevate.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: small;\"><em><span style=\"color: #0000ff;\">&#8211; <\/span><\/em><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Via Saliceto<\/span><\/strong><em><strong>, <\/strong><\/em>com\u00e2\u20ac&#x2122;\u00c3\u00a8 noto, coincide con il <em>\u00e2\u20ac\u0153cardine massimo<\/em>\u00e2\u20ac\u009d della&nbsp; centuriazione bolognese, cio\u00c3\u00a8 con il suo asse di riferimento. Se ne discosta solo in un primo tratto (da Bologna fino all&#8217;altezza della zona industriale di via Di Vittorio) e nei pressi della Trasversale di Pianura. Via Saliceto termina a Bentivoglio (il traffico prosegue su una strada che svolta verso est) ma il cardine massimo continua ad essere segnato verso nord dal canale Navile e dalla strada che scorre sull&#8217;argine (via Argine Navile).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">&#8211; <span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Via di Mezzo<\/strong> di <strong>Santa Maria in Duno,<\/strong> <\/span>la strada principale del paese, coincide con un cardine dalla sua estremit\u00c3&nbsp; sud (ossia da via Ringhiera) fino a un punto situato nel comune di San Giorgio di Piano (non lontano da Cinquanta). Va segnalato che il tratto meridionale di questo cardine<br \/>\nsi presenta oggi come una stretta strada privata, non pi\u00c3\u00b9 perfettamente rettilinea. E\u00e2\u20ac&#x2122; questo uno dei cardini meglio conservati di tutta la zona considerata, con una lunghezza di oltre 5,5 chilometri. Il suo prolungamento verso nord &#8211; oggi non pi\u00c3\u00b9 esistente &#8211; permette di spiegare la strana collocaazione di Cenacchio, una frazione di S. Pietro in Casale che attualmente sorge su una strada a fondo cieco. Sebbene non coincida con il cardine, quel troncone di strada punta infatti verso Santa Maria in Duno.&nbsp; Appare ragionevole ipotizzare che quel collegamento si sia interrotto in epoca medievale per la formazione di paludi a nord di Bentivoglio.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">&#8211;<span style=\"color: #0000ff;\"> <strong>Vicolo Cimitero<\/strong> a <strong>Santa Maria in Duno<\/strong><\/span> (che inizia alle spalle della chiesa e termina in campagna, verso ovest) coincide con un decumano. In questa zona sono stati rinve\u00c2\u00adnuti reperti di et\u00c3&nbsp; romana, quasi in superficie (2).<br \/>\n<\/span><\/p>\n<div align=\"justify\">&nbsp;<\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">&#8211;<span style=\"color: #0000ff;\"><strong> Via Selvatico <\/strong><\/span>(che da via Centese, nei pressi di Argelato, raggiunge via Mascarino) coincide con un cardine per la maggior parte della sua lunghezza. Percorrendola in auto sembra tutt\u00e2\u20ac&#x2122;altro che rettilinea, ma dalla cartina appare chiaro che le sue curve sono soltanto lievi oscillazioni intorno a un unico asse. Presumibilmente la strada prende il nome dal gruppo di case indicato come &#8220;<em>il<\/em> <em>Selvatico&#8221;<\/em> sulla cartina IGM. E&#8217; comunque interessante notare che il nome di questa strada termina con la desinenza &#8220;<em>-atico&#8221;<\/em> generalmente associata ai nomi di fondi romani (<em>Massumatico, Lorenzatico<\/em>, ecc.).<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">&#8211; L<span style=\"color: #0000ff;\">a <strong>strada privata<\/strong> che inizia a<strong> Santa Maria in Duno<\/strong> <\/span>e si collegava un tempo a <em>via Co\u00c2\u00admastri <\/em>(una traversa di via Galliera, di fronte al Mercatone Uno) coincide in parte con un decu\u00c2\u00admano. Questa strada \u00c3\u00a8 stata distrutta quasi completamente a causa della costruzione dell\u00e2\u20ac&#x2122;Interporto. Sul tratto coincidente con il decumano sorge l\u00e2\u20ac&#x2122;edificio che <em>Enrico Rizzo <\/em>ha identificato come l\u00e2\u20ac&#x2122;<em>antica chiesa di S. Giovanni di S. Maria in Duno,<\/em> ora convertito in abitazione privata (3).<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">&#8211; Una <span style=\"color: #0000ff;\"><strong>cavedagna vicina a via Comastri, tra Funo e San Giorgio di Piano <\/strong><\/span><\/span> <span style=\"font-size: small;\">(di fronte al distributore IP che si trova sulla via Galliera) merita di essere segnalata perch\u00c3\u00a9 pare coincidere con lo stesso decumano sopra citato.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">&#8211; La<span style=\"color: #0000ff;\"><strong> cavedagna che passa (o passava?) alle spalle del cosiddetto Palazzo della Morte, a Funo,<\/strong> <\/span>coincide in parte con un decumano. Come appare da un disegno del 1640 (4), un tempo il viale che collegava il palazzo con via Nuova passava tra due coppie di colonne. Ci\u00c3\u00b2 suggerisce l\u00e2\u20ac&#x2122;idea di un cancello posto sulla cavedagna di origine centuriale. La presenza di un decumano su questo lato del Palazzo della Morte pu\u00c3\u00b2 anche suggerire l\u00e2\u20ac&#x2122;idea che la facciata principale dell\u00e2\u20ac&#x2122;edificio (o di un ipotetico edificio preesistente) fosse in origine quella rivolta a sud.<\/span><\/p>\n<div align=\"justify\">&nbsp;<\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">&#8211;<span style=\"color: #0000ff;\"> <strong>Via Cinquanta,<\/strong> <\/span>nel tratto compreso tra le due curve secche che si incontrano da via Galliera andando verso Cinquanta, coincide con un cardine. La seconda curva coincide con l&#8217;incrocio tra tale cardine e un decumano, che in quel punto oggi non esiste pi\u00c3\u00b9 ma che riappare poco pi\u00c3\u00b9 a ovest<br \/>\nsotto forma di cavedagna.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">&#8211;<span style=\"color: #0000ff;\"> <strong>Via Casadio,<\/strong><\/span> nel tratto corrispondente al centro di Casadio, coincide con un decumano.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">&#8211;<span style=\"color: #0000ff;\"> <strong>Via Stiatico <\/strong><\/span>coincide con un cardine in corrispondenza del centro di Stiatico.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">&#8211; <span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Via Gramsci <\/strong>(ossia <strong>via Galliera nel tratto urbano di Castel Maggiore)<\/strong><\/span> coincide con un cardine in un breve tratto immediatamente a nord dell\u00e2\u20ac&#x2122;incrocio con via Bondanello. Ma tutto il tratto di via Gramsci compreso tra la Frabaccia e la Coop \u00c3\u00a8 molto vicino al cardine.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">&#8211;<span style=\"color: #0000ff;\"> <strong>Via Chelotti a Sabbiuno<\/strong><\/span> (una strada privata che da via Sammarina va verso ovest e subito piega verso nord) coincide sostanzialmente con un cardine dopo la prima curva a destra e fino a via Barchetta.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"color: #0000ff;\">&#8211; <strong>Via Quattro Portoni<\/strong>&nbsp; (che da <strong>Malacappa va a via Venenta)<\/strong> <\/span>coincide con un cardine per un breve tratto dal lato di via Venenta.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">&#8211;<span style=\"color: #0000ff;\"><strong> Via Argelato (che dal centro di S. Giorgio va a via Selvatico)<\/strong><\/span> coincide pressappoco con un cardine nel brevissimo tratto vicino al vecchio macello di S. Giorgio di Piano (un tratto tra due curve secche che ora fa parte della nuova strada alle spalle della Coop). Il cardine ha un prolungamento verso sud sotto forma di una cavedagna che porta a una casa colonica. Le due curve secche rafforzano l\u00e2\u20ac&#x2122;idea di un percorso<br \/>\nspezzato dovuto alla necessit\u00c3&nbsp; di usare un tratto del preesistente cardine.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">&#8211;<span style=\"color: #0000ff;\"><strong> Via Galliera <\/strong>in un breve tratto <strong>a nord di San Pietro in Casale<\/strong> c<\/span>oincide sostanzialmente con un cardine.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<div align=\"justify\">&nbsp;<\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><em><strong>&#8212;&#8212;- S<\/strong><\/em><strong>trade esistenti parallele agli <\/strong><strong>assi centuriali<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">Molte delle strade tuttora esistenti, pur non corrispondendo n\u00e8 a cardini n\u00e8 a decumani, possiedono un orientamento parallelo agli uni o agli altri e quindi appaiono legate alla centuriazione. Sembra lecito ipotizzare che esse derivino da strade campestri minori, costruite forse dai coloni romani per suddividere i grandi lotti in appezzamenti pi\u00c3\u00b9 piccoli. Qui di seguito un elenco delle strade che rientrano in questa categoria.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">&#8211; La <span style=\"color: #0000ff;\">cavedagna che segna il confine<\/span> settentrionale del Centergross, che un tempo si prolungava a ovest fino a raggiungere via Galliera nel centro di Funo, \u00c3\u00a8 parallela ai decumani.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">&#8211; <span style=\"color: #0000ff;\">Parte della rotonda del Segnatello<\/span> (la rotonda che oggi collega il Centergross con la strada di accesso all\u00e2\u20ac&#x2122;Interporto) \u00c3\u00a8 parallela ai decumani nel breve tratto rettilineo da cui si accede al Centergross.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"color: #0000ff;\">&#8211; <strong>Via Ringhieri e Via Calcarata,<\/strong><\/span><br \/>\nche da via Santa Maria in Duno vanno verso San Giorgio di Piano, sono entrambe parallele ai decumani.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">&#8211;<span style=\"color: #0000ff;\"><strong> Via Cataldi<\/strong><\/span> (che da via&nbsp; Calcarata va a Cinquanta) \u00c3\u00a8 parallela ai cardini.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">&#8211;<span style=\"color: #0000ff;\"><strong> Una cavedagna che da via Calcarata va verso la chiesa di Cinquanta <\/strong>h<\/span>a, nei suoi vari spezzoni, l\u00e2\u20ac&#x2122;orientamento dei cardini o dei decumani.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">&#8211;<span style=\"color: #0000ff;\"><strong> Via Codronchi a San Giorgio di Piano: <\/strong><\/span>il tratto alle spalle della Reagens \u00c3\u00a8 pressoch\u00c3\u00a9 parallelo ai cardini, mentre il tratto che prosegue verso Santa Maria in Duno \u00c3\u00a8 parallelo ai decumani. Si tratta della prosecuzione di via Calcarata, sopra citata.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">&#8211; <span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Via Chiesa (che dal centro di Castel Maggiore va alla chiesa<\/strong> <\/span>e poi piega verso Ca\u00c2\u00adstello) \u00c3\u00a8 pressoch\u00c3\u00a9 parallela ai decumani nel tratto dal centro di Castel Maggiore al cimitero, ed \u00c3\u00a8 parallela ai cardini nel tratto che va verso via Matteotti.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">&#8211; <span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Via Centese<\/strong>, nel brevissimo tratto compreso tra il Riolo e la chiesa di Argelato<\/span> (coincidente con il centro di Argelato), ha un andamento pressoch\u00c3\u00a9 parallelo ai decumani.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">&#8211; <span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Via Rubizzano<\/strong>,<\/span> che va da Cinquanta a Rubizzano, \u00c3\u00a8 sostanzialmente parallela ai cardini.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">&#8211; <span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Via Masi a Castel Maggior<\/strong>e<\/span> (traversa di via Lirone in direzione sud) \u00c3\u00a8 parallela ai cardini nel tratto ini\u00c2\u00adziale, dal lato di via Lirone.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">&#8211;<span style=\"color: #0000ff;\"><strong> Via Rigosi a Castel Maggiore<\/strong> <\/span>(che va da via Lirone a via Passo Pioppe) ha l\u00e2\u20ac&#x2122;orientamento dei cardini nel tratto rettilineo verso via Passo Pioppe.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">&#8211; <span style=\"color: #0000ff;\">La strada che<strong> da Stiatico va verso via Canaletta<\/strong><\/span>, dove sfocia col nome di via Ponte Riolo, \u00c3\u00a8 parallela ai decumani nel tratto iniziale.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">&#8211; <strong><span style=\"color: #0000ff;\">Via Palazzaccio, che da<\/span> Stiatico va verso ovest<\/strong>, terminando in campagna, \u00c3\u00a8 parallela ai decumani in vari tratti.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">&#8211; <span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Via Lepre, che da via S. Maria in Duno<\/strong> va verso via Galliera<\/span>, nel primo tratto ha un andamento pressoch\u00c3\u00a9 parallelo ai decumani. La strada \u00c3\u00a8 oggi interrotta per la chiusura del passaggio a livello.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">&#8211; <span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Via Barche e via Scapino<\/strong><\/span> sono parallele e vicine a un decumano. La prima va da via Saliceto a via Saletto, la seconda da via Saletto a Ca de\u00e2\u20ac&#x2122; Fabbri.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>&#8212;&#8211; Edifici e centri abitati vicini a strade di possibile origine romana<\/strong><\/span><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\"><strong>Interessante \u00c3\u00a8 anche rilevare l&#8217;esistenza di centri abitati o di singoli edifici antichi nei pressi di cardini o di decumani. Qui di seguito l\u00e2\u20ac&#x2122;elenco delle corrispondenze rilevate.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">&#8211; <em><strong>I<\/strong><\/em><span style=\"color: #0000ff;\"><strong> centri di Stiatico e Casadio<\/strong><\/span> (e in parte anche il centro di Castel Maggiore) sorgono su tratti di strada coincidenti con cardini o decumani. Il <em><strong>centro di Argelato<\/strong><\/em> sorge su un tratto di strada pressoch\u00c3\u00a9 parallelo a un decumano.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">&#8211; <span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Il complesso di Villa Orsi <\/strong><\/span><em><strong>(<\/strong><\/em>attualmente incorporato all\u00e2\u20ac&#x2122;interno del Centergross) sorge in corrispondenza dell\u00e2\u20ac&#x2122;incrocio tra un cardine e un decumano. <strong>Magda Barbieri riferisce che nel 1594 nel giardino di Villa Orsi fu <\/strong><strong>rinvenuta una lastra di marmo con iscrizione latina risalente forse al III secolo (5). Appare quindi lecito ipotizzare per la villa un&#8217;origine romana.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">&#8211; <span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Una villa a Cinquanta,<\/strong>&nbsp;<\/span> indicata sulla carta IGM come<em><strong>Villa Bernaroli,<\/strong><\/em> sorge nei pressi dell\u00e2\u20ac&#x2122;incrocio tra un cardine (via Cinquanta) e un decumano (che in quel punto oggi non esiste pi\u00c3\u00b9, ma che riappare poco pi\u00c3\u00b9 a ovest sotto forma di cavedagna).<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">&#8211; La <span style=\"color: #0000ff;\"><strong>chiesa di Santa Maria in Duno<\/strong> s<\/span>orge nei pressi dell\u00e2\u20ac&#x2122;incrocio tra un cardine (<em>via di Mezzo)<\/em> e un decumano (<em>vicolo Cimitero)<\/em>.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">&#8211; La <span style=\"color: #0000ff;\"><strong>chiesa di Casadio <\/strong>s<\/span>orge nei pressi dell\u00e2\u20ac&#x2122;incrocio tra un decumano (<em>via Casadio<\/em>) e un cardine che in quella zona \u00c3\u00a8 scomparso. Sebbene una delle due strade non esista pi\u00c3\u00b9, la collocazione della chiesa non sembra essere casuale.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">&#8211; La <span style=\"color: #0000ff;\"><strong>ex-chiesa di S. Giovanni di S. Maria in Duno<\/strong>, <\/span>ora convertita in abitazione privata, sorge nei pressi di una strada privata coincidente con un decumano.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">&#8211; <span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Alcuni edifici colonici a ovest&nbsp; di via Selvatico<\/strong> <\/span>sorgono nei pressi dell\u00e2\u20ac&#x2122;incrocio tra un cardine scomparso e un decumano che sopravvive in forma di caveda\u00c2\u00adgna. E\u00e2\u20ac&#x2122; interessante notare l\u00e2\u20ac&#x2122;esistenza di edifici colonici nei pressi di incroci centuriali, soprattutto quando tali<br \/>\nincroci non siano pi\u00c3\u00b9 chiaramente riconoscibili. Secondo gli sto\u00c2\u00adrici, infatti, anche gli edifici dei coloni romani erano collocati agli angoli delle centurie. Ci\u00c3\u00b2 autorizza ad ipotizzare che alcune case coloniche siano state sempre ri\u00c2\u00adcostruite sulle rovine di case preesistenti.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">&#8211; Il<span style=\"color: #0000ff;\"> <strong>pilastrino votivo di via Bondanello (tra Castel Maggiore e la chiesa di Bondanello<\/strong>)<\/span> \u00c3\u00a8 vi\u00c2\u00adcino al punto in cui si incrociavano un cardine e un decumano, non pi\u00c3\u00b9 esistenti in quella zona.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><em><strong>&#8212;&#8212; <\/strong><\/em>TRACCE MINORI<\/span><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">Molto numerose, poi, sono le strade o i tratti di strada \u00e2\u20ac\u0153compatibili\u00e2\u20ac\u009d con il reticolo centuriale romano, che cio\u00c3\u00a8 \u00e2\u20ac\u201c pur essendo tortuose, oppure non parallele agli assi del reticolo stesso \u00e2\u20ac\u201c rimangono abbastanza vicine a un cardine, a un decumano o alle loro ipotetiche parallele. Ma la traccia pi\u00c3\u00b9 evidente della centuriazione \u00c3\u00a8 costituita dal fatto che l<em><strong>e cavedagne e i confini tra i campi, nella maggior parte dell&#8217;area<br \/>\nconsiderata, sono pressoch\u00e8 paralleli ai cardini o ai decumani.<\/strong><\/em> L\u00e2\u20ac&#x2122;esame sommario di una cartina di Funo in scala 1:5000, inoltre, ha permesso all\u00e2\u20ac&#x2122;autore di constatare che molti campi hanno tuttora una larghezza media di 35 metri, pari a un &#8220;<em>actus<\/em>&#8221; romano.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<div align=\"justify\">&nbsp;<\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>&nbsp; &#8212;&#8211; Proteggere le cavedagne romane\u009d<\/strong><\/span><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">Fermo restando che la breve ricerca qui riassunta ha un carattere assolutamente dilettantistico, le coincidenze rilevate sembrano suggerire che le tracce della centuriazione siano relativamente abbondanti anche nella pianura centrale bolognese, nonostante secoli di alluvioni e lo spostamento dei corsi d\u00e2\u20ac&#x2122;acqua. Particolarmente rilevante \u00c3\u00a8 il fatto che alcuni cardini e decumani sopravvivano sotto forma di cavedagne, elementi del paesaggio soggetti oggi a un forte rischio di distruzione per le esigenze dell\u00e2\u20ac&#x2122;agricoltura e per la costruzione di nuovi edifici.<br \/>\nSembrerebbe ragionevole, pertanto, ipotizzare forme di tutela per queste <em>cavedagne romane&nbsp;<\/em> cos\u00ec cariche di storia.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<div align=\"justify\">&nbsp;<\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>&nbsp;&#8212;&#8211; Le cartine su cui \u00e8 stata condotta la ricerca <\/strong><\/span><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">Le&nbsp; cartine IGM su cui \u00c3\u00a8 stata condotta la breve ricerca qui riassunta. Si tratta di tre diverse carte disposte sull\u00e2\u20ac&#x2122;asse nord-sud. Le<span style=\"color: #ff0000;\"><em><strong> linee sottili<br \/>\nrosse<\/strong><\/em><\/span> rappresentano i<span style=\"color: #ff0000;\"><em><strong> cardini e i decumani, <\/strong><\/em><\/span>tracciati dall\u00e2\u20ac&#x2122;autore di questo articolo prendendo come riferimento la centuriazione ben<br \/>\nconservata nei pressi di Bologna. Le<span style=\"color: #0000ff;\"><em> <strong>linee larghe azzurre segnalano le coincidenze rilevate,<\/strong><\/em><\/span> cio\u00c3\u00a8 le strade esistenti che sono sovrapposte, oppure parallele o semplicemente compatibili\u009d con i cardini e con i decumani.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<div align=\"justify\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-10106\" src=\"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2000\/01\/centuriazione-cartina-IGM-1-rid.-300x282.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"282\" srcset=\"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2000\/01\/centuriazione-cartina-IGM-1-rid.-300x282.jpg 300w, https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2000\/01\/centuriazione-cartina-IGM-1-rid..jpg 605w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\"><em><strong>Cartina inferiore (zona di Castel Maggiore- <\/strong>in foto sopra<strong>)<br \/>\n&#8211; Cartina centrale (zona di Funo e San Giorgio di Piano)&nbsp; &#8211; <\/strong><strong>Cartina superiore (zona di San Pietro in Casale)<\/strong><\/em> non riproducibili per ragioni di &#8220;pesantezza&#8221;<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><em><strong><span style=\"font-size: small;\">NOTE<\/span><\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">1. Questa stima \u00c3\u00a8 stata proposta da <em><strong>Gianluca Bottazzi<\/strong><\/em> in AA. VV., <em>Ro\u00c2\u00admanit\u00c3&nbsp; della pianura,<\/em> Bologna, 1991.<br \/>\n2.<em><strong> Maria Minozzi Marzocchi<\/strong><\/em> in AA. VV., <em>Ro\u00c2\u00admanit\u00c3&nbsp; della pianura,<\/em> Bologna, 991.<br \/>\n3.<em><strong> Enrico Rizzo<\/strong><\/em>, <em>L&#8217;antica Pieve di San Marino e i suoi Comuni\u009d<\/em>, Bologna, 1989.<br \/>\n4. Il disegno \u00e8 stato pubblicato nel libro di<em><strong> Lorenzino Cremonini e Piero Ruggeri,<\/strong><\/em><em> Antiche ville e palazzi della campagna di Argelato,<\/em> Bologna, 1992.<br \/>\n5.<em><strong> Magda Barbieri<\/strong><\/em>, <em>La terra e la gente del Castello d&#8217;Argile e di Venezzano ossia Mascarino,<\/em> vol. 1, 1993.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>*Foto in alto:&nbsp; Persistenze di centuriazione&nbsp; nell&#8217;orientamentodi cavedagne e campi nell&#8217;area tra bolognese e modenese<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">** Le foto&nbsp; di stele funerarie romane rinvenute nella zona di S. Pietro in Casale, e del <em>colossale milliario<\/em> trovato presso il Reno lungo la via Emilia, sono tratte dal libro &#8220;<em>Il Museo Civico Archeologico di Bologna<\/em>&#8220;, a cura di Cristiana Morigi Govi e Daniele Vitali <\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\"><strong>studio e ricerca sul territorio&nbsp; di ROBERTO FRAZZOLI<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Forse non tutti sanno che nell&#8217;intera pianura emiliano-romagnola sopravvivono numerosi spezzoni di strade campestri romane, oggi asfaltate e integrate nella rete viaria che percorriamo quotidianamente. E&#8217; ci\u00f2 che rimane della&nbsp; centuriazione\u009d, la suddivisione della campagna in lotti quadrati (710&#215;710 metri, nel bolognese) che gli antichi romani realizzarono oltre duemila anni fa. 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