{"id":5763,"date":"2000-01-01T00:00:00","date_gmt":"1999-12-31T23:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pianurareno.org\/new\/2000\/01\/01\/i-caduti-di-crevalcore-nella-guerra-1915-1918-paolo-antolini\/"},"modified":"2022-01-11T08:08:48","modified_gmt":"2022-01-11T07:08:48","slug":"i-caduti-di-crevalcore-nella-guerra-1915-1918-paolo-antolini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/2000\/01\/01\/i-caduti-di-crevalcore-nella-guerra-1915-1918-paolo-antolini\/","title":{"rendered":"I Caduti  di Crevalcore nella Guerra 1915-1918. Paolo Antolini"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-8941 alignleft\" src=\"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2000\/01\/Crevalcore-al-fronte.jpg\" alt=\"\" width=\"210\" height=\"297\">Per chi si occupa di ricerche legate alla <em><strong>Grande Guerra<\/strong>,<\/em> \u00c3\u00a8 quasi un obbligo cominciare dal monumento ai caduti che si trova spesso nella piazza principale di ogni paese o citt\u00c3&nbsp; d&#8217;Italia perch\u00c3\u00a9 nel suo marmo sono riportati i nomi dei soldati morti sui vari fronti diguerra: cos\u00c3\u00ac \u00c3\u00a8 stato fatto per <em><strong>Crevalcore<\/strong><\/em>. Grazie al lavoro di digitalizzazione di gran parte dei documenti depositati presso il <em>Museo Civico del Risorgimento di Bologna<\/em>, in particolare delle notizie riportate nel volume <em>&#8221; I morti della Provincia di Bologna nella guerra 1915-1918 &#8220;<\/em> ai nomi abbiamo potuto affiancare grado, reggimento di appartenenza, data e luogo di morte; la ricerca nel <em>database<\/em> \u00c3\u00a8 stata impostata utilizzando la parola chiave <em>&#8220;dimorante a Crevalcore&#8221;<\/em> che ha dato un elenco di <strong>228 nomi di soldati deceduti<\/strong> per cause riconosciute di guerra, mentre l&#8217;opuscolo che nel 1924 Crevalcore dedic\u00c3\u00b2 ai suoi caduti ne riporta <strong>247;<\/strong> non deve stupire perch\u00c3\u00a9 nella pubblicazione comunale sono elencati i soldati deceduti per malattie<br \/>\nsino al 1924, mentre il volume si ferma al 1920.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">Il piano generale di guerra stilato dal nostro <em>Comando Supremo,<\/em> prevedeva azioni diverse per le varie Armate a seconda del luogo di dislocamento delle stesse: nelle Alpi la <em>1 Armata<\/em> doveva stare sulla difensiva, sugli Altipiani Trentini bisognava operare solo per piccole rettifiche del fronte a<br \/>\nnostro favore, mentre lungo il corso dell&#8217;Isonzo e sul Carso si sarebbero svolte le grandi battaglie per aprire la strada verso Trieste. Abbiamo provato anche noi a suddividere i caduti accertati sul campo per queste macro zone di guerra, i risultati sono in linea col piano di Cadorna: sulle grandi montagne <strong><span style=\"color: #000000;\">1<\/span><\/strong><\/span> <span style=\"font-size: small;\">caduto in Adamello, sugli Altipiani Trentini <strong><span style=\"color: #000000;\">16<\/span><\/strong> caduti, lungo l&#8217;Isonzo e sul Carso ben <strong><span style=\"color: #000000;\">61<\/span><\/strong><\/span> <span style=\"font-size: small;\">morti e la guerra vi rimase solo fino al 24 ottobre 1917, poi si trasfer\u00c3\u00ac sul monte Grappa e lungo il Piave dove in un anno persero la vita altri <strong><span style=\"color: #000000;\">8<\/span><\/strong> soldati.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">Continuando l&#8217;analisi dei 228 nomi si trova che i morti negli ospedaletti da campo delle immediate retrovie furono <strong><span style=\"color: #000000;\">42<\/span><\/strong>,quelli nei grandi ospedali di riserva <strong><span style=\"color: #000000;\">33<\/span><span style=\"color: #000000;\">15<\/span><\/strong> soldati non \u00c3\u00a8 indicato il luogo ma solo la data di morte, ad esempio di <strong><span style=\"font-size: 8pt;\">CARLOCASSANELLI<\/span><\/strong>, soldato nel <\/span><span style=\"color: #ff0000; font-size: small;\">7 reggimento Fanteria<\/span><span style=\"font-size: small;\">, nato a Persiceto nel 1883, <u>dimorante a Crevalcore<\/u>, si conosce solo che venne dichiarato disperso sul campo il <\/span><span style=\"color: #ff0000; font-size: small;\">18 dicembre 1917<\/span><span style=\"font-size: small;\">. Dai &#8220;<em>Riassunti storici delle Brigate di Fanteria&#8221;<\/em><\/span> <span style=\"font-size: small;\">presso il Museo di Bologna \u00c3\u00a8 possibile leggere che a quella data il 7\u00c2\u00b0 fanteria era schierato sul Pertica e Asolone (monte Grappa) e Cassanelli Carlo si trov\u00c3\u00b2 nel bel mezzo dell&#8217;ultimo tentativo austrotedesco di sfondamento, perdendoci la vita. <\/span><span style=\"font-size: small;\">Non and\u00c3\u00b2 certo meglio ai soldati catturati ed inviati in prigionia: tra loro si contano <strong><span style=\"color: #000000;\">28<\/span><\/strong> morti per malattie varie, mentre <strong><span style=\"color: #000000;\">12<\/span><\/strong> soldati ebbero almeno la &#8220;soddisfazione&#8221; di morire nel proprio letto a Crevalcore. Diversi altri giovani partiti da Crevalcore per partecipare ad un conflitto che politici e militari avevano garantito di breve durata ( sul Carso ci furono casi di soldati che, temendo di non fare in tempo, persero la vita per recuperare fuori dalle trincee dei trofei di guerra da mostrare una volta tornati a casa), morirono in ospedali specializzati lontano dal fronte oppure in posti<br \/>\nisolatissimi: <\/span><span style=\"font-size: small;\"><strong>ENRICO MATTIOLI <\/strong>e <strong>ALBERTO LAMBERTI<\/strong><\/span><span style=\"font-size: small;\">, soldati nel 6 reggimento Bersaglieri, vennero dichiarati dispersi a Sidi Bargub (Libia) il <\/span><span style=\"color: #ff0000; font-size: small;\">17 giugno 1915<\/span><span style=\"font-size: small;\">. Dopo la guerra contro la Libia del 1911-1912 e la conquista dei porti di Tripoli e Derna, il nostro esercito aveva lasciato una serie di avamposti fortificati per mantenere sottomesse le trib\u00c3\u00b9 locali. Allo scoppio della guerra nel maggio del 1915 il corpo d&#8217;armata libico venne ridotto all&#8217;osso, ne approfittarono i capi delle popolazioni locali per scatenare una rivolta che costrinse il nostro esercito a ritirare verso la costa le truppe degli avamposti, naturalmente ci\u00c3\u00b2 avvenne con gravi perdite e dei prigionieri o feriti catturati non si seppe pi\u00c3\u00b9nulla.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\"><span style=\"font-size: small;\">Proviamo ora a descrivere, brevemente, alcune delle vicende belliche che coinvolsero i soldati Crevalcoresi. <\/span><span style=\"font-size: small;\">Il Podgora ( <strong>9 morti<\/strong>) che, assieme al Sabotino, proteggeva la citt\u00c3&nbsp; di Gorizia, fu attaccato dall&#8217;esercito italiano verso la fine di maggio del 1915 ( lo <u>sbalzo offensivo<\/u>: 26 maggio-26 giugno 1915 ). Lungo i suoi fianchi troveranno la morte migliaia di soldati, tra questi anche <strong><span style=\"font-size: 8pt;\">GIUSEPPE GHELFI <\/span><\/strong>(Medaglia di bronzo al valor militare), classe 1891, morto per ferite sul Podgora il <\/span><span style=\"color: #ff0000; font-size: small;\">10 giugno 1915, <\/span><span style=\"font-size: small;\">che ha il triste primato del primo caduto <\/span> <span style=\"font-size: small;\">di Crevalcore; ci volle un anno di incessanti attacchi per prendere il monte ed entrare in Gorizia ( <u>VI\u00c2\u00b0 battaglia dell&#8217;Isonzo <\/u><strong><span style=\"font-size: 8pt;\">ALFREDO FILIPPETTI <\/span><\/strong>classe 1889, muore per ferite sul Podgora <\/span><br \/>\n6-17 agosto 1916 ), infatti <span style=\"color: #000000; font-size: small;\">l&#8217;<\/span><span style=\"color: #ff0000; font-size: small;\">11 agosto 1916 <\/span><span style=\"font-size: small;\">durante i rastrellamenti delle grotte e bunker sotterranei dove avevano trovato rifugio gli austriaci. <\/span><span style=\"font-size: small;\">Il Podgora ed il Sabotino sono collegati da una serie continua di colline, tra cui il Grafenberg, tagliate dal valico di Oslavia; a novembre del 1915 ( <u>IV\u00c2\u00b0 battaglia dell&#8217;Isonzo<\/u> 10 novembre &#8211; 2 dicembre 1915 ) le truppe italiane riuscirono a prendere la quota 188 ed il dosso del Bosniaco nel settore di Oslavia, minacciando di aggiramento un lungo tratto delle difese austriache. Tra il 14 ed il 16 gennaio del 1916 scatt\u00c3\u00b2<br \/>\nla reazione avversaria: centinaia di cannoni di ogni calibro scaricarono sui due chilometri di trincee italiane al valico migliaia di proiettili, il successivo attacco della fanteria annient\u00c3\u00b2 i sopravvissuti. Tra novembre del &#8217;15 e gennaio del &#8217;16 in quella zona caddero <strong>3<\/strong> soldati di Crevalcore e <strong><span style=\"font-size: 8pt;\">EVARISTO GUERZONI<\/span>, <\/strong>classe 1883, venne dichiarato <strong>disperso<\/strong> ad Oslavia il <\/span><span style=\"color: #ff0000; font-size: small;\">16 gennaio 1916<\/span><span style=\"font-size: small;\">, la notte dell&#8217;attacco austriaco. <\/span><span style=\"font-size: small;\">Tragica fu anche la morte di <strong><span style=\"font-size: 8pt;\">GAETANO FIORINI <\/span><\/strong>classe 1894, e <strong><span style=\"font-size: 8pt;\">ELMO MORSELLI <\/span><\/strong>classe 1896, coinvolti nell&#8217;attacco austriaco coi gas asfissianti sul monte San Michele il <\/span><span style=\"color: #ff0000; font-size: small;\">29 giugno 1916<\/span><span style=\"font-size: small;\">. Tra il 29 ed il 30 giugno, nel solo settore del fronte San Michele-San Martino del Carso, per l&#8217;azione dei gas e del contemporaneo attacco nemico, complessivamente vennero messi fuori combattimento circa 200 ufficiali e 6.500 uomini di truppa.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-8942 alignleft\" src=\"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2000\/01\/Grande-Guerra-Monte-Piana-rid-300x220.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"220\" srcset=\"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2000\/01\/Grande-Guerra-Monte-Piana-rid-300x220.jpeg 300w, https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2000\/01\/Grande-Guerra-Monte-Piana-rid.jpeg 350w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>La conquista di Gorizia, pagata con la morte di <strong><span style=\"color: #000000;\">5<\/span><\/strong> soldati Crevalcoresi e tra questi <strong><span style=\"font-size: 8pt;\">ATTILIO FERRI <\/span><\/strong>classe 1884, morto per ferite sul campo il <\/span><span style=\"color: #ff0000; font-size: small;\">6 agosto 1916<\/span><span style=\"font-size: small;\"> il primo giorno del grande assalto, non port\u00c3\u00b2 certo molti benefici all&#8217;esercito italiano che si trov\u00c3\u00b2 infilato in una sacca battuto dalle armi del nemico ritiratosi sulla linea di colline alle spalle della citt\u00c3 , dai nomi che diverranno in breve tristemente famosi: Monte Santo, San Gabriele,<br \/>\nSan Daniele, San Marco. <\/span><span style=\"font-size: small;\">E&#8217; la linea sulla quale fu definitivamente bloccato il nostro esercito, a testimoniarlo stanno le date di morte dei soldati <strong><span style=\"font-size: 8pt;\">GEMINIANO CAMPANA <\/span><\/strong>classe 1887, morto per ferite sul Monte Santo il <\/span><span style=\"color: #ff0000; font-size: small;\">15 maggio 1917 <\/span><span style=\"font-size: small;\">e <strong><span style=\"font-size: 8pt;\">ALESSANDRO GOLDONI <\/span><\/strong>classe 1893, morto per ferite sul Monte Santo il <\/span><span style=\"color: #ff0000; font-size: small;\">19 ottobre 1917<\/span><span style=\"font-size: small;\">, una settimana prima dello sfondamento di Caporetto. <\/span><span style=\"font-size: small;\">Lungo il corso dell&#8217;Isonzo verranno combattute 12 battaglie, sono 100.000 i caduti della sola III\u00c2\u00b0 Armata sepolti nel Sacrario di Redipuglia; alcuni posti vennero ricordati dai soldati pi\u00c3\u00b9 di altri perch\u00c3\u00a9, permettetemi il termine, schifosi oltre l&#8217;immaginabile: tra questi Zagora. Agli italiani era riuscito di porre piede sulla sponda sinistra dell&#8217;Isonzo tra i paesi di Plava e, appunto, Zagora gi\u00c3 durante la III\u00c2\u00b0 battaglia 18 ottobre-4 novembre 1915; la piccola testa di ponte, male alimentata e ancor peggio rifornita, era diventata un cimitero a cielo aperto: nel paese di Zagora, ridotto ad un cumulo di rovine, la linea del fronte era praticamente inesistente ed ogni casa poteva ospitare soldati di entrambi gli eserciti. Di giorno operavano solo i cecchini, mentre di notte si affrontavano le pattuglie all&#8217;arma bianca, appena potevano i soldati si rintanavano nelle caverne scavate sotto le macerie: pi\u00c3\u00b9 minatori che soldati. Saranno <strong>4<\/strong> i caduti Crevalcoresi a Zagora, tra questi <strong><span style=\"font-size: 8pt;\">MASSIMILIANO PASQUINI <\/span><\/strong>classe 1881, morto per ferite a Zagora il <\/span><span style=\"color: #ff0000; font-size: small;\">14 maggio 1917 <\/span><span style=\"font-size: small;\">( X\u00c2\u00b0 battaglia dell&#8217;Isonzo 12-28 maggio 1917 ) e <strong><span style=\"font-size: 8pt;\">CARLO CIRRI <\/span><\/strong>classe 1881, morto per ferite il <\/span><span style=\"color: #ff0000; font-size: small;\">26 giugno 1917<\/span><span style=\"font-size: small;\">, sepolto nel cimitero di Zagora. Solo con la XI\u00c2\u00b0 battaglia dell&#8217;Isonzo 17-31 agosto 1917 e la conquista della Bainsizza il paese ebbe un po\u00e2\u20ac&#x2122; di respiro. <\/span><span style=\"font-size: small;\">Caporetto e Monte Nero, nomi che evocano eroismi e tragedie. Le due localit\u00c3&nbsp; sono una di fronte all&#8217;altra, vennero conquistate durante la spallata iniziale nel giugno 1915, dopo 2 anni di guerra non si era progrediti un solo metro. Il 24 ottobre 1917, la XIV Armata austro-tedesca del gen. von Below operava il suo tremendo attacco; alla stretta di Saga, sull&#8217;Isonzo, il gruppo Krauss sfond\u00c3\u00b2 le nostre incerte difese, alle 18 dello stesso giorno il nostro esercito abbandonava Caporetto, la strada che scendeva dal Monte Nero all&#8217;Isonzo cadde sotto il controllo dei tedeschi. Gli italiani in linea sul monte, non volendo consegnarsi al nemico, iniziarono un ripiegamento per cresta verso il Polonik e la Carnia che si pensava ancora libera. Morirono in <strong><span style=\"color: #000000;\">2<\/span><\/strong>, <strong><span style=\"font-size: 8pt;\">ANTONIO MALAGUTI <\/span><\/strong>classe 1879, <strong>disperso<\/strong><\/span> durante il <span style=\"color: #ff0000; font-size: small;\">ripiegamento di Caporetto<\/span><span style=\"font-size: small;\">, mentre <strong><span style=\"font-size: 8pt;\">ENEA TANGERINI <\/span><\/strong>classe 1895, tentando la via delle montagne venne dichiarato <strong>disperso<\/strong> a Monte Nero il <\/span><span style=\"color: #ff0000; font-size: small;\">24 ottobre 1917<\/span><span style=\"font-size: small;\">.<\/span> <span style=\"font-size: small;\">Il primo serio tentativo di arresto fu fatto sul Tagliamento, dove il Corpo Speciale di retroguardia del gen .Di Giorgio tent\u00c3\u00b2 di mantenere due teste di ponte sulla sponda sinistra ai ponti di Cornino e Pinzano. Sulle colline di Ragogna, presso Pinzano fu schierata la Brigata Bologna, 39\u00c2\u00b0 e 40\u00c2\u00b0 fanteria, che venne investita dalla 12\u00c2\u00b0 divisione slesiana e 50\u00c2\u00b0 divisione austriaca; la battaglia infuri\u00c3\u00b2 dal 30 ottobre al 1 novembre 1917, poi sotto l&#8217;incalzare del nemico il gen. Sanna ordin\u00c3\u00b2 la distruzione del ponte, condannando i sopravvissuti della Bologna bloccati sulla sponda sinistra, a morire o arrendersi. Nel 40\u00c2\u00b0 fanteria era inquadrato anche <strong><span style=\"font-size: 8pt;\">ARGIO LODI<\/span><\/strong>, dato per disperso proprio il 1 novembre 1917.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-8943 alignleft\" src=\"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2000\/01\/Grande-guerra.-Soldati-sul-Po-da-goticatoscana1-300x241.jpg\" alt=\"\" width=\"230\" height=\"185\" srcset=\"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2000\/01\/Grande-guerra.-Soldati-sul-Po-da-goticatoscana1-300x241.jpg 300w, https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2000\/01\/Grande-guerra.-Soldati-sul-Po-da-goticatoscana1.jpg 490w\" sizes=\"(max-width: 230px) 100vw, 230px\" \/>Negli Altipiani Trentini la guerra rimase 41 mesi, attacchi e contrattacchi passarono avanti ed indietro per gli stessi territori molte volte, alla fine oltre il 70% dei pascoli e boschi, la vita per le popolazioni residenti, risult\u00c3\u00b2 distrutto e inquinato, furono le baracche ed i ricoveri militari ad ospitare gli esuli di ritorno sugli Altipiani a&nbsp; fine guerra. Se non sono emersi caduti sul campo durante l&#8217;offensiva austriaca di primavera ( Strafexpedition 15 maggio-18 giugno 1916 ), ben diversamente and\u00c3\u00b2 nell&#8217;inseguimento dei nemici in ritirata su posizioni pi\u00c3\u00b9 favorevoli. Sulla linea del fronte Asiago-Monte Zebio-Monte Forno-Monte Ortigara, raggiunta dagli italiani a luglio del &#8217;16, persero la vita <strong><span style=\"color: #000000;\">8<\/span><\/strong> soldati di Crevalcore, tra questi <strong><span style=\"font-size: 8pt;\">PIETRO VILLANI <\/span><\/strong>classe1896, morto per ferite sul Monte Zebio il <\/span><span style=\"color: #ff0000; font-size: small;\">22 luglio 1916<\/span><span style=\"font-size: small;\">. I soldati <strong><span style=\"font-size: 8pt;\">GAETANO ALBERTI<\/span><\/strong>, classe 1884, e <strong><span style=\"font-size: 8pt;\">LUIGI PIZZI <\/span><\/strong>classe 1887, parteciparono alla battaglia dell&#8217;Ortigara ( 10-30 giugno 1917 ), della quale non si seppe nulla fin verso gli anni &#8217;70 perch\u00c3\u00a9, spacciata per grande vittoria, fu invece un insensato macello di soldati che non spost\u00c3\u00b2 di un metro la linea del fronte; Alberti cadde il 15 giugno e Pizzi il 25, assieme ad altri 30.000 italiani e 10.000 austriaci. Torniamo a maggio del 1916, dall&#8217;Altipiano di Folgaria l&#8217;ala sinistra austriaca, impegnata nella Strafexpedition, respinse gli italiani sino agli ultimi monti prima della pianura veneta, cio\u00c3\u00a8 il Novegno, PriaFor\u00c3&nbsp; e monte Cimone di Tonezza, posti allo sbocco della Val d&#8217;Astico, sulla destra dell&#8217;omonimo torrente. Il monte Cimone, per la sua importanza strategica venne difeso ad oltranza dal nostro esercito che tuttavia dovette capitolare il 24 maggio 1916. La successiva ritirata austriaca nella zona centrale dell&#8217;Altipiano d&#8217;Asiago a fine giugno permise agli italiani di tentare la riconquista e la notte tra il 23 ed il 24 luglio il battaglione alpino Val Leogra ed il 154\u00c2\u00b0 fanteria attaccarono la ridotta nemica della cima sgominandola e riconquistandola. Tra questi uomini c&#8217;era anche <strong><span style=\"font-size: 8pt;\">LUIGI BORGATTI<\/span><\/strong>, soldato nel 154mo reggimento Fanteria, nato a Cento nel 1896, dimorante a Crevalcore (Galeazza), <strong>disperso<\/strong> sul campo a Monte Cimone il <\/span><span style=\"color: #ff0000; font-size: small;\">23 luglio 1916<\/span><span style=\"font-size: small;\">. Per questa azione la bandiera di guerra del 154\u00c2\u00b0 venne insignita della Medaglia d&#8217;Argento al Valor Militare. Purtroppo non era ancora finita. Il Comando Austriaco, riassestata la linea del fronte, ritent\u00c3\u00b2 la conquista del Cimone, questa volta con un mezzo diverso: una mina sotterranea che scoppi\u00c3\u00b2 all&#8217;alba del 23 settembre 1916 disintegrando il nostro caposaldo, sotto il quale rimasero centinaia di morti e feriti che fu impossibile soccorrere. Nei vani tentativi di riconquista del nostro esercito, moriranno anche <strong><span style=\"font-size: 8pt;\">FIRMO BEGHELLI <\/span><\/strong>classe 1894, che cadde sul Monte Cimone il <\/span><span style=\"color: #ff0000; font-size: small;\">25 settembre 1916 <\/span><span style=\"font-size: small;\">e <strong><span style=\"font-size: 8pt;\">AMEDEO MATTIOLI <\/span><\/strong>classe 1889, morto il <\/span><span style=\"color: #ff0000; font-size: small;\">26 settembre 1916<\/span><span style=\"font-size: small;\">.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">Abbiamo brevemente accennato ad alcune delle grandi battaglie che si svolsero sugli Altipiani, ce ne fu ancora una che va ricordata e si svolse a cavallo tra il 1917 ed il 1918. Tra novembre e dicembre 1917, gli austriaci attaccarono decisamente nel settore delle Melette di Gallio e Melette di Foza, la disperata resistenza italiana non valse a fermare il nemico che, anzi, sfond\u00c3\u00b2 la nostra prima linea arrivando ad occupare anche il settore chiamato dei tre monti: Val Bella, Col d&#8217;Ecchele, Col del Rosso. A gennaio del 1918, il Comando Supremo Italiano ne ordin\u00c3\u00b2 la riconquista. Particolarmente dura fu lalotta per il possesso del Val Bella e solo il giorno 29 questa fu completata; <strong><span style=\"font-size: 8pt;\">GAETANO NANETTI <\/span><\/strong>soldato nel 2 reggimento Bersaglieri, fu dichiarato <strong>disperso<\/strong> sul Monte Val Bella il <\/span><span style=\"color: #ff0000; font-size: small;\">25 gennaio 1918<\/span><span style=\"font-size: small;\">.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">Dopo la ritirata di Caporetto la nuova linea del fronte attraversava il Monte Grappa, dove erano confluiti i resti della IV\u00c2\u00b0 Armata, e proseguiva lungo la sponda destra del Piave fino alla foci, difese dalla III\u00c2\u00b0Armata. Tra novembre e dicembre 1917 austriaci e tedeschi tentarono pi\u00c3\u00b9 volte di sfondare, fortunatamente senza riuscirci. Ai &#8220;vecchi nomi&#8221; delle montagne del Carso Goriziano si sostituiranno i nuovi: Asolone, Pertica, Prassolan, Coston, Montello; piccolissime frazioni lungo il Piave saliranno alla ribalta della cronaca perch\u00c3\u00a9 luoghi di furiosi combattimenti. Sono <strong><span style=\"color: #000000;\">8<\/span><\/strong> i caduti di Crevalcore sul campo. Tra questi <strong><span style=\"font-size: 8pt;\">ZUCCHINI ADOLFO<\/span> <\/strong>classe 1898, disperso sul Monte Grappa il <\/span><span style=\"color: #ff0000; font-size: small;\">23 dicembre 1917<\/span><span style=\"font-size: small;\">, alla fine della 2\u00c2\u00b0 battaglia d&#8217;arresto e <strong><span style=\"font-size: 8pt;\">BORGHI FERDINANDO<\/span> <\/strong>classe 1899 ( uno dei tanti Ragazzi del &#8217;99 ), morto per ferite a Col dell&#8217;Orso il <\/span><span style=\"color: #ff0000; font-size: small;\">15 giugno 1918<\/span><span style=\"font-size: small;\"> e sepolto nel cimitero di Cason delle Mure (Grappa). La morte di Borghi coincise con l&#8217;inizio della Battaglia del Solstizio che fu nel 1918 anche l&#8217;ultimo grande tentativo di sfondamento operato dagli austriaci; ebbe solo un fugace successo sul Montello verso il paese di Nervesa dove si svolse una battaglia casa per casa durata 3 giorni. A segnare un altro importantissimo momento della Guerra Mondiale \u00c3\u00a8 la morte di <strong><span style=\"font-size: 8pt;\">MANFREDI SANTE<\/span> <\/strong>classe 1897, morto per ferite sul Monte Valderoa il <\/span><span style=\"color: #ff0000; font-size: small;\">24 ottobre 1918 <\/span><span style=\"font-size: small;\">perch\u00c3\u00a9 quel giorno inizi\u00c3\u00b2 la Battaglia di Vittorio Veneto ( 24 ottobre-3<br \/>\nnovembre 1918 ), quella che port\u00c3\u00b2 all&#8217;armistizio di Villa Giusti il 3 novembre ed alla cessazione delle ostilit\u00c3&nbsp; il giorno 4 novembre 1918.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><strong><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"color: #0000ff;\">Paolo Antolini&nbsp;<\/span>&nbsp; ( <\/span><\/strong><span style=\"font-size: small;\">Relazione tenuta a Crevalcore il 4 novembre <strong>2006, in<\/strong> occasione della celebrazione dell&#8217; anniversario della fine della 1\u00c2\u00b0 Guerra Mondiale)<\/span><strong><span style=\"font-size: small;\"><br \/>\n<\/span><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per chi si occupa di ricerche legate alla Grande Guerra, \u00c3\u00a8 quasi un obbligo cominciare dal monumento ai caduti che si trova spesso nella piazza principale di ogni paese o citt\u00c3&nbsp; d&#8217;Italia perch\u00c3\u00a9 nel suo marmo sono riportati i nomi dei soldati morti sui vari fronti diguerra: cos\u00c3\u00ac \u00c3\u00a8 stato fatto per Crevalcore. 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