{"id":5742,"date":"2000-01-01T00:00:00","date_gmt":"1999-12-31T23:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pianurareno.org\/new\/2000\/01\/01\/scelte-importanti-per-il-reddito-in-agricoltura-vincenzo-tugnoli\/"},"modified":"2022-01-10T17:57:23","modified_gmt":"2022-01-10T16:57:23","slug":"scelte-importanti-per-il-reddito-in-agricoltura-vincenzo-tugnoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/2000\/01\/01\/scelte-importanti-per-il-reddito-in-agricoltura-vincenzo-tugnoli\/","title":{"rendered":"Scelte importanti per il reddito in agricoltura. Vincenzo Tugnoli"},"content":{"rendered":"<p class=\"western\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif; font-size: small;\"><em><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><strong><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/gallery\/vecchio-pianurareno\/1047.jpg\" width=\"239\" vspace=\"5\" hspace=\"5\" height=\"129\" border=\"0\" align=\"left\">La necessit\u00c3&nbsp; di salvare l\u00e2\u20ac&#x2122;agricoltura in generale e in particolare una coltura cos\u00c3\u00ac importante come la barbabietola da zucchero<\/strong>, impone un miglioramento delle attuali rese; l\u00e2\u20ac&#x2122;obiettivo minimo \u00c3\u00a8 rappresentato dalle 10 t\/ha di saccarosio. Quali colture inserire nella rotazione assume rilevante importanza. Gli effetti dell\u00e2\u20ac&#x2122;<strong>avvicendamento<\/strong> si ripercuotono su sanit\u00c3 , fertilit\u00c3&nbsp; e lavorazioni. La coltura in precessione prediletta in bieticoltura \u00c3\u00a8 il <strong>cereale<\/strong>.<\/span><\/em><br \/>\n<strong>Le produzioni italiane sono nettamente inferiori a quelle degli altri Paesi della UE. <\/strong><\/span><span style=\"font-size: small;\"><strong>L\u00e2\u20ac&#x2122;Italia si posiziona agli ultimi posti, con differenze del 20% in tutti i parametri <\/strong>(<em>peso, polarizzazione e zucchero)<\/em>: le zone a minor produzione di saccarosio sono quelle del Centro (5,5 t\/ha) in particolare nelle Marche, e al Sud (6 t\/ha) con specifico riferimento a aree bieticole della Campania e del Molise, mentre al Nord si riscontrano valori pi\u00c3\u00b9 elevati (7 tonnellate) ma pur sempre lontani dai risultati conseguiti negli altri Paesi Nord-europei (10-11 e anche oltre t\/ha).<\/span><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/gallery\/vecchio-pianurareno\/1046.jpg\" vspace=\"5\" hspace=\"5\" border=\"0\" align=\"left\"><\/p>\n<p class=\"western\"><span style=\"font-size: small;\">Non \u00c3\u00a8 quindi consigliabile ridurre l\u00e2\u20ac&#x2122;attenzione in particolare nelle tecniche colturali, per non perdere in produttivit\u00c3&nbsp; ed arretrare ancor pi\u00c3\u00b9.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\"><span style=\"font-size: small;\">Fino a pochi anni addietro, questo disavanzo produttivo veniva \u00e2\u20ac\u0153ammorbidito\u00e2\u20ac\u009d da aiuti integrati nel prezzo di vendita delle barbabietole, autorizzati dalla CEE (ora UE) fin dal 1967. Questo finanziamento aggiuntivo aveva lo scopo di incentivare una valorizzazione delle rese produttive, per rendere in tal modo autonomo il percorso economico della bieticoltura italiana. Altre realt\u00c3&nbsp; mediterranee, quali Grecia e Spagna, aiutate nel prezzo allo stesso modo dell\u00e2\u20ac&#x2122;Italia, sono riuscite ad incrementare le rese produttive a tutto vantaggio di una miglior economia finale. Oggi queste bieticolture, penalizzate dal clima parimenti a noi, hanno sorpassato nelle rese la nostra bieticoltura, lasciando come detto<br \/>\nl\u00e2\u20ac&#x2122;ultimo posto a noi. Il ritiro degli aiuti non \u00c3\u00a8 risultato quindi pesante come invece sta dimostrandosi per i bieticoltori italiani.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif; font-size: small;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/gallery\/vecchio-pianurareno\/1044.jpg\" width=\"261\" vspace=\"5\" hspace=\"5\" height=\"111\" border=\"0\" align=\"left\">Non \u00c3\u00a8pertanto pensabile proseguire per la nostra strada senza preoccuparci di individuare strategie atte ad avvicinare le nostre rese alle medie europee;<strong> l\u00e2\u20ac&#x2122;unica via di uscita, per non vedere scomparire la barbabietola dalle realt\u00c3&nbsp; italiane, rimane l\u00e2\u20ac&#x2122;adozione di tecniche colturali innovative ed in grado di permettere una valorizzazione delle produzioni tale da favorire il conseguimento di valori economici il pi\u00c3\u00b9 elevato possibile anche con prezzi<br \/>\nnotevolmente pi\u00c3\u00b9 bassi. <\/strong><\/span><span style=\"font-family: Nimbus Roman No9 L, serif; font-size: small;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">L\u00e2\u20ac&#x2122;obiettivo minimo in grado di reggere ad una diminuzione del prezzo di vendita, \u00c3\u00a8 rappresentato dalle <strong>9-10 t\/ha di saccarosio<\/strong>. Valore raggiungibile con 55 tonnellate di radici ad una polarizzazione di 18 gradi, oppure con 65 t con un titolo di 15,5, o ancor meglio (ma pi\u00c3\u00b9 difficile) con poco pi\u00c3\u00b9 di 50 tonnellate ad un titolo di 19; ricordo che al crescere del grado polarimetrico corrisponde una miglior resa economica finale.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Nimbus Roman No9 L, serif; font-size: small;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">Reseproduttive pi\u00c3\u00b9 scarse non otterranno altro risultato che scontentare il produttore e far crescere quello sconforto e disaffezione per questa coltura e che necessariamente porter\u00c3 all\u00e2\u20ac&#x2122;abbandono della bieticoltura da diverse zone agricole della nostra penisola.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif; font-size: small;\">Questa prospettiva non potr\u00c3&nbsp; essere indolore non solo per quanto riguarda il comparto bieticolo e tutto quanto lo riguarda, ma finir\u00c3 per appesantire l\u00e2\u20ac&#x2122;economia delle altre colture e mettere in difficolt\u00c3&nbsp; l\u00e2\u20ac&#x2122;intera agricoltura nazionale.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif; font-size: small;\">Assistere infatti alla scomparsa di una coltivazione dagli ordinamenti aziendali, finir\u00c3&nbsp; per ripercuotersi negativamente sull\u00e2\u20ac&#x2122;economia e sulla organizzazione aziendale; quali potranno essere le scelte tecniche per l\u00e2\u20ac&#x2122;agricoltore? Verso quali colture potr\u00c3&nbsp; indirizzarsi?<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif; font-size: small;\">\u00c3\u02c6 gi\u00c3&nbsp; oggi difficile trovare risposte adeguate alle esigenze della&nbsp; moderna agricoltura. Coltivazioni in grado di garantire reseeconomiche soddisfacenti per l\u00e2\u20ac&#x2122;azienda agricola non sono facili da trovare. Con i cereali si riesce a raggiungere risultati relativamente soddisfacenti grazie al contributo PAC; qualora questo dovesse subire un ridimensionamento, saremmo in grado di dichiararci ugualmente soddisfatti?<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif; font-size: small;\">Qualora si dovesse pensare ad un sostituto per la bietola, le esperienze di oggi indicherebbero una validit\u00c3&nbsp; economica in colture specializzate quali tabacco, patate, pomodori, ad elevate rese ma regolamentate da limitazioni di superficie o da prezzi collegati alle produzioni conseguite a livello nazionale.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">Come si pu\u00c3\u00b2 notare i problemi che deriverebbero da una disaffezione per la bietola, non sono pochi e non \u00c3\u00a8 facile individuare una coltura sostitutiva in grado di far mantenere al produttore quella soddisfazione economica che possa garantire la sopravvivenza della&nbsp; propria azienda.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #0000ff; font-size: small;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">SALVARE IL REDDITO DELLE AZIENDE<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif; font-size: small;\">Non ci rimane quindi che aprire gli orizzonti e adattare le scelte<br \/>\ntecniche alle innovazioni che di anno in anno vanno emergendo dalla<br \/>\nsperimentazione. Solo in questo modo avremo la possibilit\u00c3&nbsp; di<br \/>\naumentare le rese produttive di quel tanto che basta per annullare<br \/>\nquella diminuzione del prezzo che va prospettandosi in sede Europea.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif; font-size: small;\">Non si pensi che l\u00e2\u20ac&#x2122;obiettivo di 9-10 t\/ha possa essere un\u00e2\u20ac&#x2122;utopia.<br \/>\nMolte sono le aziende che gi\u00c3&nbsp; oggi riescono a conseguire<br \/>\nquesti risultati e con andamenti meteorologici non proprio positivi<br \/>\n(abbondanza o assenza di precipitazioni, temperature elevate), come<br \/>\nsono risultate le annate 2003 e 2004, caratterizzate da rese medie al<br \/>\ndi sotto della norma per la nostra bieticoltura.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif; font-size: small;\">L\u00e2\u20ac&#x2122;obiettivo di 10 t\/ha pu\u00c3\u00b2 trovare realizzazione con diverso rapporto fra<br \/>\npeso e polarizzazione conseguiti e poich\u00c3\u00a9, in base alle<br \/>\ndisposizioni UE, il prezzo unitario \u00c3\u00a8 correlato al titolo<br \/>\nzuccherino, ad ogni risultato produttivo corrisponde, a parit\u00c3<br \/>\ndi saccarosio raggiunto, un guadagno per il produttore diverso.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial, sans-serif; font-size: small;\">Per una pi\u00c3\u00b9 attenta valutazione di questo concetto, nella<br \/>\nrappresentazione grafica che segue, vengono riportati alcuni esempi<br \/>\ndi reddito a parit\u00c3&nbsp; di saccarosio (10 t\/ha).<\/span>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">VARIAZIONE DELLA PRODUZIONE LORDA VENDIBILE A PARITA\u00e2\u20ac&#x2122; DI SACCAROSIO (10 t\/ha)&nbsp;&nbsp; MA<br \/>\nCON DIVERSO RAPPORTO PESO \/ TITOLO<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/gallery\/vecchio-pianurareno\/1043.jpg\" width=\"463\" vspace=\"5\" hspace=\"5\" height=\"199\" border=\"0\" align=\"left\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Nimbus Roman No9 L, serif; font-size: small;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">Come si pu\u00c3\u00b2 notare al variare del titolo con la conseguente<br \/>\ndiminuzione del peso per mantenere fisso il saccarosio, il risultato<br \/>\neconomico (PLV) si modifica sensibilmente; si passa infatti da 2410<br \/>\nEuro ad ettaro con 10 gradi, a \u00e2\u201a\u00ac 3270 a 19 di titolo (valori<br \/>\nsuperiori comportano una diminuzione del prezzo, in virt\u00c3\u00b9 dei<br \/>\nparametri stabiliti dalla UE). Questi 850 euro costituiscono una<br \/>\ncifra indubbiamente importante per l\u00e2\u20ac&#x2122;economia del bieticoltore.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">Da questi esempi verrebbe da trarre la valutazione pi\u00c3\u00b9 ovvia e<br \/>\ncio\u00c3\u00a8 che per incrementare la redditivit\u00c3&nbsp; \u00c3\u00a8<br \/>\nnecessario puntare su valori polarimetrici elevati. Ci\u00c3\u00b2 non \u00c3\u00a8<br \/>\nper\u00c3\u00b2 sempre vero, perch\u00c3\u00a9 il conseguimento di titoli<br \/>\nsuperiori alla norma, potrebbe interferire negativamente sulle rese<br \/>\nin radici e quindi impedire al produttore di raggiungere le 10<br \/>\ntonnellate, per cui il guadagno finale risulterebbe ben pi\u00c3\u00b9<br \/>\ncontenuto. Molto infatti dipende dalle condizioni pedologiche e<br \/>\nambientali, dalle tecniche applicate e se queste vengono eseguite con<br \/>\nprofessionalit\u00c3&nbsp;.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"color: #0000ff; font-size: small;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">ROTAZIONI APPROPRIATE ALLA BASE DI UN BUON REDDITO<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif; font-size: small;\">Questa spinta in pi\u00c3\u00b9 dovr\u00c3&nbsp; trovare attuazione fin dalle fasi<br \/>\ndi preparazione ed avvio della coltivazione per il prossimo anno. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Nimbus Roman No9 L, serif; font-size: small;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">Una corretta successione fra le colture nell\u00e2\u20ac&#x2122;ambito<br \/>\ndell\u00e2\u20ac&#x2122;avvicendamento, costituisce il punto di partenza che pu\u00c3\u00b2<br \/>\npermettere ai nostri bieticoltori di avvicinarsi e superare<br \/>\nquell\u00e2\u20ac&#x2122;obiettivo che si \u00c3\u00a8 detto poc\u00e2\u20ac&#x2122;anzi e che deve<br \/>\nrappresentare il punto minimo su cui costruire la bieticoltura<br \/>\nitaliana futura. <\/span><\/span><span style=\"font-size: small;\">Quali colture inserire nell\u00e2\u20ac&#x2122;avvicendamento non \u00c3\u00a8<br \/>\ncos\u00c3\u00ac semplice come ci si aspetterebbe. Molti sono i fattori<br \/>\nche finiscono per influenzare le scelte; dal reddito conseguibile,<br \/>\nall\u00e2\u20ac&#x2122;organizzazione aziendale.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif; font-size: small;\">A volte sarebbe per\u00c3\u00b2 importante che il bieticoltore ragionasse<br \/>\nsolo in termini di rispetto del terreno e di obiettivi da raggiungere<br \/>\ncon la coltivazione \u00e2\u20ac\u0153principe\u00e2\u20ac\u009d della propria azienda.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Nimbus Roman No9 L, serif; font-size: small;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\">La barbabietola da zucchero al contrario di altre specie agrarie, \u00c3\u00a8<br \/>\nesigente e nella sua piena maturazione viene fortemente influenzata<br \/>\nda diversi fattori tecnici, fra i quali la coltura che la precede<br \/>\nsvolge un importante ruolo.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif; font-size: small;\">Vediamo di esaminare sinteticamente i lati positivi e negativi che possono<br \/>\nderivare dall\u00e2\u20ac&#x2122;avvicendamento nella coltivazione della barbabietola:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Nimbus Roman No9 L, serif; font-size: small;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><strong>Sanit\u00c3<br \/>\n\u00e2\u20ac\u201c <\/strong>un avvicendamento troppo stretto della bietola, cio\u00c3\u00a8<br \/>\ncon ritorno ravvicinato (2-3 anni) nello stesso appezzamento, arreca<br \/>\npreoccupanti reazioni sui parassiti in principal luogo della<br \/>\n<em>Rizomania (Polymixa betae) <\/em> e dei <em>Nematodi(Heterodera<br \/>\nschachtii)<\/em>. Nella Valle Padana quasi tutte le zone bieticole<br \/>\ndenotano la presenza della caratteristica \u00e2\u20ac\u0153barba\u00e2\u20ac\u009dnella radice,<br \/>\nindice dell\u00e2\u20ac&#x2122;azione combinata del virus (BNYVV) Beet necrotic<br \/>\nYellow Vein Virus e del fungo Polymixa betae; a questo, occorre<br \/>\nconsiderare che solo il 35% dei terreni risultano esenti dal<br \/>\nNematode cisticolo con percentuali intorno al 15-20% di suoli sopra<br \/>\nalla soglia massima di coltivazione (3-4 cisti vive con 100<br \/>\nuova-larve per 100 g di terreno secco); si nota di recente, un<br \/>\npreoccupante incremento delle infestazioni nelle zone della costa.<br \/>\nQueste valutazioni analitiche non lasciano scampo; \u00c3\u00a8<br \/>\nnecessario orientare le scelte nell\u00e2\u20ac&#x2122;avvicendamento verso ritorni<br \/>\ndella sarchiata non prima di 4 o meglio 5 anni, per lasciar<br \/>\n\u00e2\u20ac\u0153riposare\u00e2\u20ac\u009d il terreno da queste malattie responsabili di forti<br \/>\n(-30%) abbattimenti produttivi (in particolare della<br \/>\npolarizzazione), che possono arrivare ad annullare i redditi.<\/span><\/span><\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Nimbus Roman No9 L, serif; font-size: small;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><strong>Fertilit\u00c3<br \/>\n\u00e2\u20ac\u201c<\/strong> il mantenimento della fertilit\u00c3&nbsp; presente nel suolo e<br \/>\nl\u00e2\u20ac&#x2122;individuazione della dose ottimale di elementi nutritivi da<br \/>\ndistribuire alla bietola, svolgono un ruolo determinante per il<br \/>\nconseguimento di risultati economici validi; &#8211; sovradosaggi (in<br \/>\nparticolare di azoto) risultano pericolosi sia per la resa<br \/>\nquanti-qualitativa della bietola (abbattimento del grado<br \/>\npolarimetrico e dei valori di purezza del sugo- PSD), sia per la<br \/>\ntutela della falda idropotabile (interessata dal dilavamento dei<br \/>\nconcimi); &#8211; dosi insufficienti al fabbisogno della coltura<br \/>\nimpediscono la normale maturazione del prodotto a scapito quindi<br \/>\ndelle rese agricole (mancato peso). Alla base di tutto ci\u00c3\u00b2<br \/>\nsta il mantenimento della sostanza organica; il reintegro e la<br \/>\nrestituzione organica va programmata infatti nell\u00e2\u20ac&#x2122;ambito<br \/>\ndell\u00e2\u20ac&#x2122;intera rotazione, suddividendo i quantitativi secondo la<br \/>\npropensione delle singole colture a sfruttarne le prerogative, in<br \/>\nmodo da aumentarne l\u00e2\u20ac&#x2122;efficienza d\u00e2\u20ac&#x2122;utilizzazione ed evitare<br \/>\nscadimenti qualitativi delle produzioni agrarie. La somministrazione<br \/>\ndi concimi alle colture in rotazione deve trovare attenta<br \/>\nvalutazione da parte del bieticoltore al fine di riuscire ad<br \/>\nindividuare dosi ottimali da distribuire alla bietola che tengano<br \/>\nconto della fertilit\u00c3&nbsp; lasciata dalla coltura che precede e<br \/>\nci\u00c3\u00b2 al fine di evitare accumuli o carenze, che finirebbero<br \/>\nper impedire il conseguimento dell\u00e2\u20ac&#x2122;obiettivo minimo delle 10<br \/>\ntonnellate ad ettaro di saccarosio.<br \/>\n<\/span><\/span><\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Nimbus Roman No9 L, serif; font-size: small;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><strong>Lavorazioni<br \/>\n\u00e2\u20ac\u201c <\/strong>il rispetto del terreno \u00c3\u00a8 gi\u00c3&nbsp; stato ampiamente<br \/>\naffrontato in altri articoli apparsi in passato su questa rivista.<br \/>\nMi sembra per\u00c3\u00b2 doveroso, parlando di rotazione, riprendere<br \/>\nalcuni concetti basilari. Una appropriata lavorazione di fondo dei<br \/>\nsuoli \u00c3\u00a8 in grado di influenzare la fertilit\u00c3&nbsp; in essi<br \/>\npresente. Esperienze dimostrano che il contenuto di sostanza<br \/>\norganica presente nel terreno varia in relazione ai diversi<br \/>\nprocedimenti di lavorazione messi in atto dall\u00e2\u20ac&#x2122;agricoltore;<br \/>\nconcetto valido non solo per la bietola ma per tutte le colture<br \/>\ndella rotazione.<\/span><\/span><\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"font-size: small;\"> Altrettanto il ripetuto ricorso ad una lavorazione convenzionale (30-35 cm di .profondit\u00c3 ) \u00c3\u00a8 in grado di modificare negativamente i<br \/>\ncontenuti di sostanza organica . presenti nel terreno.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-left: 1.27cm;\"><span style=\"font-size: small;\">Ultradecennali esperienze sperimentali<br \/>\ncondotte dal sottoscritto mettono in evidenza che la bietola richiede<br \/>\nnecessariamente lavorazioni estive profonde; arature condotte ad una<br \/>\nprofondit\u00c3&nbsp; inferiore ai 50-55 cm portano a perdite produttive<br \/>\nintorno al <strong><u>10-12% che corrispondono a 300-350 \u00e2\u201a\u00ac ad ettaro <\/u><\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" style=\"margin-left: 1.27cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif; font-size: small;\">Si pu\u00c3\u00b2 quindi comprendere quanto risultino importanti lavorazioni<br \/>\nappropriate dei suoli, a tutto vantaggio non solo per la bietola ma<br \/>\nper l\u00e2\u20ac&#x2122;intera rotazione e per la conservazione della fertilit\u00c3<br \/>\nnei terreni agrari.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" style=\"margin-left: 0.64cm;\" align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-left: 0.64cm; margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif; font-size: small;\"><span style=\"color: #0000ff;\">QUALI CONSIGLI PER INNALZARE IL REDDITO<u> <\/u><\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif; font-size: small;\">Una corretta rotazione appare quindi basilare per una valorizzazione del<br \/>\nreddito. La scelta delle colture da inserire \u00c3\u00a8 fondamentale<br \/>\nper il raggiungimento di questo importante obiettivo. Molti possono<br \/>\nessere i fattori che possono influenzare le scelte dell\u00e2\u20ac&#x2122;agricoltore.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif; font-size: small;\">L\u00e2\u20ac&#x2122;avvicendamento delle colture nei vari anni \u00c3\u00a8 infatti correlato alla sanit\u00c3<br \/>\ndei suoli (presenza di Rizomania e Nematodi), all\u00e2\u20ac&#x2122;ambiente (clima e<br \/>\ntipo di terreno), all\u00e2\u20ac&#x2122;organizzazione aziendale (attrezzature<br \/>\ndisponibili, presenza di zootecnia, scelte dell\u00e2\u20ac&#x2122;azienda), alle rese<br \/>\neconomiche (prezzi di vendita pi\u00c3\u00b9 elevati dei prodotti) e<br \/>\nultimo ma non meno importante, ai risvolti agronomici (colture<br \/>\nmiglioratrici o depauperanti). In termini pratici, tenuto conto del<br \/>\nridimensionamento subito in questi ultimi anni da soia e girasole, le<br \/>\nrotazioni pi\u00c3\u00b9 classiche sono attualmente rappresentate da:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif; font-size: small;\">Barbabietola<br \/>\n\u00e2\u20ac\u201c cereale \u00e2\u20ac\u201c mais \u00e2\u20ac\u201c sorgo \u00e2\u20ac\u201c cereale<\/span><\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif; font-size: small;\">Barbabietola<br \/>\n\u00e2\u20ac\u201c medica (4 anni) \u00e2\u20ac\u201c cereale <\/span><\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif; font-size: small;\">Barbabietola<br \/>\n\u00e2\u20ac\u201c cereale \u00e2\u20ac\u201c pisello proteico \u00e2\u20ac\u201c sorgo \u00e2\u20ac\u201c cereale<\/span><\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif; font-size: small;\">Set-aside<br \/>\ncon lino da olio \u00e2\u20ac\u201c cereale \u00e2\u20ac\u201c sorgo \u00e2\u20ac\u201c cereale \u00e2\u20ac\u201c barbabietola<\/span><\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif; font-size: small;\">All\u00e2\u20ac&#x2122;avvicendamento di queste colture definibili \u00e2\u20ac\u0153normali\u00e2\u20ac\u009d, \u00c3\u00a8 possibile<br \/>\ninserire alcune coltivazioni ortive (pomodoro, carciofo, radicchio),<br \/>\ncome ad esempio avviene nel piacentino e in meridione,nelle Marche,<br \/>\nlitorale toscano e veneto, Agro Pontino, cos\u00c3\u00ac anche per il<br \/>\ntabacco, specie tipica del Vicentino, Veronese e dell\u00e2\u20ac&#x2122;Umbria.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif; font-size: small;\">Una corretta alternanza delle specie consente una pi\u00c3\u00b9 oculata<br \/>\ngestione delle concimazioni. Le diverse colture lasciano infatti nel<br \/>\nterreno quantit\u00c3&nbsp; variabili di nitrati; al crescere degli<br \/>\napporti medi di azoto somministrati al cereale, non sempre<br \/>\ncorrisponde un aumento delle rese, ma una cosa \u00c3\u00a8 certa: i<br \/>\nnitrati residui risultano in ogni caso pi\u00c3\u00b9 elevati, e di<br \/>\nquesto bisogner\u00c3&nbsp; tenerne conto nel predisporre il programma di<br \/>\nfertilizzazione alla coltura in successione.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif; font-size: small;\">Altrettanto alcune colture conservano meglio di altre oppure impediscono<br \/>\nmaggiormente il dilavamento dell\u00e2\u20ac&#x2122;azoto nel suolo, per cui anche di<br \/>\nquesto arricchimento se ne dovr\u00c3&nbsp; tener conto.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif; font-size: small;\">Il consiglio che mi sento di dare \u00c3\u00a8 comunque che al di l\u00c3<br \/>\ndella rotazione scelta, la barbabietola richiede sempre la<br \/>\nprecessione di un cereale, in quanto si rendono pi\u00c3\u00b9 agevoli e<br \/>\ntempestive le operazioni di aratura estiva e frangizollatura<br \/>\nautunnale, e il terreno pu\u00c3\u00b2 riposarsi pi\u00c3\u00b9 a lungo e<br \/>\nsubire meglio gli effetti positivi delle gelate invernali.<\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/gallery\/vecchio-pianurareno\/1048.jpg\" vspace=\"5\" hspace=\"5\" border=\"0\" align=\"left\">&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif; font-size: small;\">Gli esempi sopra riportati si riferiscono a rotazioni quadriennali ed in<br \/>\nun caso anche quinquennale. Tale allargamento del ritorno di una<br \/>\ncoltura importante quale la barbabietola, appare indispensabile per<br \/>\ngarantire una salvaguardia sanitaria dei terreni investiti.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif; font-size: small;\">Anche se la presenza di Rizomania pu\u00c3\u00b2 essere attualmente mitigata<br \/>\ncon l\u00e2\u20ac&#x2122;utilizzo di variet\u00c3&nbsp; tolleranti a questa consociazione<br \/>\ndi virus e fungo, una rotazione ampia consente un maggior riposo al<br \/>\nsuolo, a tutto vantaggio di una attenuazione del fenomeno. Con<br \/>\npresenza invece di Nematodi, sia cisticolo (Heterodera schachtii) che<br \/>\nanguiniformi (Meloidogyne), visto l\u00e2\u20ac&#x2122;attuale insuccesso della<br \/>\ngenetica nel selezionare anche in questo caso di tipi tolleranti, il<br \/>\nconsiglio pi\u00c3\u00b9 appropriato che pu\u00c3\u00b2 nascere \u00c3\u00a8<br \/>\nproprio la necessit\u00c3&nbsp; di mantenere largo il pi\u00c3\u00b9<br \/>\npossibile l\u00e2\u20ac&#x2122;avvicendamento; all\u00e2\u20ac&#x2122;interno di questo \u00c3\u00a8<br \/>\ninoltre consigliabile inserire colture biocide, in grado cio\u00c3\u00a8<br \/>\ndi ridurre la carica di cisti nel terreno, a tutto vantaggio di una<br \/>\nsalutare bonifica di questi suoli infestati(vedi foto).<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\"><span style=\"font-size: small;\">Le esperienze condotte dal sottoscritto con l\u00e2\u20ac&#x2122;inserimento di colture<br \/>\nintercalari ad effetto biocida quali rafano e senape, indicano<br \/>\nrisultati lusinghieri sia sulla conservazione dei nitrati, sia sul<br \/>\nrecupero della produttivit\u00c3&nbsp; e sull\u00e2\u20ac&#x2122;abbattimento della carica<br \/>\ninfettiva; con semina autunnale di queste biocide, si riscontra un<br \/>\nabbattimento di oltre il 50% di cisti vive e uova larve fin da marzo,<br \/>\ncon valori ancora pi\u00c3\u00b9 significativi dopo altri due mesi.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"center\"><span style=\"color: #0000ff; font-size: small;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><strong>CONCLUSIONI<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif; font-size: small;\">Se andremo incontro al temuto riscaldamento della terra, l\u00e2\u20ac&#x2122;evaporazione<br \/>\naumenter\u00c3&nbsp; ma la distribuzione delle piogge sar\u00c3&nbsp; diversa<br \/>\n(violente e concentrate). Nel 2003 la carenza di pioggia ha messo in<br \/>\ncrisi l\u00e2\u20ac&#x2122;economia Europea ed Italiana (5,5 miliardi di danni). <\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif; font-size: small;\">Dopo quanto avvenuto negli ultimi anni \u00c3\u00a8 necessario un ripensamento<br \/>\ndelle strategie agricole, per permettere a questa di sopravvivere.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif; font-size: small;\">Le scelte dovranno orientarsi verso colture adatte alle diverse aree,<br \/>\npuntando con maggior convinzione su colture a minor consumo idrico.<br \/>\nCi\u00c3\u00b2 anche, viste le prospettive di abbattimento dei prezzi<br \/>\nagricoli, per ridurre i costi dell\u00e2\u20ac&#x2122;utilizzo dell\u00e2\u20ac&#x2122;acqua in<br \/>\nagricoltura. Oggi l\u00e2\u20ac&#x2122;acqua costa intorno a 7 centesimi per metro<br \/>\ncubo e siamo gi\u00c3&nbsp; al limite della convenienza economica. Una<br \/>\nricerca dell\u00e2\u20ac&#x2122;Universit\u00c3&nbsp; di Udine indica i seguenti limiti:<br \/>\nper soia, mais, girasole i 10-15 cent\/m\u00c2\u00b3; per foraggi i 30-35<br \/>\ncent\/m\u00c2\u00b3; per ortofrutta i 100 cent\/m\u00c2\u00b3<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif; font-size: small;\">Obiettivo di tutte le considerazioni sopra esposte, \u00c3\u00a8 quello di mettere<br \/>\nil produttore nelle migliori condizioni possibili per riuscire a<br \/>\nconseguire valorizzazioni economiche, anche nel caso di prezzi di<br \/>\nvendita dei prodotti agricoli, troppo bassi o per lo meno inferiori<br \/>\nrispetto a quelli attuali.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif; font-size: small;\">Diversamente la prospettiva finale sarebbe la chiusura delle aziende agricole e il<br \/>\nconseguente ricorso alle importazioni per soddisfare le esigenze<br \/>\nnutrizionali.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif; font-size: small;\">Esempi di dipendenza ne abbiamo gi\u00c3&nbsp; subiti: la crisi del settore<br \/>\nzootecnico con la chiusura delle nostre stalle, ha imposto<br \/>\nl\u00e2\u20ac&#x2122;importazione delle carni che allietano le nostre tavole, ma i<br \/>\nprezzi sono con il tempo saliti ed ora, anche volendo, non \u00c3\u00a8<br \/>\npi\u00c3\u00b9 possibile tornare indietro.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif; font-size: small;\">Miauguro che ci\u00c3\u00b2 non possa avvenire per l\u00e2\u20ac&#x2122;intera agricoltura;<br \/>\nil disastro sarebbe evidente e le ripercussioni sull\u00e2\u20ac&#x2122;intera<br \/>\neconomia nazionale le lascio immaginare ai lettori.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\"><strong>Vincenzo Tugnoli&nbsp;<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif; font-size: small;\"><strong>(*) Articolo<br \/>\npubblicato integralmente su www.Phytomagazine.com<br \/>\n<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La necessit\u00c3&nbsp; di salvare l\u00e2\u20ac&#x2122;agricoltura in generale e in particolare una coltura cos\u00c3\u00ac importante come la barbabietola da zucchero, impone un miglioramento delle attuali rese; l\u00e2\u20ac&#x2122;obiettivo minimo \u00c3\u00a8 rappresentato dalle 10 t\/ha di saccarosio. Quali colture inserire nella rotazione assume rilevante importanza. Gli effetti dell\u00e2\u20ac&#x2122;avvicendamento si ripercuotono su sanit\u00c3 , fertilit\u00c3&nbsp; e lavorazioni. La coltura [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"footnotes":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false},"categories":[29],"tags":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/paRbRW-1uC","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5742"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5742"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5742\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8896,"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5742\/revisions\/8896"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5742"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5742"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5742"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}