{"id":5347,"date":"2000-01-01T00:00:00","date_gmt":"1999-12-31T23:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pianurareno.org\/new\/2000\/01\/01\/dalla-toponomastica-popolare-alla-toponomastica-ufficiale-magda-barbieri\/"},"modified":"2022-01-24T07:32:44","modified_gmt":"2022-01-24T06:32:44","slug":"dalla-toponomastica-popolare-alla-toponomastica-ufficiale-magda-barbieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/2000\/01\/01\/dalla-toponomastica-popolare-alla-toponomastica-ufficiale-magda-barbieri\/","title":{"rendered":"Dalla toponomastica popolare alla toponomastica  &#8220;ufficiale&#8221;. Magda Barbieri"},"content":{"rendered":"<div align=\"justify\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-10013 alignleft\" src=\"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2000\/01\/Via-Rottazzi-300x204.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"204\" srcset=\"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2000\/01\/Via-Rottazzi-300x204.jpeg 300w, https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2000\/01\/Via-Rottazzi.jpeg 432w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/> Nei secoli passati&nbsp; solo le antiche grandi strade consolari romane avevano una denominazione&nbsp; che derivava , appunto, dal nome del console&nbsp; che le aveva fatte costruire : via Emilia, Aurelia, Cassia, Appia, ecc&#8230;; ma nelle campagne, e anche nelle citt\u00e0&nbsp; , non esistevano denominazioni ufficiali per le&nbsp; strade, n\u00e8&nbsp; i numeri civici per le case, n\u00e8&nbsp; indirizzi precisi come li abbiamo noi oggi. Nei documenti pubblici o atti notarili dove fosse necessario indicare una abitazione o un podere oggetto di compravendita, si usava scrivere il nome del proprietario&nbsp;&nbsp; dell&#8217;edificio o del terreno venduto e i nomi dei proprietari dei terreni confinanti, &#8220;a <em>levante<\/em>&#8220;, &#8220;<em>a ponente&#8221;<\/em> , &#8220;<em>a<\/em> <em>mezzogiorno&#8221;<\/em> e &#8220;<em>a tramontana<\/em>&#8220;; se c&#8217;era, si citava la presenza di un fossato, o di un fiume confinante, o di uno &#8221;&nbsp; <em>stradello pubblico<\/em>&#8221; o di <em>una &#8220;via che va a<\/em>&#8230;&#8221;, seguita dal nome della localit\u00e0 &nbsp; verso cui la strada era diretta.<\/div>\n<div align=\"justify\">\n<p>Per orientarsi e distinguere i luoghi e&nbsp; le strade rurali e urbane,&nbsp; nel parlare quotidiano, gli abitanti&nbsp; si abituarono ad inventare&nbsp; e usare denominazioni spontanee o popolari che, se&nbsp; ben motivate e facilmente riconoscibili&nbsp; e memorizzabili, diventavano di uso corrente nel tempo e per secoli.<\/p>\n<p>&nbsp;Nelle citt\u00c3&nbsp;&nbsp; la denominazione poteva derivare dalla presenza prevalente di botteghe o artigiani di una determinata categoria ( fabbri, orefici, lanaioli, pescherie&#8230;), o anche dalle pi\u00c3\u00b9&nbsp; svariate e fantasiose motivazioni , che tramandavano la memoria di un episodio importante o curioso, la presenza di un edificio o di un&#8217;insegna&nbsp; particolare.<\/p>\n<p>&nbsp; Nelle zone rurali le denominazioni popolari traevano origine spesso da caratteristiche naturali o ambientali, come la presenza di un grande albero o di pi\u00c3\u00b9&nbsp; alberi della stessa specie lungo il percorso (pioppi e roveri in particolare), di un bosco, di paludi o &#8220;l<em>ame&#8221;<\/em> d&#8217;acqua; a volte poteva essere la denominazione di un oratorio all&#8217;inizio della via; altre volte, anzi spesso , era il cognome della famiglia dei possidenti dei terreni adiacenti e dell&#8217;immancabile palazzotto o villa signorile, presenti per secoli, che dava identit\u00c3&nbsp;&nbsp; e denominazione ad una via o a un borgo.<\/p>\n<p>Capitava spesso anche che tali denominazioni popolari, nel corso del tempo, venissero storpiate o alterate per errata trasmissione orale consolidata successivamente, o per errata trascrizione su documenti ufficiali di parroci o di periti agrimensori, su relazioni e mappe&nbsp; in atti di compravendita tra il 1500 e il 1700.<\/p>\n<p>&nbsp;Molte delle denominazioni spontanee e popolari antiche, originali o storpiate , trovarono una prima codificazione pubblica ufficiale nel bolognese, nel &#8220;<strong>Campione delle strade&#8221; eseguito dal perito Gian Giacomo Dotti nel 1774, su commissione della Legazione , e per tutti i &#8220;comuni&#8221; <\/strong>(ovvero comunit\u00c3&nbsp;&nbsp; parrocchiali e &#8220;<em>massarie<\/em>&#8220;) <strong>della provincia di Bologna <\/strong>(v. sotto uno stralcio della mappa di Argile).&nbsp; Ma molte strade erano ancora senza nome e, comunque si trattava di una toponomastica&nbsp; non ben definita e di uso&nbsp; parziale.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/gallery\/vecchio-pianurareno\/261.jpg\" width=\"397\" vspace=\"5\" hspace=\"5\" height=\"541\" border=\"0\" align=\"middle\"> &nbsp;Forse pochi sanno che nella citt\u00c3&nbsp;&nbsp; di Bologna, la prima numerazione delle case, distinta per &#8220;<em>quartiere<\/em>&#8220;, fu istituita dal Senato bolognese solo nel 1794 ( poco prima dell&#8217;arrivo di Napoleone), e il primo intervento generale della civica amministrazione in campo toponomastico fu fatto nel 1801, nel periodo di dominazione francese, con l&#8217;applicazione delle prime&nbsp; targhe (o &#8220;<em>lapidette&#8221;<\/em>) col nome relativo , all&#8217;inizio di ogni via .<\/p>\n<p>&nbsp;Molte delle denominazioni popolari antiche sono poi diventate &#8220;ufficiali&#8221; nel corso del 1800 e registrate in appositi atti pubblici dello Stato Pontificio ( Restaurazione)&nbsp; prima, e del Regno d&#8217;Italia poi; e sono tuttora in uso,&nbsp; accanto alle denominazioni&nbsp; nuove, scelte dalle autorit\u00c3&nbsp;&nbsp; comunali nel corso degli ultimi due secoli&nbsp; per le vie pi\u00c3\u00b9&nbsp; recenti (o talvolta anche per quelle antiche , con nuove intitolazioni ).<\/p>\n<p>&nbsp;In <strong>Argile<\/strong> risulta una prima numerazione civica nel <strong>1811,<\/strong> quando era temporaneamente compreso nella <em>Municipalit\u00c3&nbsp;&nbsp;<\/em> di Pieve di Cento, nel periodo di amministrazione napoleonica; ma si riferiva al solo &#8220;<em>quartiere Castello<\/em>&#8221; ( cio\u00c3\u00a8&nbsp; il piccolo centro urbano compreso tra le due Porte),&nbsp; ed era attribuita&nbsp; a 21 edifici in cui abitavano 57 famiglie; la numerazione partiva da 2 ( la canonica) e arrivava a 23.<\/p>\n<p>&nbsp;Dal&nbsp; 1815 risulta una numerazione civica anche per le strade di campagna,&nbsp; annotata negli <em>&#8220;Stati d&#8217;anime&#8221;<\/em> parrocchiali e distinta non per vie ma per <em>&#8220;quartieri<\/em>&#8221; parrocchiali; la sequenza dei numeri&nbsp; procedeva per\u00c3\u00b2 con un ordine (o un disordine) di cui non siamo riusciti a capire il senso. Il numero pi\u00c3\u00b9 alto era il 199 e comprendeva anche le case di quella parte di Volta Reno che era sotto la giurisdizione della parrocchia di Argile, pur trovandosi in comune di Argelato.<\/p>\n<p>&nbsp;Essendo il Comune di Castello d&#8217;Argile nato nel 1828 come entit\u00c3&nbsp;&nbsp; amministrativa unica e autonoma con l&#8217;unione definitiva delle due&nbsp; comunit\u00c3&nbsp; parrocchiali&nbsp; di Argile e Venezzano, risulta avere il primo elenco pubblico di strade comunali solo nel 1830, compilato dal primo segretario comunale, Paolo Baraldi e sottoscritto dal&nbsp; primo Priore, Giuseppe Schiavina.<\/p>\n<p>&nbsp;In quell&#8217;elenco le strade erano distinte in 3 classi: principale, secondaria e consorziale;&nbsp; per le denominazioni si riprendevano i toponimi pi\u00c3\u00b9&nbsp; consolidati e noti, tratti in buona parte anche dal &#8220;C<em>ampione&#8221;<\/em> del Dotti, lasciando per\u00c3\u00b2 molti spazi in bianco soprattutto nella frazione Venezzano,&nbsp; poich\u00c3\u00a9&nbsp; evidentemente si ignorava o si era incerti sulla denominazione .<\/p>\n<p>&nbsp;Gli elenchi delle strade comunali si fecero via via pi\u00c3\u00b9&nbsp; completi dopo l&#8217; istituzione del Regno d&#8217;Italia unita (1861) e con la promulgazione delle leggi del 1865, 1868 e seguenti, che dettavano le norme per la classificazione&nbsp; delle strade, distinguendole tra provinciali, comunali, obbligatorie e vicinali, per attribuire le competenze e gli obblighi di manutenzione relativi.<\/p>\n<p>&nbsp;Ma molte denominazioni furono ancora imprecise fino alla fine del 1800, forse per mancanza di informazioni esatte da parte dei segretari comunali che si susseguirono .<\/p>\n<p>&nbsp;La numerazione civica distinta solo tra &#8221; <em>Castello<\/em>&#8221; e &#8220;<em>campagna<\/em>&#8221; rimase a lungo e per tutto quel secolo , o quasi, subendo per lo pi\u00c3\u00b9 diverse variazioni , nel 1859 e nel 1883<\/p>\n<p>&nbsp;In particolare, in seguito all&#8217;aumento delle abitazioni e ad alcuni spostamenti nelle definizioni dei quartieri. Nel 1883&nbsp; la numerazione in Castello arrivava a 107 e in campagna al 286 (compresa la parte di Volta Reno); furono attribuite anche numerazioni con sottomultipli, ad esempio 73a,73b, 73c ecc.. Venezzano aveva una sua numerazione parrocchiale a parte.<\/p>\n<p>&nbsp;<strong>L&#8217;attribuzione a tutte le case del territorio comunale di un indirizzo preciso con via e numero civico stabiliti dal Comune risulta in atto solo nel 1889,<\/strong> poco dopo l&#8217;attivazione&nbsp; del primo servizio di &#8220;<em>collettoria postale<\/em>&#8221; comunale a Castello d&#8217;Argile e in coincidenza con l&#8217;attivazione della Tramvia Bologna- Pieve di Cento, e con un primo piccolo ufficio di Posta e Telegrafo.<\/p>\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<em><strong>&nbsp; Magda Barbieri&nbsp;<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Estratto dalla &#8220;<em>Guida al territorio di Castello d&#8217;Argile<\/em>&#8221; con &#8220;<em>Stradario<\/em> storico&#8221;, in preparazione quando \u00e8 stato scritto l&#8217;articolo . <strong>Libro pubblicato nel 2008 col titolo &#8220;Le strade di Castello d&#8217;Argile&#8221;<\/strong><br \/>\nIn foto in alto: <strong>la via Rottazzi,<\/strong> in&nbsp; comune di Castello d&#8217;Argile, che trae il nome&nbsp; dagli antichi <em>&#8220;rottazzi&#8221;, <\/em>laghetti che si erano formati dopo il 1460&nbsp; in seguito alle ripetute rotte degli argini del vicino fiume Reno.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nei secoli passati&nbsp; solo le antiche grandi strade consolari romane avevano una denominazione&nbsp; che derivava , appunto, dal nome del console&nbsp; che le aveva fatte costruire : via Emilia, Aurelia, Cassia, Appia, ecc&#8230;; ma nelle campagne, e anche nelle citt\u00e0&nbsp; , non esistevano denominazioni ufficiali per le&nbsp; strade, n\u00e8&nbsp; i numeri civici per le case, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"footnotes":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false},"categories":[95,1],"tags":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/paRbRW-1of","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5347"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5347"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5347\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10014,"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5347\/revisions\/10014"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5347"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5347"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5347"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}