{"id":3349,"date":"2021-06-02T08:30:28","date_gmt":"2021-06-02T06:30:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pianurareno.org\/new\/?p=3349"},"modified":"2026-06-06T18:25:08","modified_gmt":"2026-06-06T16:25:08","slug":"2-giugno-festa-della-repubblica-rinfreschiamo-la-memoria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/2021\/06\/02\/2-giugno-festa-della-repubblica-rinfreschiamo-la-memoria\/","title":{"rendered":"2 giugno &#8211; Festa della Repubblica. Rinfreschiamo la memoria"},"content":{"rendered":"\n<p><strong><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3351 alignleft\" src=\"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Nascita-Repubblica-da-Giornale-300x203.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"203\" srcset=\"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Nascita-Repubblica-da-Giornale-300x203.jpeg 300w, https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Nascita-Repubblica-da-Giornale.jpeg 584w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Il<span style=\"color: #0000ff;\"> 2 giugno 1946 \u00e8 una data importante, decisiva per l&#8217;Italia , di quelle che segnano una svolta fondamentale per la storia di una Nazione<\/span>. Quel giorno, infatti , 28 milioni di italiani furono chiamati alle urne, per un voto finalmente democratico e &#8220;universale&#8221; (donne comprese&#8230;), per scegliere tra Repubblica e Monarchia e per eleggere i 556 deputati dell&#8217;Assemblea Costituente, incaricata di redigere la nuova Costituzione.<\/strong><br><strong><span style=\"color: #0000ff;\"><span style=\"color: #ff0000;\">Gli italiani, a maggioranza, scelsero la Repubblica<\/span> , con 12.717.928 voti a favore (54,3%), contro i 10.769.284 che avevano espresso preferenza per la Monarchia (vigente dal 1860, con la dinastia dei Savoia)<\/span>. Voti nulli: 1.498.138<\/strong><br><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Per la prima volta ebbero diritto al voto anche le donne,<\/span> grazie al Decreto legislativo luogotenenziale n. 23 dell&#8217;1 febbraio 1945 , quando l&#8217;Italia era ancora in parte occupata e in guerra, e la parte libera si era data un Governo provvisorio costituito dai partiti del Comitato di Liberazione Nazionale (CLN). Un decreto successivo, del 10 marzo 1946, in un&#8217;Italia gi\u00e0 libera, concedeva alle donne anche la possibilit\u00e0 di essere elette, nell&#8217;<span style=\"color: #0000ff;\">Assemblea Costituente <\/span>e nelle altre istituzioni. In quel primo importante Organo furono<span style=\"color: #0000ff;\"> 21 le donne elette.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-3352 alignleft\" src=\"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Scheda-referendum-istituzionale.jpeg\" alt=\"\" width=\"152\" height=\"177\">Il <span style=\"color: #0000ff;\">passaggio dalla Monarchia alla Repubblica non fu indolore.<\/span> Al 2 giugno seguirono alcuni giorni frenetici di polemiche , tensioni tra Viminale (Ministero dell&#8217;Interno) e Quirinale (sede del Re &#8220;di maggio&#8221;, Umberto II), ricorsi e contestazioni di voti, e anche dimostrazioni popolari, a Napoli in particolare, con morti e feriti. Ma la Cassazione , dopo un primo rinvio della proclamazione dei risultati e l&#8217;esame di voti e ricorsi, il 10 giugno conferm\u00f2 l&#8217;esito del voto <span style=\"color: #0000ff;\">e il 12 giugno , dichiarata decaduta la Monarchia, affid\u00f2 a De Gasperi le funzioni di Capo provvisorio dello Stato.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong>Il 13 giugno l&#8217;ex re Umberto di Savoia part\u00ec per l&#8217;esilio (and\u00f2 a Lisbona). Il 9 maggio il padre Vittorio Emanuele III, sul trono dal 1900, aveva abdicato in favore del figlio, partendo per l&#8217;esilio (and\u00f2 in Egitto), sperando cos\u00ec di salvare la Monarchia, troppo compromessa per il suo ventennale appoggio al fascismo e alle sue guerre.<br><\/strong><strong>Il 25 giugno si insedi\u00f2 <span style=\"color: #0000ff;\">l&#8217;Assemblea Costituente,<\/span> con i deputati eletti il 2 giugno. Presidente dell&#8217;Assemblea fu eletto <span style=\"color: #0000ff;\">Giuseppe Saragat.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-3350 alignleft\" src=\"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/21-donne-costituente-252x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"208\" height=\"248\" srcset=\"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/21-donne-costituente-252x300.jpeg 252w, https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/21-donne-costituente.jpeg 264w\" sizes=\"(max-width: 208px) 100vw, 208px\" \/>Il 28 giugno 1946 la Costituente elesse <span style=\"color: #0000ff;\">Enrico De Nicola Capo provvisorio dello Stato<\/span> , con 396 voti.<br><\/strong><strong>Il 12 luglio fu costituito un nuovo Governo, con a capo<span style=\"color: #0000ff;\"> Alcide De Gasperi.<\/span> Per tutto il restante&nbsp;periodo del 1946 e per l&#8217;anno successivo 1947, i deputati della<span style=\"color: #0000ff;\"> Costituente<\/span> lavorarono alacremente per elaborare il testo della Costituzione . Erano di varia estrazione ideologica e culturale, cos\u00ec ripartiti : 207 DC (Democrazia Cristiana), 104 PCI (Partito Comunista), 115 PSIUP (Partito Socialista di Unit\u00e0 Proletaria), 41 Unione Democratica Nazionale (liberali), 30 &#8220;Fronte dell&#8217;Uomo Qualunque&#8221;, 23 Partito Repubblicano, 16 Blocco Nazionale Libert\u00e0 (monarchici), 7 Partito d&#8217;Azione e 13 di altri movimenti.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La nuova <span style=\"color: #0000ff;\">Costituzione<\/span> fu approvata il 22 dicembre 1947, con 453 voti a favore e 62 contrari. Promulgata il 27 dicembre,<span style=\"color: #0000ff;\"> entr\u00f2 in vigore il 1\u00b0 gennaio 1948.&nbsp; A<\/span><\/strong><strong>ll\u2019art. 1\u00b0, sancisce che \u201cL\u2019Italia \u00e8 una Repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranit\u00e0 appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione\u201d. L\u2019art. 139 stabilisce che \u201cla forma repubblicana non pu\u00f2 essere oggetto di revisione costituzionale\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><strong>In precedenza, lo Stato italiano, dall\u2019unificazione del 1861 al 1946, era stata governata da una <span style=\"color: #0000ff;\">Monarchia Costituzionale<\/span>, la cui dinastia regnante era quella dei<span style=\"color: #0000ff;\"> Savoia<\/span>, che avevano favorito l\u2019unificazione dei vari staterelli preesistenti ponendosi alla guida delle Guerre di Indipendenza.<\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #0000ff;\">I re d\u2019Italia sono stati 4 nell\u2019arco di 85 anni: Vittorio Emanuele II <\/span>(1861-1878),<span style=\"color: #0000ff;\"> Umberto I (<\/span>1878-1900),<span style=\"color: #0000ff;\"> Vittorio Emanuele III<\/span> (luglio 1900-aprile 1946), <span style=\"color: #0000ff;\">Umberto II<\/span> (1 maggio -2 giugno 1946; gi\u00e0 \u201cluogotenente\u201d dal giugno 1944). Dall\u2019ottobre 1922 al luglio 1943, la monarchia pur formalmente in vigore, fu di fatto esautorata dal regime fascista, una dittatura personale e di partito instaurata da Benito Mussolini.<\/strong><\/p>\n<p><strong>**<span style=\"color: #0000ff;\"> I presidenti della Repubblica dal 1946 ad oggi sono stati i seguenti:<\/span> <span style=\"color: #0000ff;\">Enrico De Nicola<\/span> (1\u00b0 gennaio \u2013 12 maggio 1948 \u2013 PLI ), <span style=\"color: #0000ff;\">Luigi Einaudi<\/span> (12 maggio 1948 \u2013 1 maggio 1955 \u2013 PLI ),<span style=\"color: #0000ff;\"> Giovanni Gronchi<\/span> (11 maggio 1955 \u2013 11 maggio 1962 \u2013 DC ),<span style=\"color: #0000ff;\"> Antonio Segni<\/span> (11 maggio 1962 \u2013 6 dicembre 1964 \u2013 DC ),<span style=\"color: #0000ff;\"> Giuseppe Saragat<\/span> (29 dicembre 1964 \u2013 29 dicembre 1971 \u2013 PSDI),<span style=\"color: #0000ff;\"> Giovanni Leone<\/span> (29 dicembre 1971 \u2013 15 giugno 1978 \u2013 DC ), <span style=\"color: #0000ff;\">Alessandro Pertini<\/span> (9 luglio 1978 \u2013 29 giugno 1985 \u2013 PSI), <span style=\"color: #0000ff;\">Francesco Cossiga<\/span> (3 luglio 1985 \u2013 28 aprile 1992 \u2013 DC),<span style=\"color: #0000ff;\"> Oscar Luigi Scalfaro<\/span> (28 maggio 1992 \u2013 15 maggio 1999 \u2013 DC),<span style=\"color: #0000ff;\"> Carlo Azeglio Ciampi<\/span> (18 maggio 1999 \u2013 10 maggio 2006 \u2013 Indipendente),<span style=\"color: #0000ff;\"> Giorgio Napolitano<\/span> (10 maggio 2006- 14 gennaio 2015 \u2013 PCI\/PDS),<span style=\"color: #0000ff;\"> Sergio Mattarella<\/span> (31 gennaio 2015 -DC\/PPI\/PD, in carica).<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><strong><span style=\"color: #0000ff;\">La RES PUBLICA nella storia. Cenni<\/span> <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>La forma di governo repubblicana si basa su organi elettivi, rinnovabili entro un certo numero di anni, con poteri distinti e bilanciati tra un Organo e l\u2019altro (Parlamento formato da Camera e Senato, Governo, Magistratura, Presidente della Repubblica). Anche se \u00e8 considerata la forma istituzionale pi\u00f9 moderna e democratica, la <span style=\"color: #0000ff;\">\u201crepubblica\u201d ha radici molto antiche, che risalgono alle citt\u00e0-Stato dell\u2019antica Grecia<\/span>, con regole importate e adottate poi anche dagli<span style=\"color: #0000ff;\"> antichi Romani<\/span>. Il nome stesso deriva dal latino <span style=\"color: #0000ff;\">\u201cres publica\u201d<\/span> che significa letteralmente \u201ccosa pubblica\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><strong>I <span style=\"color: #0000ff;\">Romani <\/span>mantennero questa forma di governo elettiva, sia pur in&nbsp;forme aristocratiche che restringevano il ceto governante alle classi pi\u00f9 elevate socialmente (patrizi e condottieri militari), p<span style=\"color: #0000ff;\">er circa 5 secoli,<\/span> prima di accettare la forma pi\u00f9 autoritaria dell\u2019 Impero, da Ottaviano Augusto (27 a. C.) in poi (fino al 476 d. C.).<\/strong><\/p>\n<p><strong>Quindi, <span style=\"color: #0000ff;\">per quasi 2 millenni l\u2019Italia non ha pi\u00f9 avuto un ordinamento repubblicano, a parte le eccezioni di alcune citt\u00e0 e per periodi brevi<\/span>: ad esempio le \u201cRepubbliche marinare\u201d e i \u201cLiberi comuni\u201d, tra il<span style=\"color: #0000ff;\"> 1200 e il 1300. Solo la Repubblica di Venezia<\/span> sopravvisse per secoli, fino all\u2019arrivo di Napoleone (1796): e si trattava di un ordinamento caratterizzato da regole autoritarie, con poteri forti delle famiglie senatorie e dei \u201cDogi\u201d. <br>Da ricordare sono anche le brevissime esperienze delle<span style=\"color: #0000ff;\"> Repubbliche \u201cCisalpina\u201d, \u201cCispadana\u201d e \u201cItaliana\u201d, tra il 1797 e il 1805<\/span>, di fatto per\u00f2 imposte e subordinate ai francesi e a Napoleone.<\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Nel 1849 ci fu il primo vero tentativo nazionale della \u201cRepubblica Romana\u201d, istituita da Giuseppe Mazzini e altri,<\/span> che indisse le prime elezioni con suffragio universale. Ma <span style=\"color: #0000ff;\">dur\u00f2 pochi mesi<\/span> e non fece nemmeno in tempo ad insediare gli eletti, perch\u00e9 dovette soccombere all\u2019intervento delle truppe francesi che riportarono il papa sul trono dello Stato Pontificio.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Infine, \u00e8 parte della nostra storia, <span style=\"color: #0000ff;\">un\u2019altra infelice esperienza di Repubblica, autoproclamata da Mussolini e<\/span> da alcuni gerarchi fascisti, senza nessun mandato elettorale,<span style=\"color: #0000ff;\"> nata nel novembre 1943 a Sal\u00f2 <\/span>per rifondare un loro Stato nel Nord Italia, dopo la decadenza sancita dallo stesso Gran Consiglio fascista e culminata con l\u2019arresto di Mussolini su ordine del re; denominata <span style=\"color: #0000ff;\">\u201cRepubblica Sociale Italiana<\/span>\u201d era di fatto sottoposta all\u2019occupazione dell\u2019esercito tedesco nazista, e fu infine travolta dalla guerra di Liberazione degli eserciti Alleati e dalla Resistenza, nell\u2019aprile 1945.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Magda Barbieri<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>FOTO<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong>1) Pagine del &#8220;Giornale dell&#8217;Emilia &#8221; del 10 maggio 1946 (con l&#8217;annuncio dell&#8217;abdicazione del re Vittorio Emanuele III a favore del figlio Umberto) e del 6 giugno 1946, con la conferma dell&#8217;esito elettorale a favore della Repubblica (dal volume per i 100 anni de &#8220;Il Resto del Carlino&#8221;)<\/strong><\/p>\n<p><strong>2) Fac simile della scheda per il Referendum istituzionale, da Archivio comunale Argile<\/strong><\/p>\n<p><strong>3) Le 21 donne elette nella Assemblea costituente<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 2 giugno 1946 \u00e8 una data importante, decisiva per l&#8217;Italia , di quelle che segnano una svolta fondamentale per la storia di una Nazione. 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