{"id":215,"date":"2019-01-01T17:55:01","date_gmt":"2019-01-01T16:55:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pianurareno.org\/new\/?p=215"},"modified":"2024-05-20T19:32:04","modified_gmt":"2024-05-20T17:32:04","slug":"brevi-note-storico-geografiche-sul-reno-magda-barbieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/2019\/01\/01\/brevi-note-storico-geografiche-sul-reno-magda-barbieri\/","title":{"rendered":"Brevi note storico geografiche sul Reno. Magda Barbieri"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"entry\"><strong><span style=\"font-size: small; color: #3366ff;\">IL RENO OGGI<\/span><\/strong><span style=\"font-size: small;\"> <br><\/span>\n<div align=\"justify\">\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-219 alignleft\" src=\"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Reno-a-Calderara.-300x218.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"218\" srcset=\"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Reno-a-Calderara.-300x218.jpeg 300w, https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Reno-a-Calderara..jpeg 624w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Il Reno \u00e8 il fiume pi\u00f9 importante dell&#8217;Emilia-Romagna,<\/span> considerando a parte il Po, che&nbsp; \u00e8 un corso d&#8217;acqua di vasta portata, attraversa pi\u00f9 Regioni e lambisce solo il confine nord della nostra, raccogliendo acque degli altri fiumi-affluenti emiliani della parte ovest. <br><\/span><\/strong><strong><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"color: #0000ff;\">Il Reno nasce in Toscana, nell&#8217;Appennino pistoiese, presso la localit\u00e0 Prunetta e la conca delle Piastre<\/span>; entra, dopo breve tratto, nel versante bolognese dell&#8217;Appennino e scende verso la pianura scorrendo in direzione nord fino a S.Agostino; da qui svolta verso est per raggiungere il mare Adriatico presso le valli di Comacchio. <br>Il suo alveo, dalla sorgente alla foce, <span style=\"color: #0000ff;\">\u00e8 lungo km 211 <\/span>e attraversa le <span style=\"color: #0000ff;\">tre province emiliane di Bologna, Ferrara e Ravenna<\/span>. I comuni toccati dal suo percorso sono numerosi; da quelli appenninici di Granaglione<span style=\"color: #0000ff;\">, Porretta Terme, Vergato, Marzabotto<\/span> a quelli pedecollinari di<span style=\"color: #0000ff;\"> Sasso Marconi e Casalecchio di Reno<\/span> fino alla citt\u00e0 d<span style=\"color: #0000ff;\">i Bologna;<\/span> prosegue in pianura presso<span style=\"color: #0000ff;\"> Castel Maggiore, Calderara e Sala Bolognese, Argelato e Castello d&#8217;Argile;<\/span> lambisce <span style=\"color: #0000ff;\">S.Giovanni in Persiceto<\/span>, scorre tra<span style=\"color: #0000ff;\"> Cento e Pieve di Cent<\/span>o, tra <span style=\"color: #0000ff;\">Galliera, S.Agostino e Poggio Renatico;<\/span> tocca i territori di <span style=\"color: #0000ff;\">Malalbergo, Baricella, Molinella e Argenta,<\/span> fungendo in molti tratti da confine naturale tra bolognese e ferrarese; per finire nel ravennate dopo S.Alberto (Alfonsine). <br><\/span><\/strong><strong><span style=\"font-size: small;\">Il bacino di raccolta delle acque del Reno \u00e8 ampio e articolato e si avvale dell&#8217;apporto di vari torrenti e affluenti: il <span style=\"color: #0000ff;\">Limentra, il Brasimone e il Setta,<\/span> che arrivano da valli laterali; poi<span style=\"color: #0000ff;\"> il Lavino e il Samoggia,<\/span> che si uniscono in territorio persicetano e il <span style=\"color: #0000ff;\">Dosolo di Bagno (Sala Bolognese),<\/span> che confluisce presso lo stabilimento idrovoro nell&#8217;area del Bagnetto di Castello d&#8217;Argile. <br>Successivamente, nel tratto di direzione est, <span style=\"color: #0000ff;\">riceve l&#8217;Idice e il Quaderna (uniti<\/span>), il <span style=\"color: #0000ff;\">Sillaro, il Santerno e il Senio<\/span> dal bacino romagnolo.<br>A nord il Reno e&#8217; collegato col Po &#8220;grande&#8221; attraverso il <span style=\"color: #0000ff;\">&#8220;cavo napoleonico&#8221;( iniziato nel 1808,&nbsp; poi sospeso e&nbsp; terminato&nbsp; negli anni &#8217;50 del 1900)<\/span>, da Dosso di S.Agostino a S.Biagio di Bondeno; comunica anche col Po di Volano, utilizzando un tratto detto del Po &#8220;morto&#8221; di Primaro (da Traghetto all&#8217;Idrovia di Ferrara). <\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: small;\">Al Reno \u00e8 inoltre connessa<span style=\"color: #0000ff;\"> una fitta rete di canali,<\/span> di prevalente direzione sud-nord, i cui &#8220;cardini&#8221; principali sono <span style=\"color: #0000ff;\">il Navile, il Savena, l&#8217;Idice e il Riolo<\/span>, nel cui alveo a loro volta confluiscono altri fiumicelli e canaletti di irrigazione e scolo. <br>Tutto questo sistema di regolamentazione delle acque \u00e8 frutto di un immane lavoro degli uomini che, per poter coltivare le terre basse di pianura troppo spesso allagate, e sopravvivere, sono intervenuti ripetutamente nel corso dei secoli per arginare, scavare, deviare, tagliare e raddrizzare anse, aprire e chiudere imbocchi e chiaviche, modificando sostanzialmente i percorsi originari e bonificando il territorio, per colmata e per prosciugamento con idrovore. <br>Attualmente, la competenza per il controllo, la manutenzione e la sicurezza del fiume Reno \u00e8 attribuita alla Regione che ha istituito&nbsp; una apposita &#8220;Autorit\u00e0 di bacino del Reno&#8221;. <br>Tutta la rete dei canali e fossati collegati direttamente o indirettamente alla riva destra del Reno, \u00e8 gestita dal servizio del Consorzio della Bonifica Renana, istituito nel 1909, con l&#8217;unione di 7 Circondari idraulici, gi\u00e0 esistenti da secoli, e che si occupavano dei problemi relativi separatamente, distinti in varie &#8220;Congregazioni Consorziali&#8221;, o &#8220;Assunterie&#8221;<em> o <\/em>Commissioni di &#8220;Interessati&#8221; alla &#8220;Riviera&#8221; di ogni corso d&#8217;acqua. <br>Della riva sinistra si occupa da decenni il Consorzio Reno Palat<img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.pianurareno.org\/?q=image\/view\/211\" width=\"205\" vspace=\"10\" hspace=\"10\" height=\"198\" border=\"0\" align=\"right\">a.<\/span><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong><span style=\"font-size: small;\">Il corso attuale del Reno, con immissione (o foce) autonoma nell&#8217;Adriatico, ha avuto la sua collocazione definitiva tra il 1767 e il 1795 con poderosi lavori di scavo e arginatura deliberati e attuati dalle Legazioni Pontificie di Bologna e Ferrara, in accordo con il Ducato di Venezia, dopo secoli di controversie e tentativi falliti, e sempre segnati dal dilemma sulla convenienza o meno della immissione del Reno in Po, &#8220;grande&#8221; o di &#8220;Primaro&#8221;. <br>La storia del Reno \u00e8 dunque molto lunga e complessa, e si \u00e8 svolta su un&#8217;area di pianura pi\u00f9 vasta e anche diversa da quella toccata attualmente. Una storia ancora non del tutto conosciuta e certa, che merita quindi altri studi e approfondimenti che ci piacerebbe ospitare anche sulla nostra pubblicazione. <br>Del passato indicheremo qui solo alcune tappe, in estrema sintesi, come pro-memoria didascalico. <\/span><\/strong><\/div>\n<div align=\"justify\"><strong><span style=\"font-size: small;\"><br><span style=\"color: #0000ff;\">IL RENO ANTICO<\/span><\/span><\/strong><\/div>\n<div align=\"justify\"><strong><span style=\"font-size: small;\"><br>Il Reno \u00e8 un fiume antichissimo e alle sue acque \u00e8 legata la storia dei primi insediamenti umani nel bolognese, dapprima nelle zone collinari e poi nel pi\u00f9 grosso centro chiamato dagli Etruschi &#8220;Felsina&#8221; e dai Latini &#8220;Bononia&#8221; ed espandendosi via via anche nella pianura bolognese-ferrarese. <br>Insediamenti testimoniati da numerosi reperti archeologici risalenti all&#8217;et\u00e0 della pietra, del bronzo e del ferro (dal 1500 circa avanti Cristo) trovati a Marzabotto, Sasso Marconi, Casalecchio, a Bologna e a Villanova di Castenaso. <\/span><\/strong><\/div>\n<div align=\"justify\"><strong><span style=\"font-size: small;\"><br><span style=\"color: #0000ff;\">Nelle acque del Reno si sono bagnati gli Etruschi (VI-IV secolo a.C.) e i Galli (IV-II sec. a.C.); <\/span>con le sue acque, l&#8217;argilla e le canne delle sue rive sono state costruite le prime capanne e sono state impastate le ciotole e i vasi di terracotta in cui si sono sfamati e dissetati. E si presume siano stati proprio i Galli, e in particolare, una loro trib\u00f9 (i Boi) di discendenza celtica, a dare il nome a questo fiume, chiamandolo Reinos (o Rheinos), come il pi\u00f9 grande fiume da essi conosciuto nell&#8217;area nordeuropea da cui provenivano, tra Francia e Germania. In lingua celtica &#8220;reinos&#8221; aveva il significato generico di &#8220;corso d&#8217;acqua&#8221;, o &#8220;corrente&#8221; (o, almeno cos\u00ec \u00e8 scritto in alcuni testi). <\/span><\/strong><\/div>\n<div align=\"justify\"><strong><span style=\"font-size: small;\"><br>Poi vennero <span style=\"color: #0000ff;\">i Romani (dal 189 a.C.)<\/span> e gli storici del tempo gli dedicarono solo qualche rara e generica citazione scritta, indicandolo come il &#8220;Reno piccolo di Bologna&#8221;, ultimo affluente appenninico del Po, ricco di acque e di robuste canne (ne parlarono Plinio il Vecchio, e Silio Italico nel I secolo dopo Cristo).&nbsp; Ma intorno al Reno i Romani lavorarono e bonificarono il territorio, costruirono strade e ville rustiche, dentro la caratteristica rete di cardini e decumani detta \u201ccenturiazione\u201d. <br>Se certo e quasi obbligato era fin dagli inizi il suo percorso tra le gole delle colline, incerto e variabile \u00e8 stato per molti secoli il suo percorso in pianura. <\/span><\/strong><\/div>\n<div align=\"justify\"><strong><span style=\"font-size: small;\"><br><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.pianurareno.org\/?q=image\/view\/599\" width=\"224\" vspace=\"5\" hspace=\"5\" height=\"146\" border=\"0\" align=\"left\"> <span style=\"color: #0000ff;\">1)<\/span> Gli studiosi di storia e idrogeologia pi\u00f9 accreditati ritengono che il Reno in origine, uscendo da Casalecchio e dopo aver costeggiato Bologna, scorresse pi\u00f9 verso est, dalla zona di Pescarola-Corticella alle terre pi\u00f9 basse di Minerbio e Baricella per innestarsi in un alveo antico del Po a sud di Ferrara (detto poi Primaro).<\/span><\/strong><\/div>\n<div align=\"justify\"><strong><span style=\"font-size: small;\"><br><span style=\"color: #0000ff;\">2) I<\/span>n una seconda fase, l\u2019alveo di pianura si sarebbe spostato pi\u00f9 ad occidente, e, quindi dalle anse del Trebbo, o da Corticella, doveva scorrere verso S.Maria in Duno, S.Giorgio di Piano, S.Pietro in Casale e Poggio Renatico, raggiungendo il Po a sud di Ferrara, se e quando riusciva ad arrivarci, poich\u00e9 di frequente e a lungo nei secoli le sue acque hanno ristagnato in una vasta area valliva tra bolognese e ferrarese. <\/span><\/strong><\/div>\n<div align=\"justify\"><strong><span style=\"font-size: small;\"><br><span style=\"color: #0000ff;\">3)<\/span> Successivamente, avrebbe trovato un altro percorso, dal Trebbo a Malacappa a ovest di Argelato e Funo, passando poi tra Argelato, Venezzano e S.Giorgio, e tra S.Pietro in Casale e Galliera per immettersi ancora nel Po di Primaro. Si presume che questo alveo sia stato attivo in epoca romana e che abbia lasciato tracce nei canaletti e fosse ancora presenti in territorio del comune di Argelato (Fossa Storta, Fossa Quadra) e in buona parte nell\u2019attuale canale chiamato <em>Riolo<\/em> (sul confine tra Venezzano e S.Giorgio).&nbsp; Nel tratto pi\u00f9 a nord, nell&#8217;area tra il Ravone di Bologna e Corticella le sue anse formavano un&#8217;isola che fu detta &#8220;del Triumvirato&#8221; poich\u00e9 nell\u2019anno 43 avanti Cristo vi si riunirono i 3 Triumviri di Roma (Ottaviano, Antonio e Lepido) per decidere il da farsi dopo la morte di Cesare. <\/span><\/strong><\/div>\n<div align=\"justify\"><strong><span style=\"font-size: small;\"><br><span style=\"color: #0000ff;\">4) N<\/span>el periodo altomedioevale, probabilmente tra 900 e 1000, da alcuni riferimenti toponomastici rilevati nei pi\u00f9 antichi documenti, si pu\u00f2 dedurre che il Reno scorresse ancora da Malacappa verso i Ronchi di Venezzano e quindi tra Venezzano e Argile, per proseguire verso nord tra Pieve e Asia. Significative sono le antiche citazioni e la persistenza in Venezzano dei toponimi \u201c<em>gorgo\u201d<\/em>, superiore ed inferiore, e \u201clamari\u201d (tramandato nelle due vie Allamari, Nord e Sud). <br>Le sue acque poi si spandevano ancora molto spesso nelle valli di Galliera, Altedo, Malalbergo, Baricella e Poggio Renatico, senza raggiungere stabilmente il Po. <\/span><\/strong><\/div>\n<div align=\"justify\"><strong><span style=\"font-size: small;\"><br><span style=\"color: #0000ff;\">5) Intorno al 1100<\/span> (anno pi\u00f9, anno meno), una probabile rottura di argini con una nuova inalveazione spontanea sostenuta poi dalle opere degli uomini, fecero deviare il Reno dalla sua originaria direzione, imponendo una ampia svolta verso ovest e l\u2019area persicetana chiamata Morafosca, scorrendo tra Bagno e Argile. Il nuovo alveo riprendeva poi il cammino verso nord, passando a ovest di Cento e incanalandosi per vari rami, in tempi diversi, compresa una temporanea congiunzione col Panaro; paleoalvei testimoniati dalla persistenza di toponimi come <span style=\"color: #0000ff;\">Volta Reno, Reno Vecchio, Dosso, Corporeno, Renazzo e Reno Centese.<\/span> <br>Le variazioni successive avvenute nel corso del II millennio sono abbastanza documentate e possono essere cos\u00ec sintetizzate: <\/span><\/strong><\/div>\n<h6 align=\"justify\"><strong><span style=\"font-size: small;\"><br>*<span style=\"color: #0000ff;\"> 1451-1460. I<\/span><\/span><\/strong><strong>n seguito alle \u201crotte\u201d di Bagnetto e Bisana, tra il 1451 e il 1457, <span style=\"color: #000000;\">s<\/span><\/strong><strong><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"color: #000000;\">postamento dell&#8217;alveo, che da tre\/quattro secoli costeggiava il territorio allora pi\u00f9 vasto del comune di Castello d&#8217;Argile (alveo riconoscibile nella via di Cento ancora oggi detta &#8220;Reno vecchio&#8221;), su un corso scavato qualche chilometro pi\u00f9 ad est;&nbsp; il nuovo alveo passava poi tra Pieve e Cento e proseguiva verso nord e il Po di Primaro. Questa nuova inalveazione determin\u00f2 la riduzione del territorio del comune di Castello d\u2019Argile con la separazione della comunit\u00e0 di Bagnetto, rimasta a ovest del Reno nuovo, raggiungibile solo con la barca ai \u201cpassi\u201d dei Cappellani e in fondo alla via del \u201cPostrino\u201d.<\/span> <\/span><br><\/strong><\/h6>\n<div align=\"justify\"><strong><span style=\"font-size: small;\"><br><span style=\"color: #0000ff;\">* 1604. Chiusura dell&#8217;imbocco di Reno nel Po<\/span> e lungo periodo di spagliamento delle acque di Reno nelle Valli tra Galliera e Malalbergo. <\/span><\/strong><\/div>\n<div align=\"justify\"><strong><span style=\"font-size: small;\"><br><span style=\"color: #0000ff;\">* 1614. Taglio della ansa detta &#8220;botta di Cola&#8221; tra Cento e Pieve.<\/span> <\/span><\/strong><\/div>\n<div align=\"justify\"><strong><span style=\"font-size: small;\"><br><span style=\"color: #0000ff;\">* 1630-1690. Vari tagli di anse e raddrizzamenti del fiume tra Malacappa, Savignano e Volta Reno, fino all&#8217;altezza del Palazzo Sampieri.<\/span> Modifica dell&#8217;immissione del Samoggia in Reno, con il taglio di una ansa del Reno presso il &#8220;Malcantone&#8221; di Argile, che isol\u00f2 un altro frammento di territorio argilese (detto \u201cle tre case di Bagnetto\u201d). <\/span><\/strong><\/div>\n<div align=\"justify\"><strong><span style=\"font-size: small;\"><br>*<span style=\"color: #0000ff;\"> 1767-1795. Inalveazione definitiva del Reno tra S.Agostino (FE) al Mar Adriatico,<\/span> utilizzando il &#8220;cavo benedettino<em>&#8220;<\/em> (fatto scavare da Papa Benedetto XIV e poi interrotto) e una parte del Po di Primaro. <\/span><\/strong><\/div>\n<div align=\"justify\"><strong><span style=\"font-size: small;\"><br><span style=\"color: #0000ff;\">* 1884-1887. Taglio della &#8220;Volta&#8221; del Reno tra Bagno, Volta Reno e Argile, <\/span>con un nuovo &#8220;<em>drizzagno<\/em>&#8221; su cui fu costruito un ponte in muratura (da qualche anno in disuso e sostituito da uno nuovo). <\/span><\/strong><\/div>\n<div align=\"justify\"><strong><span style=\"font-size: small;\">&nbsp;<\/span><\/strong><\/div>\n<div align=\"justify\"><strong><span style=\"font-size: small;\">Magda Barbieri<\/span><\/strong><\/div>\n<div align=\"justify\"><strong><span style=\"font-size: small;\">&nbsp;<\/span><\/strong><\/div>\n<div align=\"justify\"><strong><span style=\"font-size: small;\">Fonte: Sintesi da &#8220;La terra e la gente di Castello d&#8217;Argile e di Venezzano ossia Mascarino&#8221;, di M. Barbieri, vol I 1994 e vol II 1997. Tip. Siaca Cento<br><\/span><\/strong>\n<div align=\"justify\">\n<p><strong><span style=\"font-size: small;\"> PS: In altro articolo di questa sezione vedi&nbsp; una bibliografia sul Reno e i comuni maggiormente interessati ai problemi d&#8217;acque.&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: small;\">(*) Foto in alto : il Reno presso Calderara di Reno, foto di Tiziana Bertacci<br><\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\"><strong>Sotto: <br>1- S<span style=\"color: #800080;\">tralcio della mappa di A. Chiesa, del 1742, che evidenzia i tratti di alvei antichi di Reno e Samoggia tra Castello d&#8217;Argile e il territorio persicetano, e il corso settecentesco del Reno, con l&#8217;ampia &#8220;volta&#8221; a sud di Argile, soppressa nel 1887.<br>2-<\/span><\/strong> Mappa del 1784, con&nbsp; nuova inalveazione sul cavo benedettino verso il mare <br><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-12988\" src=\"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Mappa-A.-Chiesa-1742-300x262.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"262\" srcset=\"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Mappa-A.-Chiesa-1742-300x262.jpeg 300w, https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Mappa-A.-Chiesa-1742.jpeg 544w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.pianurareno.org\/?q=image\/view\/210\" vspace=\"10\" hspace=\"10\" border=\"0\" align=\"middle\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-12989\" src=\"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/6-Nuovo-alveo-Reno-1784-circa-perito-Casalgrandi-Muratori-216x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"216\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/6-Nuovo-alveo-Reno-1784-circa-perito-Casalgrandi-Muratori-216x300.jpeg 216w, https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/6-Nuovo-alveo-Reno-1784-circa-perito-Casalgrandi-Muratori-737x1024.jpeg 737w, https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/6-Nuovo-alveo-Reno-1784-circa-perito-Casalgrandi-Muratori-768x1068.jpeg 768w, https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/6-Nuovo-alveo-Reno-1784-circa-perito-Casalgrandi-Muratori-1105x1536.jpeg 1105w, https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/6-Nuovo-alveo-Reno-1784-circa-perito-Casalgrandi-Muratori.jpeg 1256w\" sizes=\"(max-width: 216px) 100vw, 216px\" \/><\/span>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p class=\"info\">Scritto in <a href=\"http:\/\/www.pianurareno.org\/?q=taxonomy\/term\/71\">Reno, un fiume tra passato e presente<\/a>| letto 10217 volte<\/p>\n<small>Inserito da redazione il Sab, 2006-02-25 05:53 nel sito precedente<br><\/small><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>***<span style=\"color: #0000ff;\"><strong> Vedi anche&nbsp; nell&#8217;Album fotografico (barra in alto) di questo sito&nbsp; le &#8220;Gallerie&#8221; di foto&nbsp; sotto questi link e titoli<\/strong><\/span><\/div>\n<div>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/album-immagini-pianurareno-org\/nggallery\/immagini-pianura-reno\/Mappe-storiche--Reno-e-dintorni\">https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/album-immagini-pianurareno-org\/nggallery\/immagini-pianura-reno\/Mappe-storiche&#8211;Reno-e-dintorni<\/a><\/p>\n<p><i><b>Immagini Pianura Reno \u00bb Mappe storiche Reno e dintorni, riprese da libri diversi. Con indicazioni archivistiche e fonti.<\/b><\/i><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/album-immagini-pianurareno-org\/nggallery\/immagini-pianura-reno\/Cronologia-e--cartografia-rotte-di-Reno-e-Samoggia-nei-secoli\">https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/album-immagini-pianurareno-org\/nggallery\/immagini-pianura-reno\/Cronologia-e&#8211;cartografia-rotte-di-Reno-e-Samoggia-nei-secoli<\/a><\/p>\n<p><i><b>Immagini Pianura Reno \u00bb Cronologia e cartografia rotte di Reno e Samoggia nei secoli <\/b><\/i><i><b>tratte dal libro \u201cTra Reno e Samoggia: soluzioni per due fiumi\u201d. Ed. Polis- Regione E. R. Autorit\u00e0 Bacino del Reno.1999<\/b><\/i><\/p>\n<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL RENO OGGI Il Reno \u00e8 il fiume pi\u00f9 importante dell&#8217;Emilia-Romagna, considerando a parte il Po, che&nbsp; \u00e8 un corso d&#8217;acqua di vasta portata, attraversa pi\u00f9 Regioni e lambisce solo il confine nord della nostra, raccogliendo acque degli altri fiumi-affluenti emiliani della parte ovest. Il Reno nasce in Toscana, nell&#8217;Appennino pistoiese, presso la localit\u00e0 Prunetta [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"footnotes":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false},"categories":[97],"tags":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/paRbRW-3t","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/215"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=215"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/215\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12992,"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/215\/revisions\/12992"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=215"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=215"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=215"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}