{"id":12895,"date":"2024-02-20T17:53:45","date_gmt":"2024-02-20T16:53:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/?p=12895"},"modified":"2024-02-20T17:53:45","modified_gmt":"2024-02-20T16:53:45","slug":"nel-carnevale-sta-la-cura-e-nella-quaresima-la-penitenza-il-carnevale-di-putignano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/2024\/02\/20\/nel-carnevale-sta-la-cura-e-nella-quaresima-la-penitenza-il-carnevale-di-putignano\/","title":{"rendered":"Nel Carnevale  sta la cura&#8230; e nella Quaresima la penitenza?! Il Carnevale di Putignano"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"western\" align=\"left\"><b><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-12896 alignleft\" src=\"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Carnevale-di-Putignano-sfilata-dapertura-della-630-edizione--300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Carnevale-di-Putignano-sfilata-dapertura-della-630-edizione--300x200.jpg 300w, https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Carnevale-di-Putignano-sfilata-dapertura-della-630-edizione--768x512.jpg 768w, https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Carnevale-di-Putignano-sfilata-dapertura-della-630-edizione-.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>&#8211; Ora che \u00e8 passato il periodo canonico&nbsp; del Carnevale, con le sue festose sfilate di carri e feste in costume , in vari Comuni del nostro territorio bolognese-ferrarese, e siamo in Quaresima, ci voltiamo indietro per riparlarne come fatto storico, partendo da Comuni pi\u00f9 lontani e tradizioni secolari &#8211;<br><\/b><span style=\"color: #0000ff;\"><b>Nel Carnevale sta la cura &#8211; <\/b><\/span><b><span style=\"color: #0000ff;\">Il Carnevale di Putignano<\/span><br><\/b><b>Articolo di Matteo Dalena <\/b>Storico e giornalista<br>* Da News letter di <b>National Storica Geographic <\/b>(Sabato 10 febbraio 2024)<br>\u00abLa pazzia carnevalesca sar\u00e0 il grande sfogo salutare che reintegrer\u00e0 l\u2019equilibrio fisiologico scatenando il prodigioso rituale naturalistico, inferico e orgiastico delle maschere, del travestimento, del ribaltamento, dei tripudi dionisiaci, degli eccessi carnali e \u2013 non dimentichiamolo \u2013 della licenza verbale\u00bb. Con <b>La maschera di Bertoldo,<\/b> quasi mezzo secolo fa lo storico e antropologo bolognese Piero Camporesi fece conoscere il cosmo del <b>villico Bertoldo, uno dei pi\u00f9 celebri eroi popolari della tradizione italiana, protagonista dei racconti messi per iscritto dal cantastorie Giulio Cesare Croce<\/b> all\u2019inizio del XVII secolo. Nel modo in cui \u00abl\u2019astuto contadino viol\u00f2 gerarchie e dogmi assurgendo, lui zotico, a regio consigliere\u00bb sta il senso profondo del Carnevale, da sempre festa di contestazione, rottura e assieme rigenerazione sociale, cura. Perch\u00e9 secondo Camporesi il Carnevale \u2013 il tempo della normalit\u00e0 sospesa \u2013 \u00e8 \u00abterapia idonea al corpo sociale infetto [con cui] il sangue pu\u00f2 ridiventare sano con una enorme purga, con un grande salasso che faccia sgorgare, cacciati gli umori gioviali, quelli malinconici\u00bb.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">Il <b>trionfo dell\u2019eccesso benefico \u00e8 confinato per\u00f2 in un tempo breve <\/b>e perci\u00f2 particolarmente sentito in tutti quei paesi cattolici che si preparano alle ristrettezze del periodo di quaresima che precede la Pasqua. Quello che conosciamo come \u201ctempo di Carnevale\u201d \u00e8 un intervallo mobile all\u2019interno del calendario e <b>\u201ccade\u201d ogni anno settanta giorni prima della domenica di Pasqua (domenica di Settuagesima).<\/b> Questo computo vale un po\u2019 dovunque <b>eccetto che a Putignano,<\/b> cittadina della <b>Murgia barese, dove la pi\u00f9 folle delle feste inizia il 26 dicembre <\/b>coerentemente al proprio episodio fondativo.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">Correva l\u2019anno <b>1394 <\/b>e un gruppo di vignaioli era intento a \u201cfar propaggini\u201d, cio\u00e8 a innestare la vite per talea, quando vide passare il corteo di Ospedalieri di san Giovanni di Gerusalemme nell\u2019atto di spostare dalla costiera Monopoli a Putignano, nell\u2019entroterra, un frammento del cranio di santo Stefano, primo martire della cristianit\u00e0, per preservarlo dalle mire dei turchi considerati profanatori.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">Il corteo di propagginanti putignanesi avrebbe seguito la reliquia nel proprio percorso abbandonandosi a danze, canti, versi e agitando i giovani tralci di vite. <b>La festa delle propaggini \u00e8 ancora oggi il rito di apertura di un Carnevale giunto alla 630\u00b0 edizione <\/b>e dunque uno dei pi\u00f9 datati, lunghi e sentiti al mondo. Nei secoli questo rito collettivo a vocazione contadina, legato ai cicli della natura e delle sue colture, si \u00e8 trasformato in una vetrina per i maestri cartapestai, artefici dei carri allegorici che sfilano per le strade del paese preceduti e seguiti da gruppi mascherati, in un clima di grande euforia collettiva.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">La costruzione dei giganti di cartapesta impegna maestranze e intere famiglie per un anno intero: a cominciare dal reperimento delle pagine di giornale usate per dar vita ai pupi di cartapesta. A ulteriore dimostrazione di come il Carnevale sia cos\u00ec centrico e \u201ccurativo\u201d in questo centro della Murgia barese sta il detto con cui tanti anziani putignanesi, a cominciare da mio nonno, salutavano ogni anno il 26 dicembre l\u2019inizio del Carnevale: \u00abA Putignano tutto \u00e8 rotto \u00e8 niente \u00e8 sano\u00bb. Nei folli gioved\u00ec, nei bassi a suon di musica, versi arditi e travestimenti irriverenti, nelle pignatte di brasciole al sugo e maccheroni fatti col filetto stava la \u201ccura\u201d.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\"><span style=\"color: #0000ff;\"><b>Putignano, il Carnevale pi\u00f9 antico d&#8217;Europa<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">I festeggiamenti <b>nel paese della Murgia barese iniziano il 26 dicembre, <\/b>giorno in cui si commemora <b>santo Stefano,<\/b> con la celebrazione del mito fondativo del Carnevale che viene fatto risalire alla traslazione della reliquia del martire cristiano da Monopoli a Putignano nel 1394<br>Ogni anno a Putignano, cittadina della Murgia barese, a ventiquattro ore dal Natale ha ufficialmente inizio il Carnevale. Si tratta di uno dei pi\u00f9 antichi e lunghi al mondo: un rito collettivo che affonda le proprie radici leggendarie nel Medioevo e che si dipana nell\u2019arco di oltre quaranta giorni. Si va dal 26 dicembre, giorno in cui la Chiesa commemora santo Stefano, fino al marted\u00ec grasso che nel mese di febbraio precede l\u2019inizio della quaresima. Tra riti propiziatori, danze rituali e baldoria nelle viuzze del \u201cpaese vecchio\u201d dove le casette allattat di fresco (imbiancate di recente) rivelano una cura straordinaria e un forte senso dei luoghi, si arriva al momento apicale. Si tratta delle sfilate di carri allegorici, giganti fatti di cartapesta dalle rinomate maestranze locali, meccanizzati e semoventi, che transitano lungo il corso principale preceduti e seguiti da gruppi mascherati.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\"><b><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-12897 alignleft\" src=\"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Carnevale-di-Putignano-Farinella-illustrazione-realizzata-con-ia-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"218\" height=\"218\" srcset=\"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Carnevale-di-Putignano-Farinella-illustrazione-realizzata-con-ia-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Carnevale-di-Putignano-Farinella-illustrazione-realizzata-con-ia-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Carnevale-di-Putignano-Farinella-illustrazione-realizzata-con-ia-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Carnevale-di-Putignano-Farinella-illustrazione-realizzata-con-ia.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 218px) 100vw, 218px\" \/>Il simbolo del carnevale di Putignano \u00e8 la maschera di Farinella (Farn\u00ebdd<\/b>), uno dei tanti giullari della tradizione italiana, <b>ideata nel 1953<\/b>. Essa trae origine da un\u2019antica <b>pietanza contadina, la farinella:<\/b> una mistura di orzo e ceci tostati e macinati con mulino a pietra che mescolata a olio, sughi o verdure ha costituito per generazioni l\u2019unico pasto consumato durante i lavori nei campi. Se i carri allegorici, la tradizione della cartapesta e la stessa Farinella hanno visto la luce nel corso del Novecento, ben pi\u00f9 datata \u00e8 la vicenda che avrebbe dato origine ai riti carnascialeschi. L\u2019episodio che \u00e8 considerato<strong> il mito fondativo del Carnevale di Putignano avrebbe avuto luogo nel 1394 (1365 secondo altre fonti), periodo di forti contrasti sociali e religiosi.<\/strong><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\"><b>Senza pane, senza pace<\/b><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">Nell\u2019ultimo scorcio del XIV secolo, sotto angioini e durazzeschi, il Mezzogiorno era senza pane e senza pace. Da Roberto d\u2019Angi\u00f2 a Ladislao di Durazzo i regnanti di Napoli dovevano far fronte agli \u00aborrori della peste, le ossessioni del contagio, le distruzioni dei terremoti, i guasti delle campagne bruciate dalle siccit\u00e0 e dalle ricorrenti carestie\u00bb scrive lo storico Salvatore Tramontana. Inoltre, i viaggi e i trasporti erano resi insicuri dalle numerose bande di briganti, mentre nobilt\u00e0 e baronaggio riottosi e sempre pronti alla ribellione rendevano la situazione interna al regno di Napoli sempre pronta a deflagrare. Eppure, il paesaggio della provincia della Terra di Bari era florido di pascoli, vigneti e distese di spighe dorate che assicuravano commerci e sussistenza. Nelle cronache locali si percepisce per\u00f2 tutto il timore delle popolazioni delle localit\u00e0 costiere adriatiche per le periodiche incursioni dei turchi. Questi ultimi portavano con loro l\u2019etichetta di profanatori di reliquie dei santi e martiri cristiani.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">Nel 1317 papa Giovanni XXII aveva concesso il monastero di Monopoli con la sua giurisdizione agli Ospedalieri di San Giovanni di Gerusalemme e i gerosolimitani vi custodivano gelosamente alcune reliquie portate in Puglia dalla Terra Santa. Tra queste una piccola parte del cranio di santo Stefano protomartire, cio\u00e8 il primo cristiano ad aver dato la propria vita a testimonianza della fede in Cristo, martirizzato a Gerusalemme intorno al 34 d.C. Ma un monastero affacciato sul mare non era affatto un luogo sicuro. Per questo motivo il frate Domenico d\u2019Alemagna, bal\u00ec del monastero di santo Stefano, s\u2019incaric\u00f2 di spostare la reliquia da Monopoli verso l\u2019entroterra:prima a Fasano,poi a Putignano nella chiesa di Santa Maria La Greca.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\"><b>Propagginanti e riti pagani<\/b><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">Il corteo sacro che aveva in custodia la reliquia prese l\u2019antica strada del canale di Pirro o delle Pile. Il toponimo \u00e8 legato al re dell\u2019Epiro che nel 280 a.C., insieme al suo esercito rinforzato da numerosi pachidermi, attravers\u00f2 la Puglia per salvare la citt\u00e0 di Taranto dalla conquista romana. Nella dolina (cavit\u00e0 di origine carsica) del canale di Pirro dai fianchi delle colline l\u2019acqua piovana confluiva in apposite cisterne dette \u201cpile\u201d rendendo fertile la zona e particolarmente adatta alla proliferazione della vite. In questo luogo caratterizzato da una vegetazione lussureggiante, nel mese di dicembre del 1394 si sarebbe trovato a passare il corteo che trasportava la reliquia di santo Stefano. A un tratto dai margini della strada alcuni vignaioli intenti a svolgere l\u2019antica pratica d\u2019innesto per propaggine o talea della vite, quest\u2019ultima detta in dialetto putignanese c\u2019ppon (grosso ceppo), si accodarono alla processione accompagnandola con canti, danze, componimenti poetici e agitando per aria i tralci di vite (propaggini) in onore del martire.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">Nel corso dei decenni diversi studiosi hanno stabilito un qualche nesso tra il corteo di propagginanti che nel 1394 avrebbe \u201cscortato\u201d al sicuro la reliquia di santo Stefano e certi antichi riti pagani rielaborati in senso cristiano. C\u2019\u00e8 chi ha sottolineato qualche attinenza simbolica con la festa in onore di Anna Perenna, l\u2019antica dea romana che presiedeva al ciclico perpetrarsi dell\u2019anno. Si trattava di una festa nuziale che si celebrava il 15 marzo di ogni anno lungo le rive del Tevere, ed \u00e8 descritta nei Fasti del poeta latino Ovidio. Protagonista era la plebe romana che si ritirava in campagna abbandonandosi al vino e a danze selvagge, versi e canti licenziosi e persino rapporti sessuali praticati all\u2019aperto o in casette costruite con rami e fronde conficcati nel terreno. Pi\u00f9 realisticamente, altri hanno sostenuto che il corteo dei propagginanti del 1394 potrebbe inserirsi nel solco di alcuni antichi riti agrari di fertilit\u00e0 e fecondit\u00e0 e in particolar modo di alcune feste in onore di Dioniso, dio greco della vite, del vino e del delirio mistico. Chiant\u00e0 u c\u2019ppone (in dialetto putignanese: piantare la vite) si riferirebbe infatti non solo all\u2019innesto tramite propaggine ma anche al rapporto sessuale, principio della vita.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\"><b>Mascherata agricola<\/b><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">Il frammento del cranio di santo Stefano \u00e8 custodito ancora oggi in un prezioso reliquiario posto su un altare marmoreo nella chiesa di Santa Maria La Greca a Putignano. Tuttavia, c\u2019\u00e8 chi nutre dei dubbi circa la data in cui la reliquia venne traslata (1365, 1394 o addirittura nel XVI secolo) da Monopoli e Putignano e dunque sulle origini del Carnevale di Putignano. Di certo si tratta di una festa propiziatoria, legata ai cicli della natura, alla fecondit\u00e0 e alla vita quotidiana di gente semplice, radicata alla terra, quest\u2019ultima intesa come unica risorsa e vero spartiacque fra l\u2019abbondanza e la misera pi\u00f9 nera, la vita e la morte. La gratitudine dei villici<b> <\/b>\u00e8 l\u2019elemento centrale di quella \u00abmascherata agricola assai singolare\u00bb cui fa menzione <strong>Vitangelo Morea nella Statistica della citt\u00e0 di Putignano (1832).<\/strong><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\"><b>Essa si svolge \u00abil primo giorno dopo il S. Natale\u00bb e consiste in \u00abbande di maschere vestite da agricoltori, co\u2019 rispettivi utensili che girano le strade del paese, fingendo eseguire i loro campestri lavori<\/b> ora zappando, ora piantando alberi, viti, rapeste, acci, finocchi, carote, ecc. ora inaffiando, ora mietendo, ora facendo merenda, ora cantando ecc. e cos\u00ec menano allegria e divertita la giornata\u00bb. In questo caso il rovesciamento del quotidiano proprio della festa del Carnevale sta nell\u2019atto di zappare non i campi e la terra ma le vie del centro abitato, con buona pace degli amministratori.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\"><b>I gioved\u00ec nde jos\u2019r<\/b><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">Pur aprendo i battenti il 26 dicembre con le propaggini, il <strong>Carnevale di Putignano entra nel vivo a partire dal 17 gennaio, giorno di sant\u2019Antonio Abate, il cui culto \u00e8 legato agli antichi riti di rinascita della natura dopo il solstizio d\u2019inverno<\/strong>. A partire da questa data tutti i gioved\u00ec i sottani o bassi (jos\u2019r) del centro abitato si riempivano (e si riempiono ancora oggi) di maschere, suoni, coriandoli di tessuto che calavano dal soffitto e pignatte colme di brasciole (braciole) al sugo. Inoltre, ogni gioved\u00ec ciascun ceto sociale del paese conosceva la propria ribalta guadagnandosi il diritto di sovvertire i propri codici comportamentali.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">Cominciavano i monsignori, seguiti dai preti, dalle monache e dai cosiddetti catt\u00e8v (cattivi\/e). Erano coloro i quali per via della loro condizione di vedovanza si trovavano in stato di \u201ccattivit\u00e0\u201d, prigionieri dell\u2019uso antico di mantenersi casti e vestiti di nero per alcuni anni dopo la morte del coniuge. Chiudevano questa sorta di \u201cdanza dei gioved\u00ec\u201d coloro i quali si trovano in una posizione differente rispetto al vincolo matrimoniale: i \u201cpazzi\u201d, cio\u00e8 gli scapoli, le donne sposate e infine i cornuti, cui a un certo punto venivano recise le corna.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\"><b>L\u2019orso meteorologo<br><\/b><b>Nel giorno della Candelora, il 2 febbraio, l<\/b>a natura tornava protagonista con la festa dell\u2019Orso, una vera e propria esaltazione della meteorologia popolare. Se in quel giorno l\u2019orso bruno marsicano, che in passato popolava i boschi della Murgia barese, fosse uscito dal letargo e approfittando della giornata di sole avesse ripristinato il proprio giaciglio mantenendolo caldo, sarebbero seguiti altri 40 giorni di freddo. Al contrario, in caso di clima inclemente, l\u2019orso sarebbe rimasto nella propria tana, ponendo simbolicamente fine alla stagione fredda. La tradizione prevede una caccia e un processo simbolici all\u2019animale che culminano in un vero e proprio responso meteorologico molto atteso per una comunit\u00e0 a vocazione contadina.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">Anche a Putignano i bagordi e le danze carnascialesche hanno una fine che, al pari dell\u2019inizio, osserva codici e riti scolpiti nel tempo. L\u2019ultimo fremito del pomeriggio del marted\u00ec grasso \u00e8 lo <i><b>ndondaro, <\/b><\/i>il corteo che attraversava le vie del paese raccogliendo suonatori di qualsiasi utensile in grado di produrre rumore. Gli ultimi sonetti, canti buffi e licenziosi lasciavano spazio alla morigeratezza di un\u2019ultima sfilata in cui \u00abtutte le maschere vestono a bruno, e piangendo (cio\u00e8 urlando) con una rozza mappina, con un pezzo di fune in mano, per asciugare colla prima le lagrime di quelli che incontrano, o per astringerli a piangere col secondo, inculcando a tutti di prepararsi a\u2019 giorni di penitenza\u00bb scrive Vitangelo Morea. Resta solo una cosa da fare: un\u2019ora prima della mezzanotte \u00abla grossa campana della Chiesa con 366 rintocchi avverte che Carnevale \u00e8 finito, che i festini debbano cessare, e che non vi \u00e8 che un\u2019altra ora per mangiare i maccheroni col filetto\u00bb.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\"><b>Bibliografia<\/b><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">&#8211; Statistica della citt\u00e0 di Putignano di Vitangelo Morea. Pietro Sisto (a cura di). Schena, Fasano 2002.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">&#8211; Dalle propaggini alla campana dei maccheroni. Pietro Sisto. Edizioni Radio, Putignano 1993.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">&#8211; Il sarmento e l\u2019edera. Metamorfosi di un carnevale contadino fra arcaismo e televisione. Vincenzo M. Spera, Gramma, Perugia 2004.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">&#8211; Manuale del dialetto putignanese. Giovanni Marzullo. Vito Radio Editore 2007.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\"><b>&#8211; <\/b><span style=\"color: #000080;\"><u><a href=\"https:\/\/www.storicang.it\/a\/putignano-il-carnevale-lungo-630-anni_16592?fbclid=IwAR2bqooXurDd1ccGAbYxhPIMJb56wbeOCBkHKlRVaCEi4mCUkD_SOfpwdOw\"><b>https:\/\/www.storicang.it\/a\/putignano-il-carnevale-lungo-630-anni_16592?fbclid=IwAR2bqooXurDd1ccGAbYxhPIMJb56wbeOCBkHKlRVaCEi4mCUkD_SOfpwdOw<\/b><\/a><\/u><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\"><b>&#8211; <\/b><span style=\"color: #000080;\"><u><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/storicang\/\"><b>https:\/\/www.facebook.com\/storicang\/<\/b><\/a><\/u><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\"><b>FOTO ( da Storica&nbsp; National Geographic)<br><\/b><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">1- Sfilata d&#8217;apertura della 630 edizione del Carnevale di Putignano (Foto: Fondazione Carnevale di Putignano)<\/p>\n<p align=\"left\">2- Farinella &#8211; La maschera del Carnevale di Putignano in immagine&nbsp;&nbsp; prodotta di&nbsp; intelligenza artificiale<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">** Leggi anche &#x1f449; <b>Lo Storico Carnevale di Ivrea: non solo arance (<\/b>articolo che seguir\u00e0)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8211; Ora che \u00e8 passato il periodo canonico&nbsp; del Carnevale, con le sue festose sfilate di carri e feste in costume , in vari Comuni del nostro territorio bolognese-ferrarese, e siamo in Quaresima, ci voltiamo indietro per riparlarne come fatto storico, partendo da Comuni pi\u00f9 lontani e tradizioni secolari &#8211;Nel Carnevale sta la cura &#8211; [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"footnotes":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false},"categories":[102],"tags":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/paRbRW-3lZ","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12895"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12895"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12895\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12898,"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12895\/revisions\/12898"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12895"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12895"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12895"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}