{"id":12775,"date":"2023-11-27T19:25:30","date_gmt":"2023-11-27T18:25:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/?p=12775"},"modified":"2023-11-28T08:42:48","modified_gmt":"2023-11-28T07:42:48","slug":"da-malalbergo-a-bologna-storia-vicissitudini-e-idee-di-un-imprenditore-dellottocento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/2023\/11\/27\/da-malalbergo-a-bologna-storia-vicissitudini-e-idee-di-un-imprenditore-dellottocento\/","title":{"rendered":"Da Malalbergo a Bologna. Storia, vicissitudini e idee di un imprenditore dell&#8217;Ottocento"},"content":{"rendered":"\n<p><b><span style=\"color: #0000ff;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-12776 alignleft\" src=\"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Manservisi-filati-stampa-da-Storia-e-memoria-di-Bologna.jpg\" alt=\"\" width=\"240\" height=\"301\">Il \u201cLanificio Filippo Manservisi e C.\u201d<\/span><br><\/b><b>La grande fabbrica bolognese di tessuti in lana che faceva funzionare le macchine mediante l\u2019acqua del Canale delle Moline<br><\/b><b><em>Testo di Dino Chiarini<\/em><br><\/b><span style=\"color: #0000ff;\"><b>Filippo Manservisi (nato a Malalbergo il 28 gennaio 1806 col nome di Francesco Manservigi<\/b>)<\/span> era un imprenditore che si era fatto da s\u00e9: dal nulla e con tanto coraggio si era adoperato con grande ostinazione nel trovare denaro e soci per mettere in piedi un opificio per la lavorazione di tessuti di lana. Assieme ad altri ventotto associati, f<b>ond\u00f2 nel 1853<\/b> il \u201c<strong>Lanificio Filippo Manservisi e Compagni\u201d,<\/strong> una societ\u00e0 in accomandita di filati e tessuti, di lana e mezza lana. Inizi\u00f2 l\u2019attivit\u00e0 nei primi mesi del 1854. insediandola in <strong>due edifici, ubicati rispettivamente in via Capo di Lucca e in via Berlina (oggi via del Pallone). I due stabili erano divisi dal corso del Canale delle Moline,<\/strong> ma furono uniti tra loro da ponti che permettevano al personale di avere un rapido collegamento tra un reparto e l\u2019altro. Nello stabilimento furono attivati macchinari all\u2019avanguardia, importati dalla Francia, dalla Germania e dal Belgio; l\u2019opificio fu dotato di duemilatrecento fusi, mossi da due motori idraulici con ruote a pale inclinate, e spinti da due motori a vapore (uno dei quali costruito dalla Societ\u00e0 Anonima Officina Meccanica e Fonderia di Bologna con sede a Castel Maggiore, di cui Manservisi era socio) aventi ambedue una potenza di 30 cavalli. Sfruttando l\u2019acqua del canale, la fabbrica divent\u00f2 in breve tempo una tra le prime industrie dello Stato Pontificio e successivamente del Regno d\u2019Italia.<\/p>\n<p>Oltre alla produzione dei capi di lana, <b>fu aperto anche un negozio per la vendita dei tessuti, sito in via Cavaliera (oggi via Guglielmo Oberdan) al civico 1164<\/b>. Il lanificio crebbe notevolmente, fino ad occupare un numero elevato di lavoratori; nella fase di maggior successo si contarono tra i <b>500 e i 600 operai e la met\u00e0 del personale era costituito da donne<\/b>, molte delle quali lavoravano a domicilio. Per far fronte alle richieste della sua pregiata merce, la \u201cFilippo Manservisi e C.\u201d ingaggi\u00f2 alcuni tecnici belgi esperti del settore, come il capo filatore Giovanni Sauvage e il capo raffinatore Giovanni Longle, che con la loro esperienza migliorarono notevolmente la linea produttiva.<\/p>\n<p>Dal 24 al 28 ottobre <b>1856 si tenne a Bologna, nella sede dell\u2019Universit\u00e0, l\u2019Esposizione dei prodotti Agricola Manifatturiera e Industriale;<\/b> era divisa in quattro sezioni: industria agricola, industria manifatturiera, industria di macchine e strumenti, infine industria sussidiaria alle arti e alle scienze. Nella sezione manifatturiera esposero diverse fabbriche tessili tra cui la \u201cFilippo Manservisi e C.\u201d, che riscosse tanti apprezzamenti per i tessuti lavorati. La fama di questa fabbrica divent\u00f2 talmente grande che <b>nel 1857 papa Pio IX, durante la visita alle Quattro Legazioni della Romagna, una volta giunto a Bologna volle recarsi a visitare lo stabilimento <\/b>per rendersi conto personalmente di quanto si diceva su quella solida fabbrica, fiore all\u2019occhiello dello Stato.<\/p>\n<p>Il 1\u00b0 agosto il Santo Padre varc\u00f2 la soglia del lanificio; qui, sulle principali porte della fabbrica, furono successivamente affissi dei cartelli, le cui prime parole erano: \u201cIl d\u00ec primo di agosto MDCCCLVII, esultarono queste pareti della presenza del Pontefice ottimo munificentissimo Pio IX che benedicendo lavori e lavoratori lasci\u00f2 alle industrie bolognesi augurio infallibile di fortunati incrementi \u2026\u201d.<\/p>\n<p>Nel 1861 diverse industrie italiane parteciparono a Firenze alla prima \u201cEsposizione italiana\u201d dove il lanificio bolognese fu ammessa nel settore \u201cLanificio, Classe XIV\u201d <b>ottenendo una medaglia per i bellissimi filati di lana che aveva esposto<\/b>. La descrizione della merce fatta dai giurati nella relazione in cui elencavano le ditte partecipanti fu la seguente:<\/p>\n<p><em>\u201cManservigi Filippo e Compagni di Bologna, esponendo una collezione di tessuti, in gran parte fabbricati con lana romana; figuravano specialmente gli articoli di novit\u00e0 per inverno ed estate, nonch\u00e9 i cassinet di lana e cotone, e questi ultimi ben lavorati e vantaggiosi per il basso prezzo. Nei tessuti operati si rinvenne precisione di lavoro e molta solidit\u00e0 per l\u2019abbondanza della materia prima\u201d.<\/em><\/p>\n<p>In quell\u2019occasione furono premiati con una medaglia ciascuno anche tre operai del lanificio bolognese: Gadano Valla (tessitore), Tommaso Coletti (filatore) e Serafino Cantelli (tintore).<\/p>\n<p><b><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-5269 alignleft\" src=\"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Canale-scoperto-in-Bologna-300x225.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Canale-scoperto-in-Bologna-300x225.jpeg 300w, https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Canale-scoperto-in-Bologna-1024x768.jpeg 1024w, https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Canale-scoperto-in-Bologna-768x576.jpeg 768w, https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Canale-scoperto-in-Bologna.jpeg 1230w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Tutto fil\u00f2 per il verso giusto fino a quando il torrente Aposa fu immesso nel Canale delle Moline. Alla fine del 1861, il \u201cnuovo\u201d corso d&#8217;acqua, scorrendo tra i due stabili del lanificio come ho accennato in precedenza, caus\u00f2 con la sua piena notevoli danni<\/b>. L\u2019allagamento della fabbrica si ripet\u00e9 pure nel 1862; ne segu\u00ec un altro nel <strong>1864 e quest\u2019ultimo purtroppo fece sospendere per sempre le lavorazioni dei tessut<\/strong>i.<\/p>\n<p>A questo punto Filippo Manservisi apr\u00ec un contenzioso con il Comune di Bologna, chiedendo di essere risarcito per i danni subiti a causa di quell\u2019immissione che riteneva sbagliata; sosteneva che quella fosse la ragione dei <b>numerosi allagamenti<\/b>, che effettivamente si erano verificati cos\u00ec di frequente dopo l\u2019avvenuta inalveazione. Nel 1867 la fabbrica fu colpita dalla pi\u00f9 grande inondazione subita fino ad allora; per\u00f2 tutto si risolse in poco tempo e gli edifici furono rimessi in sesto, pronti ad ospitare lo svolgimento dell\u2019<b>Esposizione agraria e industriale della provincia di Bologna<\/b>, che apr\u00ec i battenti il 3 ottobre <b>1869<\/b>.<\/p>\n<p>Filippo Manservisi, nel frattempo, era stato insignito del titolo di cavaliere e partecip\u00f2 all\u2019Esposizione presentando <b>due sue invenzioni<\/b>: la prima, inserita nella \u201cclasse 4a\u201d, fu \u201c<b>una macchina a cilindri da scavezzare e maciullare la canapa, con motore a vapore ed anche con maneggio a ventaglio orizzontale\u201d<\/b>; la seconda creazione, presentata nella \u201cclasse 5a, fu <b>\u201cuna macchina per la follatura dei tessuti di lana, di sistema belgico modificato\u201d<\/b>. Oltre a ricevere una medaglia a titolo di benemerenza per aver concesso i locali dove si teneva la manifestazione cittadina , fu premiato con una medaglia d\u2019argento per la sua macchina presentata nella quarta classe; la motivazione fu la seguente: \u201cLa sua scavezzatrice da canapa (mossa a vapore) non lascia nulla a desiderare, perch\u00e9 non si pu\u00f2 compiere il lavoro di scavezzatura con maggior sollecitudine e perfezione\u201d.<\/p>\n<p>Il 15 marzo 1<b>873,<\/b> negli stessi locali dello stabilimento dell\u2019ex lanificio, si tenne clandestinamente il secondo <b>\u201cCongresso dell\u2019Internazionale anarchica\u201d<\/b>, che in un primo momento doveva effettuarsi a Mirandola ma poi venne spostato a Bologna a seguito dell&#8217;arresto di alcuni organizzatori. Il giorno seguente, durante una pausa dei lavori, alcuni delegati furono arrestati in un caff\u00e8 cittadino e portati nel \u201ccelebre\u201d carcere del Torrone, con l\u2019accusa di \u201ccospirazione\u201d. Tra gli arrestati, i pi\u00f9 noti erano certamente Carlo Cafiero, Errico Malatesta e Andrea Costa; rimasero in prigione per ben due mesi.<\/p>\n<p><strong>Gli edifici si allagarono di nuovo nel 1875<\/strong>; invece i<b> danni maggiori furono quelli causati dal fuoco, che distrusse quasi completamente i fabbricati nella notte di S. Giovanni, il 24 giugno 1922.<\/b><\/p>\n<p>Per la cronaca, il contenzioso tra Filippo Manservisi e il Comune di Bologna iniziata nel 1864, si concluse con una transazione nel 1879 e la <b>parola fine si ebbe nel 1880,<\/b> sei anni prima della <strong>scomparsa del cavaliere, avvenuta a Bologna il 25 settembre 1886.<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-12777 alignleft\" src=\"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Busto-di-Filippo-Manservisi-245x300.jpg\" alt=\"\" width=\"209\" height=\"256\" srcset=\"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Busto-di-Filippo-Manservisi-245x300.jpg 245w, https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Busto-di-Filippo-Manservisi-835x1024.jpg 835w, https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Busto-di-Filippo-Manservisi-768x942.jpg 768w, https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Busto-di-Filippo-Manservisi.jpg 925w\" sizes=\"(max-width: 209px) 100vw, 209px\" \/><\/p>\n<p>La moglie Clotilde Fanelli e la nipote Carolina Silvagni fecero incidere sulla lapide, ancora affissa al cimitero della Certosa, la seguente frase: <em>\u201cInsigne nell\u2019arte del tessere e della meccanica esercitata per ben 20 anni, nell\u2019opificio che da lui ebbe nome e che sorto a vanto e decoro di Bologna, per dure ed avverse vicende venne distrutto<\/em>\u201d. Alla base della tomba fecero scolpire una \u201cveduta\u201d dell\u2019opificio.<br>Ricordo pure che Filippo Manservisi, oltre ad essere stato un <b>eccellente imprenditore, fu anche Consigliere comunale nel 1859 e nel 1860<\/b> e in quell\u2019anno, insieme ad altri celebri personaggi cittadini, <b>fu tra i promotori della neonata Societ\u00e0 Operaia di Bologna<\/b>.<br>Attualmente la vecchia fabbrica, dopo una notevole ristrutturazione dei due edifici ed una riqualificazione dell\u2019intera area, funge da <b>sede bolognese della Telecom Italia S.p.A.<\/b><\/p>\n<p><b>Dino Chiarini<\/b><\/p>\n<p><b>FOTO<\/b><\/p>\n<p>1 \u2013 Il negozio di tessuti di A. Manservisi in stampa pubblicitaria da catalogo del 1900 .<br>Foto dal sito <a href=\"https:\/\/www.storiaememoriadibologna.it\/manservisi-opificio-tessuti-234-organizzazione\">https:\/\/www.storiaememoriadibologna.it\/manservisi-opificio-tessuti-234-organizzazione.<\/a><\/p>\n<p><strong>NB<\/strong> per l&#8217;esattezza, stampa e catalogo pubblicati sulla scheda dedicata a Filippo Manservisi-opificio tessuti, si riferiscono al negozio di <strong>Alessandro Manservisi, un sarto anch&#8217;esso nato a Malalbergo&nbsp; nel 1851 (figlio di Giocondo)<\/strong> trasferitosi a Bologna,&nbsp; dove ebbe grande successo col suo negozio di sartoria, aperto nel 1875 in via Ugo Bassi; \u00e8 ricordato in particolare per aver fatto costruire un noto<strong> castello a Castelluccio di Porretta terme<\/strong>.&nbsp; Non \u00e8 chiaro , allo stato attuale delle ricerche , se fra i due Manservisi da Malalbergo ci fossero legami di parentela.<br>Sulla sua&nbsp; vicenda vedi su questo sito, nella sezione Beni artistici, l&#8217;articolo:<br>https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/2000\/01\/01\/da-malalbergo-a-castelluccio-alessandro-manservisi-o-manservigi-ricerca-di-dino-chiarini\/<\/p>\n<p>2 \u2013 Il canale delle Moline nel tratto scoperto tra le case di Bologna, in foto recente.<\/p>\n<p>3 &#8211; Il busto di Filippo Manservisi sulla sua tomba in Certosa a Bologna<\/p>\n<p><strong>4- Atto di battesimo di Filippo Manservisi (col nome Francesco) nella parrocchia di Malalbergo<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-12778 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Battesimo-di-Francesco-Manservisi-alias-Filippo-300x111.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"111\" srcset=\"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Battesimo-di-Francesco-Manservisi-alias-Filippo-300x111.jpg 300w, https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Battesimo-di-Francesco-Manservisi-alias-Filippo.jpg 549w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il \u201cLanificio Filippo Manservisi e C.\u201dLa grande fabbrica bolognese di tessuti in lana che faceva funzionare le macchine mediante l\u2019acqua del Canale delle MolineTesto di Dino ChiariniFilippo Manservisi (nato a Malalbergo il 28 gennaio 1806 col nome di Francesco Manservigi) era un imprenditore che si era fatto da s\u00e9: dal nulla e con tanto coraggio [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"footnotes":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false},"categories":[21,26,61],"tags":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/paRbRW-3k3","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12775"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12775"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12775\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12791,"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12775\/revisions\/12791"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12775"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12775"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12775"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}