{"id":12747,"date":"2023-11-18T18:42:57","date_gmt":"2023-11-18T17:42:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/?p=12747"},"modified":"2023-11-18T21:54:23","modified_gmt":"2023-11-18T20:54:23","slug":"il-terremoto-di-ferrara-del-1570-e-la-nascita-delledilizia-antisismica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/2023\/11\/18\/il-terremoto-di-ferrara-del-1570-e-la-nascita-delledilizia-antisismica\/","title":{"rendered":"Il terremoto di Ferrara del 1570 e la nascita dell&#8217;edilizia antisismica"},"content":{"rendered":"\n<p><b><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-12748 alignleft\" src=\"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/terremoto_ferrara-300x176.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"176\" srcset=\"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/terremoto_ferrara-300x176.jpg 300w, https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/terremoto_ferrara-1024x600.jpg 1024w, https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/terremoto_ferrara-768x450.jpg 768w, https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/terremoto_ferrara-1536x900.jpg 1536w, https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/terremoto_ferrara.jpg 1675w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Ricerca storica e osservazioni di Stefano Fortini<br><\/b>&#8211; <em>\u00abTrem\u00f2 la terra e a quell&#8217;orrore estremo \/ di triplicate scosse in un sol giorno \/ che il mondo in s\u00e9 fesse ritorno \/ s\u00ec dentro a me temei ch\u2019anco ne tremo.<\/em>..\u00bb<br>[Giovan Battista Pigna, Il ben divino, Sonetto IV, inedito a cura di Neuro Bonifazi, Bologna, Commissione per i testi di lingua, 1965]-<br><strong>La sera del 16 novembre del 1570 una scossa sismica colp\u00ec la citt\u00e0 di Ferrara. Non fu particolarmente violenta ma fu la prima di un lungo sciame sismico (costituito da circa duemila scosse) che dur\u00f2 fino alla fine del 1574 e che caus\u00f2 enormi danni alla citt\u00e0. <\/strong>La scossa pi\u00f9 violenta fu quella del 17 novembre del 1570: circa il 40% degli edifici cittadini fu gravemente danneggiato, ci furono decine se non centinaia di vittime e la dinastia degli Este, che all\u2019epoca governava la citt\u00e0, non si sarebbe pi\u00f9 ripresa dal disastro.<br>Grazie alla collaborazione tra sismologi e storici specializzati, i terremoti del passato vengono studiati al fine di localizzarne gli epicentri, stimarne l\u2019intensit\u00e0 e dedurre alcune caratteristiche della sorgente. Lo scopo principale \u00e8 quello di stimare la pericolosit\u00e0 sismica delle varie regioni e aree, delineando i possibili scenari sismici futuri.<br>Per quanto riguarda il terremoto del 1570 si stima una <strong>magnitudo compresa tra 5,4 e 5,8<\/strong>, non molto diversa da quella del terremoto che colp\u00ec l\u2019Emilia il 20 maggio del 2012, ovvero 6,1 (fonte: Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani). Proprio il terremoto del 2012 ha riacceso il dibattito sulla sismicit\u00e0 della Pianura Padana e sui rischi connessi, spesso a torto trascurati.<\/p>\n<p>L\u2019indagine sui terremoti storici, combinata con le conoscenze scientifiche attuali, ha permesso a <strong>due sismologi dell\u2019Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale di Trieste, Livio Sirovich e Franco Pettenati, di individuare la causa del terremoto ferrarese nello scorrimento tettonico del margine sepolto dell\u2019Appennino,<\/strong> situato al di sotto delle coperture alluvionali padane, e di collocare l\u2019ipocentro ad una profondit\u00e0 di circa 10 km.<br>Quello del 1570 \u00e8 uno dei terremoti pi\u00f9 antichi a livello mondiale del quale \u00e8 stato possibile risalire alla geometria della faglia e al meccanismo di scorrimento grazie all\u2019elaborazione informatica dei dati ottenuti dalle testimonianze dell\u2019epoca.<br>Ma cosa accadde esattamente a Ferrara tra il 16 e il 17 novembre del 1570?<br>Gli eventi sono stati descritti in numerosi libri, annali, lettere e diari. Nel \u201c<em>Trattato del Terremoto<\/em>\u201d dello storico e accademico Stefano Breventano (1502-1577) troviamo il seguente resoconto:<\/p>\n<p><em>\u00abAlli 16 di Novembre in un gioved\u00ec la notte seguente fra le nove e le diece hore cominci\u00f2 un<\/em><br><em>grandissimo terremoto in Ferrara, il qual dur\u00f2 tutto l\u2019anno seguente, e fattosi ancora sentire<\/em><br><em>alcune volte nell\u2019anno dapoi del 1572\u00b0 [\u2026]. Questo cominci\u00f2 nel tempo che habbiamo detto, prima con un picciolo movimento e con intervallo di qualche poco di tempo, il qual fece rovinare molti camini. [\u2026] Quando ecco che alle tre hore si cominci\u00f2 a sentire (senza che spirasse vento da veruna parte) un sibillo nell\u2019aere con tanto strepito venendo da di sotto terra; e salendo in alto, che faceva levare le persone in aria come se volesse volare, se solamente erano alzati, ma ricadendo erano balzati in su come propriamente un pallone da vento. Stando tutti in agonia, e raccomandandosi a Dio, e pensando di certo che quello fusse l\u2019ultimo lor fine, si metteva tutti in fuga; non sapendo pero dove andare, e molti credendo di fuggir la morte correvano in quella. [\u2026]<\/em><br><em>Ecco poi (o tremendo caso, e pieno di compassione) si sent\u00ec per tutta la citt\u00e0 un strepito, un crollare, una rovina, un fraccassi di mura, aprendosi in assai luoghi la terra, e balzando in alto i fondamenti delle case, palagi e chiese, gittando ogni cosa a terra, onde ciascuno credeva che fusse il giorno dell\u2019ultimo e final giudicio.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Proprio lo studio dei documenti storici ha reso possibili alcune importanti scoperte relative al terremoto del 1570. In un manoscritto dell\u2019epoca,<em> \u201cMemoria de\u2019 gran Terremoti, e Ruine causate da essi nella cit\u00e0 di Ferrara l&#8217;anno 1570\u201d,<\/em> rinvenuto alcuni anni fa negli archivi della biblioteca comunale di Ferrara da Emanuela Guidoboni, si trova un resoconto che avvalora la tesi secondo la quale il terremoto \u00e8 la causa dello spostamento del corso del Po.<\/p>\n<p>L\u2019individuazione della sorgente sismica da parte di Sirovich e Pettenati nella cosiddetta \u201c<em>faglia esterna di Ferrara\u201d<\/em> ha permesso di spiegare lo spostamento verso Nord di una ramo del corso del Po, come conseguenza del movimento della faglia e del sollevamento della superficie topografica.&nbsp; <strong><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-12749 alignleft\" src=\"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Giovanni_Battista_Tinti_San_Francesco_Solano_indica_un_terremoto_accanto_ai_santi_Giovanni_Evang-172x300.jpg\" alt=\"\" width=\"172\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Giovanni_Battista_Tinti_San_Francesco_Solano_indica_un_terremoto_accanto_ai_santi_Giovanni_Evang-172x300.jpg 172w, https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Giovanni_Battista_Tinti_San_Francesco_Solano_indica_un_terremoto_accanto_ai_santi_Giovanni_Evang.jpg 587w\" sizes=\"(max-width: 172px) 100vw, 172px\" \/>Il terremoto allontan\u00f2 quindi il corso del fiume dalla citt\u00e0, fino ad allora attraversata dal ramo oggi noto come Po morto di Primaro, privandola del suo ruolo portuale e lasciando all\u2019asciutto non solo l\u2019alveo del fiume ma anche il commercio fluviale di cui il Po era l\u2019asse portante.<\/strong><\/p>\n<p>Oltre agli ingenti danni materiali il terremoto indusse nei ferraresi un generale senso di disorientamento e di sfiducia nell\u2019opera umana. La popolazione si trov\u00f2 infatti costretta a cercare rifugio in ricoveri di fortuna, nei quali si trovarono a coabitare persone di ogni ceto sociale. Persino i sovrani si videro costretti a trasferire la corte in tende di fortuna: l\u2019immagine di questa corte \u201c<em>cingana\u201d<\/em> (ovvero <em>\u201czingara<\/em>\u201d, come si scrisse nelle corrispondenze diplomatiche) colp\u00ec profondamente i contemporanei.<\/p>\n<p>Tutto questo avveniva peraltro in un momento molto delicato per gli equilibri politici della citt\u00e0: se il duca Alfonso II d\u2019Este fosse rimasto senza eredi (e le voci sulla sua sterilit\u00e0 circolavano in modo sempre pi\u00f9 insistente), alla sua morte, il Ducato di Ferrara sarebbe stato devoluto allo Stato Pontificio.<br>Il terremoto poteva quindi fornire un\u2019occasione a papa Pio V per intaccare il consenso di cui godeva la dinastia regnante presso i sudditi e mettere le mani sul ducato. Per questa ragione Alfonso II fece di tutto per minimizzare agli occhi del mondo i danni causati dal terremoto e per costruire un\u2019immagine di s\u00e9 quale ottimo cattolico, dalla partecipazione ad ogni processione religiosa, alle elemosine ai poveri e alla fondazione di nuovi conventi.<\/p>\n<p>Il terremoto fu infatti interpretato da molti come un segno del disfavore divino, una sorta di punizione abbattutasi sulla citt\u00e0 e sui suoi sovrani. La pianura, inoltre, era ritenuta un luogo esente da questo pericolo da tutte le teorie accettate all\u2019epoca e molte persone si convinsero che quel disastro inatteso avesse del prodigioso. Non \u00e8 un caso che il cielo ferrarese nel disegno del commissario ducale H. J. Helden sia solcato da un drago sputafuoco.<br>Mentre Alfonso sosteneva la causa naturale del terremoto, il papa riteneva il sisma e la migrazione del fiume verso Nord fossero la giusta punizione di Dio contro gli Estensi, colpevoli di aver dato rifugio agli Ebrei in fuga dalla Spagna.<\/p>\n<p>Ma non tutti i mali vengono per nuocere!<strong> Fu proprio in questo contesto che Alfonso invit\u00f2 a Ferrara numerosi studiosi (filosofi naturali, medici, esperti vari) affinch\u00e9 indagassero le cause del terremoto, fondando di fatto il primo osservatorio sismologico al mondo.<\/strong><br>Nel corso del 1571 vennero prodotti almeno sei trattati sul terremoto di Ferrara, alcuni dei quali rimasero per secoli dei punti di riferimento per la sismologia. Uno in particolare emerge per la sua ampiezza e originalit\u00e0: si tratta del <strong>\u201cTrattato de\u2019 diversi terremoti\u201d di Pirro Ligorio,<\/strong> architetto e pittore originario di Napoli, successore di Michelangelo come responsabile per la realizzazione della basilica di San Pietro in Vaticano e gi\u00e0 dal 1568 alle dipendenze di Alfonso II quale archeologo e antiquario di corte.<\/p>\n<p>Nonostante Ligorio fosse un fervente cattolico, nel suo libro sosteneva che i terremoti fossero fenomeni naturali e sottolineava il fatto che erano sempre accaduti nel corso della storia. Lo studioso riteneva inoltre che la causa principale degli ingenti danni al patrimonio edilizio della citt\u00e0 fosse da ricercare nella pessima qualit\u00e0 degli edifici ferraresi, realizzati con materiali scadenti e con tecniche grossolane.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-12750 alignleft\" src=\"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Pirro_Ligorio_Progetto_di_casa_antisismica-300x99.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"99\" srcset=\"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Pirro_Ligorio_Progetto_di_casa_antisismica-300x99.jpg 300w, https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Pirro_Ligorio_Progetto_di_casa_antisismica.jpg 744w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Nell\u2019ultima parte del testo, intitolata <em>\u201cRimedi contra terremoti per la sicurezza degli edifici<\/em>\u201d, viene infine presentato il <strong>primo progetto di casa antisismica della storia occidentale.<\/strong> Analizzando le conseguenze del terremoto, Ligorio elabor\u00f2 un metodo per costruire abitazioni resistenti ai terremoti. Il progetto \u00e8 quello di una casa da costruirsi con mattoni e pietra, sviluppata su un piano perfettamente regolare e dotata pilastri di rinforzo agli angoli delle stanze.&nbsp; <br>Avendo osservato acutamente i danni subiti dagli edifici ferraresi, Ligorio proponeva anche di rinforzare tutti quei punti che aveva visto cedere: oltre agli angoli, le aperture delle porte e delle finestre e i solai. Alla base del progetto dell\u2019architetto napoletano c\u2019era l\u2019idea, estremamente innovativa, che<strong> l\u2019uomo pu\u00f2 difendersi dai terremoti e che, anzi, trovare rimedi e realizzare costruzioni in grado di resistere alle scosse \u201c\u00e8 un dovere dell\u2019intelletto umano\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>All\u2019epoca prevaleva per\u00f2 l\u2019idea che il sisma fosse una fatalit\u00e0 della provvidenza e che non potesse essere in alcun modo contrastato. La casa antisismica di Ligorio infatti <strong>non venne costruita<\/strong> e, come aveva profetizzato lo stesso architetto, \u201cforsi un giorno potr\u00e0 giovare a un altro secolo\u201d.<br>Gli innovativi studi ligoriani anticiparono cos\u00ec di quasi due secoli la <em>\u201cgaiola pombalina\u201d<\/em> (ovvero \u201c<em>gabbia del distretto di Baixa pombalina\u201d), la casa antisismica progettata da Manuel da Maia dopo il terremoto di Lisbona del 1755.<\/em><br>Oggi sappiamo che se tutti gli edifici avessero un livello di sicurezza adeguato, il terremoto non sarebbe pi\u00f9 l\u2019evento catastrofico al quale siamo abituati a pensare.<br>Come gi\u00e0 Pirro Ligorio aveva intuito 450 anni fa, anche lo studio dei terremoti storici pu\u00f2 aiutarci notevolmente nella valutazione del rischio sismico dei territori e dunque ad adottare degli accorgimenti in grado di contrastare gli effetti delle scosse, riducendo i danni agli edifici e le perdite umane.<\/p>\n<p><b>Stefano Fortini<\/b><\/p>\n<p><b>Immagini<\/b>:<br>1 &#8211; H. J. Helden, Ferrara distrutta dal terremoto del 1570, immagine conservata presso la Biblioteca Universitaria di Zurigo (fonte: <a href=\"https:\/\/rivista.fondazioneestense.it\/\">https:\/\/rivista.fondazioneestense.it\/<\/a>)<\/p>\n<p>2 \u2013 Giovanni Battista Tinti, San Francesco Solano indica un terremoto accanto ai santi Giovanni Evangelista<\/p>\n<p>3 \u2013 Pirro Ligorio, Progetto di casa antisismica<\/p>\n<p><b>Bibliografia:<\/b><\/p>\n<p>&#8211; Emanuela Guidoboni, Marco Folin, La sequenza sismica del 1570-1574: un evento importante per la storia della citt\u00e0, Ferrara \u2013 Voci di una citt\u00e0, 2010;<\/p>\n<p>&#8211; Franco Pettenati, Livio Sirovich, Source inversion of the 1570 Ferrara earthquake and definitive diversion of the Po River (Italy), Journal of Geophysical Research, 2015;<\/p>\n<p>&#8211; Raffaele Araneo, Dal terremoto del 1570 alla rappresentazione dell\u2019Aminta, rielaborazione scritta della conferenza del 25 settembre 2013;<\/p>\n<p>&#8211; Giampiero Pietrucci, Paolo Balocchi, Sismicit\u00e0 storica della Pianura Padana ed il terremoto del &#8211; 1570.<\/p>\n<p>#terremotodiferrara #terremotodiferraradel1570 #ferrara #terremoto #storiadiferrara #sismologia #geofisica #pirroligorio #antisismica #storia #seismology #accaddeoggi<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/search\/top?q=stefano%20fortini\">https:\/\/www.facebook.com\/search\/top?q=stefano%20fortini<\/a><\/p>\n<p><b>**Altri articoli sui terremoti nell&#8217;area di Bologna e Ferrara in questo sito<\/b><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/2000\/01\/01\/terremoti-a-cento-dal-1280-ad-oggi-ricerca-di-giuseppe-sitta\/\">https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/2000\/01\/01\/terremoti-a-cento-dal-1280-ad-oggi-ricerca-di-giuseppe-sitta\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-admin\/post.php?post=7146&amp;action=edit\">https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-admin\/post.php?post=7146&amp;action=edit<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ricerca storica e osservazioni di Stefano Fortini&#8211; \u00abTrem\u00f2 la terra e a quell&#8217;orrore estremo \/ di triplicate scosse in un sol giorno \/ che il mondo in s\u00e9 fesse ritorno \/ s\u00ec dentro a me temei ch\u2019anco ne tremo&#8230;\u00bb[Giovan Battista Pigna, Il ben divino, Sonetto IV, inedito a cura di Neuro Bonifazi, Bologna, Commissione per [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"footnotes":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false},"categories":[90,57,1],"tags":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/paRbRW-3jB","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12747"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12747"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12747\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12753,"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12747\/revisions\/12753"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12747"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12747"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12747"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}