{"id":12091,"date":"2022-10-06T17:11:30","date_gmt":"2022-10-06T15:11:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/?p=12091"},"modified":"2022-10-06T17:11:31","modified_gmt":"2022-10-06T15:11:31","slug":"storia-dellospedale-di-bentivoglio-nel-lungo-novecento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/2022\/10\/06\/storia-dellospedale-di-bentivoglio-nel-lungo-novecento\/","title":{"rendered":"Storia dell&#8217;Ospedale di Bentivoglio nel lungo Novecento"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"western\" align=\"left\"><b><span style=\"color: #0000ff;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-12092 alignleft\" src=\"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Ospedale-Bentivoglio-Facciata-e-ingresso-osp.-orizzontale-300x215.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"215\" srcset=\"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Ospedale-Bentivoglio-Facciata-e-ingresso-osp.-orizzontale-300x215.jpg 300w, https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Ospedale-Bentivoglio-Facciata-e-ingresso-osp.-orizzontale.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Storia dell\u2019Ospedale di Bentivoglio: da privato, a consorziale, a pubblico, al servizio della sanit\u00e0 bolognese.<\/span><br><\/b>Nel contesto delle celebrazioni per il centenario della morte di Carlo Alberto Pizzardi \u00e8 interessante ricordare la storia, per tanti aspetti singolare, di questo presidio di cura che da oltre un secolo \u00e8 punto di riferimento importante per la sanit\u00e0 della pianura bolognese.<br><b>Si deve infatti al<\/b> <b>ricco possidente e imprenditore filantropo Carlo Alberto Pizzardi la costruzione di questo ospedale nel 1906,<\/b> utilizzando una parte dei suoi proventi derivati dalle vaste risaie presenti sulle terre di sua propriet\u00e0 nel territorio di Bentivoglio, S. Pietro in Casale e Castel Maggiore, appositamente bonificate e coltivate, e dal grande antico mulino (su derivazione del Navile, risalente al 1300), anche questo ampliato e modernizzato per aumentarne la produzione.<br>Carlo Alberto, a differenza dei fratelli, dimostr\u00f2 una notevole capacit\u00e0 imprenditoriale per aumentare la redditivit\u00e0 dei vasti beni fondiari ereditati dal padre Luigi (a sua volta discendente da prozii che li acquistarono nel 1817 da eredi Bentivoglio); parallelamente, si impegn\u00f2 anche per valorizzare e arricchire con nuove strutture il piccolo e povero borgo anticamente detto di \u201c<b>Ponte Poledrano\u201d.<br><\/b><b>Borgo <\/b>cresciuto<b> a ridosso dell\u2019antico Castello costruito nel 1480 da Giovanni II Bentivoglio e da cui era derivata quindi la denominazione della localit\u00e0 per voce popolare; localit\u00e0 compresa per secoli nell\u2019ambito comunale di S. Maria in Duno e che divenne ufficialmente istituzionalizzata come \u201cComune di Bentivoglio\u201d nel 1886.<\/b><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">Carlo Alberto volle restaurare e ridare vita e prestigio all\u2019antico Castello, allora degradato e mal ridotto, affidandone i lavori ad <b>Alfonso Rubbiani,<\/b> l\u2019architetto bolognese pi\u00f9 famoso del tempo (e dallo stile controverso). Istitu\u00ec un scuola per favorire l\u2019educazione dei ragazzi e un asilo infantile affidato ad una suora, Maria Teresa Veronesi; fece costruire nelle vicinanze come propria abitazione un palazzo signorile che verr\u00e0 poi detto \u201c<b>Palazzo rosso\u201d<\/b> dal colore dei suoi mattoni. Infine fece erigere un ampio edificio a circa 700 metri di distanza, destinandolo alla cura e assistenza dei numerosi dipendenti interni alla sua vasta tenuta, assumendo medici e suore da lui stipendiati (1).<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\"><b><span style=\"color: #0000ff;\">L\u2019ospedale era a carattere del tutto privato<\/span> <\/b>e senza alcuna ingerenza da parte delle autorit\u00e0 locali, e funzion\u00f2 per alcuni fino a che non sorsero alcuni contrasti che indussero il marchese a chiuderlo e a cessare il servizio di cura. I cambiamenti economici e le tensioni sociali di inizio \u2018900 avevano compromesso il suo rapporto con questa comunit\u00e0. Erano esplose anche qui le manifestazioni legate alle rivendicazioni promosse dalle prime leghe sindacali. Nelle campagne bolognesi si era diffuso un forte malcontento tra i lavoratori, braccianti, contadini, mezzadri, contro ogni padrone, fosse anche capace e illuminato come il Pizzardi, ma pur sempre visto agire con l\u2019ottica del profitto; e, nonostante tutto il bene che il marchese aveva fatto a questo territorio si cre\u00f2 una ostilit\u00e0 e un risentimento tale da spingerlo ad allontanarsi da Bentivoglio, affidando l&#8217;amministrazione delle terre, dal 1911 al 1918, all\u2019agronomo svizzero Armando De&#8217; Rham.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\"><b>L\u2019ospedale fu riaperto<\/b> qualche anno dopo, con il consenso del marchese che lo affid\u00f2 in gestione alla Croce Rossa, <b>in occasione della guerra 1915-18,<\/b> per ospitare e curare i feriti di guerra, mentre l\u2019antico castello venne adibito a convalescenziario. Il ritrovamento recente di varie foto d\u2019epoca mostra l\u2019intensa attivit\u00e0 di assistenza e cura che fu praticata in questo ospedale da medici, infermieri e crocerossine a beneficio di tanti soldati provenienti dal fronte.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">Chiusa la parentesi bellica e la conseguente epidemia di \u201cspagnola\u201d, ripresero anche i conflitti sociali e sindacali del \u201c<b>biennio rosso\u201d (tra 1919 e 1922),<\/b> a Bentivoglio come altrove, e si racconta di un episodio che divise di nuovo il marchese Pizzardi dalla comunit\u00e0 locale.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">Nel novembre del &#8217;19 sembra che il Pizzardi avesse gi\u00e0 pronto un testamento in cui destinava gran parte dei suoi averi ai mezzadri e ai fittavoli delle sue terre di Bentivoglio e dintorni. Ma alcuni attivisti delle Leghe fecero irruzione in casa Pizzardi con un fantoccio impiccato che lo rappresentava(2) .<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">Altri raccontano (anche se nessun documento lo attesta) che intorno al 1920 a Palazzo Zambeccari di Cinquanta si tenne una riunione con autorit\u00e0 locali e il marchese preannunci\u00f2 il testamento che aveva deciso di fare in loro favore: desiderava affidare le sue terre in Bentivoglio a chi le aveva sempre coltivate e gestite materialmente. Gli atti ufficiali sarebbero stati firmati al Castello di Bentivoglio alla presenza di due notai e del sindaco di Bentivoglio. Ma alla riunione, non invitati, si presentarono alcuni esponenti delle Leghe \u201crosse\u201d, che, tra minacce e guazzabugli, impedirono la prosecuzione dell&#8217;incontro ed il successivo appuntamento per gli atti formali (3).<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">Fu la seconda delusione dopo quella degli anni precedenti e la goccia che fece traboccare il vaso del suo risentimento nei confronti di questa comunit\u00e0 con la quale si era pur da poco tempo riappacificato. Carlo Alberto Pizzardi usc\u00ec dalla stanza , torn\u00f2 a Bologna e successivamente decise di fare registrare le sue nuove volont\u00e0 a vantaggio dell\u2019Amministrazione degli Ospedali di Bologna<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">Risultano rogiti del notaio Angeletti del 4 novembre 1919 e del 15 maggio 1920 e altri lasciti, in base ai quali Pizzardi si priv\u00f2 di tutto il suo patrimonio, una ricchezza che oggi \u00e8 incalcolabile.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">L&#8217;uomo pi\u00f9 ricco di Bologna mor\u00ec nel 1922, sepolto in un campo anonimo della Certosa, cos\u00ec come richiesto nel suo testamento: \u201c<b>Nessun distintivo e nemmeno il nome si ponga sulla mia tomba volendo, lo confermo, essere trattato come il pi\u00f9 povero fra i poveri\u201d<\/b>. Solo circa 10 anni dopo verr\u00e0 installata una grande lapide con monumento nell\u2019atrio dell\u2019Ospedale Bellaria, pur in assenza delle sue spoglie.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\"><span style=\"color: #0000ff;\"><b>L\u2019ospedale consorziale<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-12093 alignleft\" src=\"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Ospedale-bentivoglio-foto-piu-antica-in-B-e-N-300x224.jpg\" alt=\"\" width=\"232\" height=\"173\" srcset=\"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Ospedale-bentivoglio-foto-piu-antica-in-B-e-N-300x224.jpg 300w, https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Ospedale-bentivoglio-foto-piu-antica-in-B-e-N-768x572.jpg 768w, https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Ospedale-bentivoglio-foto-piu-antica-in-B-e-N.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 232px) 100vw, 232px\" \/>Intanto, nel 1922 , l\u2019Italia si era trovata governata dal regime fascista e nei difficili 2 anni precedenti l\u2019Ospedale di Bentivoglio era stato lasciato di nuovo in uno stato di abbandono, rifugio per animali selvatici di notte e luogo di gioco dei ragazzi di giorno. Era necessario quindi un lavoro di ripristino molto oneroso per riassegnargli la sua funzione; ma l\u2019Amministrazione Ospedali di Bologna, nuova proprietaria, non poteva assumersene la spesa, essendo impegnata a programmare e provvedere all\u2019opera di potenziamento e costruzione degli ospedali della citt\u00e0 (Maggiore e poi il Bellaria), voluta dallo stesso Pizzardi e ritenuti pi\u00f9 importanti.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">Il Comune di Bentivoglio, da solo, con gli scarsi mezzi di cui disponeva, non poteva farsene carico. Pertanto furono attivati contatti con i sindaci dei Comuni circostanti e, dopo lunghe trattative e non poche difficolt\u00e0, furono gettate le basi per la costituzione di un <b>Consorzio fra i Comuni di: Argelato, Baricella, Bentivoglio, Castel d\u2019Argile, Castel Maggiore, Malalbergo, Minerbio e S. Giorgio di Piano. Consorzio che venne riconosciuto come Ente morale con Decreto del Prefetto di Bologna il 25 luglio 1924.<\/b><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">Nel 1925 fu cos\u00ec possibile la riapertura dell\u2019Ospedale come servizio pubblico aperto a tutti per l\u2019assistenza dei malati di una vasta zona della pianura che ne aveva indubbiamente tanto bisogno. L\u2019edificio e le strutture accessorie fu ceduto in uso gratuito dall\u2019amministrazione Ospedali di Bologna al Consorzio, mentre le attrezzature furono in gran parte donate e in parte acquistate con fondi anticipati dai Comuni consorziati in proporzione alla popolazione e al rispettivo gettito della sovrimposta fondiaria. <\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\"><b>Nel luglio del 1925 l\u2019ospedale di Bentivoglio ricevette la visita del re Vittorio Emanuele III <\/b>nel corso di un suo viaggio attraverso l\u2019Italia con tappa a Bologna e provincia per visitare in particolare proprio le vaste propriet\u00e0 lasciate dal Pizzardi.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">A Bologna, grazie alla donazione di Carlo Alberto <span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">e alle sue disposizioni affinch\u00e8<\/span><\/span><\/span> l\u2019Ospedale Maggiore potesse dotarsi di un istituto scientificamente avanzato per lo studio e la cura di malattie acute e tubercolotiche, veniva inaugurato nel 1932, nella localit\u00e0 di Bellaria, l\u2019Ospedale Sanatorio per i malati di petto Carlo Alberto Pizzardi.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">A Bentivoglio i primi anni di gestione consorziale, molto favorevoli, c<strong>onsentirono l\u2019acquisto in propriet\u00e0 degli immobili,<\/strong> come risulta da rogito Ercolani del 24 novembre 1934, e la restituzione ai Comuni delle somme anticipate negli anni precedenti. Nel triennio 1935-37 l\u2019ospedale fu ampliato con l\u2019aggiunta di due ali, portando la capacit\u00e0 ricettiva da 80 a 200 posti letto, consentendo una pi\u00f9 ampia e razionale distribuzione dei servizi.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">Ma nuove scure nubi incombevano, e nel corso della Seconda guerra mondiale, 1940-45, l\u2019Ospedale di Bentivoglio, come tutto il bolognese, visse le restrizioni e il pericolo dei bombardamenti, e ,<b> dall\u2019ottobre 1944 , si trov\u00f2 anche con tutto un piano occupato dal Comando tedesco, che lo adib\u00ec al ricovero dei militari tedeschi feriti<\/b>. Fino al 22 aprile 1945 l\u2019Ospedale funzion\u00f2 quindi in condizione di estremo disagio e senza alcuna regolarit\u00e0 di approvvigionamento di medicinali e materiale sanitario.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">Al momento della Liberazione, nel 1945, il Consorzio era rimasto completamente privo di scorte, con i locali da riattare e riparare per i danni subiti dalla occupazione e dalle incursioni aeree, che tra l\u2019altro avevano provocato la rottura di tutti i vetri. I costi dei materiali aumentavano a ritmo vertiginoso e risparmi volatilizzati per il deprezzamento della lira. Con lo sforzo di tutto il personale e degli amministratori, pur senza mezzi e senza contrarre nuovi debiti, fu possibile ricondurre l\u2019Ospedale alla normalit\u00e0 e ad offrire un buon servizio, sempre pi\u00f9 rinnovato e con nuove attrezzature adeguate ai tempi.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\"><span style=\"color: #0000ff;\"><b>Dall\u2019Usl 25 di S. Giorgio di Piano all\u2019Ausl di Bologna<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\"><b>Le cronache dell\u2019ultima met\u00e0 del Novecento vedono questo ospedale inserito nei vari cambi di gestione e organizzazione territoriale,<\/b> stabiliti dapprima dalla legge del 1978 che istituiva il Servizio Sanitario Nazionale e ridefiniva le aggregazioni territoriali dei precedenti Consorzi Socio Sanitari, con l\u2019istituzione delle Unit\u00e0 Sanitarie Locali (Usl), che diventarono successivamente Aziende Sanitarie Locali (Ausl), dipendenti dalle Regioni per effetto di altra legge del 1992 e dei conseguenti successivi Piani Sanitari Regionali.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">L\u2019ospedale di Bentivoglio fu quindi dapprima assegnato alla gestione del <b>Consorzio Socio Sanitario di S. Giorgio di Piano<\/b> (negli anni \u201850\/\u201970), poi dell\u2019<b>USL n. 25 <\/b>(anni \u201880\/\u201990), ambito comprendente sempre gli stessi comuni del precedente Consorzio, sempre con sede a <b>S. Giorgio di Piano; <\/b>poi nella <b>Bologna- Nord<\/b>, per passare infine all\u2019ultima, pi\u00f9 <span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">ampia<\/span><\/span><\/span> e attuale aggregazione dell\u2019<b>Ausl di Bologna<\/b> (che comprende tutto il territorio provinciale, a parte l\u2019imolese), <b>Distretto di Pianura Est, <\/b>che gestisce tutte le strutture sanitarie e ospedaliere.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">Nel frattempo la pianificazione regionale dell\u2019Emilia Romagna aveva portato alla riduzione e alla chiusura di molti ospedali in provincia, con conseguenti situazioni di disagio e proteste dei cittadini dei Comuni privati di un servizio locale di cui usufruivano da decenni, quando non da secoli. Ma la politica sanitaria regionale era decisamente orientata verso la<b> concentrazione dei servizi ospedalieri in strutture pi\u00f9 grandi e in grado di fornire \u2013 si diceva \u2013 prestazioni specialistiche pi\u00f9 qualificate e dotate di attrezzature pi\u00f9 moderne e costose,<\/b> che i piccoli ospedali non sarebbero stati in grado di offrire. Nella zona di pianura a fare le spese di queste scelte furono<b> gli ospedali di S. Pietro in Casale e di Pieve di Cento<\/b>, che furono dapprima sempre pi\u00f9 ridotti nei servizi, fino alla loro chiusura nei primi anni\u201990.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">L<strong>\u2019ospedale di Bentivoglio fu invece considerato in posizione pi\u00f9 favorevole, e quindi mantenuto e potenziato con nuovi servizi e l\u2019ampliamento dell\u2019edificio, anche con l\u2019innalzamento di un terzo piano nella nuova ala alla fine degli anno\u201980.<\/strong><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">Nel contesto delle situazioni di disagio e malcontento che queste scelte di programmazione territoriale avevano determinato tra i cittadini di alcune localit\u00e0 pi\u00f9 distanti, si ricorda in particolare la vicenda del Comune di Castello d\u2019Argile, la cui popolazione, pur usufruendo da sempre di alcuni servizi dell\u2019ospedale di Bentivoglio, aveva espresso una forte preferenza per l\u2019utilizzo dei pi\u00f9 vicini ospedali di Pieve di Cento e Cento, tanto da chiedere alla Regione di poter far parte dell\u2019Usl 30 di Cento invece che della Usl 25 di S. Giorgio, per avere una pi\u00f9 sicura disponibilit\u00e0 e accessibilit\u00e0 delle relative strutture e servizi ospedalieri, di Pronto soccorso e Guardia Medica.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">Ma la presenza del confine provinciale tra Bologna e Ferrara, che divide Cento (Fe) dai comuni di Pieve e Argile, dopo petizioni e diatribe di anni, e un inserimento nell\u2019Usl 30 di Cento durato solo dal 1987 al 1994, ha infine definitivamente escluso questa possibilit\u00e0. Il Decreto Amato-De Lorenzo n. 502 del 30 dicembre 1992 imponeva infatti alle regioni una riduzione delle Unit\u00e0 sanitarie locali e quindi l\u2019accorpamento di quelle esistenti in Ausl uniche di ambito coincidente con la Provincia (in provincia di Bologna allora erano 10 ed era prevista una deroga all\u2019unicit\u00e0 per la sua vastit\u00e0).<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">Pertanto, pur restando una teorica possibilit\u00e0 di <span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">libera <\/span><\/span><\/span>scelta dell\u2019ospedale da parte dei pazienti di questi due comuni, l\u2019orientamento di pianificazione economica, l\u2019offerta dei servizi e le disposizioni burocratiche, portarono comunque a usufruire dell\u2019ospedale di Bentivoglio anche per chi abitava, e abita, pi\u00f9 lontano.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\"><b>Nel periodo della massima diffusione della pandemia causata dal virus Covid 19, l\u2019Ospedale di Bentivoglio \u00e8 stato temporaneamente adibito esclusivamente alla cura dei malati Covid, <\/b>tra il marzo e il maggio<b> 2021,<\/b> in supporto agli ospedali di Bologna citt\u00e0, con conseguente riduzione di altri servizi e chiusura della Maternit\u00e0 e Punto nascite.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">Ora tutti servizi sono stati ripristinati; ma anche in questo ospedale , come in tanti altri di Bologna e Italia, manifestazioni sindacali hanno espresso anche recentemente forte preoccupazione e disagio per l\u2019insufficiente disponibilit\u00e0 del personale necessario a coprire tutte le esigenze.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">Attualmente nell\u2019ospedale di Bentivoglio risultano attivi i reparti di:<b> <\/b>Chirurgia Generale, Geriatria, Ginecologia, Medicina Interna \u2013 Generale, Nefrologia, Oculistica, Oncologia, Pronto soccorso, Pronto soccorso pediatrico h24, Radiologia e Diagnostica per Immagini.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\"><b>M. Bar.<\/b><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\"><b>Fonti:<\/b><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\"><span style=\"color: #000080;\"><span lang=\"zxx\"><span style=\"color: #000000;\">(1) &#8220;<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000080;\"><span lang=\"zxx\"><span style=\"color: #000000;\"><b>L&#8217;Ospedale consorziale di Bentivoglio&#8221; 1953<\/b><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000080;\"><span lang=\"zxx\"><span style=\"color: #000000;\">, ciclostilato a cura del Consorzio allora appositamente costituito tra 8 comuni della pianura : Argelato, Baricella, Bentivoglio, Castello d&#8217;Argile<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000080;\"><span lang=\"zxx\"><u><span style=\"color: #000000;\">, Castel <\/span><\/u><\/span><\/span><span style=\"color: #000080;\"><span lang=\"zxx\"><span style=\"color: #000000;\">Maggiore, Malalbergo, Minerbio, S. Giorgio di Piano.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">(2) &#8220;<b>L&#8217;enigma Pizzardi&#8221; di Gabriele Cremonini <\/b>\u2013 Ed. Pendragon, 2014<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/2014\/05\/21\/il-testamento-che-cambio-la-storia-di-bolognaBologna13.html\">https:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/2014\/05\/21\/il-testamento-che-cambio-la-storia-di-bolognaBologna13.html&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp; <span style=\"color: #000000;\">Articolo di Valerio Varesi<\/span><\/a> <\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\"><span style=\"color: #000080;\"><span lang=\"zxx\"><u>(3) <a href=\"https:\/\/www.storiedipianura.it\/territorio-e-cultura\/biografie-storia-tradizioni\/126-carlo-alberto-pizzardi-e-bentivoglio.html\">https:\/\/www.storiedipianura.it\/territorio-e-cultura\/biografie-storia-tradizioni\/126-carlo-alberto-pizzardi-e-bentivoglio.html<\/a><\/u><\/span><\/span><\/p>\n<ul>\n<li class=\"western\"><span style=\"color: #000080;\"><span lang=\"zxx\"><u>Altre informazioni pi\u00f9 recenti da organi di stampa<\/u><\/span><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"western\" align=\"left\">** PS &#8211; E\u2019 stato pubblicato nei giorni scorsi il libro :<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\"><b>LA SOLITUDINE DI CARLO ALBERTO. I Pizzardi, una saga familiare <\/b><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\"><b>di Maurizio Garuti.<\/b> Ed. Minerva<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Storia dell\u2019Ospedale di Bentivoglio: da privato, a consorziale, a pubblico, al servizio della sanit\u00e0 bolognese.Nel contesto delle celebrazioni per il centenario della morte di Carlo Alberto Pizzardi \u00e8 interessante ricordare la storia, per tanti aspetti singolare, di questo presidio di cura che da oltre un secolo \u00e8 punto di riferimento importante per la sanit\u00e0 della [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"footnotes":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false},"categories":[20,1],"tags":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/paRbRW-391","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12091"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12091"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12091\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12094,"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12091\/revisions\/12094"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12091"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12091"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pianurareno.org\/new\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12091"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}