Religiosità  e linguaggio popolare. Dalla preghiera all’imprecazione. Magda Barbieri

 

La bestemmia e il turpiloquio

Quando si parla di religiosità  popolare dei secoli scorsi, e in particolare del 1900, si riferisce sempre delle manifestazioni della fede, di riti e culti ufficiali e pubblici, tradizioni e costumi personali e famigliari, edifici religiosi, immagini sacre, preghiere e gesti di pietà  per chiedere benevolenza e grazie a Dio, alla Madonna, ai Santi.
Ma nel mondo contadino, e bracciantile, era presente anche un altro aspetto, che quasi sempre viene ignorato o deliberatamente evitato da studiosi e raccoglitori di memorie linguistiche e sociali: la pratica della bestemmia e del turpiloquio. Certo questo appare come un aspetto sgradevole, che agli occhi, e agli orecchi, di molti può generare un giudizio negativo nei confronti delle persone e delle classi sociali che lo praticavano più o meno diffusamente; e non bisogna dimenticare che la bestemmia, oltre ad essere considerata peccato mortale dalla Chiesa, se pronunciata pubblicamente, di fronte a due testimoni, era un reato da codice penale ( e lo è rimasto fino al 1999; ora è ancora punibile con sanzione amministrativa).

Ma non si può prendere dalla storia solo quello che ci piace o corrisponde alle nostre teorie o desideri. E non si può giudicare o valutare, o semplicemente riferire di una espressione linguistica, senza conoscere e cercare di capire il contesto sociale e umano e il sentimento da cui scaturisce.

Dunque, Leggi Tutto

Convegno “L’acqua un bene da salvare”. Relazione di Ferruccio Melloni

 

Stato di avanzamento della pianificazione della messa in sicurezza dei corsi d’acqua del Bacino del Reno"

Sintesi della relazione del dott. Ferruccio Melloni
Segretario generale dell’Autorità  di Bacino del Reno

Atti del Convegno “L’acqua un bene da salvare”. 29/04/2005
 Villa Smeraldi S. Marino di Bentivoglio

“Il tema è specifico; e questo presuppone una brevissima illustrazione delle tematiche della pianificazione di bacino e del suo sviluppo specifico nel bacino del Reno.
L’esigenza di pianificazione di bacino nasce dalla legge 183 del 1989, per la difesa del suolo, che, tra l’altro prevede l’istituzione delle Autorità  di Bacino come organi di Pianificazione e di Programmazione , sostanzialmente scindendo queste funzioni da quelle di Attuazione e Gestione degli interventi, con una intuizione felice, dal mio punto di vista, perchè l’esperienza mi porta a dire che se si mescola la pianificazione e la gestione, il rischio è che prevalgono le esigenze di gestione e la pianificazione passa in secondo ordine, e nella logica della doppia competenza si venga travolti tutti dalla gestione.

L’avere un compito di pianificazione specifico ha consentito a tutti di arrivare con un quadro organico in materia di assetto idrogeologico e quindi di assetto dei corsi d’acqua e dei versanti; quadro che è già stato approntato in particolare Leggi Tutto

Oasi “La Rizza” di Bentivoglio

E’ stato inaugurato nell’ottobre del 2003 ed è uno dei pochi esempi di parco naturale di recupero e valorizzazione delle zone  umide che in un passato non lontano caratterizzavano molte aree della nostra pianura.

E’ stato denominato “Oasi La Rizza”  da un antico toponimo attribuito al podere con edificio rurale che si trova al centro dell’area; edificio che è stato ristrutturato per ospitare il Centro Multifunzionale per i visitatori. Il Parco si estende su 1.500 ettari, accessibili partendo dalla via Vietta (che si dirama dalla strada provinciale S.Giorgio-Bentivoglio e conduce anche all’ex discarica),  attraversati  dal Canale Navile e dallo scolo Calcarata.

La mappa dell’oasi comprende zone umide permanenti, prati umidi, canneti, boschetti e siepi: inoltre, il centro per la reintroduzione della cicogna bianca, vasche per la fitodepurazione, laghetti per la pesca sportiva e l’allevamento dei pesci rossi e due capanni di osservazione situati nella cassa di espansione del Navile, accessibili a piedi o in bicicletta

  Le zone umide permanenti si trovano vicino al “Ponte della morte“, nella parte più a nord, oltre “La   Rizza” , dove il canale Navile  e il Calcarata disegnano un’ansa,  chiusa tra la via Olmo e l’ex podere “la Bianchina“. Sono ambienti caratterizzati da ampi specchi d’acqua, liberi da vegetazione emergente ma ricchi di vegetazione sommersa; nell’intrico di radici, fusti e foglie trovano riparo dai predatori numerosi organismi acquatici (invertebrati, larve di anfibi, avannotti e pesci adulti). Talvolta in superficie crescono piante “natanti” , come le “lenticchie d’acqua” , oppure radicate al fondo e con foglie e fiori galleggianti, come le ninfee o i ranuncoli d’acqua.   La profondità  dell’acqua deve essere di almeno mezzo metro per permettere l’alimentazione delle anatre tuffatrici, di folaghe e di uccelli che si nutrono di pesci , come il cormorano, il tuffetto e lo svasso maggiore. Il falco di palude  e la biscia dal collare sono i predatori di questo ambiente.   Le anatre tuffatrici nuotano anche sott’acqua; per alzarsi in volo devono correre sull’acqua prima di raggiungere la velocità  sufficiente ; la posizione arretrata delle loro zampe rispetto al corpo  facilita il nuoto  ma rende difficile spiccare il volo.  

I prati umidi dell’Oasi si possono osservare percorrendo la via Olmo. Questi ambienti , ora rari nella nostra pianura, un tempo erano frequenti ai margini delle zone umide e venivano utilizzati  per il pascolo estivo. Ambienti ideali per la rana verde e il rospo smeraldinopittima, il chiurlo, la pantana e il beccaccino. Vi sostano pure anatre di superficie, come il germano reale.

Il cavaliere d’italia e la pavoncella vi nidificano . E’ possibile vedere anche oche, spatole, cicogne e aironi.   I boschetti del parco hanno origini diverse. All’interno dell’impianto di fitodepurazione si può osservare un boschetto di salici cresciuto spontaneamente quando le vasche furono lasciate incolte, mentre il pioppeto presso “la Rizza” è un residuo di coltivazioni praticate nei decenni passati. in varie zone del Parco Agricolo sono state effettuate delle piantumazioni di piante e arbusti autoctoni , tra i quali il salice bianco, il pioppo nero e bianco, il frassino, l’olmo ,il carpino, il biancospino e il pruno.    TRACCE DEL PASSATO    Nell’0asi sono ancora osservabili alcuni edifici diroccati che restano a testimonianza dell’uso agricolo di questo territorio in passato. Ad esempio, gli essicatoi per il riso, qui a lungo coltivato e fino a circa 40 anni fa; gli essicatoi per il tabacco , coltura praticata in via sperimentale agli inizi del 1900 e poi abbandonata; filari di gelsi coltivati quando fu fiorente l’allevamento dei bachi da seta, che si nutrivano delle loro foglie. 

La mancanza di habitat idonei è una delle cause principali della riduzione o della scomparsa delle specie animali legate agli ambienti umidi; per questo motivo una Leggi Tutto

Inaugurazione di “Casa Frabboni”

Sabato 13 dicembre 2003 alle ore 11 si inaugura a San Pietro in Casale la Casa Frabboni voluta da Natale Guido Frabboni, noto artista che visse a San Pietro e  che ha lasciato in donazione la Villa al Comune per farne un Centro culturale. L’inaugurazione si apre al mattino, ore 11  nella Sala Consiliare, via Matteotti, 154 con ilConvegno “ Frabboni: la casa, l’uomo, l’artista”.

Alla presenza delle Autorità e dell’architetto Pier Luigi Cervellati verrà presentato il volume “Natale Guido Frabboni” edito da Minerva Ed.

nel pomeriggio alle ore 17  in via Matteotti, 137:

“ Apertura di Casa Frabboni: il recupero dell’edificio e la mostra delle opere dell’artista”

Alla presenza delle Autorità Comunali e Provinciali verrà inaugurata la Sede della nuova area museale.

Un ricordo di Luigi Arbizzani . Angela Bonora

Negli anni '90 venni ad abitare a San Giorgio di Piano e mi incuriosì il paese, la sua gente, il suo essere. Domandai in Biblioteca comunale un libro sulla storia del paese e mi fu dato il volume "Uomini, lotte e altre cose. Immagini e documenti per una storia di San Giorgio di Piano" di Luigi Arbizzani …  Mi lessi tutto lo scritto, ammirai le immagini,  mi ritrovai portata per mano dall'Autore dentro un mondo e ai suoi prima, gli anti, i diversi ricercati da un giovane che era stato stimolato alla ricerca dalla storia perduta dall'esigenza di partecipare, dall'esigenza di entrare nei momenti storici del paese, per viverlo intenderlo tangibilmente come problema reale, umano.

Non era la prima volta che mi imbattevo nell'Autore, altri volumi avevo avuto la possibilità  di leggere nel cercare di capire i fatti storici che andavano dall'inizio del secolo agli anni '90 e gli uomini che ne avevano fatto parte attiva.

Uomini, paese, …paesi,…problemi sociali politici, …lotte e sacrifici dei lavoratori. Tutto questo e tanto altro Arbizzani ha dato e continua dare ai suoi lettori.

Lo conobbi personalmente una volta in Biblioteca Comunale a San Giorgio, era il Direttore responsabile del Sangiorgese, il giornale locale. Gli occhi fissi nei miei, gentile, curioso…mi sono ricordata quello che di lui mi aveva detto Luciano Bergonzini, mi sono ricordata della sua amicizia fraterna con Mario Melloni (Fortebraccio), mi sono sentita piccola e doverosamente umile.

I rapporti con Lui sono continuati. Avevo un sogno che era stato sempre anche il suo, creare qualche cosa che aggregasse gli uomini, i paesi di questa vasta pianura lambita dal Reno.E' stato il primo, malgrado i suoi numerosi impegni, a venire alle varie riunioni che hanno portato alla creazione, e alla vita poi, del Gruppo di Studi della Pianura del Reno. Suo è il nome dato alla rivista on line del Gruppo: "Reno, Campi, Uomini", ed ancora ho visto brillare i suoi occhi soddisfatto che altre persone condividessero l'amore verso la gente, i luoghi, la storia passata e presente.

Credo che come Gruppo non possiamo Leggi Tutto

Ritorna la torre civica in tutto il suo splendore

Un sapiente restauro ha ridato ai persicetani un loro simbolo *(Da archivio notizie ottobre 2003)   Nella nostra pianura nel passato ogni paese aveva la sua torre con funzioni di avvistamento a scopo di difesa e come emblema del luogo e di chi aveva il potere sul territorio.A poco a poco le torri hanno perso nel tempo la loro funzione e sono state trasformate in campanili di chiese costruite vicino o adibite ad abitazioni e poi ultimamente lasciate prive di ogni cura.. Purtroppo la mancanza di una funzione istituzionale le ha danneggiate: deterioramento della struttura architettonica, asportazione, non sempre permessa, di parti decorative o addirittura di materiale murario da adibirsi ad altre strutture.

Per molti paesi della pianura la torre, testimone della storia del paese, è rimasta solo nello stemma comunale.

Ciò non è avvenuto per fortuna a San Giovanni in Persiceto. La torre civica per un po’ di tempo è stata contornata da impalcature e coperta da velari .

Il Comune, che ne è proprietario, con il contributo di Enti pubblici e privati e in base ad un progetto della Sovraintendenza ai beni culturali, ha proceduto al recupero della torre: consolidamento della struttura muraria, rifacimento e recupero della cupola, delle meridiane e tanti altri piccoli, ma importanti, lavori.

Ora il velario è calato e la torre, del XIII secolo, saluta i visitatori in tutta la sua bellezza: merita senz’altro una visita

“Una terra di confine. Storia e Archeologia di Galliera nel Medioevo”

Giornata di Studi a Galliera. Sede municipale. 4 settembre 2005. Promossa da Università , Provincia e Comune
Importante appuntamento per chi ama la storia locale, con un programma ricco di interventi qualificati e al massimo livello, per conoscere e approfondire lo studio di questa interessante area della pianura bolognese.
I promotori di questa lodevole iniziativa sono : l’ Università  di Bologna/Dipartimento di Paleografia e Medievistica, l’Università  Ca’ Foscari di Venezia/Dipartimento di Scienze dell’Antichità  e del Vicino Oriente, la Provincia di Bologna e il Comune di Galliera.
Programma
ore 9,30 Apertura dei lavori
 Saluti di
 GIUSEPPE CHIARILLO   Sindaco di Galliera
 SIMONA LEMBI     Assessore alla Cultura della Provincia di Bologna

 Relazioni
 PAOLA GALLETTI      Università di Bologna
 “Un territorio tra storia generale e storia locale”
 LUCIA FERRANTI     Università di Bologna
 “Le fonti d’archivio: un panorama”
 TIZIANA LAZZARI    Università di Bologna
 “Il Saltus planus e l’organizzazione civile nel territorio altomedievale”
 ROSSELLA RINALDI   Università Leggi Tutto

Il rancio nella Grande Guerra. Paolo Antolini

Ve la ricordate la battuta di Sordi, nel film La Grande Guerra di Monicelli: “Com’è il rancio?” gli chiede il comandante. “Ottimo e abbondante”, risponde il soldato Sordi. “Invece è una schifezza” replica il comandante.

Avevano ragione tutti e due. Il giudizio dei soldati sulla quantità  del rancio risulta, nelle lettere alle famiglie o nei diari scritti, quasi sempre positivo. La razione giornaliera era studiata per apportare mediamente circa 4000 calorie, salvo che nel corso del 1917 quando scese a poco più di 3000 calorie per mancanza di scorte alimentari; in ogni caso, una dieta sicuramente più ricca di quella cui erano abituati da civili la maggior parte dei militari di estrazione popolare, non esclusi i veneti, cresciuti in un ambiente nel quale la pellagra – malattia da sottoalimentazione – non era stata ancora del tutto debellata alla vigilia del conflitto.

I problemi riguardavano semmai la qualità del cibo, che spesso giungeva freddo e scotto nelle trincee. Se non mancavano il vino ed i liquori, che servivano, assieme ai sigari toscani, a mitigare il puzzo dei cadaveri in decomposizione, era soprattutto la limitata disponibilità di acqua a rendere ancor più drammatica per il fante la vita in trincea. Indicativamente, ciascun soldato riceveva ogni giorno 650 grammi di pane, 150 grammi Leggi Tutto

Convenzione con l’Istituzione Villa Smeraldi

Approvata in prima istanza il 13/04/2004 e rinnovata per il 2005 Per l’utilizzo periodico di spazi e per la Biblioteca   Prot. n. del Progr. n. /05 Istituzione Villa Smeraldi – Museo Civiltà Contadina PROVINCIA DI BOLOGNA ISTITUZIONE VILLA SMERALDI – MUSEO CIVILTA’ CONTADINA S. Marino di BentivoglioCONVENZIONE PER L’UTILIZZO PERIODICO DI SPAZI DI VILLA SMERALDI E IL DEPOSITO DI UNA RACCOLTA DI LIBRI. S. Marino di Bentivoglio, Con la presente privata scrittura da valere ad ogni effetto di legge TRA la Provincia di Bologna – Istituzione Villa Smeraldi – Museo della Civiltà Contadina, con sede in S. Marino di Bentivoglio (BO), via Sammarina n. 35 (codice fiscale 80022230371) rappresentata dal Direttore dell’Istituzione Dott. Silvio Fronzoni, nato a Parma l’11/11/1948, domiciliato per la carica presso la Sede dell’Istituzione, legittimato a sottoscrivere il presente atto in forza dell’art. 107, 3° comma del D.L. 267/00 e dell’art. 26 del Regolamento dell’Istituzione, in esecuzione della delibera del Consiglio di Amministrazione n. 4/2005 del 26/01/2005il Gruppo di Studi della Pianura del Reno – Associazione Culturale No Profit, con sede legale in Castello d’Argile, via Europa Unita nr. 7 (codice fiscale91221180374) rappresentata dal Presidente Sig.ra Magda Barbieri, nata a Bentivoglio (BO) il 13/04/1940, domiciliata per la carica presso la sua abitazione, legittimata a sottoscrivere ai sensi dello Statuto dell’Associazione

SI CONVIENE E SI STIPULA QUANTO SEGUE: Oggetto e finalità della convenzione L’Istituzione Villa Smeraldi concede al Gruppo di Studi della Pianura del Reno la possibilità di utilizzare periodicamente a titolo gratuito e negli orari degli uffici dell’Istituzione, alcuni locali di Villa Smeraldi, per l’attività istituzionale e amministrativa del Gruppo stesso secondo un calendario stabilito concordemente. L’Istituzione, inoltre, concede ospitalità, con rimborso delle spese – salvo il caso di iniziative promosse unitamente – a manifestazioni, convegni, incontri organizzate dal Gruppo di Studi della Pianura del Reno secondo un calendario concordato.L’Istituzione continua ad accogliere infine in deposito presso la sede della propria biblioteca la raccolta di libri del Gruppo di Studi della Pianura del Reno (di cui all’elenco allegato alla convenzione stipulata in data 13/04/2004 prot. 32/04) per permetterne la consultazione a studiosi e studenti nell’orario di apertura al pubblico nonché il prestito – previa apposita regolamentazione – ai soci del Gruppo. Dei nuclei librari che, nei limiti del possibile, verranno ad arricchirla nel corso del 2005, verranno redatti appositi verbali di consegna che saranno allegati alla presente convenzione

.REFERENTE Il Gruppo di Studi della Pianura del Reno si impegna ad individuare la figura del referente al quale l’Istituzione Villa Smeraldi potrà rapportarsi.

MOTIVAZIONI Leggi Tutto

Progetto per ricerca storica sulla toponomastica locale.

PROGETTO-OBIETTIVO A CURA DEL GRUPPO DI STUDI DELLA  PIANURA DEL RENO.Approvato dall’Assemblea del 19/02/2005

 TOPONOMASTICA LOCALE
 OGNI NOME UNA STORIA

OBIETTIVO CULTURALE

Il progetto si propone di attivare una ricerca storica per scoprire, studiare e far conoscere l’origine e il significato delle denominazioni popolari antiche e delle intitolazioni ufficiali recenti delle strade e dei luoghi dei Comuni dell’area territoriale intorno al fiume Reno.
La ricerca è volta al recupero e alla valorizzazione della cultura popolare, della storia e delle consuetudini locali che possono emergere dallo studio degli antichi toponimi persistenti ancora oggi o comunque documentabili ; ma potrà offrire anche l’occasione di conoscenza e approfondimento su personaggi e fatti della storia locale e nazionale , che emergono dalla toponomastica più moderna, attribuita ufficialmente dai Comuni nell’ultimo secolo.

ENTI E ISTITUZIONI che dovrebbero patrocinare il progetto

Il progetto potrebbe essere realizzato con la collaborazione di tutti i Comuni che intendono aderirvi, singolarmente e/o nelle forme associative già istituzionalizzate in Provincia di Bologna, come, in particolare, le Associazioni dei Comuni Reno- Galliera, Terre d’acqua, e Terre di Pianura.
Auspicabile sarebbe anche il coinvolgimento o la collaborazione dell’ ISTITUZIONE VILLA SMERALDI-MUSEO DELLA CIVILTA’ CONTADINA, poichè l’oggetto della ricerca è sicuramente attinente agli scopi statutari di questo importante centro di valorizzazione della cultura popolare e delle tradizioni Leggi Tutto