Gli ebrei che gestivano le barche della piccola Venezia della Bassa

La tredicesima edizione della Giornata
Europea della Cultura Ebraica,
è stata celebrata domenica
2 settembre 2012 in piazza Mazzini a Modena, a Carpi
e a Finale in altre 63 località italiane e in
ventotto Paesi europei.
A Finale cittadina del
territorio modenese sul confine col bolognese, tra le più colpite
dal recente terremoto, la celebrazione è stata sottolineata da due
visite guidate la cui cronaca ci viene raccontata da Manuele
Palazzi e dalla Gazzetta di Modena * con questo testo:
“ L’interesse per la cultura e la
storia locale ieri ha trovato nuova linfa ed argomenti grazie alla
dodicesime edizione della “Giornata della cultura ebraica”,
essendo Finale nel circuito della “Unione delle comunitÃ
ebraiche italiane” dal 2001.
Sono le 11.30 di mattina, quando si
raduna una piccola folla di circa 30 persone in via Trento Trieste, a
seguire la prima delle due visite guidate al Ghetto ebraico
con la dottoressa Maria Pia Balboni, autrice del libro
“Sigilli
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Il modello industriale bolognese, da conoscere sul Portale di “Storia e memoria”

Nel portale Storia e Memoria di Bologna è  disponibile l’approfondimento
1796| 1953 – Il modello industriale bolognese: una metamorfosi dalla tradizione agricola all’industria meccanica
*** Per proseguire attraverso testi, video, immagini e documenti rari , vedi
https://www.storiaememoriadibologna.it/il-modello-industriale-bolognese-una-metamorfosi-d-1312-evento
In particolare si segnalano i video dedicati ai seguenti temi:

Bologna nei primi anni di governo Napoleonico
-Ragioni delle insorgenze antinapoleoniche
-Bologna nella Restaurazione
-La stampa bolognese nell’età della Restaurazione
-Circoli e salotti femminili
-Bologna post unitaria
-Quadro socio politico della Bologna post unitaria nel periodo1859-1900.
-L’economia bolognese dall’unità alla grande crisi agraria – 1859 |
1880
-Il Piano regolatore
-Il panorama amministrativo bolognese
-La Città Rossa nella Grande Guerra
-Celebrazione del centenario della Cassa di Risparmio di Bologna
-I grandi affittuari terrieri e arretratezza dell’industria bolognese
– La società Operaia e il Mutualismo
-1914 – 1918 | I negozi di Zanardi
-L’entrata in Guerra e il forno del pane
La Scheda storica è articolata nei capitoli

Una è base agricola e artigianale
2.
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La Partecipanza di S. Giovanni in Persiceto. Magda Barbieri

Sicuramente non è dovuto al caso il fatto che ben 5 delle 6 Partecipanze emiliane  presenti e attive ancora oggi, si trovino tutte in un’ area a sinistra del Reno, attuale e  “vecchio”, della Samoggia “vecchia” e intorno agli antichi alvei del  Panaro, del suo affluente Muzza e di altri “rii ” e “flumicelli”  ad essi  collegati.
L’origine delle Partecipanze emiliane  non è quindi  tanto  attribuibile (come si continua a raccontare,  per tradizione popolare antica) ai lasciti di terreni della Contessa Matilde di Canossa, defunta nel 1115 (proprietaria per un certo tempo di queste  e di ben altre e più vaste terre, in Emilia e in altre regioni),  quanto piuttosto alle caratteristiche naturali del territorio , alle esigenze della bonificazione e colonizzazione, e alle antiche  consuetudini instaurate, prima ancora della presenza della contessa,  dai Monasteri, in primo luogo quello di
Nonantola, e dai Vescovi e “Signori” proprietari, di dare in affitto a particolari
condizioni  i terreni paludosi , vallivi, boschivi e incolti di queste
zone , agli “huomini”, o capifamiglia,   delle rispettive località,
perchè li rendessero coltivabili e fruttiferi
.

Si trova citazione di un documento del 1017  in cui si legge che il marchese Bonifacio di Toscana (padre di Matilde di Canossa) donò Leggi Tutto

Marefosca. Rivista culturale di S. Matteo della Decima

Marefosca  è¨ una rivista quadrimestrale di an Matteo della Decima, redatta in
collaborazione con la locale Biblioteca R. Pettazzoni
E’ stata fondata nel 1982 e si prefigge di far conoscere la storia passata e recente,
l’arte, il costume, le usanze e le attività culturali del territorio.
La rivista è distribuita gratuitamente ed ha una tiratura di 3.000 copie.
I numeri arretrati e gli allegati si possono ritirare gratuitamente
presso la
Biblioteca R. Pettazzoni di Decima. I libri sono disponibili presso la libreria Logan di Persiceto (Tel. 051 826729)
– Denominazione, sede, recapiti: Marefosca Associazione culturale Via Petrarca 3 – 40017
San Matteo della Decima BO Tel. 051 6824038 marefosca@tin.it
Direttore responsabile: Floriano Govoni
Sul sito www.marefosca.it si possono vedere le copertine di tutti i numeri pubblicati e sono leggibili anche molti articoli di varie annate

Nei 26 anni di attività (novembre 1982 – Aprile 2008) sono usciti 77 numeri di Marefosca per un totale di 4.796 pagine. Gli articoli sono stati
complessivamente 750, illustrati da 3.543 fotografie; hanno riguardato principalmente i seguenti argomenti: attualità , arte, scienze e natura, storia medievale, moderna e contemporanea, toponomastica, usanze e tradizioni, manifestazioni carnevalesche. 
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La Duchessa di Galliera, benefattrice, tra Italia e Francia

LA DUCHESSA DI GALLIERA Maria
Brignole Sale De Ferrari
. Biografia di Franco Ardizzoni
Discendente di una delle più
prestigiose famiglie genovesi Maria Brignole Sale nacque a Genova il
5 aprile 1811, in Palazzo Rosso, proprietà della sua famiglia. Il
doppio cognome è dovuto al suo antenato e Doge Gian Francesco
Brignole (1695-1760) che sposando l’unica figlia di Giulio Sale,
marchese di Groppoli (Lunigiana, provincia La Spezia) aggiunse al suo
cognome quello di Sale. La famiglia Brignole Sale vanta , fra i suoi
antenati, ben quattro Dogi di Genova.
All’età di diciassette anni andò
sposa al marchese Raffaele de Ferrari, uomo d’affari ricchissimo,
banchiere abile ed accorto finanziere. Assieme al marito formò la
coppia più benefica del secolo in Europa.
Nel 1837, dopo un trattativa durata
dieci anni, il marchese de Ferrari acquistò dalla corona di Svezia
le terre, ed il relativo titolo, del Ducato di Galliera (creato da
Napoleone Bonaparte nel 1812 e donato a Giuseppina Eugenia
Beauharnais,
futura sposa del re di Svezia). Il 18 settembre 1838 il
De Ferrari ottenne, da papa Gregorio XVI, il ripristino del Ducato di
Galliera
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Luoghi e vicende degli ebrei a Pieve di Cento tra XIV e XVI sec.

In occasione della Giornata Europea della cultura ebraica , e anche in considerazione del riemergere dell’antisemitismo, insieme alla questione israelo-palestinese sempre attuale e drammatica , ci pare opportuno ricordare alcune situazioni e vicende riguardanti la presenza degli ebrei nel Cento-pievese, e in particolare a Pieve di Cento. Le fonti documentarie attestano una presenza ebraica a Pieve di Cento dalla fine del secolo XIV. Nel 1398 , infatti, fu aperto un banco di prestito, gestito da Dattilo da Spello, proveniente da una famiglia di prestatori che già operavano a Bologna ( e probabilmente socio o collegato con Manuele del Gaudio che già aveva aperto, con altri , un banco nel 1391 a Cento; n.d.r.) . Già dalla metà del secolo XIV molti dei banchi di prestito esistenti a Bologna e nel contado erano gestiti da ebrei (detti feneratores),la cui presenza era stata favorita da una fase di forte espansione e sviluppo che in quel periodo le città del nord Italia stavano attraversando e che tendeva a favorire l’immigrazione e il richiamo di capitali che contribuissero a questa ripresa economica e sociale. (*)
 L’apertura Leggi Tutto

Raffaele Pettazzoni, storico delle religioni

A lui è intitolata la biblioteca comunale  di S. Matteo della Decima, frazione, ovvero l’altra metà , del Comune di S. Giovanni in Persiceto. Ma fuori dai confini comunali pochi sanno chi era e cosa ha fatto per meritare  questa intitolazione. Lo storico Mario Gandini, persicetano, da anni sta lavorando e raccogliendo documenti per preparare la sua biografia, che non potrà che essere monumentale e fondamentale, a giudicare dai numerosi contributi già pubblicati su “Strada Maestra”,  rivista della biblioteca comunale del capoluogo (intitolata a Giulio Cesare Croce, altro persicetano famoso).
Ma Raffaele Pettazzoni occupa  da tempo un posto di grande rilievo , sia in campo nazionale che internazionale, tra chi si interessa  di antropologia e storia delle religioni.
In questa modesta mini-biografia non potremo che tracciare alcuni cenni  per cominciare intanto a  far conoscere  le note essenziali di questo personaggio di cui l’anno prossimo cadrà il cinquantesimo anniversario della morte. Raffaele Pettazzoni è nato a S. Giovanni in Persiceto nel 1883 ed è morto a Roma nel 1959.
Laureato in lettere nell’Università Leggi Tutto

Elisa Agnini Lollini, una bella storia di donna, nata in provincia

Elisa Agnini Lollini,
Finale Emilia 1858- Roma 1922: una bella storia
La racconta Galileo Dallolio sull’ultimo numero di Piazza
Verdi, periodico culturale di Finale Emilia, predendo spunto da alcune biografie edite recentemente e in particolare
dal libro scritto da Silvia Mori “La dama del quintetto”
che racconta la vita e l’esperienza della finalese Elisa Agnini
in Lollini, sorella di Gregorio Agnini. La post-fazione è
di Anna Foa: entrambe le autrici sono sue discendenti.
E’ un’occasione per conoscere una serie di storie di donne di
grande interesse che, attraverso le quattro figlie: Olga,
Clara, Livia e Clelia,
arrivano ai nostri giorni.
Storie e foto sono leggibili nel documento allegato.
Mettiamo qui in evidenza in primo piano la biografia tracciata da
Giulia Galeotti sull’Osservatore Romano l’8
marzo 2012 che ne fa questa bella presentazione: “Elisa
Lollini
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La torre “Conserva”. Agonia di un edificio. Franco Ardizzoni

La torre Conserva è un edificio di fine Quattrocento o inizi Cinquecento, che si scorge sulla sinistra percorrendo la strada S.Alberto, da S.Pietro in Casale verso S.Vincenzo, appena dentro il territorio di Galliera ed è posta al n. 5 della omonima via Torre. E’ una casa-torre sviluppata su tre piani dell’altezza complessiva di circa 18 metri e con una base leggermente rettangolare di circa  mt.8×6, ai cui lati sono state addossate due ulteriori costruzioni .
Costruita probabilmente dai Malvezzi, antica famiglia senatoria bolognese, i quali nel XV secolo,  possedevano molte terre nella zona a partire da S. Alberto (oggi in comune di S. Pietro in Casale), attraversando parte del comune di Galliera, e verso il territorio ferrarese fino alla località  Raveda, nei pressi di Mirabello.

Allora il fiume Reno non aveva l’attuale percorso, ma da S. Agostino proseguiva verso nord immettendosi nel Po all’altezza di Porotto ed il territorio bolognese arrivava fino alla torre Verga (oggi non più esistente) appunto vicino all’attuale Mirabello, per cui i Malvezzi potevano  coltivare ed amministrare le loro terre senza troppi impedimenti, non avendo l’ostacolo del fiume.

La torre si trova a poca distanza dal Palazzo della Tombetta, villa padronale costruita dalla stessa famiglia e sede della tenuta Tombetta, un vasto tenimento di 570 tornature che nel 1801 Francesco e Giuseppe Malvezzi vendettero ad Antonio Aldini e che nel Leggi Tutto

Cronistoria della ferrovia Bologna-Verona. Mauro Bosi

Finalmente è stata  inaugurata  , sabato  11 novembre 2006,  al Parco Nord di  Crevalcore, alla
graditissima presenza del Presidente del Consiglio  Romano Prodi e di numerose altre autorità , l’attivazione del raddoppio
sulla tratta Bologna-Crevalcore della linea ferroviaria Bologna-Verona.
E’ importante perché è una ulteriore tappa verso il completamento dell’opera; una infrastruttura essenziale e
strategica per l’Europa (collegamento Napoli-Berlino) ma anche per i territori che attraversa.

Rimandando a una futura trattazione,al completamento dell’intera linea, non posso che accennare in modo sintetico e forse frammentario ad alcuni momenti che hanno costellato l’azione di queste comunità spinte dalla fame di servizi trasportistici, per sentirsi meno escluse, meno lontane dai capoluoghi.
Ho parlato di graditissima presenza, quella del Presidente del Consiglio, proprio perché spesso è stato coinvolto su questa tematica :

lo ricordo nell’ottobre del 95, durante il viaggio in treno ritornando da Roma, dove la diocesi di Bologna aveva incontrato il
Santo Padre in sala Nervi, era già il candidato per le elezioni del 96 (che avrebbe vinto) e assieme ad un collega del consiglio comunale lo importunammo sul tema del raddoppio e lui fu gentilissimo, alzandosi dalla sua compagnia e accettando diaffrontare questo tema con lungimiranza
nel suo primo governo (96) si sbloccarono finalmente i finanziamenti, anche se va detto, ad onor del vero, che passi significativi eran
stati fatti già nel governo precedente

più volte ha citato il fatto, ricordandomelo anche nelle congratulazioni  per la mia elezione al consiglio regionale del 2000, che il padre,
ingegnere, alla fine della prima guerra mondiale era stato trattenuto in servizio militare proprio per progettare il raddoppio della Bo-VR.

lo ricordo ancora nel momento più tragico, Leggi Tutto