Origine di Bologna, un nuovo sito per raccontarla

“Origine di Bologna”: l’archivio digitale pensato e curato da un cittadino bolognese avrà una nuova veste grazie alla collaborazione con il Comune di Bologna
Tante persone, con il naso all’insù, aguzzano la vista per cercare di vedere le tre frecce conficcate tra le travi del portico di Palazzo Isolani, ma forse non tutti sanno che, degli antichi portici come questo, con le colonne in legno tipiche della Bologna medioevale, oggi sono rimasti solo 6 brevi tratti. Così come se si passeggia in piazza San Francesco, in piazza San Domenico o in piazza Rossini, davanti al Conservatorio, forse non tutti sanno che stanno camminando su quelli che, fino all’arrivo di Napoleone Bonaparte, erano stati dei cimiteri.
Queste, e molte altre, le informazioni e le curiosità raccolte da un cittadino bolognese e oggi raccolte in Leggi Tutto

La storia di Bologna sui muri e nelle strade

La storia  di Bologna sui muri, nelle strade, nelle piazze

– 529 lapidi, 450 strade e piazze, 70 strade perdute. Da oggi è disponibile un nuovo scenario nel sito www.storiaememoriadibologna.it  dedicato alle memorie urbane e alla toponomastica della città: nel corso dei secoli i bolognesi del passato hanno voluto eternare eventi e protagonisti attraverso le epigrafi e la titolazione di strade e piazze. Manufatti che nel sito sono collegati a biografie, edifici, vie, piazze esistenti e scomparse.
www.storiaememoriadibologna.it/lapidi
Le lapidi con il loro linguaggio essenziale e idealizzato, non soltanto raccontano le tante vicende della città, ma inducono il lettore a riconoscersi in una storia comune. Da un progetto di catalogazione delle lapidi urbane del Comune di Bologna nato nel 1999 si è proseguito nella ricerca fino a comporre il sito. Per le informazioni sulla collocazione delle lapidi, il museo si è avvalso della preziosa collaborazione del sito www.originebologna.com , aggiungendo una ricchissima banca dati sulle vie cittadine esistenti e su quelle scomparse.
**Info: Uffici: via de’ Musei 8 | 40124 Bologna | tel. +39051225583
museorisorgimento@comune.bologna.it | www.museibologna.it/risorgimento

Il modello industriale bolognese, da conoscere sul Portale di “Storia e memoria”

Nel portale Storia e Memoria di Bologna è  disponibile l’approfondimento
1796| 1953 – Il modello industriale bolognese: una metamorfosi dalla tradizione agricola all'industria meccanica
*** Per proseguire attraverso testi, video, immagini e documenti rari , vedi
https://www.storiaememoriadibologna.it/il-modello-industriale-bolognese-una-metamorfosi-d-1312-evento
In particolare si segnalano i video dedicati ai seguenti temi:

Bologna nei primi anni di governo Napoleonico
-Ragioni delle insorgenze antinapoleoniche
-Bologna nella Restaurazione
-La stampa bolognese nell’età  della Restaurazione
-Circoli e salotti femminili
-Bologna post unitaria
-Quadro socio politico della Bologna post unitaria nel periodo1859-1900.
-L’economia bolognese dall’unità  alla grande crisi agraria – 1859 |
1880
-Il Piano regolatore
-Il panorama amministrativo bolognese
-La Città  Rossa nella Grande Guerra
-Celebrazione del centenario della Cassa di Risparmio di Bologna
-I grandi affittuari terrieri e arretratezza dell’industria bolognese
– La società  Operaia e il Mutualismo
-1914 – 1918 | I negozi di Zanardi
-L’entrata in Guerra e il forno del pane
La Scheda storica è articolata nei capitoli

Una è base agricola e artigianale
2. Alle origini dell'industria meccanica
3. Un'unificazione politica
4. Una prima dinamica industriale
5. La motocicletta: nuovo cuore dell'industria bolognese
6. Alle origini del "miracolo economico" bologneePubblichiamo qui alcuni stralci del testo storico

1.Una base agricola e artigianale

All’indomani del Congresso di Vienna, con il quale si chiudeva la stagione Leggi Tutto

Francesco Zanardi “il sindaco del pane”

Francesco Zanardi (Poggio Rusco, 6 gennaio 1873 – Bologna, 18 ottobre 1954) (*)
Dopo gli studi a Poggio Rusco e a Mantova, s’iscrisse all’Università di Bologna dove si laureò
in Chimica e Farmacia. Dirigente del Partito socialista italiano nel mantovano, sulla linea del socialismo umanitario di Camillo Prampolini Prampolini e  Filippo Turati,  si applicò intensamente nell’attività di amministratore.
Fu sindaco di Poggio Rusco (MN) e contemporaneamente consigliere comunale a Bologna nel 1902. A Bologna, nel 1904, fu assessore all’igiene della giunta comunale guidata dal sindaco Enrico Golinelli. Fu anche vice presidente dell’amministrazione provinciale di Mantova tra il 1904 e il 1906. La sua attività d’amministratore
pubblico giunse all’apice il 28 giugno 1914 quando si svolsero a Bologna le elezioni amministrative che per la prima volta portarono la sinistra al governo della città .
Per adempiere al motto elettorale “Pane e alfabeto” Francesco Zanardi fu sindaco designato dalla lista socialista con l’appoggio
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“Caserme rosse”. Il lager di Bologna. Armando Sarti

A Bologna, in via di Corticella al civico 147, si trova il portale di ingresso di ciò che resta del "lager di Bologna" dopo il bombardamento aereo alleato del 12 ottobre 1944, che demolì oltre il 90% della cubatura dei fabbricati allora esistenti, dove erano rinchiusi migliaia di rastrellati in attesa della deportazione. Cinque dei sei imponenti fabbricati a forma di U, le palazzine comando, altri fabbricati minori, sotto il peso distruttivo di 750 ordigni da 100 libbre sganciati durante l'attacco aereo del 47° Bomb Wing dell'Air Force americana che avvenne dalle ore 12 alle ore 14, come si è appreso dall'apertura avvenuta qualche anno fa degli archivi dei servizi segreti americani riguardo i bombardamenti aerei della seconda guerra mondiale, furono rasi al suolo. Gli americani pensavano di colpire un complesso militare nemico, non sapevano che Caserme Rosse era un campo di prigionia. Solo su Caserme Rosse quel giorno caddero oltre 34.000 kg di bombe costruite sì per demolire, ma soprattutto per ferire ed uccidere gli uomini: ogni ordigno era in grado di colpire, con il suo effetto schegge, uomini allo scoperto nel raggio 60 metri dall'esplosione. 

I reclusi nel lager di Caserme Rosse, oltre a temere la furia nazista ed il sempre presente pericolo dell'immediata deportazione nei campi di prigionia o di sterminio organizzati da Adolf Hitler, seguivano con l'udito, ogni volta con grande apprensione, il passaggio in cielo dei bombardieri. A loro non era permesso di fuggire al riparo di un rifugio. Se il bombardamento fosse avvenuto avrebbero dovuto subirne le conseguenze all'interno delle camerate rigurgitanti di prigionieri. Padre Saccomano, un frate Barnabita, era stato condotto a piedi dall'Eremo di Tizzano, prigioniero dei tedeschi con altri 75 rastrellati, era l'8 ottobre 1944. Quel giorno a Caserme Rosse giunsero, meglio si aggiunsero altri 1500 prigionieri a quelli già  presenti,
tant'è che non vi era angolo di camerata o giaciglio libero per i nuovi arrivati.

Anche quel 12 ottobre i fascisti avevano rassicurato ed andavano ripetendo che non c'era da avere paura, perché già  altre volte i nemici avevano sorvolato Caserme Rosse senza mai sganciare una bomba.  "Era da poco passato il mezzogiorno ed il cielo era solcato da innumerevoli fortezze volanti, sentimmo il caratteristico scroscio delle bombe sganciate sul nostro capo ed il loro esplodere nelle nostre immediate vicinanze. Le Caserme Rosse erano prese di mira".

Così, Leggi Tutto

Museo della Comunicazione a Bologna, patrimonio della cultura

Fra i tesori nascosti delle istituzioni museali bolognesi ce n’è uno che merita una segnalazione per chi ancora non lo conosce, visto che è stato insignito del titolo di Patrimonio Culturale  dell’UNESCO nel 2007 ed èvisitato da centinaia di scolaresche e turisti. Nelle sue ampie sale ci sono esposti oltre 2000 pezzi che testimoniano l’evoluzione degli strumenti della comunicazione da 250 anni fa ad oggi. E’ il
Museo della Comunicazione e del multimediale G. Pelagalli a Bologna,. Mille suoni – mille voci
Si trova nel centro della cittÃ
, in via Col di Lana 7/N, e offre ben 12 settori espositivi, oltre a Biblioteca,
Videoteca, Audioteca e Cineteca.
Due sale sono dedicate a Guglielmo Marconi e ai Fratelli Ducati e le altre a tutte le varie branche della Comunicazione. E’ visitabile su appuntamento , con la guida del fondatore – creatore di questa eccezionale raccolta, Giovanni Pelagalli.
Dal sito www.museopelagalli.com  riccamente illustrato, abbiamo tratto una sintesi delle sezioni del Museo
Sala
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Gli scavi in Sala Borsa. Visite e cenni di storia

Dal 15 gennaio 2011, gli scavi archeologici sotto la Piazza coperta di Sala Borsa saranno aperti al pubblico dalle 15.30 alle 18.30, nei giorni d’apertura della biblioteca. Sarà  così possibile vedere da vicino i resti della basilica civile di Bononia (II sec. a.C.), le fondamenta delle case medievali dell’area di palazzo d’Accursio e le vestigia cinquecentesche dell‘Orto Botanico del naturalista Ulisse Aldrovandi.  E’ˆ richiesta un’offerta libera per il sostegno delle spese. In occasione della prima giornata d’apertura, un bibliotecario ha accompagnato i visitatori per una breve introduzione e descrizione in Piazza Coperta.
Le visite guidate saranno in seguito ripetute secondo un calendario da definire.
Vedere  foto in  galleria di immagini dal sito sotto indicato, fonte delle informazioni
Cenni storici sugli scavi archeologici di Salaborsa da
www.bibliotecasalaborsa.it/documenti/8016

La Biblioteca Sala borsa, inaugurata nel dicembre 2001, apre uno spazio culturale e multimediale ricco e
affascinante all’interno di Palazzo d’Accursio, il “quasi castello”, antica sede storica del Comune che si affaccia su
Piazza Maggiore, da sempre centro e cuore della bolognesità .

Sotto il cristallo della Piazza coperta si possono ammirare gli antichi scavi e la sedimentazione
delle varie civiltà  in uno scenario di armonia e di luce. Rivivono così secoli di storia, dai primi insediamenti di capanne dellaciviltà  villanoviana del VII secolo a.C., alla Felsina etrusca, alla Bononia romana fondata nel 189 a.C.

Che cosa sia stata nel tempo la parte nord del palazzo di città  che si affaccia su Piazza Nettuno ce
lo raccontano gli scavi archeologici intrapresi nel corso dei lavori dell’attuale sistemazione di Salaborsa.

Le tracce di edifici pubblici e religiosi e l’assetto urbanistico testimoniano che il luogo è stato
fin
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