“RIMEMBRANZE” ALTEDESI
Il primo sindaco eletto del dopoguerra
LUIGI GARDI
– biografia di Giulio Reggiani – (Gruppo di Studi Pianura del Reno)
Dal 22 aprile 1945, cioè dal momento dell’insediamento del nuovo Sindaco e della nuova Giunta Comunale Provvisoria nominata dal locale CLN davanti all’Ufficiale rappresentante degli Alleati (i quali, assieme ai partigiani del luogo, erano appena arrivati a liberare il territorio comunale di Malalbergo) non si parlò più di Podestà ma nuovamente di Sindaco. Allora chi fu il primo vero “sindaco di ritorno” del Comune di Malalbergo?
Fu Luigi Gardi. In tale carica, effettivamente, egli fu preceduto da altre due persone: dapprima Zeno Pezzoli, poi Erminio Minghetti. Ma questi due sindaci iniziali erano “provvisori”, cioè non avevano il suggello delle elezioni. Il nuovo sistema politico, introdotto dopo la guerra, non prevedeva l’elezione diretta del Sindaco come avviene oggi: prefigurava in un primo momento l’elezione del Consiglio e successivamente quello stesso organismo avrebbe scelto al suo interno il cosiddetto “Primo cittadino”. Luigi Gardi, già componente di quella primigenia “Giunta provvisoria”, nella prima libera consultazione del dopoguerra (tenutasi precisamente il 31 marzo 1946, prima pure come suffragio universale, cioè con il voto anche delle donne) venne eletto come Consigliere comunale; poi, il 10 aprile 1946, da quello stesso Consiglio fu scelto come “Sindaco” con diciotto voti su venti.
Restò in carica cinque anni, precisamente fino al 6 giugno 1951, seppur con una piccola sospensione di due mesi per un avvenimento che lo rese famoso. Ma cosa successe di così grave da provocare l’intervento del Prefetto di Bologna tanto da indurlo ad una sua sostituzione? Lo racconterò brevemente. Accadde che, alle soglie dell’inverno 1946/’47, il neo-sindaco confiscò il raccolto del mais ai grandi proprietari terrieri del Comune e lo fece distribuire durante i mesi invernali alle persone più bisognose del suo territorio.
Come tutti sanno, dal granturco si ricava una farina, caratteristica delle nostre zone, con cui si fa la polenta: era questo il cibo-principe per contrastare le carenze alimentari che si facevano sentire in modo assai brusco durante il primo anno del dopoguerra, soprattutto presso le persone più indigenti. Infatti durante i mesi più freddi Luigi Gardi fece distribuire le scorte di mais che aveva confiscato, alleviando così la fame a parecchie famiglie; ma quella sua mossa, che gli era costata una denuncia da parte degli agrari, indusse il Prefetto ad ordinare la sospensione del suo mandato, sostituendolo con l’Assessore anziano Riccardo Pedrini come ”Sindaco facente funzioni” ; questa “anomalia” si protrasse per due mesi, esattamente dal 13 agosto 1947 al 14 ottobre dello stesso anno, giorno in cui il Prefetto reintegrò Luigi Gardi come “Primo cittadino”, riconoscendo la «…non punibilità del fatto…» e che il suo provvedimento era avvenuto «…per eventi straordinari…». L’anno successivo venne assolto con formula piena anche nel processo che gli era stato intentato.
Così come Francesco Zanardi, Sindaco di Bologna, passò alla storia come “il sindaco del pane” anche Luigi Gardi è ricordato come “il sindaco del frumentone” (non “sindaco del mais”, perché nelle nostre zone non si usava quest’ultimo termine, bensì la parola dialettale “furmintòn”) per quella sua iniziativa a favore dei meno abbienti del Comune di Malalbergo. Ma chi era questa persona così rilevante? Vediamo brevemente.
Luigi Gardi era nato il 30 settembre 1903 a Lugo (Ra) poi, ancor adolescente, dovette seguire la famiglia a Massalombarda (Ra); dopo aver conseguito il diploma di ragioniere, nel 1929 si trasferì ad Altedo e trovò lavoro come impiegato nella “Tenuta Castelvetri”. Mettendo a frutto il suo livello di studi e le sue capacità organizzative, dopo qualche tempo divenne il “fattore” dell’azienda, con compiti via via più importanti.
Da sempre avverso al fascismo, entrò da militante nel Battaglione Gotti della “4^ brigata Venturoli Garibaldi”, operando sul territorio di Malalbergo; inoltre é stato riconosciuto come “partigiano attivo” per il periodo dal 1° maggio 1944 alla Liberazione. Eletto Consigliere nelle elezioni del marzo 1946, partecipò al primo Consiglio comunale: al momento della votazione e di fronte alla rinuncia del capolista Luigi Zucchini, Luigi Gardi, che era il secondo della lista vincitrice delle consultazioni elettorali appena concluse, accettò la carica e s’insediò alla guida del Comune. Al termine del mandato, nel 1951, venne rieletto nel successivo Consiglio ma non fu riconfermato alla massima carica, sostituito da Primo Carlini; tuttavia accettò la carica di “Assessore Delegato del Sindaco per Altedo”. Ma il 27 febbraio 1952, quasi come “fulmine a ciel sereno”, diede le dimissioni da tale carica rimanendo come semplice consigliere; fu quindi sostituito da Ardelio Parisini.
Ma perché prese tale improvvisa decisione? Avendo ricevuto una consistente e ben remunerata offerta di lavoro, ritornò con la famiglia a Massalombarda già nell’estate di quell’anno: quella fu la vera ragione che lo avrebbe portato a quelle improvvise dimissioni. Gli impegni lavorativi in Romagna ed anche la distanza, non eccessiva ma pur sempre consistente per quei tempi, lo portarono a diradare sempre più frequentemente il Consiglio comunale: tale lontananza fu il vero motivo che lo portò a non presentarsi come candidato alle successive elezioni del 1956, né al Comune di Malalbergo né a quello di Massalombarda. Così, poco alla volta, andò ritirandosi da qualunque attività politica. In seguito, dopo alcuni anni da pensionato vissuti in quello che era stato il suo paese nel ravennate, verso la fine degli anni Sessanta seguì a Genova il figlio Giuseppe, che ricopriva un ragguardevole incarico presso un’importante catena di distribuzione; così, in quella città sul mare, lontana dalle sue pianure emiliane e romagnole, trovò morte serena il 10 febbraio del 1973.
Le iniziative da lui messe in atto in ambito comunale furono sostanziose: infatti c’erano da ricostruire tanti edifici distrutti o lesionati, senza escludere poi i tantissimi danni, anche morali, provocati dalla guerra; tale suo lavoro si esplicò soprattutto a Malalbergo, dove bisognava intervenire in modo subitaneo perché gli edifici distrutti, o danneggiati gravemente, superavano il 70%. Il simbolo di quella riedificazione fu il Palazzo Municipale, vanto di tutto il Comune perché progettato dall’illustre architetto Giuseppe Mengoni.
Anche ad Altedo le sue capacità nella pianificazione si fecero sentire molto, sia nella riorganizzazione degli spazi in paese sia nel ripristino degli edifici lesionati e negli aiuti alla popolazione. Sostanzialmente, rappresentò sempre, agli occhi dei cittadini, una “guida sicura” in ambito comunale, soprattutto riguardo a decisioni quasi mai semplici.
L’Amministrazione Comunale di Malalbergo, in data 10 ottobre 1987, gli ha dedicato una via ad Altedo. Però, avendo la sensazione che una persona di tale importanza stia per essere oggi dimenticata, ci sarebbe bisogno, a mio avviso, di una sua completa valorizzazione. Ed io, con questo breve scritto in suo ricordo (in verità assai modesto), vorrei contribuire a mantenerne la memoria.
Foto:
1. Luigi Gardi.
2. Luigi Gardi. Sullo sfondo il nuovo Municipio sorto sulle fondamenta del vecchio edificio progettato dall’architetto Giuseppe Mengoni, bombardato il 19 aprile 1945.
Ricerca del professor Giulio Reggiani