Un romanzo storico per una storia italiana, dal paese ferrarese alla guerra, e ritorno.

UN ROMANZO STORICO DI CORRADO POCATERRA
– Scheda bibliografica di GIAN PAOLO BORGHI
Il ferrarese Corrado Pocaterra, storico, esperto d’arte e collaboratore del MAF di Ferrara, noto autore di varie pubblicazioni su queste tematiche, è al suo esordio come autore di romanzi storici. Questo suo recente libro,”Una antica storia italiana”, incentrato su vicende familiari, e, in particolare, su significativi stralci della storia di vita del nonno Berto, si articola con efficacia tra dimensione nazionale (la Grande Guerra) e locale (l’universo contadino di San Bartolomeo in Bosco, nel ferrarese) in un mixage di grande effetto, dal quale traspaiono stati di profonde emozioni, affetti familiari, il doloroso e forzato abbandono della terra per affrontare le dure esperienze belliche, e l’insperato, in seguito ostinatamente ricercato, sentimento di amicizia tra uomo e animali da soma. L’epilogo della storia di Berto, dopo un’ulteriore esperienza al Primo Reparto Recupero Proiettili, coinciderà con il suo avventuroso ritorno ai campi di casa in condizioni menomate, ma che non saranno in alcun modo di ostacolo al suo rinnovato rapporto con il quotidiano vivere contadino, sua autentica ragione esistenziale.
Una inaspettata lettera (che si rivela di chiamata alle armi) sconvolge gli abituali tempi e ritmi di Berto Pocaterra, detto Zarmàn (Tedesco), dal soprannome di famiglia, coltivatore del Fondo Campomarzo 1°, che, a causa di questa missiva, ben presto sarà costretto a “trasformarsi” in Roberto Pocaterra, artigliere, matricola 10927. Simbolo di questa forzata metamorfosi è una spartana valigia di legno, per i suoi effetti personali, che lo accompagnerà in caserma e verso il fronte, in un crescendo di ansie e di rischi. La splendida copertina realizzata da Matteo Venturini sottolinea questa fase della vita del protagonista.

Nonostante la non facile convivenza con eventi tragici e di sangue, a Berto non verranno mai meno sia le amicizie con i compagni d’arme e il rispetto per alcuni suoi comandanti, sia le amorevoli parentesi che lo condurranno frequentemente alla scrittura di lettere alla sua adorata moglie Giuseppina, in trepida attesa a casa.
Lontano dai suoi affetti e dalla sua terra, Berto rivive nostalgicamente parentesi della sua vita al Fondo Campomarzo 1° con intensa memoria dei tempi trascorsi e mai dome speranze per il futuro. In questa dimensione riemergeranno in maniera incisiva le fasi del calendario della campagna, del lavoro agricolo e dei suoi personaggi (come il pittore Nino e la stròlga), unite all’attenzione per gli oggetti e gli strumenti di uso quotidiano (al spatézz, ovvero il girello per i bambini, per fare un esempio).

Il romanzo, leggibilissimo, non è ancora entrato nel circuito commerciale. Ai lettori eventualmente interessati comunico di averne consegnata copia alla Biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna, su disposizione dell’autore.

*** IL ROMANZO
Corrado Pocaterra, Una antica storia italiana, PressUp, Nepi (Viterbo), 2025, pp.130, s.i.p.