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Una "Testa di ponte sul Reno" del 1860


Venerdì 26 febbraio, ore 16.30 al teatro Alemanni di Bologna, via Mazzini 65, nell'ambito del ciclo
Fra Storia Musica e Parole - Chiacchiere in libertà all'Alemanni il venerdì pomeriggio
Chiara Sirk presenta Vittorio Emanuele Vacchetti
che farà una panoramica su un curioso aspetto della storia di Bologna, ancora oggi ben riscontrabile.
"Il campo trincerato a Bologna (1860-1880)
Ingresso libero
Per iniziativa del Club il diapason, si parlerà di una bella storia: 25000 uomini, 400 cannoni, forti lunette, polveriere a difesa del nuovo Stato Italiano dagli austriaci che erano di là da Po.
Ma nel contempo uno stimolo ad una nuova Città, ad una nuova Università e ad una nuova classe dirigente.
Nei primi mesi del 1860 a Casalecchio fu costruita l'opera più importante di tutto il Campo trincerato e precisamente la "
Testa di ponte su Reno", opera che aveva oltre un chilometro di sviluppo (triangolo con mt. 450 alla base e 300 mt. per ogni lato); era armata di 16 bocche di fuoco ed aveva un presidio di oltre 1000 soldati. Nel 1864 l'opera fu semplificata dopo la costruzione di batterie sulla sinistra del Reno, in stretto collegamento di fuoco con la stessa Testa di Ponte.
Nel preambolo storico a "Le mura perdute'" di Giancarlo Roversi (1985), Franco Bergonzoni dice:

Tre o quattro o cinque cerchie? ... nel conto, curiosamente, non entrò mai quella che in realtà è stata l'ultima vera fortificazione della città cioè l'ampio giro di trincee, terrapieni, lunette e batterie realizzato subito dopo l'annessione al Piemonte per iniziativa del Generale Manfredo Fanti e che venne a costituire quello che allora veniva chiamato il campo trincerato di Bologna.
Il ricordo dei laboratori dell"'Aldini-Valeriani" si lega allo sviluppo della nuova Bologna industriale.
Dopo il crollo dell'industria della seta, i corsi dell'istruzione tecnica, post-elementare, dell"'Aldini-Valeriani", consentono di avviare in città la rivoluzione industriale che già avanza in Europa e di fornire alla nascente industria locale la necessaria cultura professionale, le necessarie conoscenze tecniche, e uomini, per un progetto di ammodernamento, che si è consolidato nel settore meccanico ed elettro-meccanico. Bologna rinasce così con idee nuove, con tecniche aggiornate: un merito anche di Aldini Giovanni (1762-1834) e Valeriani Luigi (1758-1828) che lasciarono i loro patrimoni al Comune di Bologna.

Testo e foto da
http://www.clubdiapason.org/index2.html info e prenotazioni 347 0737459


Scritto in Bologna | Iniziative di Comuni, scuole e associazioniinvia ad un amico | letto 1838 volte

Inserito da redazione il Mer, 2010-02-24 06:38