Emozione barocca. Il Guercino a Cento. Mostra online

Visita virtuale della mostra “Emozione Barocca. Il Guercino a Cento” #laculturanonsiferma. È questo lo slogan che sta muovendo la cultura nel nostro paese da quando il Covid19 ha cambiato le nostre vite. Anche l’amministrazione di Cento sta lavorando in questa direzione, con la consapevolezza che nei momenti di grande difficoltà non bisogna arrendersi, ma occorre saper trovare nuove strade con nuovi strumenti. Si è quindi rivolta a Photoactivity, una realtà centese che vanta realizzazioni virtuali di grandissima importanza come la biblioteca dell’Istituto dei Beni Culturali e il MAGI900. Il progetto è andato avanti nonostante tutte le difficoltà derivate dalle disposizioni restrittive della mobilità, con riprese dal vivo attuate con le necessarie precauzioni, tanto lavoro a distanza, confronti, revisioni fino alla conclusione. L’operazione permetterà a tutti coloro che non hanno potuto visitare la mostra “dal vivo” di godere delle opere del Maestro centese, rimanendo comodamente seduti sul divano di casa da tutti i paesi del Mondo.
Sarà possibile visitare i luoghi e le opere che sono stati protagonisti della mostra “Emozione Barocca. Il Guercino a Cento”.
La mostra è visitabile al link: https://www.guercinoacento.it/mostra-guercino-a-cento/ Leggi Tutto

21 aprile 1945 : Bologna libera

In occasione del 75° anniversario della Liberazione di Bologna (21 aprile 1945) e dell’Italia (25 aprile 1945) riproponiamo  alcune immagini selezionate per un lezione su “Fascismo, guerra e Liberazione” tenuta nella scuola elementare di Cento e conservate nell’ Archivio immagini di questo sito, un nostro articolo pubblicato lo scorso anno, e due filmati inediti pubblicati recentemente e visibili online:
https://www.pianurareno.org/new/2019/04/22/21-27-aprile-1945-bologna-e-tutto-il-nord-italia-finalmente-liberati/
http://www.pianurareno.org/new/album-immagini-pianurareno-org/nggallery/immagini-pianura-reno/LLiberazione-di-Bologna-e-d’Italia
http://www.pianurareno.org/new/album-immagini-pianurareno-org/nggallery/immagini-pianura-reno/La-Liberazione-di-Bologna-e-d’Italia—2
https://www.youtube.com/watch?v=C7VUCnfVFP8&feature=share&fbclid=IwAR1-KL2XW0UkUDklQhd5JTZcy6hfe4pAn8bg1gIR3F0SZxVrb9YpcoVgZzs
La Liberazione di Bologna – filmato di Luciano Bergonzini girato il 21 aprile 1945
https://video.repubblica.it/edizione/bologna/the-forgotten-front-il-doc-con-immagini-inedite-della-resistenza-a-bologna/358428/358985?fbclid=IwAR387x38SgubPMamSUYpVB4o3lW-V-UmeQMC4MvE5O_Mb8wR5ZAvm2Je288
“The Forgotten Front”: il doc con immagini inedite della Resistenza a Bologna

Un nuovo film con preziosissimi materiali d’archivio inediti per celebrare il 75° anniversario della Leggi Tutto

RIFLESSIONI SULLA CACCIA ALLE STREGHE
Appunti di storia di Giovanni Pellegrino e Ermelinda Calabria-
Nel Medioevo esisteva una fortissima paura del diavolo e delle streghe . In tutte le classi sociali nel periodo di tempo compreso tra il 1450-1750 tale paura si trasformò in una psicosi collettiva dando origine alla “caccia alle streghe”. In tale periodo storico in Europa e nel nuovo mondo finirono sul rogo più di 100.000  “streghe” accusate di essere in combutta con il diavolo. Contro tali streghe si scatenò una vera e propria psicosi di massa che colpì individui appartenenti a tutte le classi sociali.
Ma come nacque la caccia alle streghe? Essa nacque da una nuova interpretazione della stregoneria che fino alla bolla di Papa Innocenzo VIII (1484) era stata combattuta solamente con la predicazione. Ma in quel contesto storico caratterizzato da spaccature religiose e dure guerre di religione venne esacerbato il senso del peccato. Le responsabilità dell’uomo e soprattutto della donna per le disgrazie del mondo prese ad ossessionare le alte sfere religiose e laiche sia cattoliche che protestanti. Le donne furono le prime ad essere sospettate e colpevolizzate in quanto erano ritenute particolarmente sensibili alle lusinghe del diavolo in quanto discendenti di Eva.

Ma di che cosa erano accusate le streghe ? esse erano accusate di un crimine di lesa maestà divina ed umana e di avere dei poteri magici derivanti da Leggi Tutto

Le collezioni del Museo Civico Archeologico di Bologna on line

Le raccolte del Museo Civico Archeologico di Bologna si sono accresciute a partire da un primo nucleo formato dalle collezioni dell’Università di Bologna (collezioni Aldrovandi, Cospi, Marsili, Lambertini), successivamente arricchite dall’eccezionale raccolta del pittore bolognese Pelagio Palagi acquisita dalla città nel 1861. Di lì a poco iniziò la fortunata stagione degli scavi urbani, inaugurata nel 1869 con la scoperta delle tombe etrusche presso la Certosa, a cui seguirono anni di importanti rinvenimenti nella città e nel territorio circostante. Attualmente le collezioni del Museo vantano circa 200.000 opere, suddivise in sezioni che in parte mantengono ancora i criteri espositivi e l’ordinamento originali.
“ETRUSCHI. VIAGGIO NELLE TERRE DEI RASNA” in VIDEO
La complessa situazione sanitaria nazionale non permette attualmente di dire quando potremo riaprire la mostra, la cui chiusura è prevista per il 24 maggio. Vi segnaliamo però che è possibile vedere, grazie ad un documentario girato da Lepida TV, una presentazione del museo e della mostra ad opera delle archeologhe del Museo Laura Minarini e Marinella Marchesi.
Grazie a IBC EMILIA – ROMAGNA; Assessorato alla Cultura Regione Emilia Romagna e LepidaScpA che hanno promosso e reso possibile la realizzazione del filmato http://lepida.tv/video/museo-archeologico-di-bologna 

Papa Paolo III da Ferrara a Bologna, passando per Malalbergo.

Il viaggio da Ferrara a Bologna di Papa Paolo III sulla via d’acqua – Correva l’anno 1543
– Testo di Dino Chiarini-

Papa Paolo III, al secolo Alessandro Farnese, era nato a Canino (VT) il 29 febbraio 1468 e fu il 220° papa della Chiesa Cattolica; salì al soglio pontificio nel 1534 e vi rimase fino alla morte, avvenuta a Roma il 10 novembre 1549. Già ordinato Cardinale da papa Alessandro VI nel 1493, nel dicembre del 1532 ebbe l’alto incarico di accompagnare l’imperatore Carlo V d’Asburgo nel suo ingresso a Bologna per l’incontro con l’allora papa Clemente VII.
I suoi rapporti con Ercole II, duca di Ferrara, furono ottimi, soprattutto dopo l’accordo stipulato il 21 gennaio 1539 riguardante il censo dovuto alla Santa Sede. Da Pontefice, operò numerose visite pastorali: in una di queste, partito da Roma il 26 febbraio 1543 e diretto in Emilia, arrivò in aprile a Modena, raggiungendo poi Parma, quindi Piacenza e dal 15 al 19 aprile tornando di nuovo a Parma. Qui gli giunse l’invito dalla nobile casata degli Este di visitare Ferrara; partì da Brescello il 21 aprile a bordo di un bucintoro e solcando le acque del Po arrivò nelle vicinanze di Bondeno, dove l’aspettava il duca di Ferrara con sessanta carrozze.

Ercole II condusse l’ospite nel bellissimo Palazzo del Belvedere, dove il Papa trascorse la notte. Il mattino seguente Leggi Tutto

Torta di riso alla bolognese o alla ferrarese?

Torta di riso alla bolognese e torta di riso alla ferrarese. Dove sta la differenza? Ricette e ricerca storica di Giulio Reggiani e Roberto Cacciari
– Introduzione-
Già da svariati anni intendiamo proporre ai nostri (affezionati?) lettori un piatto conosciuto ed apprezzato del territorio di Poggio Renatico; ma tale piatto deve avere una tradizione legata a questo territorio ed anche un passato “autentico”. Non abbiamo mai derogato da questa nostra linea: infatti nei Quaderni poggesi abbiamo sempre puntato ad una visione “storicistica” della gastronomia nostrana, con cibi che dovevano avere un retroterra storico-cultural-localistico; piatti però ancora in auge tutt’oggi ed anche – e noi diciamo sicuramente – con un “futuro dietro le spalle”. Siccome abbiamo sempre puntato la nostra attenzione su alimenti “consistenti”, cioè costitutivi essenzialmente di “primi” o “secondi” piatti, stavolta vogliamo proporre ai nostri (affezionati?) lettori qualcosa che quasi sempre va a chiudere pranzi e cene: il dolce. Ci sono svariati dolci locali che hanno un passato centenario, anzi diremmo pluricentenario: fra questi ne abbiamo scelto uno che s’inquadra molto bene nella tradizione poggese: Leggi Tutto

Raffaello, una grande mostra mancata a portata di clic

Avrebbe dovuto aprire i battenti il 5 marzo ma purtroppo a fine febbraio il decreto anti-coronavirus ha fermato l’attesissima mostra dedicata a Raffaello. Non sarà la stessa cosa ma adesso è possibile ammirala online. Pensata per celebrare i 500 anni dalla morte dell’artista, la mostra era stata allestita a Roma presso le Scuderie del Quirinale. Mancavano una manciata di giorni, meno di due settimane all’avvio ma il coronavirus è riuscito a fermare anche quello che dagli amanti dell’arte era considerato l’evento dell’anno. Così gli organizzatori hanno offerto la possibilità di fare una passeggiata virtuale all’interno della mostra attraverso i canali social. Ma non solo.
Le Scuderie del Quirinale riaprono virtualmente le porte della mostra “Raffaello.1520-1483” con video-racconti, approfondimenti e incursioni nel backstage che, attraverso i canali social, permetteranno di ammirare alcune tra le più belle opere esposte e presenteranno dettagli e curiosità sull’arte del pittore rinascimentale e sulla più grande rassegna mai tentata finora.
Con l’hashtag #RaffaelloOltreLaMostra sarà possibile ascoltare il racconto dei curatori e partecipare virtualmente agli incontri ospitati Leggi Tutto

Bologna racconta, storie e opere dei suoi musei

Bologna racconta è la rubrica con cui TRC Bologna è andata alla scoperta di personaggi, luoghi, opere di Bologna, proposti attraverso le immagini, ma soprattutto le parole, di storici, esperti e referenti di musei, biblioteche e dimore antiche. Un viaggio nella storia attraverso i luoghi di Bologna ed alcuni oggetti simbolo in essi conservati, a cura di Alessio Bellodi (regista) e Giada Guida (giornalista). Proponiamo qui di seguito il link per vedere le 4 puntate registrate all’interno di alcune sedi dell‘Istituzione Bologna Musei con l’elenco degli oggetti simbolo scelti da ciascun museo per rappresentare le proprie collezioni permanenti, nel contesto storico e culturale della città e del territorio.Un ringraziamento speciale alla redazione di TRC Bologna per la gentile concessione.
Il Museo del Patrimonio Industriale.La fornace Galotti, il mulino da seta “alla bolognese”, la macchina ACMA 713
Il Museo Davia Bargellini. La Madonna dei denti di Vitale da Bologna e la berlina da gala
Il Museo Civico Medievale. Il monumento funebre di Giovanni d’Andrea, la statua di Bonifacio VIII e il San Pietro Martire di Giovanni di Balduccio
Il Museo Civico Archeologico (collezione egizia). Il set funerario di Usai, il sarcofago di Ibi, la statua di Uahibra

http://www.museibologna.it/articoli/49899/offset/0/id/101897

Museo della comunicazione Pelagalli online

Un tour virtuale apre le porte di uno dei musei didattici più interessanti del Paese, dal 2007 patrimonio culturale dell’UNESCO, che ogni anno ospita scolaresche da tutte le regioni italiane. Nell’impossibilità di muoversi da casa, gli studenti potranno visitare la straordinaria collezione di oggetti raccolta negli anni da Giovanni Pelagalli, ideatore e fondatore del museo. Nato nel 1989, il Museo della Comunicazione e del Multimediale Giovanni Pelagalli di Bologna, mette a disposizione del pubblico più di 1500 pezzi, tutti perfettamente funzionanti,. Uno straordinario patrimonio che racconta la storia dei mass media e della riproduzione musicale, a partire dal 1760.
Attraverso le diverse sezioni in cui si articola lo spazio espositivo si dipana il racconto, rigorosamente scientifico e cronologico, della storia della comunicazione audiovisiva dal XVIII secolo ad oggi. La prima sezione è interamente dedicata alla radio e al suo inventore, il bolognese Guglielmo Marconi di cui si conservano anche oggetti personali, scritti e fotografie. E poi grammofoni, dittafoni, fonografi a rullo e organi musicali, fino ad alcuni esemplari unici di juke-box, ai prototipi dei telefoni (a cominciare da quello di Antonio Meucci), alle lanterne magiche ottocentesche, ai computer degli anni ’80.

Leggi Tutto

Tra scienza e … gruppi magici, ancora nel nostro tempo

Premessa redazionale – In un periodo in cui la maggior parte delle persone attende e  trova nella scienza la risposta per sconfiggere un terribile virus che imperversa in mezzo mondo, c’è chi confida ancora nella magia e si è creato un mondo parallelo di credenze in  poteri soprannaturali.  E anche questo è un fenomeno che continua ad albergare nella nostra complessa società –
RIFLESSIONI SUI  GRUPPI MAGICI  di Giovanni Pellegrino e Ermenegilda Calabria.
I movimenti magici sono gruppi costituiti da persone che si riuniscono per praticare riti magici al fine di ottenere determinati vantaggi o di raggiungere determinate conoscenze. A differenza del rapporto mago-cliente che si basa su un rapporto di tipo professionale tra i membri dei movimenti magici non esistono rapporti di tipo professionale ma vengono instaurati rapporti che non hanno motivazione di tipo strumentale ma si basano su legami interpersonali stretti, di conseguenza se vogliamo comprendere di più le motivazioni che spingono un individuo a entrare a far parte di un gruppo magico dovremo tener conto di molte variabili. Una questione molto importante riguardante i gruppi magici è la seguente: da quali fattori dipende il successo di un gruppo magico?
A nostro avviso il successo o il fallimento di un movimento magico dipende essenzialmente da tre fattori: le qualità del leader, le motivazioni dei componenti, e i fini del gruppo si propone di raggiungere.

Per Leggi Tutto