Giuseppina Cattani, scienziata e docente universitaria bolognese

L’ultimo appuntamento del ciclo dedicato alle illustri scienziate bolognesi  dal “Chiostro dei Celestini” è quello con Giuseppina Cattani, la prima donna a far parte della Società medico chirurgica di Bologna e la seconda dello stato italiano, dopo Montessori, ammessa all’insegnamento universitario.
Nata ad Imola nel 1859 da famiglia di umili condizioni ma di grande apertura culturale, Giuseppina ottenne senza difficoltà di poter frequentare il liceo classico (il Galvani ndr.) e di iscriversi poi alla Facoltà di Medicina e Chirurgia, dove si laureò nel 1884. Attratta dalla ricerca scientifica, la Cattani si dedicò insieme al suo maestro, il professor Guido Tizzoni, allo studio sul tetano arrivando alla messa a punto di un siero antitetanico che sarà largamente usato in Italia.
Giuseppina Cattani non fu solamente una dottoressa e una scienziata straordinaria. Tra i suoi molti interessi va annoverata la passione politica, che negli anni della giovinezza le vide militante nelle file degli internazionalisti di Andrea Costa.
I rapporti del Gabinetto di Prefettura conservati all‘Archivio Leggi Tutto

Un costruttore e patriota dell’800: l’ing. Antonio Giordani di Cento

L’ing. Antonio Giordani fu una delle personalità di maggiore caratura nel panorama centese del secolo XIX. Nacque a Cento il 2 luglio 1813, da famiglia venuta dal Veneto, e morì il 2 maggio 1897. La sua vita fu tratteggiata con maestria dal commosso necrologio apparso sulla Gazzetta dell’Emilia a firma di Antonio Orsini – ( Premessa di Adriano Orlandini)

“In Bologna studiò matematica riportandone la laurea nel 1835. Sul principio del 1831 egli pure aveva preso il fucile ed in quel manipolo di animosi mostrò come sino dai primi anni serbasse fervido nel petto l’amore all’Italia. Rimpatriato, tutto diedesi alle cure della famiglia, all’esercizio della sua professione ed alla cosa pubblica. L’anno 1837 venne ascritto alla centese Accademia dei Rinvigoriti, della quale, sei anni dopo, fu eletto segretario, per esserne poi ultimo presidente (1860-72). Nel 1840 trovavasi già Consigliere del Comune, nel qual tempo collaborò insieme ad altri architetti, negli studi d’impianto e di costruzione del Cimitero, divenuto uno dei monumenti più ragguardevoli di questa città.

Nel 1845 il Giordani diede opera all’impianto di una Società di Mutuo Soccorso fra gli Artieri di Cento della quale sostenne l’ufficio di Segretario. Salito al Pontificato il Cardinale Mastai anche Giordani inneggiò al papa riformatore, che liberava dal carcere e dall’esilio i condannati per fatti politici.

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Giulietta Masina, una grande attrice nata a S. Giorgio di Piano

San Giorgio di Piano è una tipica località della pianura tra Bologna e Ferrara, città equidistanti a circa venti chilometri. Giulietta Masina vi nacque il 22 febbraio 1921, per poi trasferirsi a Roma fin dall’adolescenza.
Figlia del violinista e professore di musica Gaetano Masina e della maestra Angela Flavia Pasqualin, trascorse buona parte della sua adolescenza a Roma presso una zia rimasta vedova. Frequentò il ginnasio e il liceo dalle Suore Orsoline, quindi si laureò in Lettere e Filosofia all’Università “La Sapienza”.
Durante gli studi coltivò la passione per la recitazione: sin dalla stagione 1941-1942 partecipò a numerosi spettacoli di prosa, danza e musica nell’ambito del Teatro Universitario nei locali dello Stadium Urbis, che poi diventerà il Teatro Ateneo. In quella seguente (la 1942-1943) entrò nella Compagnia del Teatro Comico Musicale dove si esibì come ballerina, cantante e attrice in diverse operette e commedie brillanti, e fece il suo ingresso nella radio recitando insieme a Nella Maria Bonora e Franco Becci, all’epoca voci assai popolari.

Si fa subito notare nella trasmissione di successo Terziglio, basato sulle avventure dei fidanzati (e poi novelli sposi) Cico e Pallina, recitati insieme all’annunciatore Angelo Zanobini e scritti da un versatile redattore umorista della rivista satirica Marc’Aurelio, Federico Fellini, Leggi Tutto

Una vittima centese della discriminazione e della “Shoah”: Maurizio Leone Padoa

UN MARTIRE ‘CENTESE’ DELLA SHOAH: IL PROF. MAURIZIO LEONE PADOA Biografia a cura di Adriano Orlandini-
A metà del Settecento la famiglia ebraica dei Padoa gestiva una grande impresa con sedi a Cento, Venezia e Londra. I Padoa esportavano soprattutto canapa prodotta nelle terre tra Ferrara e Bologna: materia prima fondamentale per le costruzioni navali, la canapa serviva a produrre vele, gomene e funi. Nei mari di allora il dominio della flotta inglese si sostituiva ovunque a quello della flotta olandese. Le navi olandesi usavano canapa delle Fiandre, quelle inglesi canapa della pianura padana, la migliore del mondo. All’ascesa della flotta britannica corrispose quindi anche quello della Casa Padoa di Cento, che aveva la sua sede in un palazzo di fronte al Ghetto, nell’attuale via Malagodi. Sulla metà dell’Ottocento Pellegrino Padoa era tra i più importanti contribuenti dello Stato Pontificio. Ma la navigazione a vela aveva ormai i giorni contati ed i bilanci di Casa Padoa improvvisamente si colorarono di rosso, portando nel 1887 al fallimento di quella che era la più antica casa commerciale di Cento. Dopo il fallimento della società, Casa Padoa fu abbandonata e l’area fu acquistata dalla Cassa di Risparmio, che più tardi demolì l’edificio.

Nel frattempo (nel 1870) Felice Padoa, figlio di Pellegrino, aveva lasciato Cento per andare a dirigere la sede bolognese della società. E a Bologna, dal matrimonio di Felice Leggi Tutto

Aroldo Bonzagni, pittore futurista, da Cento a Milano

Aroldo Bonzagni, pittore futurista
– Un articolo scritto nell’anniversario della morte di un artista che visse nella nostra zona e morì il 30 dicembre 1918. Paola Rambaldi 30/12/2020-
“Dopo il terribile secondo picco, nell’autunno del 1918, l’influenza Spagnola aveva allentato un po’ la presa su Milano. Si moriva meno e questo aveva autorizzato un incauto ottimismo. Le feste di fine anno incombevano, osti e proprietari di cinematografi premevano perché le misure restrittive fossero allentate, in modo da consentire ai milanesi di festeggiare la fine di un anno che aveva visto terminare anche la prima guerra mondiale.
Ma già il 30 dicembre lo Stato civile di Milano contava 107 morti accertati di Spagnola. Fra di loro un giovane artista di grandi speranze: Aroldo Bonzagni. Il giorno prima l’amico pittore Leonardo Dudreville era andato a trovarlo, allarmato dalla chiamata di Archimede Bresciani, che con Bonzagni condivideva lo studio: “Bonzagni muore! … Han parlato di polmonite, di pleurite, di ‘Spagnola’ … Han provato di tutto, ma quello se ne va… se ne va… se ne va!”. Bonzagni era a letto, ma il viso sorridente era “tremendamente scarno e terreo”, la mano “già abbandonata alla vita”, scriverà Dudreville.

In questa seconda pandemia qualche giornale ha ricordato i pittori morti di Spagnola un secolo fa: Gustav Klimt e l’allievo Egon Schiele, ma hanno dimenticato Leggi Tutto

Benedetto Schiassi studiato da Leonardo Arrighi

Una storia esemplare che merita di essere conosciuta: il prof.Benedetto Schiassi studiato da Leonardo Arrighi – Ricerca di Galileo Dallolio-
Il link di questo mese è con un libro di storia , scritto da Leonardo Arrighi che vive a Mezzolara di Budrio che è dedicato al grande medico Benedetto Schiassi, nato a Mezzolara di Budrio.
Come è facile dedurre, il collegamento va subito a studiosi ed appassionati finalesi che trovano nel luogo dove si è nati o si è vissuto , persone ed eventi da studiare e divulgare. Ma va anche verso giovani laureati finalesi affinchè possano conoscere la storia di un giovane studioso che realizza qualcosa di semplice e di eccezionale: studia cinque medici di Budrio e ne ricava cinque mostre e un libro accolto dalla comunità medica e dal pubblico in modo entusiasmante.
Ovviamente avere come oggetto di studio cinque medici è una situazione rara, ma è il metodo che merita di essere conosciuto e accolto e che qui propongo. In modo semplificato Leonardo Arrighi ha individuato argomenti correlati tra di loro , ha trovato partner di idee e collaborazioni, ha approfondito gli studi pubblicando monografie e realizzando mostre, per poi raggiungere un primo fondamentale obiettivo pubblicando un testo esemplare.
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Armando Zucchini , ciclista di Altedo negli anni Trenta

Un ciclista altedese alla ribalta negli anni Trenta: Armando Zucchini Biografia a cura di Dino Chiarini
Premessa – Il 2020 è un anno molto particolare; tutto il mondo è stato “vittima” della pandemìa virale causata dal “Covid 19” che ci ha rivoluzionato la vita e ha pure stravolto tutto il mondo dello sport. Campionati interrotti e mai più ripresi, altri “condensati” tra giugno e luglio, altri “spostati” e “accorciati” nei rimanenti mesi o addirittura fatti “slittare” di un anno, come i Giochi della XXXII Olimpiade o i Campionati Europei di calcio. Anche il calendario ciclistico ha subito delle mutazioni importanti; molte gare sono state annullate, altre spostate di qualche mese. Tra queste ultime, le due maggiori “classiche”, il Tour de France e il Giro d’Italia si effettueranno, il primo fra pochi giorni e il secondo in ottobre. Infatti, il 107° Tour de France (che si svolgeva in luglio), partirà il 29 agosto e terminerà il 20 settembre, mentre il 103° Giro d’Italia (che si correva in maggio), si svolgerà dal 3 al 25 ottobre.
Nell’attesa della partenza di questa competizione ciclistica italiana, tanto cara agli appassionati della bicicletta, voglio qui ricordare uno dei protagonisti degli anni Trenta Leggi Tutto

Dante Nardi, un altedese con maglia del Bologna e tanti gol segnati in tante squadre

Dante Nardi, un altedese che giocò nel Bologna e si fece onore su tanti campi di calcio. Biografia a cura di Dino Chiarini.
Ricorre quest’anno il centenario della nascita di Dante Nardi, nato ad Altedo (Comune di Malalbergo) il 6 gennaio 1920, calciatore professionista negli anni Quaranta/Cinquanta del secolo scorso.
Cresciuto calcisticamente nell’Altedo A.G.C., debuttò in prima squadra a soli quattordici anni nel Campionato di Terza Divisione 1934/35. Nell’autunno del 1936 passò nelle giovanili del “Bologna A.G.C.” dove nel 1937 con la squadra juniores partecipò a Ginevra al “Trofeo Internazionale Giovanile” Walter Bensemann vincendo il prestigioso torneo. L’anno successivo lo stesso “Trofeo” si disputò a Strasburgo e il Bologna A.G.C., sempre con Nardi in campo, vinse di nuovo il torneo.
Nel 1939 Dante Nardi fu dato in prestito al Rimini Calcio, dove rimase per due anni, disputando, nel ruolo di mezzala metodista, eccellenti campionati di Serie C e segnando complessivamente nel biennio 30 reti. Ritornato dal prestito a Bologna, il 21 dicembre 1941 debuttò in Serie A con la maglia rossoblu nella partita che vedeva il Bologna Leggi Tutto

“Padre Marella” un “beato” col cappello in mano

Don Olinto Marella, più noto come “padre Marella”, verrà proclamato “beato” a Bologna, domenica 4 ottobre, nel giorno in cui la città celebra il patrono san Petronio. Lo ha annunciato l’arcivescovo cardinale Matteo Zuppi, nei giorni scorsi, subito dopo la benedizione con l’immagine della Madonna di San Luca, patrona della città, in piazza Maggiore.
– Perchè a Bologna, visto che Padre Marella era veneziano di nascita? Perchè a Bologna, e nel territorio bolognese, ha vissuto e operato per decenni ed era una “istituzione”, nota e benvoluta da tutti. Merita quindi una citazione biografica –
Olinto Giuseppe Marella nacque il 14 giugno 1882 a Venezia nell’isola di Pellestrina, secondogenito dei quattro figli di Luigi Marella (1851-1903), medico condotto e pioniere dell’elioterapia, e Carolina de’ Bei (1852-1940), di famiglia triestina e maestra. Fu lo zio – l’arcivescovo Giuseppe Marella, arciprete della parrocchia Ognissanti a Pellestrina, protonotario apostolico e cameriere segreto del papa – a prendersi cura della sua educazione.
Ha studiato in seminario a Roma ed è stato compagno di classe di Angelo Leggi Tutto

Piazza Marino, poeta contadino, e i cantastorie del ‘900

“PIAZZA MARINO, IL POETA CONTADINO”-  Un ricordo biografico di Gian Paolo Borghi –
Marino Piazza ovvero “Piazza Marino, il poeta contadino”, secondo una sua felice autodefinizione, è stato senza alcun dubbio uno dei leader dei cantastorie attivi nel secolo scorso in Italia Settentrionale. Marino nasce a Bazzano nel 1909 in una famiglia bracciantile in grandi ristrettezze economiche. La madre, vedova con tre figli giovanissimi, lo manda a fare il garzone da un contadino risolvendo il problema di come avere una bocca in meno da sfamare.
Il mestiere però non lo soddisfa e vorrebbe fare invece il cantastorie. Lo ispirano quegli artisti popolari che si agiscono ai mercati e alle fiere nei dintorni di casa sua, a cominciare dal poeta popolare modenese Emilio Uguzzoni, detto Sirudèla o “Poeta della Verità”.

A sedici anni scrive la sua prima zirudella; chiede il permesso a un cantastorie che si sta esibendo e la recita al mercato di Bazzano ottenendo un grande successo di pubblico. Si accorda con il contadino nel cui podere lavora e inizia a frequentare le piazze dividendo a metà con lui gli introiti che realizza.

Dopo il trasferimento con la famiglia nelle vicinanze di Castelfranco Emilia disdice il “contratto” e si mette in proprio iniziando la produzione a stampa di “zirudelle” dialettali che vende al suo uditorio. Studia il clarino e fa coppia per qualche tempo con il fratello Pietro, Leggi Tutto