Il Palazzo Foresto a Modena, in mostra

Inaugurata il 7 dicembre scorso, dal gennaio prossimo sarà aperta al pubblico la mostra documentaria “Il Palazzo Foresto da residenza nobiliare a sede ministeriale“. L’inaugurazione si è svolta nel giorno di S. Ambrogio patrono del Corpo Prefettizio, alla presenza del Prefetto Maria Patrizia Paba e delle massime autorità provinciali civili, militari e religiose, nel Palazzo del Principe Foresto, sede di rappresentanza della Prefettura di Modena, Corso Canalgrande n. 30 . La mostra, progettata e coordinata dal Direttore dell’Archivio di Stato Patrizia Cremonini, e a cura di Miles Nerini e Riccardo Pallotti, si sviluppa in una serie di pannelli collocati all’interno del salone principale dello stesso Palazzo, ed è il risultato della collaborazione tra la Prefettura e l’Archivio di Stato di Modena, inserendosi in un progetto pluriennale di valorizzazione dell’edificio.
L’esposizione ripercorre le vicende del Palazzo attraverso una serie di documenti che ne attestano la ricca storia, fortemente intrecciata con quella di Modena, frutto di un legame creato dai vari proprietari che si sono succeduti: i Fogliani, i Rangoni, gli Este di Scandiano, la famiglia ducale. L’antica dimora rinascimentale venne quindi rimaneggiata nel Settecento, per diventare sede del potere Leggi Tutto

Viaggio nelle terre dei Rasna (o Etruschi). Nuova mostra

Museo Civico Archeologico di Bologna , Via dell’Archiginnasio 2
Etruschi. Viaggio nelle terre dei Rasna”
A distanza di 20 anni dalle grandi mostre di Bologna e Venezia, il Museo Civico Archeologico di Bologna presenta un ambizioso progetto espositivo dedicato alla civiltà etrusca, in cui saranno riuniti circa 1400 oggetti provenienti da 60 musei ed enti italiani e internazionali. L’esposizione, aperta dal 7 dicembre 2019 al 24 maggio 2020, condurrà i visitatori in un itinerario attraverso le terre degli Etruschi e mostrerà come non esista una sola Etruria, ma molteplici territori che hanno dato esiti di insediamento, urbanizzazione, gestione e modello economico differenti nello spazio e nel tempo, tutti però sotto l’egida di una sola cultura, quella etrusca.
Affascinante viaggio tra archeologia e paesaggi sorprendenti nelle terre degli Etruschi, in una mostra che punta sulle novità di scavo e di ricerca e sulla storia di uno dei più importanti popoli dell’Italia antica. La metafora delviaggio darà forma e struttura all’esposizione, divisa in due grandi sezioni. La prima offre un momento di preparazione al viaggio, facendo conoscere al visitatore i lineamenti principali della cultura e della storia del popolo etrusco. Così preparato, il visitatore potrà affrontare la seconda sezione, dove si compie il viaggio vero e proprio nelle terre dei Rasna, come gli Etruschi chiamavano se stessi.

Un itinerario attraverso Leggi Tutto

Archiginnasio di Bologna , un nuovo sito per conoscerlo

Un sito web tutto nuovo per conoscere il Palazzo dell’Archiginnasio di Bologna
Nato per ospitare l’Università di Bologna, il palazzo è attualmente sede della Biblioteca comunale dell’Archiginnasio fondata nel 1801.
Le pareti delle sale, le volte dei loggiati e degli scaloni sono fittamente decorate da iscrizioni e monumenti celebrativi dei maestri dello Studio e da circa 6.000 stemmi di studenti che lo rendono il maggior complesso araldico murale del mondo. L’edificio cessò la sua funzione universitaria nel 1803 e nel 1835, l’Archiginnasio divenne sede della Biblioteca che da allora prende il suo nome.
Il nuovo sito web, realizzato nel settembre scorso, racconta, con didascalie e bellissime immagini, la storia (e le curiosità) di questo edificio e delle sue sale, dei suoi affreschi, dei protagonisti della cultura bolognese che vi operarono, studiarono, insegnarono, dipinsero, fabbricarono la famosa “teriaca”, vissero. Il sito si apre con i Pannelli della mostra Augustissima Musarum domicilia, realizzata nel 2019 per l’anniversario dell’inaugurazione del Palazzo, 21 ottobre 1563.
Seguono quindi le illustrazioni sugli aspetti e i momenti più significativi Leggi Tutto

Come e dove andar per Monasteri

Monasteri aperti, l’Emilia Romagna svela i suoi segreti
Il 19 e 20 ottobre 2019,
grazie alla manifestazione ‘Musei Aperti Emilia Romagna’, oltre una ventina di strutture che si trovano lungo i 18 cammini per viandanti e pellegrini, sveleranno i loro segreti e si racconteranno attraverso laboratori, visite guidate, trekking e concerti. Pranzare in silenzio con la suore di clausura, scoprire le storie celate nelle abbazie ed essere protagonisti di trekking serali nei monasteri: la nostra Regione offre un’esperienza unica. Nella direzione di favorire ancora di più il turismo religioso, che nel 2018 ha avuto un aumento del +41%, e per fornire ulteriori opportunità di viaggio a tutti i visitatori, l’Emilia Romagna apre le porte dei suoi monasteri, chiostri, abbazie e luoghi di culto millenari.
Posti non solo sacrali, ma soprattutto di forte valenza culturale e architettonica, che per la prima volta possono essere scoperti e vissuti da tutti, in modo gratuito o a pagamento, ma sempre tramite prenotazione

Il terzo weekend di ottobre riserva quest’anno opportunità di visite di tutti i tipi. Dal tour guidato al Monastero di Bobbio (Piacenza), alla possibilità di pranzare nel silenzio con le suore di clausura al Monastero delle clarisse. E poi, ad aprire le porte saranno i monasteri sulla via Di Linari (Parma), Leggi Tutto

Giornate FAI d’autunno, a Bologna, Pieve … e Italia

Giornate FAI d’autunno. Sabato 12 e domenica 13 ottobre 2019.
Un fine settimana all’insegna della cultura e della bellezza, in oltre 260 città d’Italia grazie alla annuale iniziativa del Fondo Ambiente Italiano che intende aprire al pubblico e far conoscere luoghi inaccessibili o poco valorizzati. Sono 47 quelli aperti in Emilia Romagna: dai palazzi alle chiese. Ad accompagnare i visitatori, oltre ai volontari del FAI, ci saranno gli studenti dei licei della regione come guide e “apprendisti Ciceroni”
A Bologna,sono previste le aperture di : Casa Lyda Borelli, una casa di riposo per artisti inaugurata nel 1931, ricca di fondi archivistici pregiati, l’Archivio storico della provincia di Cristo Re, in via Guinizzelli, e la Quadreria di Palazzo Rossi Poggi Marsili, che raccoglie una selezione di 50 dipinti risalenti al Cinquecento e al Settecento.
A Pieve di Cento apertura straordinaria del Chiostro del ex Convento delle Clarisse. Fu fondato nel 1516 da alcune Suore Francescane che si dedicavano alla educazione delle fanciulle. Dal 1818 acquisì le funzioni di Ospedale che ha mantenuto fino a metà degli anni ottanta del 1900.

Lo scopo dell’apertura, a cura del Gruppo locale FAI, Leggi Tutto

I portici di Bologna pronti per l’UNESCO

Portici Patrimonio Umanità Unesco: Bologna è pronta
Ora è ufficiale: il Comune di Bologna ha spedito la candidatura dei portici a Patrimonio dell’Umanità Unesco. Destinatari del plico,  il Ministero per i beni e le attività culturali a Roma e il Centro del Patrimonio Mondiale Unesco a Parigi.
Dodici i tratti candidati e uno studio dettagliato, con mappatura, di tutti i portici della città. Sono 62 km in tutto, di cui 40 nel centro storico.
Spedito il plico da 400 pagine al ministero dei Beni culturali, c’è solo da aspettare l’incontro con il ministro Dario Franceschini per sollecitare l’appoggio del nuovo Governo ed entro Natale la prima valutazione da Parigi sulla base della quale ritoccare eventualmente la versione definitiva del dossier, da presentare entro febbraio 2019, finanziato con 100mila euro dalla fondazione Carisbo .Dopo la presentazione ufficiale della candidatura, il calendario prevede a settembre 2020 la visita ispettiva (in incognito) dell’Unesco e afebbraio 2021 il verdetto.
Nella lista: portico del Pavaglione e piazza Maggiore, via Santa Caterina, via Santo Stefano e piazza della Mercanzia, via Galliera e via Manzoni, strada Maggiore, Baraccano, portico della Certosa, piazza Cavour e via Farini, Forno del pane, treno della Barca

** Con tre appuntamenti a loro dedicati, i portici sono protagonisti anche alla Settimana europea della mobilità in programma Leggi Tutto

Collezioni comunali d’Arte a Bologna

Collezioni Comunali d’Arte: un ricco patrimonio in Palazzo d’Accursio
Il secondo piano del Palazzo Comunale di Bologna ospita, all’interno delle sale che un tempo erano adibite a residenza dei Cardinali Legati, rappresentanti del potere pontificio, le Collezioni Comunali d’Arte.
Il museo fu fondato nel 1936, a conclusione di un sistematico piano di riorganizzazione e valorizzazione delle raccolte civiche, intrapreso dall’amministrazione comunale subito dopo l’Unità d’Italia.
Le opere disposte negli ambienti storici derivano dal sedimentarsi di un variegato patrimonio, proveniente da donazioni di dipinti, mobili, arredi e suppellettili pervenute al Comune di Bologna nel corso dell’Ottocento e nel primo Novecento, che andò ad arricchire l’antica raccolta di testimonianze appartenute alle magistrature cittadine. In particolare si segnalano le opere provenienti da due importanti collezioni d’artista,
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Mostra a itinerario diffuso per Alessandro Guardassoni

Alessandro Guardassoni (1819-1888). Un pittore bolognese tra romanticismo e devozione
Mostra a itinerario diffuso a Bologna
Dal 14 Settembre 2019 al 19 Gennaio 2020
Info: Collezioni Comunali d’Arte Piazza Maggiore 6 tel. 051 2193998
Inaugurazione venerdì 13 settembre, ore 17.00
In occasione del bicentenario della nascita del pittore bolognese Alessandro Guardassoni (1819-1888), l’Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna, l’Istituzione Bologna Musei | Musei Civici d’Arte Antica, la Fondazione Gualandi a favore dei sordi e la Diocesi di Bologna hanno realizzato un itinerario diffuso nella città metropolitana per valorizzare l’attività dell’artista: dal naturalismo storico-romantico alla svolta purista sino allo sviluppo di un linguaggio devozionale, che fece di lui il più importante pittore ecclesiastico di Bologna nel XIX secolo.
Dopo una prima formazione in città, egli fece esperienze di studio e di viaggio all’estero e dal 1856 iniziò a partecipare con successo non solo alle mostre accademiche, ma anche a quelle di rilevanza internazionale, proponendo quadri di soggetto storico-romantico, biblico-sacro e ispirati alla letteratura, divenendo in particolare famoso per l’episodio del La conversione dell’Innominato tratto da I promessi sposi di Alessandro Manzoni.

Parallelamente, dal 1859 iniziò a studiare ottica Leggi Tutto

“Il miracolo della gamba”…. con svista. La pala d’altare della chiesa di Pegola

La Pala della Chiesa di Pegola, opera attribuita al pittore Bartolomeo Ramenghi detto il “Bagnacavallo seniore”
– Testo di Dino Chiarini
Tre studiosi e ricercatori padovani, Ferdinando Maggioni, Giuseppe Maggioni e Dantina Talmelli, autori del volume “Santi Cosma e Damiano in Italia – Ricerca ed espressioni”, nel 2005 affermarono che il quadro dell’Altare della Chiesa di Pegola dal titolo “Miracolo della gamba” era da attribuire al pittore Bartolomeo Ramenghi (1).
Nel trattare la storia della tela aggiungevano pure che «Il Manzi, un medico e storico bolognese, in una sua pubblicazione segnalava di aver trovato nella raccolta di stampe dell’Archiginnasio un’incisione a firma G.B. fecit, ossia Giuseppe Benedetti, incisore bolognese (1707-1782) e di avervi letto in calce “ora si trova a S. Damiano”. Sempre il Manzi legittima l’ipotesi che la stampa non sia altro che la riproduzione del quadro della chiesa in località Ponte di Ferro» (2). Uno dei ricercatori padovani dichiara: «L’accostamento della stampa al quadro di Pegola, dimostra, vorrei dire con certezza, che il quadro del Ramenghi dato per disperso è quello che attualmente si trova nella parrocchia di Pegola» (3).

La tela menzionata dallo studioso sparì improvvisamente in un anno imprecisato dell’Ottocento da Bologna e come sia arrivato nella chiesa di Pegola nessuno lo sa; giunse in questo paese tagliata in diversi Leggi Tutto

Il Castello di Bentivoglio, il Palazzo rosso e il Mulino Pizzardi. Cenni di storia

Brevi notizie storiche su: La Rocca e il Castello di Bentivoglio
Il Castello fu fatto costruire da Giovanni II Bentivoglio fra il 1475 e il 1481 di fianco alla Rocca, quest’ultima eretta nel 1390 dal Comune di Bologna con fini strategici: nel torricino vi erano infatti la campana d’allarme e il braciere per le segnalazioni con Bologna e altri luoghi. Il castello fu adibito da Giovanni II a dimora di svago e di caccia, la Domus Jucunditatis, come si leggeva nella decorazione pittorica della corte, per brevi soggiorni e adatta ai divertimenti della corte bentivolesca.
L’edificio è a pianta quadrata, dalle finestre ampie, dal vasto e luminoso cortile, dalle accoglienti stanze con annessi servizi e stalle. I caratteri sono quelli di una tipica costruzione rinascimentale, una dimora di campagna senza le preoccupazioni difensive eccessive, con due ariosi porticati, stanze e corridoi semplici con vivaci decorazioni, purtroppo oggi in maggioranza perdute tranne quelle dei fiordalisi, degli stemmi e dei ghepardi.
Un posto a parte hanno la Sala dei Cinque Camini e la Sala del Pane, quest’ultima così definita dallo splendido ciclo di affreschi che la adornano narrando in dieci riquadri la storia della panificazione.
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