“Successe un quarantotto” anche a S. Giorgio di Piano

Pillola di storia sangiorgese n. 3. A cura di Anna Fini – 
Ancora un’informazione storica su San Giorgio di Piano tratta dall’Archivio Storico Comunale ed inerente il vecchio adagio popolare “successe un quarantotto” per indicare momenti di turbolenza e di caos.
Nella prima metà dell’Ottocento due ondate rivoluzionarie attraversarono il nostro territorio.
La prima avvenne nel 1830/31, quando i bolognesi insorsero contro lo Stato Pontificio e la seconda nell’agosto del 1848 e di questo secondo fermento politico racconto.
L’8 agosto 1848 gli austriaci tentarono di impadronirsi di Bologna ed a difesa della città intervennero le guardie civiche, i carabinieri e per la prima volta nella storia di Bologna, insorsero anche i normali cittadini, donne comprese, come ricorda in Piazza 8 Agosto il Monumento al popolano.
A fine giornata gli austriaci respinti uscirono dalla città attraverso Porta Galliera, ma sfogarono le loro ire sulla popolazione del contado che incontrarono lungo la ritirata.
Le cronache del Bollettino Politico di Castel san Giorgio, nell’agosto del 1848, ci rimandano alla storia grande di Bologna e ci raccontano il passaggio delle truppe austriache nel nostro comune.
La sera del 4 agosto arrivò, proveniente da San Pietro, l’avanguardia delle truppe austriache con 100 uomini di fanteria e 30 di cavalleria: queste truppe rimasero sino al pomeriggio successivo per poi ripartire in direzione di Bologna, fortunatamente senza che sorgessero problemi.
Ne momento della loro partenza arrivarono però a Castel San Giorgio, sempre provenienti da San Pietro, 600 fanti e 150 uomini di cavalleria ed anch’essi rimasero un giorno per poi ripartire verso Bologna.
Il bollettino ci racconta che sia l’Amministratore del Comune che i Sangiorgesi si prodigarono per dar loro i viveri, ma gli austriaci si dimostrarono “troppo esigenti, volevano più di ciò che a loro competeva” tanto da far nascere un “incaglio” nell’approvvigionamento del pane e da costringere la magistratura, “per non far nascere il malcontento” a farlo arrivare da fuori comune.

Gli austriaci tornarono nel nostro territorio in ritirata ed in direzione di Cento, con un battaglione di 600 fanti e 150 uomini di cavalleria, con cannoni, 2 generali ed il loro Stato Maggiore e ripartirono nella mattina del 10 agosto, dopo aver avuto viveri ed un riparo per dormire; un altro battaglione in ritirata si fermò nella frazione di Stiatico, dove purtroppo gli austriaci passarono a requisizioni forzate di generi alimentari, di cavalli e di buoi: il tutto avvenne con molta fatica da parte del Magistrato (il Sindaco di allora) per approvvigionarli e per non far nascere disordini “essendo scarso di generi il paese e guai se non si fossero trovati”.

Purtroppo l’assenza degli austriaci durò solo pochi mesi poiché nella primavera successiva rioccuparono la città ed il territorio di Bologna, andandosene definitivamente solo il 12 giugno 1859 con la caduta del governo pontificio nella nostra regione.

Anna Fini

Foto 1- Il monumento in piazza 8 agosto a Bologna che ricorda quella battaglia del 1848.

Foto 2- Disegno tratto da “Strenna d’Archivio 1870” di Pelagatti cav. Gaetano

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