RIFLESSIONI SULLA CACCIA ALLE STREGHE
Appunti di storia di Giovanni Pellegrino e Ermelinda Calabria-
Nel Medioevo esisteva una fortissima paura del diavolo e delle streghe . In tutte le classi sociali nel periodo di tempo compreso tra il 1450-1750 tale paura si trasformò in una psicosi collettiva dando origine alla “caccia alle streghe”. In tale periodo storico in Europa e nel nuovo mondo finirono sul rogo più di 100.000  “streghe” accusate di essere in combutta con il diavolo. Contro tali streghe si scatenò una vera e propria psicosi di massa che colpì individui appartenenti a tutte le classi sociali.
Ma come nacque la caccia alle streghe? Essa nacque da una nuova interpretazione della stregoneria che fino alla bolla di Papa Innocenzo VIII (1484) era stata combattuta solamente con la predicazione. Ma in quel contesto storico caratterizzato da spaccature religiose e dure guerre di religione venne esacerbato il senso del peccato. Le responsabilità dell’uomo e soprattutto della donna per le disgrazie del mondo prese ad ossessionare le alte sfere religiose e laiche sia cattoliche che protestanti. Le donne furono le prime ad essere sospettate e colpevolizzate in quanto erano ritenute particolarmente sensibili alle lusinghe del diavolo in quanto discendenti di Eva.

Ma di che cosa erano accusate le streghe ? esse erano accusate di un crimine di lesa maestà divina ed umana e di avere dei poteri magici derivanti da un patto con il diavolo. Veniva attribuita la loro azione a tutto ciò che di negativo accadeva alla comunità, le malattie, la grandine, le tempeste, la siccità e la morte di uomini e animali; ma soprattutto le streghe erano accusate di partecipare al Sabba e di aver stretto un patto con il diavolo.

Riteniamo opportuno dire qualcosa intorno al Sabba e al patto con il diavolo. Per quanto riguarda il Sabba dobbiamo dire che l’interdizione da parte della Chiesa delle feste pagane sfogo naturale del popolo provocò una reazione da parte del popolo stesso che portò alla nascita del Sabba nei primi secoli del Medioevo. Possediamo molteplici resoconti del Sabba in gran parte redatti dai giudici nel corso della caccia alle streghe. In tali resoconti vengono elencati una serie di trasgressioni che costituiscono una specie di catechismo per la religione satanica. Nel corso del Sabba si svolgevano delle danze che erano dirette dal diavolo sotto forma di personaggio mascherato davanti al quale le streghe si prostravano all’inizio della cerimonia in una specie di stato allucinatorio provocato probabilmente da un misterioso unguento. Le streghe si univano sessualmente l’una all’altra loro gridavano canti osceni e sacrileghi e si scambiavano ricette magiche.

A volte esse celebravano messe nere e sacrificavano al diavolo animali. L’assemblea, entrata in una forma di trance al di fuori di qualunque convenzione sociale o gerarchia sociale, decideva quali persone dovevano essere colpite dai malefici. Volendo dare una interpretazione sociologica del Sabba possiamo dire che essa era una reazione del vecchio mondo pagano nei confronti della religione cristiana vincente. Il Sabba era anche espressione di una cultura subalterna (quella delle classi più umili e di una volontà di libertà dai vincoli sociali).

Schiacciate dal lavoro e dalla nobiltà, oppresse da un sistema sociale gerarchizzato, moltissime persone trovavano in queste riunioni notturne in cui tutto era permesso un modo di appropriarsi della propria identità e di mettersi in contatto con la dimensione soprannaturale ben sapendo che nel Sabba caste e regole sociali sparivano nell’orgia collettiva. Senza dubbio molte streghe partecipavano al Sabba perché vedevano nel diavolo il sovvertitore dell’ordine sociale e religioso nonché il simbolo delle forze magiche della natura. Per quanto riguarda il patto con il diavolo dobbiamo dire che esso era alla base del concetto di stregoneria. La credenza che un essere umano potesse fare il patto col diavolo si poteva già trovare negli scritti di S. Agostino ma non si diffuse in Europa prima del IX secolo quando furono tradotte in latino vari racconti che ne facevano menzione.

Già nel IX secolo la credenza che maghi e streghe facessero patti col Diavolo era abbastanza consolidata ma la connessione tra magia e patto col diavolo si fece più stretta nel XII secolo quando la traduzione di molti libri di magia islamica e greca portò ad un aumento significativo delle pratiche magiche. La magia incominciò ad essere praticata in quel periodo comportava la capacità di evocare demoni e di impartire loro ordini. A volte i demoni venivano evocati anche per acquisire conoscenze segrete e proibite. I teologi condannarono duramente tali comportamenti e mettevano in evidenza che la strega doveva essere considerata anche un’eretica in quanto non riconosceva Dio la posizione di assoluto dominio dell’Universo adorando il Diavolo. Peggio ancora la strega era anche un’apostata in quanto tradiva la sua fede cristiana accettando di adorare o comunque servire il diavolo.

In sintesi, streghe e maghi erano eretici ed apostati in quanto i loro poteri derivavano dal fatto che avevano stretto un patto col diavolo. Quando le streghe si recano al Sabba dovevano fare in modo che nessuno notasse la loro assenza nelle rispettive case per cui si riteneva che utilizzassero incantesimi di vario tipo a tale scopo o drogassero le persone che vivevano con loro. Comunque, esisteva anche la credenza che le streghe si potessero recare al Sabba volando. Tale credenza era presente tra i greci, i latini e le popolazioni germaniche.
I romani denominavano le streghe anche con la parola Lamia con riferimento a Lamia la mitica regina della Libia che si diceva succhiasse di notte il sangue dei bambini. Esisteva anche la credenza tipica del mondo pagano che le streghe partecipassero a cavalcate notturne in compagnia di Diana la dea romana della caccia associata alla luna e alla notte. Dal momento che la Chiesa aveva sempre affermato che Diana e le altre divinità pagane erano demoni travestiti gli uomini del medioevo pensavano che le cavalcate notturne delle streghe avvenissero sotto la guida dei demoni. La credenza che le streghe grazie al patto col diavolo potessero recarsi al Sabba e sfuggire alla cattura volando fu rafforzato dall’affermazione dei teologi.

In alcuni casi le streghe riferivano agli inquisitori che esistevano unguenti magici che davano loro la capacità di volare.

Concludiamo il nostro discorso sulla caccia alle streghe mettendo in evidenza che furono scritti molti trattati sulla stregoneria anche se quello che maggiormente influenzò gli inquisitori fu il Mallleus Malleficarum pubblicato nel 1486. Tale trattato fornì un supporto teologico alla caccia alle streghe anche perché affermava che chi non credeva nel potere delle streghe era un eretico. Tale trattato riusci anche a sintetizzare le varie credenze sulla stregoneria. L’approvazione del trattato da parte del Papa nella Bolla 1484 aumentò notevolmente il suo prestigio. In seguito, vennero pubblicati altri trattati sulla stregoneria e per fare un esempio citeremo il Trattato di Grillandus pubblicato nel 1524 che forniva molti particolari intorno alle cerimonie e ai comportamenti che avvenivano nel Sabba (Parodia della messa cattolica con recitazione a rovescio del Credo di Nicea, uso dell’espressione “va in nome del Diavolo”, consacrazione di un’ostia fatta di rape e canto di un coro con voci rauche e stonate. Inoltre, Grillandus sosteneva che le streghe commettevano infanticidi e mangiavano la carne dei bambini uccisi.

Certamente nel periodo storico della caccia alle streghe si creò un stimmung (clima socioculturale) molto particolare che condizionò individui appartenenti a tutte le classi sociali facendo in modo che il terrore che le streghe suscitavano in quel periodo storico scatenasse una violentissima reazione contro di esse mandando a morte sul rogo anche moltissime donne innocenti che pagavano sia il prezzo della psicosi collettiva che il prezzo della misoginia imperante.

Prof. Giovanni Pellegrino Prof. Ermelinda Calabria

NOTA di redazione
Ampia bibliografia sull’argomento in:
https://it.wikipedia.org/wiki/Caccia_alle_streghe 
La caccia alle streghe è la ricerca di persone (quasi sempre donne definite streghe) o di prove di stregoneria, spesso legate a superstizione o isteria di massa. Storicamente in Europa e in America riguarda il periodo che va dal 1450 al 1750 e comprende l’era della Riforma protestante, della Controriforma e della Guerra dei trent’anni. Causò tra le 35 000 e le 100 000 vittime e le ultime esecuzioni di persone condannate per stregoneria in Europa si sono verificate nel XVIII secolo…..
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FOTO

1 – Verbale del processo a una presunta strega poi arsa sul rogo.

Briefmaler: Stefan Hamer; Holzschnitt: Erhard Schön; – Hexen und Hexenverfolgung im deutschen Südwesten. Katalogband 1994,https://it.wikipedia.org/wiki/Caccia_alle_streghe#/media/File:Schiltach_Flugblatt.JPG Meridiana

2- Targa commemorativa della caccia alle streghe di Valle Camonica sulla torre Federici di Sonico. Luca Giarelli – Opera propria Meridiana https://it.wikipedia.org/wiki/Caccia_alle_streghe#/media/File:Targa_sulla_torre_-_Sonico_(Foto_Luca_Giarelli).jpg

3 – Torture e punizioni in una incisione del 1508 https://it.wikipedia.org/wiki/Caccia_alle_streghe#/media/File:Punishing-witches-Laienspiegel.jpg

Data Pubblicazione: