Abramo, nella Bibbia e nel Corano. Confronti

LA FIGURA DI ABRAMO NEL CORANO E NELLA BIBBIA
-Osservazioni del prof. Giovanni Pellegrino e prof. Ermelinda Calabria-
In questo articolo ci interesseremo del racconto biblico e di quello coranico riguardante la figura e i comportamenti di Abramo. Nelle sure più antiche Abramo non è una figura di primo piano nella narrazione coranica ed è quasi oscurato dai due grandi profeti di cui si parla nel Corano ovvero Mosè e Gesù. Tuttavia, verso la fine del periodo meccano (una decina di anni prima della morte di Maometto avvenuta a Medina nel 632 d. C.) Abramo acquistò una importanza straordinaria nel Corano tanto da essere considerato, tramite il figlio Ismaele, il capostipite degli Arabi, il vero patriarca dell’Islam.
L’ Abramo coranico è presentato come un patriarca ideale, come un monoteista intransigente seguace della vera religione. Inoltre, Abramo viene descritto dal Corano come un perfetto mussulmano che prega per la venuta di Maometto. Gli esegeti mussulmani sostengono che i discendenti di Abramo (Ismaele, Isacco, Giacobbe) divennero non solamente fonti di profezia ma anche capostipiti di uno speciale carisma profetico.
A tale riguardo Guzzetti scrive:” I mussulmani affermano che Isacco e Giacobbe diedero origine al profetismo di Mosè e quindi del popolo d’ Israele: da Ismaele invece derivò il profetismo di Maometto e quindi la comunità islamica “ (1).
Tale tesi degli esegeti islamici viene accettata anche da alcuni pensatori cristiani. Essi parlano infatti di “vie parallele “la prima delle quali condurrebbe da Giacobbe al popolo ebraico, a Gesù e al Cristianesimo: La seconda via parallela condurrebbe invece da Ismaele al popolo arabo a Maometto e all’ Islam.

Detto ciò torniamo ad occuparci della figura del più importante dei patriarchi. Nel Corano il ritratto di Abramo ha diversi elementi che si ritrovano anche nella Genesi: la sua fede incrollabile in un unico Dio; l’annuncio fattogli dai messaggeri divini della nascita miracolosa di un figlio; la sua disponibilità a sacrificare il figlio per obbedire alla volontà divina e la sua intercessione per Lot e il suo popolo. Altri elementi della narrazione coranica riguardante Abramo come ad esempio la lotta contro idolatri ivi compreso suo padre sono presenti anche nelle tradizioni rabbiniche. Altri ancora come la fondazione della Ka’ba e la indizione del pellegrinaggio sono presenti solamente nel Corano.

Non possiamo riportare tutti i passi coranici e biblici riguardanti la figura di Abramo e non riteniamo opportuno riportare tutti quei passi nei quali sono evidenti le analogie tra il racconto coranico e quello biblico riguardante Abramo. Ci limiteremo pertanto a citare le parti più significative del racconto coranico e quello biblico relativo a due importanti momenti nella vita di Abramo: l’abbandono della casa paterna e la decisione di sacrificare il figlio.

Riguardo il primo episodio il Corano afferma gli domandò il padre: Vuoi abbandonare i miei dei e la mia casa o Abramo?………. Abramo rispose: O padre mi separerò da voi e dai vostri idoli che voi invocate invece di Dio “. La Bibbia narra lo stesso episodio con queste parole: “Il Signore disse ad Abramo: vattene dalla tua terra dalla tua parentela dalla casa di tuo Padre verso la terra che ti mostrerò cosicché faccia di te una grande nazione. Allora Abramo partì come aveva detto il Signore.

Il Corano racconta in questo modo il secondo episodio della vita di Abramo da noi scelto: “Abramo disse al figlio: Figlio mio ho proprio visto in sogno che ti devo immolare, che ne pensi? Rispose Padre mio fa ciò che ti è ordinato quando si furono entrambi rassegnati alla volontà di Dio, Dio gridò: Abramo hai dato compimento al tu sogno poiché hai disteso tuo figlio con la fronte a terra “.

La Bibbia racconta questo episodio in questo modo: Dio riprese su prendi tuo figlio e offrilo in olocausto su di un monte che io ti dirò ………. Poi Abramo tese la mano e prese il coltello per scannare il figlio ma l’Angelo del signore lo chiamò dal cielo e gli disse: Non stendere la mano contro il ragazzo non fargli alcun male! Ora so che rispetti Dio e non hai risparmiato il tuo figliolo” (1).

Come il lettore attento avrà notato il Corano sostiene che Dio comunicò ad Abramo per mezzo di un sogno il suo ordine di sacrificare Isacco, mentre la Bibbia afferma che ci fu invece un vero e proprio dialogo tra Abramo totalmente sveglio e Dio. Vogliamo mettere in evidenza che sia la Bibbia che il Corano attribuiscono una grande importanza ai sogni. In entrambi i testi sacri il sogno è un mezzo di cui si serve Dio per comunicare agli uomini la sua volontà.

Detto ciò riteniamo opportuno fare alcune considerazioni sull’ importanza attribuita dalla Bibbia ad Abramo e sulla questione della storicità di Abramo e degli altri patriarchi biblici quali Isacco e Giacobbe. Riguardo la prima questione dobbiamo dire che per la Bibbia e per la tradizione cristiana Abramo è il primo e il più grande dei Patriarchi. Egli inaugura un’epoca nuova nella storia religiosa dell’umanità e una relazione nuova di dialogo fra Dio e gli uomini che condurrà alla rivelazione messianica. Testa afferma che l’autore sacro mette in evidenza la grandezza di Abramo presentato come un nuovo Adamo che dietro la vocazione divina e un’alleanza passa dalla terra del peccato alla terra promessa migliore dello stesso paradiso dei progenitori. Abramo è il simbolo della fede più perfetta e dell’obbedienza più assoluta alla volontà divina. L’ autore sacro vuol farci comprendere come Dio per mezzo di Abramo e dei suoi discendenti ricostruì il suo piano originario di salvezza che era stato distrutto dal peccato di Adamo e dei suoi figli.

Anche Paolo (Paolo di Tarso, poi S. Paolo, ndr) è consapevole che Abramo è parte integrante dell’opera salvifica di Dio e di Cristo. Paolo esalta la figura di Abramo nella lettera ai Romani nella quale il Patriarca è definito non solo il Padre degli Ebrei ma anche il Padre di tutti coloro che credono nelle parole di Cristo. Paolo sostiene che il principale merito di Abramo sia stato quello di avere una fede così forte da sperare contro ogni speranza e invita i cristiani a prendere Abramo come esempio.

Affronteremo ora la questione della storicità della figura di Abramo e degli altri Patriarchi. Diciamo subito che sul problema della storicità dei Patriarchi gli esegeti cristiani non sono d’ accordo dal momento che alcuni li considerano figure non storiche ed altri figure storiche.
Riporteremo prima il parere di alcuni teologi che rifiutano la storicità di Abramo e degli altri Patriarchi. Meyer sostiene che i Patriarchi ivi compreso Abramo non erano altro che divinità locali umanizzate. De Langhe afferma che le figure dei Patriarchi erano il frutto delle rielaborazioni di miti cananei e ugariti. Gressmann sostiene che i Patriarchi erano figure letterarie nate dalla psicologia collettiva dei popoli Palestinesi preisraelitici per personalizzare dei tipi universali come si usava nelle saghe. Konrad trasporta la questione su un piano più teologico. A suo dire la storia della Genesi è fondata sulla teologia della storia piuttosto che sui documenti storici. Di conseguenza le figure descritte nella Genesi non sarebbero storiche ma figure filtrate attraverso la fede di Israele e la storia della salvezza.

Riportiamo ora il pensiero di alcuni esegeti che difendono la storicità di Abramo e degli altri Patriarchi. Bright critica le affermazioni di Konrad considerate nichilistiche e distruttive ed afferma che la negazione della storicità di Abramo e delle altre figure descritte nella Genesi ha le stesse nefaste conseguenze delle affermazioni di Bultman sulla storicità dei Vangeli. Vogliamo chiarire che Bultman sostiene che bisogna demitizzare i Vangeli eliminando da essi ogni elemento soprannaturale. Secondo il teologo tedesco tali elementi soprannaturali sarebbero una creazione della comunità cristiana delle origini. Come appare evidente le affermazioni di Konrad e di Bultman sono molto pericolose per la religione e la fede cristiana perché distruggono i capisaldi stessi della fede cristiana.

I teologi della corrente archeologica ritengono che le ultime scoperte dell’archeologia abbiano fornito una quantità di documenti e di dati che hanno illuminato e migliorato le nostre conoscenze intorno all’ ambiente sociale storico e religioso dei Patriarchi (tale ambiente è collocabile nella prima metà del secondo millennio a. C.). Di conseguenza anche se non è possibile dimostrare scientificamente la storicità degli eventi narrata dalla Genesi (nessun Patriarca compare nelle iscrizioni pagane scoperte dagli archeologi e non è altresì possibile attribuire una data precisa ai fatti narrati dall’ autore sacro) esistono tuttavia diverse prove indirette che rendono molto probabili se non dimostrate le affermazioni riguardanti i Patriarchi presenti nella Genesi. Per fare un esempio le scoperte archeologiche di Mari, Nuzu, Hugarit (in foto), hanno permesso di dimostrare che l’ambiente sociale storico, culturale e religioso esistente in Palestina e nelle terre limitrofe nella prima metà del secondo millennio a.C. non era diverso da quello descritto dall’ autore sacro.
In sintesi, gli esegeti della corrente archeologica sostengono che gli avvenimenti narrati nella Genesi ivi comprese le storie dei Patriarchi sono storici. Trattasi tuttavia di una concezione della storia interpretata teologicamente dall’ autore sacro. Personalmente siamo d’accordo con gli esponenti della corrente archeologica che formulano delle affermazioni ragionevoli senza cadere in un nichilismo e in posizioni ipernazionalistiche non accettabili e non dimostrabili.

Noi crediamo che le storie narrate nella Genesi ivi compresa quella di Abramo siano storiche a condizione di tener presente che il concetto di storicità degli autori sacri era diverso dal nostro.

Prof. Giovanni Pellegrino e Prof. Ermelinda Calabria

  1.  M. Guzzetti ,Bibbia e Corano , edizioni S. Paolo , Cinisello Balsamo ,1995 p.66

PS. Abramo è citato nella Bibbia soprattutto nel libro della Genesi in numerosi capitoli e versetti,  nell’Ecclesiaste, nel libro del Profeta Isaia, nei Vangeli di Matteo, Luca, Giovanni e nelle lettere di S. Paolo, ai Galati, ai Romani e agli Ebrei.

Abramo è citato nel Corano nelle sure XIV, III, XVI, XIX, XXI , II, XI, XXIX, IX, XXVI, LX, XXXIII, XXXVII, LXXXVII, XLII, XXII

FOTO

1 – Abramo sacrifica Isacco di Laurent de La Hyre, 1650 Web Gallery of Art: https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=507782

2 – Abramo scaccia la schiava Agar col figlioletto Ismaele, illustrazione di Gustavo Dorè

https://it.wikipedia.org/wiki/Ismaele

3- Scavi archeologici di Qunran. Wilson44691 – Opera propria. https://it.wikipedia.org/wiki/Qumran#/media/File:QumranLivingQuarters.jpg

4- Sala della Giara. L’utente che ha caricato in origine il file è stato LorisRomito di Wikipedia in italiano – Opera propria di chi ha caricato in origine il file. Viaggio in Siria 2005

https://it.wikipedia.org/wiki/Ugarit#/media/File:Ugarit_02.jpg

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