I portici di Bologna pronti per l’UNESCO

Portici Patrimonio Umanità Unesco: Bologna è pronta
Ora è ufficiale: il Comune di Bologna ha spedito la candidatura dei portici a Patrimonio dell’Umanità Unesco. Destinatari del plico,  il Ministero per i beni e le attività culturali a Roma e il Centro del Patrimonio Mondiale Unesco a Parigi.
Dodici i tratti candidati e uno studio dettagliato, con mappatura, di tutti i portici della città. Sono 62 km in tutto, di cui 40 nel centro storico.
Spedito il plico da 400 pagine al ministero dei Beni culturali, c’è solo da aspettare l’incontro con il ministro Dario Franceschini per sollecitare l’appoggio del nuovo Governo ed entro Natale la prima valutazione da Parigi sulla base della quale ritoccare eventualmente la versione definitiva del dossier, da presentare entro febbraio 2019, finanziato con 100mila euro dalla fondazione Carisbo .Dopo la presentazione ufficiale della candidatura, il calendario prevede a settembre 2020 la visita ispettiva (in incognito) dell’Unesco e a febbraio 2021 il verdetto.
Nella lista: portico del Pavaglione e piazza Maggiore, via Santa Caterina, via Santo Stefano e piazza della Mercanzia, via Galliera e via Manzoni, strada Maggiore, Baraccano, portico della Certosa, piazza Cavour e via Farini, Forno del pane, treno della Barca

** Con tre appuntamenti a loro dedicati, i portici sono protagonisti anche alla Settimana europea della mobilità in programma a Bologna dal 16 al 22 settembre. La giornata “Camminare sotto i portici” sarà sabato 21 settembre. Si comincia alle 16.45 al Mobility Village allestito in Piazza Maggiore con l’incontro dal titolo “I portici: candidatura Unesco e un’altra maniera di viaggiare”.
L’assessore Valentina Orioli presenterà la candidatura dei portici e il turista norvegese Geir Tore Aamdal racconterà la sua esemplare esperienza turistica: percorrere tutti i portici di Bologna con sua figlia. Alle 17.45, con partenza da Piazza Maggiore, passeggiata lungo i portici con i consulenti della Fondazione Links che racconteranno la storia e il motivo della scelta di cinque dei dodici tratti candidati all’Unesco.
Infine alle 20, nel Cortile Guido Fanti di Palazzo d’Accursio, Francesco Ceccarelli, docente di storia dell’architettura all’Università di Bologna, racconterà la storia architettonica dei portici e il loro eccezionale valore universale.
*** Per quanto riguarda i contorni della candidatura, Marco Valle, il Project manager di Links Foundation, il partner che da alcuni mesi collabora con il Comune di Bologna sulla candidatura, spiega che la scelta di fondo è dimostrare che il sistema bolognese è “l’esempio più rappresentativo” di un elemento, il portico, presente in tutto il mondo. Questo combinando due tra i criteri Unesco.
Uno punta sulla “lunga permanenza nel tempo dei portici, l’altro sul fatto che “nessun’altra città -afferma Valle- mostra un tale varietà di tipologie edilizie con portico: abitazioni della classe operaia, residenze aristocratiche, fabbriche pubbliche e religiose”.
La diffusione variegata dei portici in edifici di tipo e funzioni diverse e’ l’elemento “forte”, sottolinea il tecnico: e’ una peculiarita’ “nessun studioso puo’ contestare” e che l’ispettore Unesco “potra’ sperimentare di persona”.
Da qui la scelta di candidare non tutti i portici ma un loro “catalogo”, con 12 tratti che ne veicolino i “valori eccezionali”: dal loro “importante sviluppo lineare” alla “legislazione secolare”, dal “rapporto tra antico e contemporaneo” alla “interazione tra pubblico, privato e tematiche sociali”.
Ad esempio, il Pavaglione e piazza Maggiore sono in elenco per il “monumentale prospetto porticato di gigantesche proporzioni”, mentre il serpentone di San Luca “mostra caratteri di eccezionalita’ sia in termini dimensionali che paesaggistici”. La Certosa? “Un caso unico nell’architettura funeraria europea” per la ripresa di modelli antichi.

Fuori dal centro, poi, c’e’ il Treno della Barca che rappresenta “il piu’ grande intervento urbanistico realizzato nella prima periferia bolognese nel secondo dopoguerra che si riallacciava all’esperienza storica e ai caratteri di sociabilita’ del piu’ tradizionale portico cittadino infra muros, riproposto come esperienza identitaria per i cittadini di nuova immigrazione“.

L’elenco non va considerato “chiuso”, afferma Valle, ma il vero problema oggi e’ di tempistica”: aggiungere un tratto, ad esempio, richiederebbe nuove cartografie e descrizioni e di modificare il dossier. Del catalogo attuale “siamo convinti. Pensiamo siano quelli i portici da sostenere”, dichiara il project manager.

Ad ogni modo, proporre solo dei tratti “non vuol dire rinunciare a tutta la bellezza e alla complessita’ socio-culturale del sistema”, aggiunge Valle. Cosi’ come non c’e’ motivo di temere che un portico escluso sia penalizzato.

Di fatto “solo i tecnici conosceranno i tratti perimetrati Unesco”, assicura Valle, mentre a beneficiare pienamente del riconoscimento sara’ una “buffer zone” piu’ ampia, circoscritta dai viali.

Per fare conoscere la candidatura a livello nazionale ed internazionale il Comune ha progetti in grande stile, come una campagna di marketing sulla città per la quale saranno a disposizione da 500mila euro a un milione, missioni all’estero e presentazioni della candidatura finanziate con la tassa di soggiorno.

I portici entreranno inoltre in tutta la promozione culturale del 2020, con il coinvolgimento di artisti e testimonial. L’assessore Lepore pensa a 62 eventi, uno per ogni chilometro da tutelare come sito Unesco, per il 2020.

Tra i progetti che faranno parte del piano di gestione del futuro (eventuale) sito Unesco, spicca quello sul treno della Barca, che vedrà una riqualificazione dell’enorme stabile minacciato da degrado e abbandono, a partire da tutto il piano terra.

http://www.bolognatoday.it/cronaca/Portici-unesco-bologna.html?

fbclid=IwAR0xAvsl00Qn8FWZXuQAez94Hc7UVwmVlQmvjFXMNKlJ6GnSNueDFZqTit4

http://www.comune.bologna.it/news/portici-unesco-dossier

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