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Malalbergo/Altedo


Mulini e canali.... Presentazione in anteprima del volume

Nell'ambito delle iniziative  di incontro e intrattenimento che si stanno svolgendo a Malalbergo sotto il titolo
"Serate sul Navile"
Domenica 6 settembre alle ore 18 a Palazzo Marescalchi, nella Sala mostre, presentazione in anteprima del volume
"Mulini, canali e comunità della pianura bolognese tra Medioevo e Ottocento".
A presentarlo saranno  Paola Galetti e Bruno Andreolli, docenti dell'Università di Bologna, Dipartimento Paleografia e medievistica, curatori dell'opera e coordinatori di un numeroso gruppo di ricercatori e studiosi di storia locale che hanno svolto le singole relazioni  sui mulini delle varie località tra Reno e Navile, oltre all'inquadramento generale sui problemi e la gestione delle acque. Relazioni  presentate in tre giornate di convegno a fine 2007.
Il volume è stato promosso e  patrocinato dal Museo della civiltà contadina di S. Marino di Bentivoglio con il sostegno di vari Enti; è stampato da Clueb.
L'ultima delle " Serate sul Navile" offrirà poi l'occasione di vedere la Mostra fotografica "Un Po di ...particolari", uno spettacolo di burattini per i piccoli e un Piano-bar per adulti, stand gastronomico e fuochi d'artificio per  completare la festa.

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Inserito da redazione il Mar, 2009-09-01 05:22


I Patti di Altedo del 1231, ora in volume

E' ora pronto, fresco di stampa,  il libro dedicato a
"I Patti di Altedo. 24 giugno 1231"
Fondazione e sviluppo di un abitato del contado bolognese,
preannunciato giusto un anno fa, che verrà presentato pubblicamente
mercoledì  24 giugno 2009 alle ore 21 ad Altedo presso il Teatro Parrocchiale, in occasione della ricorrenza del santo patrono S. Giovanni Battista.
Lo illustreranno gli estensori del volume:
prof.ssa Anna Laura Trombetti Budriesi
dott.ssa Valeria Braidi
Dott. Tommaso Duranti
Questo libro è il frutto di una ricerca storica condotta ad un alto livello di approfondimento, su un documento che fu l'atto di fondazione di una comunità di 155 famiglie,  venute dalla bassa Lombardia, e insediate in questo luogo per iniziare una nuova vita, bonificare e trarre alimento da queste terre, allora paludose  e quasi disabitate.
Il documento originale, presente nell'Archivio di Stato di Bologna, è un atto notarile stipulato tra il Comune di Bologna, rappresentato dal Podestà bresciano Federico da Lavellongo, e i rappresentanti delle 155 famiglie, prevalentemente mantovane, desiderose di insediarsi   nella zona  che assunse poi i nomi dei comuni di  Altedo e  Minerbio.
Fu un atto ufficiale  solennemente proclamato nella piazza principale di Bologna alla presenza del Consiglio della città, riunito al consueto suono della campana. Si trattava di un patto "ad fictum perpetuum", o affitto perpetuo, con clausole che  fissavano oneri , diritti e doveri della nuova comunità nei confronti del governo cittadino.
Il volume , edito da Edifir-Edizioni Firenze, in splendida e accurata veste grafica, è stato promosso e fortemente voluto  dalla
Thedus S.r.l.. Compagine per lo sviluppo armonico di Altedo,  presieduta da Enrico Grimandi, per far conoscere e valorizzare la storia delle origini della comunità locale, in tutti i loro aspetti, umani e sociali.
* Vedi anche articolo nella sezione Biblioteca sociale - Recensioni e segnalazioni

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Inserito da redazione il Gio, 2009-06-18 05:32


Altedo nel Duecento

Martedì sera 24 giugno 2008, ad Altedo, in occasione della celebrazione del santo Patrono locale,  presentazione  in anteprima, con ausilio di Power Point, della ricerca storica
"De Pactis Altedi- Altedo nel Duecento"
Relatori:
- prof. ssa Anna Laura Trombetti, Direttore del Dipartimento di Paleografia e Medievistica dell'Università di Bologna
-dott.ssa  Valeria Braidi, Ricercatrice del Dipartimento di cui sopra
- Dott. Tommaso Duranti, Ricercatore dello stesso Dipartimento
La presentazione avrà luogo alle ore 21  nel giardino del Bar Pasticceria "La Dolce Vita", in via Nazionale 143, riservato per l'occasione.
 * Al termine, rinfresco/cena fredda.

L'iniziativa è di "Thedus", compagine per lo sviluppo armonico del luogo, composta da cittadini che vivono e lavorano in Altedo , i quali, in accordo con le istituzioni locali hanno promosso la ricerca storica. Ricerca  che, partendo dal "De pactis Altedi", attraverso una serie di importanti ed inedite testimonianze, arriva a seguire per tutto il XIII secolo la vicenda delle donne e degli uomini che giunsero qui e fondarono  questa comunità.
Il titolo dato infatti  si riferisce  al
solenne atto notarile del 24 giugno 1231, giorno di S. Giovanni Battista,
col quale il Comune di Bologna concesse una parte del suo territorio paludoso e boschivo, compreso tra gli attuali abitati di Altedo, Minerbio e Baricella, a 155 famiglie provenienti dalla bassa Lombardia, in particolare dal mantovano.
Da tale atto notarile, che può essere considerato un vero e proprio atto di fondazione di una comunità rurale, emergono dati significativi su usanze, pensiero e politica del tempo.
E' prevista per l'autunno prossimo l'uscita della relativa pubblicazione 

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Inserito da redazione il Gio, 2008-06-19 04:40


Giuseppe Pavani "Cronaca Altedese.1853-1945". 2007

Giuseppe Pavani "Cronaca altedese. 1853 -1945". pag. 142. Stampato in proprio. Tip. Altedo. 2007.

E' l'ultimo frutto delle ricerche di Giuseppe Pavani, appassionato cultore di memorie locali, che ad Altedo ha già dedicato  altre 7  pubblicazioni, a partire del 1988 ad oggi, focalizzando di volta in volta la sua attenzione su periodi , o personaggi, o aspetti particolari della storia locale.
In questo volumetto, uscito dalla tipografia nei giorni scorsi, l'osservazione è puntata su un periodo, denso di avvenimenti  drammatici, che comprende la seconda metà del 1800 e la prima metà del 1900.
L'ottica  non è propriamente quella dello storico, ma  quella del cronista, o  dell'osservatore distaccato che espone "fatti e misfatti" riguardanti persone e luoghi di Altedo, così come emergono dalle  cronache  a suo tempo comparse sui giornali, su documenti pubblici o altre fonti dell'epoca.
Il contenuto è ben sintetizzato dalla copertina, che riporta i titoli di giornale , tutti  da "Cronaca nera", perchè, si sa , sui giornali compaiono  quasi solo  le cattive notizie. Ne è consapevole l'autore che , nella prefazione,  spiega "Sappiamo che spesso sono la violenza e la cattiveria a fare notizia a scapito della generosità e dell'onestà, come dimostra questa ricerca ricca di delitti, ferimenti e altra violenza che io ho cercato di oscurare con le poche belle notizie che sono riuscito a rintracciare".

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Inserito da redazione il Lun, 2007-12-03 05:32


D. Chiarini-F. Ferrarato. G. Reggiani "Strade, piazze, giardini e ..." 2006

"Strade, piazze, giardini e ..."  Il comune di Malalbergo si racconta via per via. Dino Chiarini - Federico Ferrarato - Giulio Reggiani. pag. 168. Ed. Comune di Malalbergo. 2006.

E' un bell'esempio di stradario storico, sul modello che da tempo il "Gruppo di Studi pianura del Reno" auspica  di veder realizzato in ogni comune della nostra area di riferimento. E' stato voluto dal Comune di Malalbergo, presentato in dicembre dal sindaco Massimiliano Vogli,  realizzato con il sostegno economico di una impresa privata (la Cogei Costruzioni)  e con l'impegno di studio e ricerca di due appassionati cultori di memorie storiche locali, Dino Chiarini e Giulio Reggiani, coadiuvati  dall'apporto del geom. Federico Ferrarato per la cartografia e per gli aspetti tecnico-logistici.

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Inserito da redazione il Gio, 2007-01-18 05:29


La strada Porrettana. Da Malalbergo a Ferrara. Appunti di viaggio. Franco Ardizzoni

Riprendiamo il nostro cammino sulla Porrettana: strada che i miei nonni chiamavano “Strada Alta” per il fatto che in alcuni tratti del suo percorso è sopraelevata di due-tre metri rispetto la campagna circostante. Mi ricordo che dalle finestre del primo piano della casa in cui sono nato e dove ho trascorso gli anni della mia infanzia (vicino a S. Prospero di Galliera), in certe limpide giornate invernali (gennaio-febbraio) si vedeva chiaramente la Strada Porrettana, proprio grazie alla sua posizione “alta”. Dicevano anche (i miei nonni) che era stata disegnata e costruita da un ubriaco, per le numerose curve che contiene.
Ricominciamo il percorso verso Ferrara da dove lo avevamo interrotto la scorsa volta: cioè da Malalbergo. Precisamente lo riprendiamo davanti all’attuale chiesa parrocchiale dedicata a sant’Antonio Abate (in foto sopra). Da un cartello turistico della Regione Emilia Romagna apprendiamo che l’attuale chiesa è stata costruita nel 1953 sullo stesso luogo della precedente, andata distrutta nel 1945 dai bombardamenti dell’ultimo conflitto mondiale. La pala dell’altar maggiore, raffigurante la B.V. del Carmine, S. Antonio Abate e S. Francesco, è attribuita alla scuola dei Carracci. In un altare laterale della chiesa vengono conservati due stendardi usati nelle processioni dalla locale “Compagnia del Suffragio” uno dei quali porta ancora inciso il toponimo “Buonalbergo”.

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Inserito da redazione il Dom, 2007-01-14 16:03

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