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Tradizioni


Antichi rituali per "caricare" gli alberi di frutti. Ricerca di Gian Paolo Borghi

CON UNA PERTICA SI BATTEVANO TUTTI QUESTI FRUTTI…
ASPETTI E FORMULE DI UN RESIDUALE CULTO DEGLI ALBERI IN TERRITORIO EMILIANO di Gian Paolo Borghi
( testo estratto dal volume L'albero, tra simboli, miti e storie, di AA.VV. A cura di Carlo Tovoli)
http://online.ibc.regione.emilia-romagna.it/I/libri/pdf/VerdeMaesta.pdf
Poliedricità di un rituale
Espongo i risultati di una mia ricerca pluriennale, da considerarsi comunque work in progress, su modalità e formule che documentano l’esistenza, almeno sino agli anni ’30 del secolo scorso, di tracce di culto degli alberi in area emiliana (1). Si tratta di un rituale di battitura delle piante, con formule, rilevato attraverso fonti scritte (in gran parte non specialistiche e frammentarie) e orali nei territori modenese (dove viene identificato con il termine Cargatìa, incipit delle formule augurali), ferrarese e bolognese, ma che è stato ampiamente riscontrato anche in altri areali, sia pure con procedure cerimoniali diverse. Scrisse, ad esempio, il demologo Giovanni Tassoni riferendosi ad un rito un tempo in uso nelle Grandi Valli veronesi la notte di Pasquetta, la prima Pasqua dell’anno:
si rammenta ancora, affievolita dagli anni, l’azione epifanica della percossa ammonitrice ed il distico assonante che l’accompagna, inteso a propiziare mediamente lo spirito del vigneto perché si carichi (carga) di grappoli sugosi per quante faville (falie) salgano al cielo:
Carga, carga bati e bati
ogni falia fassa un grapp (2)
.
Già il romagnolo Michele Placucci aveva rilevato la funzionalità di questo rituale, nella sua terra, messo in pratica alle albe del 25 gennaio (Conversione di San Paolo, popolarmente definito di San Paolo dei segni) e del Giovedì Santo: armati i loro ragazzi di grosso bastone, mandano i contadini e percuotere le piante, poiché maltrattate, producono, dicon essi, molte frutta, e saporite alla loro stagione (3).
Studi folklorici romagnoli redatti in anni successivi (alcuni anche in tempi a noi più vicini) hanno appurato che alla “legatura” del Giovedì Santo faceva seguito la “slegatura” delle piante il Sabato Santo, nella convinzione che quando quegli alberi fioriranno, ogni fiore produrrà un frutto (4).
Nel faentino, una formula propiziatoria connessa alla battitura della vigna (ma anche agli altri raccolti del ciclo agrario) veniva recitata il Sabato Santo, alla slegatura delle campane:
Fala grosa e tenla stretta,
fa ch’a otobre la sia zeppa.
La timpesta stea luntan,
l’abundanza par tot l’an (5).

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Inserito da redazione il Dom, 29/12/2013 - 07:53


Presente remoto a Ferrara

Il Comune di Ferrara Assessorato Politiche e Istituzioni culturali Servizio Biblioteche e Archivio Storico Centro Documentazione Storica-Centro Etnografico Ferrarese presentano la rassegna
IL PRESENTE REMOTO
Conversazioni etno-antropologiche presso la Biblioteca Comunale Ariostea di Ferrara, inseguendo il Calendario, l’attualità e le mode culturali.
- Il ciclo prende avvio mercoledì 14 aprile 2010 alle ore 16.30, . Le conversazioni saranno tenute da Roberto Roda del Centro Etnografico Ferrarese e avranno cadenza mensile. Si succederanno sino a dicembre (con una interruzione estiva nei mesi di luglio e agosto) cercando di stabilire un legame con le cadenze calendariali delle tradizioni popolari, non trascurando però le sollecitazioni provenienti dalla attualità.
Le mode e le tendenze culturali, indotte o cavalcate dai media, sembrano a volte definire una contemporaneità senza passato, senza radici. Siamo immersi in un presente che fatica a dichiarare i propri legami con quanto e quanti ci hanno preceduto. In realtà i legami col passato e con tradizioni anche remote sono, spesso senza nostra precisa consapevolezza, ben presenti e configurano fenomeni di vero e proprio “revival” nella società odierna.
Il ciclo di conversazioni IL PRESENTE REMOTO insegue le cadenze del calendario tradizionale e le sollecitazioni che arrivano dalla attualità. Viene proposto un viaggio divertente nella dimensione etno-antropologica, che è anche un invito alla lettura, per capire fra le altre cose, come draghi, cavalieri, streghe, fate, donne serpenti e vampiri abbiano travalicato i secoli riuscendo a ripopolare anche il nostro immaginario contemporaneo.
Anche la produzione artistica odierna se indagata con occhio antropologico può aiutarci a comprendere i meccanismi culturali con cui la tradizione viene ri-attualizzata. Per questo durante gli incontri è prevista la partecipazione, in qualità di ospiti d’onore, di artisti e creativi contemporanei, la cui produzione visiva risulta attinente agli argomenti oggetto di conversazione.

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Inserito da redazione il Lun, 12/04/2010 - 10:40


Festival dei burattini a Ozzano

L'Associazione Culturale La Garisenda con il patrocinio e il contributo del Comune di Ozzano dell'Emilia, in collaborazione con l'Istituzione Anna Frank, con il Patrocinio di : UNIMA Italia U.I.L.T. Unione Italiana Libero Teatro Regione Emilia-Romagna Provincia di Bologna, presenta il
Primo Festival dei Burattini di Ozzano
"Il Bastone di Fagiolino"- Teatro di Figura patrimonio popolare di valore etico
dal 9 al 20 Aprile 2010. Direzione artistica Pierluigi Foschi. Collaborazione esterna : Albert Bagno e Vittorio Zanella. Con la partecipazione di: Prof.ssa Marianna De Leoni Segretario nazionale UNIMA, Dott.ssa Antonietta Sammartano, Presidente UNIMA Italia e Autorità locali.
I prossimi spettacoli:
-Sabato 17 aprile, ore 16.30 presso il Centro Civico di Mercatale - Via della Pace, 29 Giuseppino e il fantasma” spettacolo di burattini a cura della Compagnia "Incanti del mare " di Pietro Trovato (Argentina) Ingresso euro 5, al termine merenda per tutti i bambini.-
-Domenica 18 aprile, ore 17.30
Spettacolo di Burattini con la Compagnia “Fuori porta”. Ingresso Euro 5, al termine merenda per tutti i bambini

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Inserito da redazione il Mer, 24/03/2010 - 08:19


In ricordo del "vecchione", in dialetto ferrarese

- Riceviamo e pubblichiamo una segnalazione di Maria Cristina Nascosi sulla ricorrenza del 17 gennaio, quando, invece di “Babbo Natale” si festeggiava il vecchione”:
Sant'Antonio Abate, Sant'Antòni dal busghìn (o del maiale): una delle feste della cultura, della tradizione popolare e della civiltà contadina tutte nostre e più amate nei tempi passati che, ormai, è entrata a far parte di quelle entrate nel dimenticatoio (nella foto accanto, un tipico "santino" dedicato a S. Antonio protettore degli animali domestici).
Si riferisce al 17 di gennaio, detto anche il giorno del Befanone, dal Vción, e segna un momento dell’anno in cui visibilmente le giornate appaiono allungate ( par Sant’Antòni ’n’óra bòna ), un piccolo anticipo, insieme con le gemme già da tempo sui nudi rami degli alberi, della bella stagione, la primavera, che a breve, arriverà.
Allora, proprio per non dimenticare di ricordare, si propone, a seguire, una simpatica filastrocca, ’na zzirudèla insomma, tra le più vecchie e popolari conosciute, quelle per intenderci, che ci affabulavano i nostri nonni ( o bisnonni, perché, no? ) e che è riportata - magari con qualche variante - in quei libricini che l’editore Sandron emanò nel 1925, intitolati A l’ombra dal Castèl, un po’ sussidiari, un po’ libri di lettura, ad uso dei bimbi delle classi elementari di allora.
Su quei bei testi d’antan scrissero alcuni tra i più grandi autori dialettali, alcuni Padri della cultura di casa nostra – talvolta firmandosi con uno pseudonimo, uno scutmài - come Don Artemio Cavallina (Ypsilon), Franz Blitz, al Chichétt da Frara (il Conte Francesco Aventi), per non citarne che alcuni. Dell’ultimo nominato, piace riportare, più sotto, Al vción, un sonetto in tema tratto, per l’appunto, da " A l'ombra dal Castèl"
"Sant' Antòni
dal busghìn, chi an gh'è pan
e chi 'n gh'è vin: chi 'n gh'è
légna da brusàr, sant' Antòni,
cóm égna da far?".

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Inserito da redazione il Lun, 18/01/2010 - 10:30


Il Teatrino dell'Es a Budrio

Martedì 12 gennaio 2010 ,dalle ore 9,30 alle ore 11,00 presso il Teatro Consorziale di Budrio (BO) in via Garibaldi,
spettacolo "IL LIBRO MAGICO", da un testo di Minever Morin, regia di Vittorio Zanella, musiche di Diego Occhiali, scene di Marco Paci, produzione Teatrino/Teatro dell'ES.
http://www.teatrodibudrio.com/stagione_teatrale/-Consorzialescuola/pagina267.html
Il Teatrino dell’Es ha una lunga e ricca storia con numerose e varie esperienze di spettacoli, laboratori, animazioni, corsi di formazione professionale, mostre, museo, biblioteca, centro di documentazione, conferenze, direzione artistica ed organizzativa di rassegne, festivals e stagioni di teatro di figura, di burattini, marionette, ombre e pupi.
Il Teatrino-Teatro dell'Es ("Es": pronome personale tedesco, con il quale si indica la prima fonte psichica impersonale nelle manifestazioni istintive, quindi Teatrino dell'inconscio, dei sogni, della fantasia e dei desideri) è stato fondato nel 1982 da Vittorio Zanella, affiancato dalla moglie Rita Pasqualini dall'84, autrice di numerosi testi per burattini, attrice e animatrice.
Il vasto repertorio di spettacoli e attività è leggibile sul sito www.teatrinodelles.com
- Ha sede in via Pederzana, n°5, a Villanova di Castenaso.  Tel. e fax 051/6053078, cell. (0039) 338/2961206   
vittorio@teatrinodelles.com

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Inserito da redazione il Ven, 08/01/2010 - 22:12


A Budrio, un museo speciale per i burattini

Tra le iniziative che valorizzano le tradizioni popolari nel nostro territorio, è da segnalare il
Museo dei Burattini a Budrio
, con le
Collezioni di Zanella - Pasqualini, Liliana e Marino Perani, Alessandro Cervellati e Alberto Menarini.
Il museo, allestito nel 2000, ha una sede articolata in due edifici.
- Le sale di via Garibaldi, espongono le collezioni Perani e Menarini ( già Cervellati-Menarini), oggi acquisite dal Comune di Budrio, composte da oltre cento burattini della prima metà del ‘900 e da un ricchissimo materiale da baracca, bagaglio di lavoro dei burattinai bolognesi Amilcare Gabrielli, Arturo Veronesi e Umberto Malaguti.
In particolare il visitatore può ammirare una ricca varietà di materiali scenici; oggettistica varia (cappellini, elmi,vestitini, spade, sciabole, pugnali, bastoni) e un piccolo teatrino appartenuto a Umberto Malaguti, dove, su prenotazione e in particolari occasioni, si svolgono piccoli spettacoli e animazioni.
Sono numerosi i burattini realizzati dai fratelli Emilio e Filippo Frabboni,
attivi a Bologna nei primi decenni del ‘900
- Nella cosiddetta Casina del Quattrocento, una delle rare abitazioni antiche del centro storico di Budrio, è esposta la collezione di burattini, pupi, scenografie ed oggetti di scena raccolti dai coniugi Vittorio Zanella e Rita Pasqualini.
Il Museo continua ad arricchire le proprie collezioni e le esposizioni ed a svolgere un ruolo di studio, ricerca e promozione nell’ambito del teatro dei burattini.

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Inserito da redazione il Ven, 08/01/2010 - 21:43


Ocarina folk Festival. Dove? A Budrio

E' già in corso a Budrio, nell'ambito di Primaveranda, una serie di iniziative in preparazione dell'Ocarina folk Festival che avrà il suo culmine nelle giornate da giovedì 30 aprile alla domenica 3 maggio. Dal densissimo programma (www.ocarinafestival.it), che vedrà artisti e ospiti provenienti da varie parti del modo, Giappone e Corea del Sud, Austria, Germania e Francia in particolare, segnaliamo:
- presso la Biblioteca Comunale Majani Nasica, via Garibaldi 39, è aperta la mostra “IL CICLO DELLE STAGIONI IN GIAPPONE”
Mostra di stampe giapponesi del XVIII-XX secolo a cura del Centro Studi d'arte estremo orientale di Bologna.
Apertura, fino al 10 Maggio, negli orari della biblioteca e sabato pomeriggo h. 16,00 - 19,00 e festivi h. 10,00 - 12,00 e h. 16,00 - 19,00
- Giovedì 30 Aprile
Vie del Centro Storico
di Budrio
h 18: Marcia delle Ocarine - Partenza da Piazza Antonio da Budrio. Scarica lo spartito da qui.
h 18,30: Piazza Filopanti
Concerto in piazz
a con la partecipazione delle classi 5°A e 5°D che aderiscono al progetto “Suoniamo l'ocarina” di Budrio Capoluogo e delle classi della Scuola media Veggetti di Vergato.
Auditorium
h. 19
,00: Concerto di apertura con presentazione dei solisti e dei gruppi di ocarina provenienti dalla Corea del sud, dal Giappone, dall’Austria e dalla Germania che partecipano al Festival.
Si ringrazia l'Agriturismo Santa Maria Maddalena per la realizzazione dell'accoglienza.
- Venerdì 1 Maggio
Piazza Filopanti
(presso portico della chiesa di San Lorenzo)
h. 10,00-18,00: Mostra-mercato di ocarine, fischietti artistici e strumenti musicali popolari
Centro storico di Budrio
h. 10,00-18,
00: Buskers musicali nei cortili e nelle piazzette del centro storico

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Inserito da redazione il Mar, 28/04/2009 - 17:15


Tarantella ad Argile

sabato 21 febbraio 2009 , ore 21.00,  Teatro Comunale di Castello d'Argile (BO) Via Matteotti, 150
TARàn
spettacolo coreutico-musicale ispirato alla tradizione popolare italiana della Tarantella,  nell’ambito della rassegna InCanto musicanti in scena – 2008-2009
Con : Maristella Martella, Silvia De Ronzo, Simona De Sanctis, Manuela Rorro, Riccardo Cazzato
e con la partecipazione di Gilles Coullet .
Lo spettacolo propone un viaggio che accompagna lo spettatore nelle differenti regioni del sud Italia attraverso le antiche e potenti danze rituali che le caratterizzano. I passi della Pizzica salentina, della Tammurriata campana, della Tarantella calabrese e del Gargano e i giri vorticosi dello Zar egiziano e delle danze Sufi sono il punto di partenza delle creazioni coreografiche di
Maristella Martella .
Il morso della Taranta è al contempo veleno e antidoto della danza sfrenata che provoca. La ripetizione ossessiva dei passi porta gli interpreti a lavorare sulla fatica. La trance ritmica e coreutica raggiunta crea una perfetta dimensione scenica che conduce lo spettatore nella ritualità antica propria delle culture mediterranee

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Inserito da redazione il Gio, 19/02/2009 - 07:59


Il carnevale di Persiceto e la tradizione del suo "spillo"

Domenica 15 e 22 febbraio si terrà la 135 a edizione del Carnevale storico Persicetano
Ben 13 società carnevalesche si sfideranno con altrettanti scenografici e coloratissimi carri, tutti realizzati artigianalmente, che si apriranno con raffinati congegni nel momento dello “Spillo”, la spettacolare trasformazione che rende unico in Italia il Carnevale di Persiceto.
In occasione del IV centenario dalla morte di Giulio Cesare Croce (San Giovanni in Persiceto 1550 - Bologna 1609), famoso cantastorie e scrittore persicetano e padre letterario del “Bertoldo”, il comune di San Giovanni in Persiceto festeggia con le due tradizionali giornate di sfilate di carri (15 e 22 febbraio ) e una mostra sul carnevale dal titolo
Dentro lo spilloche si terrà presso il Palazzo SS. Salvatore
 occasione per approfondire e sperimentare la magia dello spillo.

La città di Persiceto conserva a tutt’oggi un forte legame con il Croce e da tempo ha eletto “Bertoldo”, contadino arguto e saggio, come maschera tipica e Re del proprio Carnevale storico. Un Carnevale “fatto a mano” da migliaia di appassionati, che proseguono quel filone di satira trasgressiva, di punzecchiatura insolente di cui il padre del Bertoldo fu precursore, più di 400 anni fa, in veste di cantastorie a Bologna e in molti paesi d’Emilia.
(vedi "scheda carnevale storico persicetano" in fondo a questo testo e l'articolo intitolato "Giulio CesareCroce. Un funambolico poeta di piazza" di Luigi Govoni, nella sezione "Biografie"  di questo sito).
- Nelle stesse date a San Matteo della Decima - la frazione più grande della città- si svolgerà inoltre, in aperta concorrenza con quello del capoluogo, un altro Carnevale: quello di "Re Fagiolo di Castella" che vanta carri coloratissimi e spettacolari, di grandi dimensioni che gareggiano per bellezza con quelli più famosi d'Italia.
L’ingresso al Carnevale è gratuito ma è possibile seguire lo spettacolo dello “Spillo” da una tribuna a pagamento.
Info: Associazione Turistica Pro Loco di Persiceto 051.826839, oppure www.carnevalepersiceto.it ; www.comunepersiceto.it ; www.carnevaledidecima.it

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Inserito da redazione il Gio, 12/02/2009 - 11:37


Cosa sono i burattini? Un po' di storia

Cosa sono i burattini tradizionali? Ce lo spiega il responsabile di una associazione di burattinai bolognesi. Pierluigi Foschi de "La Garisenda" (vedi scheda del gruppo in fondo all'articolo), che  a sua volta ha tratto le informazioni dal sito di Vittorio Zanella ( vedi il sito www.teatrinodelles.com)
Sono burattini a guanto mossi dal basso verso l'alto.
La mano del burattinaio entra in un buratto di stoffa sotto il vestito, il quale è composto in questa maniera: si hanno due strati di stoffe.
Il primo, quello interno, è il
buratto di stoffa rigida (canapa) con le cuciture verso l'esterno. E' un guanto che si fa sulla misura della mano del burattinaio. A questo guanto detto buratto, si inchioda la testa di legno e le mani di legno. In fondo, dove si infila la mano, nella parte dietro rispetto alla faccia del burattino, si cuce un gancio o un anello per appenderlo a testa in giù all'asse dei burattini, la quale si trova all'interno della baracca, all'altezza della cintura del burattinaio, sotto la ribalta (proscenio della baracca).
Si infilano l'indice nella testa, il pollice in un braccio e le altre tre dita nell'altro.
In altri paesi si utilizza una diversa tecnica di manipolazione: in Spagna ad esempio, l'indice e il medio si infilano nella testa, il pollice in un braccio e l'anulare e il mignolo nell'altro.
La mano del burattinaio diventa il corpo, il sangue e l'ossatura del burattino. E a seconda di come viene mossa, corrisponde un movimento del burattino. E' chiaro quindi che il buratto non deve essere troppo largo rispetto alla mano, altrimenti non si ottengono accurati movimenti del burattino.

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Inserito da redazione il Mer, 21/01/2009 - 10:09


Convegno nazionale Carnevali storici e spettacoli a teatro

In  occasione del quarto centenario della morte di Giulio Cesare Croce (S. Giovanni in Persiceto 1550- Bologna 1609), il Comune di Persiceto ha programmato una serie di iniziative per rendere onore all'illustre concittadino scrittore, cantastorie e famoso autore del "Bertoldo".
La prima  iniziativa , promossa in collaborazione con l'Associazione carnevalesca "Bertoldo e Bertoldinio", la locale Pro Loco, lo Staff organizzativo di Cento Carnevale d'Europa e la Federazione Italiana Carnevali, è un convegno intitolato
"in punta di spillo... che cosa rende unico il carnevale di Persiceto"
che si terrà  sabato 17 gennaio  alle ore 15 presso il Teatro Comunale (corso Italia 72), come occasione di confronto e presentazione del carnevale persicetano alla presenza  dei "carnevalai" provenienti da tutta Italia.
*  Nella stessa serata di sabato 17, per la rassegna "Fili di parole" si terrà lo spettacolo teatrale
"Furfanti, banditi e vagabondi nella città calamitosa",
tratto dalle opere del Croce e a cura del "Gruppo di Lettura San Vitale"
.
Per lo stesso ciclo, seguiranno:
* * sabato 24 gennaio, "Bertoldo e il suo Re", che racconta ai più giovani la storia di Bertoldo, sempre a cura del "Gruppo di Lettura San Vitale"
.
*** sabato 31 gennaio, "Lui, un pataca qualsiasi", lettura interpretativa in forma di recital, di e con Ivano Marescotti
- In foto:  la copertina del libro di Floriano Govoni "Un'esplosione di allegria", dedicato all'altro  grande carnevale persicetano, quello di S. Matteo della Decima, edito da Marefosca nel 2007

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Inserito da redazione il Mar, 13/01/2009 - 10:00


Subiòl Nugàra . Una favola tra presepi d'arte

Domenica 7 dicembre, alle ore 15.30, presso il MAF-Centro di Documentazione Storica del Mondo Agricolo Ferrarese di San Bartolomeo in Bosco, si terranno due eventi rivolti ad un pubblico estremamente variegato: l’inaugurazione della mostra “Presepi d’Arte” e la presentazione del volume con la fiaba Subiòl Nugàra”.
L’iniziativa espositiva, la prima in assoluto al MAF, proporrà una serie di splendidi presepi fra tradizione e nuove esperienze culturali, grazie alla presenza di artisti e collezionisti di grande spessore culturale quali Luciano De Marchi, Claudio Deri, Antonio Pandolfi, Vito Tumiati e Umberto Zanetti: I presepi vanno dalle esemplificazioni di varie “scuole” italiane alla realtà locale (l’ambientazione nel Santuario ferrarese della Madonna del Poggetto) e all’intaglio in tronchi di legno. La mostra, che seguirà rigorosamente il ciclo temporale della tradizione (8 dicembre-6 gennaio), è stata realizzata grazie alla fattiva collaborazione della Galleria d’Arte Atrebates di Dozza (Bologna).
- Subiòl Nugàra è la favola classica , anzi una fòla in lingua dialettale ferrarese, che adombra quelle di Perrault o dei Grimm, narrata da "Nona Nena" , ovvero Elena Tissi, una anziana signora originaria di Ferrara, ma residente a Bologna, 
immortalata ‘per sempre’ dalle mani della figlia Fiorella Manzini, che ne ha creato un unicum, un testo in unica copia, nel formato in folio – nella più antica tradizione libraria e bibliofila - scritto a mano ed illustrato con ottimi acquarelli e preziosamente rilegato artigianalmente.

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Inserito da redazione il Lun, 01/12/2008 - 08:04


San Martin di bèch

L’ESTATE di SAN MARTINO NELLE RACCOLTE DIALETTALI E POPOLARI DEL DECENNALE AR.PA.DIA.
Questo anno bisestile, che si è rivelato anomalo fin dall’inizio - per lo meno a livello climatico - non si smentisce neppure ora che è quasi alla fine: queste ultime giornate ancora così belle, così tiepide, più che autunnali fan proprio pensare che l’estate di San Martino, stavolta, sia più lunga del solito e non duri, come sempre “ tri dì e’n cunzzìn” come dicevano i nostri vecchi una volta.
Ma altri détti, altri proverbi si raccontavano in merito ed alcuni di essi sono stati raccolti, come molti altri, di argomenti i più disparati, ed ora son conservati in AR.PA.DIA., il Decennale Archivio Padano dei Dialetti curato da Maria Cristina Nascosi per il Centro Etnografico / Centro di Documentazione Storica dell’Assessorato alle Politiche ed Istituzioni Culturali del Comune di Ferrara.
La ricca messe è stata possibile anche grazie al lavoro durato, spesso, anni, da autori come Giorgio Alberto Finchi, il compianto medico – letterato, un po’ alla maniera di Mario Tobino, di Pontelangorino, seppur nativo di Porotto, che, nel tempo, durante le visite domiciliari ai propri pazienti, aveva messo insieme tanto di quel sapere e di quella saggezza popolare culinaria e curativa da poter redarre, poi, almeno tre libri in collaborazione con AR.PA.DIA.: Al magnàr di nòstar cò (nel 1998), Erb e piant di nòstar cò (nel 1999) e Al vin di nòstar cò (nel 2004) - una specie di Trilogia della Pappa, per parafrasare il Gianburrasca di Vamba – tutti parte della collana Cóm a dzcurévan / Come parlavamo.
Ma anche grazie ad altro grande autore, il maestro Luigi Vincenzi détto Tamba pure presente con il suo testo plurimo, Grèpul, del 2003, nella stessa collana, che in questi giorni compie la bella età di 82 anni (Mille auguri belli!) ed alla sua grande passione per la cultura dialettale e popolare, a seguire, si possono riportare alcuni détti e proverbi - come si diceva in incipit - inerenti proprio a questa piccola estate di San Martino che è tempo di…vino, come è noto “Par San Martìn al most al dvénta vin” e, ancora, ”Par San Martìn ass travàsa al vin”, ma è anche détta la…stasón di bécch.
Provate a leggere cosa ci riporta ‘Gigi’ Vincenzi, dunque, in proposito
Preghiera dal béch a San Martìn
(di Anonimo)
Fè, gran Sant, ch'an dvénta béch!
Ss'agh a dvént, fè ch'an al sàpia!
Ss'al savrò, fè ch'an al créda!
Quand al créd, fè ch'am rasségna!
Ss'am rasségn, che cvèl l'am frùta,
parché a sia cunssulà
ad cla gran dsgràzzia ach m'è tucà.

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Inserito da redazione il Sab, 08/11/2008 - 09:43


Samugheo e le sue vie dell'artigianato

Si è svolta nell'estate scorsa a Samugheo la Mostra dell'Artigianato Artistico , una mostra dalla storia ormai consolidata perché è arrivata alla sua 41a edizione e perché richiama l'attenzione sulla produzione dell'artigianato artistico della Sardegna e su un'arte in particolare, quella tessile tradizionale, che nel Comune di Samugheo mantiene le presenze attive più significative. Per tramandare e valorizzare questa tradizione c'è un locale Istituto d'Arte ed è stato allestito qualche anno fa anche un Museo dell'Arte tessile Sarda, unico della Regione.
Merita dunque interesse e vale la pena gettare uno sguardo curioso su questo piccolo Comune in provincia di Oristano che è tra i più antichi poli tessili dell'isola.
Situato su un altopiano trachitico a 375 metri sul livello del mare , in una zona chiamata Mandrolisai, sui confini
dell'Oristanese e prossimo alle aree interne del Nuorese , il centro abitato di Samugheo si presenta al visitatore con una rete di stradine tortuose e un'architettura particolare, mista di elementi tipici tra Campidano e Barbagia. Il suo territorio , prevalentemente collinoso, è caratterizzato da ricca vegetazione, pareti rocciose, gole, dirupi , vallate e grotte , ed è anche ricco di emergenze archeologiche, forse poco conosciute, ma interessanti perché portano i segni di una storia antica, che risale al III millennio a. C. e si snoda dal periodo nuragico a quello punico- cartaginese e alla colonizzazione romana; per continuare con la dominazione bizantina e infine con quelle aragonese e spagnola i cui tratti sono ancora oggi facilmente individuabili nella lingua, nell'architettura e nelle consuetudini.
Il fatto di trovarsi quasi al centro dell'isola, lontano dalle grandi vie di comunicazione e dalle città delle zone costiere, ne ha mantenuto l'economia prevalentemente sulla antica base agro-pas
torale, integrata ed arricchita dalle attività artigianali , favorite anche da un forte attaccamento alle tradizioni gelosamente custodite dalla Comunità. 

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Inserito da redazione il Sab, 01/11/2008 - 19:33


I gianguèl a Molinella

Cosa sono i "gianguèl"  non è da tutti saperlo. Ma c'è una opportunità forse unica per impararlo.
Ce la offre Tullio Calori che terrà sabato 27 settembre alle ore 17, una conferenza di approfondimento sul tema
"I gianguèl a Molinella. Gerghi ormai desueti"
In anticipazione ci viene spiegato che questo gergo speciale è un linguaggio segreto usato intenzionalmente per non farsi capire da estranei. Fenomeno socio-linguistico di cospicua anzianità ed aspetto con larga diffusione,
L'iniziativa si svolgerà nella biblioteca comunale di Molinella "Severino Ferrari", in piazza Martoni 19/1 , nell'ambito delle iniziative in occasione delle "Giornate Europee del Patrimonio 2008"

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Inserito da redazione il Lun, 22/09/2008 - 16:28


Tradizioni musicali di Sicilia a Bologna

Sono  a Bologna in questi giorni, in occasione del Festival Internazionale delle corali promosso dalla bolognese Corale Euridice, alcuni gruppi che mantengono viva la musica, gli strumenti e le sonorità della tradizione, popolare e colta , della Sicilia nord orientale. Si tratta del Kalamos ensemble e dell'Ensemble vocale  "A. Ortolani"
- Kalamos ensemble
Formato da cinque giovani musicisti di Galati Mamertino – centro dei Nebrodi, in provincia di Messina, il Kàlamos Ensemble, con la consulenza dell’etnomusicologo Mario Sarica e in stretta collaborazione con il Museo di cultura e musica popolare dei Peloritani di villaggio Gesso (Messina), sta sviluppando da anni un originale progetto musicale centrato sulla riscoperta e valorizzazione dello strumentario siciliano di tradizione, con particolare attenzione alla famiglia dei fiati pastorali (ance e flauti), e sul recupero del canto popolare nelle sue espressioni più originali. Per quanto concerne lo strumentario, l’ensemble, oltre ad utilizzare la zampogna a paro, massima espressione organologica della tradizione pastorale della Sicilia nord-orientale (Peloritani e Nebrodi), e del flauto diritto di canna, semplice, ha recuperato, con assoluto rispetto filologico, l’uso del doppio flauto di canna, quasi del tutto estinto nell’uso e nella memoria organologica, e del triplo flauto, quest’ultimo ricostruito sulla base delle fonti iconografiche del Cinque e Seicento, e, ancora, del clarinetto semplice e doppio, anch’esso attestato marginalmente. Assieme ai flauti e alle ance pastorali, dalle remote e mitiche ascendenze mediterranee, il Kàlamos Ensemble, fa ricorso ad altri strumenti tipici della prassi musicale siciliana di tradizione orale, quali la chitarra, la citola,il mandolino e il tamburo a cornice.
Il gruppo è composto da:

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Inserito da redazione il Ven, 19/09/2008 - 07:28


Ballo popolare. Un gruppo bolognese molto attivo

Il Teamballo è presente da oltre 20 anni sulle piazze della Regione come gruppo di riproposizione delle locali danze tradizionali; apprezzato quanto imitato, ha un repertorio che spazia dagli antichi balli montanari ai balli popolari tradizionali di diverse regioni italiane ed europee.
E’ nato raccogliendo e sviluppando l’esperienza condotta sulle danze popolari e collettive da un gruppo d’insegnanti e educatori. Nel corso degli anni ha progressivamente aumentato la propria attività, presentandosi come uno dei primi gruppi organizzati per la rappresentazione in pubblico del repertorio legato alla tradizione popolare. Accanto all'organizzazione di spettacoli, non è mai venuta meno l'attività di ricerca, di approfondimento e di perfezionamento del repertorio acquisito, sia locale sia internazionale, così come il continuo allargamento del repertorio stesso. Allo stesso modo, è stata data importanza agli aspetti divulgativi e promozionali, cercando di legare la preparazione e la costruzione dello spettacolo alle attività dei corsi e delle feste, contribuendo in tal modo a fare crescere, complessivamente, la base degli amanti e dei simpatizzanti delle danze popolari.
Attualmente il gruppo può contare su circa 25 ballerini e, sempre prevedendo momenti di animazione all'interno degli spettacoli, può garantire un programma articolato in grado di spaziare dagli antichi balli montanari (Giga, Galoppa, Saltarello, Ruggeri, ecc), ai balli di altre Regioni italiane (danze della Val Resia e della Val Varaita, Saltarelle dell'Italia centrale, Pizziche meridionali, ecc.) e di Paesi esteri (Francia, Tirolo, Irlanda, Balcani, Est europeo, Grecia, Israele, America, ecc). Oltre che con musica registrata, il gruppo può esibirsi, specie per il repertorio dell'Appennino Bolognese, con l’accompagnamento di musica dal vivo ed è anche previsto l'uso di costumi adeguati

(*)Testo tratto  da
http://digilander.libero.it/RENOFOLK/pagina5.html  

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Inserito da redazione il Ven, 22/08/2008 - 06:44


Musica klezmer, una tradizione che viene da lontano

"Il termine nasce dalla fusione delle parole kley e zemer, letteralmente strumento del canto. Questo genere musicale fonde in sé strutture melodiche, ritmiche ed espressive che provengono dalle differenti aree geografiche e culturali (i Balcani, la Polonia e la Russia) con cui il popolo ebraico è venuto in contatto.
Musica che accompagna feste di matrimonio, funerali o semplici episodi di vita quotidiana, il klezmer nasce all'interno delle comunità ebraiche dell'Europa orientale, in particolare delle comunità chassidiche.
Questa musica esprime sia felicità e gioia che sofferenza e malinconia, tipica della musica ebraica.
Lo strumento principale del mondo ebraico degli shtetl e dei ghetti è sicuramente il violino, ma nel klezmer acquisteranno crescente rilievo il clarinetto e gli ottoni, in particolare la tromba, gli strumenti percussivi, melodico percussivi come il cymbalon e altri strumenti come il cello, usato in funzione di bassetto portatile. Il Klezmer contribuirà non poco alla formazione del jazz, quando gli ebrei che erano stati perseguitati si trasferirono in molti nelle americhe. Nel mese di settembre di svolge annualmente ad Ancona il festival internazionale della musica Kletzmer" (*)
(*) Testo da wikipedia,  libera enciclopedia online.
Per maggiori informazioni sul genere, segue altro testo più approfondito, di Moni Ovadia, tratto dal sito www.klezmer.it  , insieme alla foto in alto

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Inserito da redazione il Sab, 10/05/2008 - 18:05


Premiazione per il Teatro dei burattini e mostra

Nella Sala conferenze del MAF - Centro di Documentazione del Mondo Agricolo Ferrarese ,  Via Imperiale, 265 - San Bartolomeo in Bosco (Ferrara), domenica 11 maggio 2008 alle ore 16
consegna del Premio nazionale "Ribalte di fantasia" 2007  e del Premio "MAF" ,  riservati al  Teatro dei burattini fra tradizione e nuove esperienze culturali.
Saranno presenti gli Autori dei copioni inediti premiati ex-aequo: Teresa Bianchi (Roma), Enzo Bassura (Piacenza), Katia Sassoni (Bologna).
Verranno inoltre consegnati i Premi “MAF” a: Giorgio Vezzani (Direttore Rivista “Il Cantastorie”, Maurizio Bighi (“I Burattini di Nevio”) e alla “Compagnia Nasinsù” (Sandra Pagliarani e Stefania Rosignolo).
** Sono previsti interventi e animazioni delle Compagnie:
GAD-Città di Ferrara”, “I Burattini di Nevio”,
“I Burattini di Mattia”, “Nasinsù”
.
*** Presentazione della mostra fotografica  “I Burattini di Nevio” (
Nevio Borghetti, 1921-1985), a cura del Foto Cine Club “Il Girasole” di Voghiera” (Ferrara), La mostra sarà visitabile  sino al 31 maggio
- Orario: mar.-ven.: 9.00-12.00; festivi: 16.00-19.00
- Ingresso: gratuito
- Informazioni: Tel. 0532.242213    info@mondoagricoloferrarese.it

- L'iniziativa è compresa nel programma di
INCONTRI CON IL DIALETTO E LA CULTURA POPOLARE
a cura di Gian Paolo Borghi e Maria Cristina Nascosi

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Inserito da redazione il Lun, 05/05/2008 - 07:29


Una tradizione musicale popolare nel Reggiano

La formazione de L'Usignolo è costituita da un settetto di fiati , con un repertorio che attinge alla musica da ballo dei concerti a fiato (vero e proprio genere musicale) che appartiene storicamente alla provincia di Reggio Emilia. Oltre a brani originali, propone il "famigerato concerto di Barco", un versatile insieme di musiche molto simili a quelle che la famiglia Cantoni suonava nel parmigiano a cavallo tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento. musiche che nel reggiano erano suonate anche dai Panciroli e dai Mattioli.
L'ensemble de "L'Usignolo" è composto da : Francesco Gualerzi (ex dei Nomadi), clarino e quartino , Mirco Ghirardini, clarinetto, Fabio Codeluppi, tromba, Massimo Zanotti, bombardino, Maurizio Cavallini, corno, Dimer Maccaferri, corno, Andrea Affardelli, tuba.
L’esperienza musicale dell’ensemble L’Usignolo  ci riporta idealmente all’inizio degli anni ‘50, periodo musicale di transizione dai concerti a fiato alle orchestre da ballo, oggi definite “di liscio”.
Il gruppo, guidato da Francesco Gualerzi (fondatore del gruppo assieme a Mirco Ghirardini), è un originale esperimento musicale simile a quello di 60 anni fa; la loro originalità sta nella riduzione dell’organico anziché nell’aumento dello stesso: formata da soli 7 elementi, questa formazione si colloca esattamente a metà strada tra il concerto a fiato e l’orchestrina da ballo.

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Inserito da redazione il Ven, 18/04/2008 - 17:40

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