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Economia e Società


Imprese e mercato del lavoro nel 2016 a Bologna e Città metropolitana

- Le imprese a Bologna nel 2016
Il numero di imprese attive a fine 2016 nel comune di Bologna (32.459) si è mantenuto sostanzialmente stabile (appena 36 unità in più nell’ultimo anno).
In ulteriore crescita le attività operanti nel comparto ricettivo e di ristorazione, nei servizi alle imprese, nell’istruzione e nella sanità; ancora in calo invece il commercio, il settore immobiliare e quello manifatturiero.
Tra il 2008 e il 2016, nel pieno della crisi economica globale, in città si sono perse 220 imprese (con un calo dello 0,7%).
Nel 2016 si conferma la crescita in città del numero di stranieri titolari di imprese individuali (oltre 3.700, 132 in più rispetto a fine 2015). Invariate nel 2016 le cooperative con sede nel comune di Bologna, mentre calano lievemente le imprese artigiane (-15 imprese nel 2016). Si segnala la crescita delle imprese a guida femminile, aumentate nel 2016 di oltre 70 unità (+1,1%); contemporaneamente si registra un calo delle imprese giovanili, scese in un anno dell’1,6% (-46 unità attive).
** Il report completo è leggibile nel documento allegato sottostante
- Il mercato del lavoro nell'area metropolitana bolognese nel 2016

La Città metropolitana di Bologna nel 2016 ha segnato una crescita di circa 22.000 occupati e al contempo ha visto il tasso di disoccupazione passare dal 7,2% del 2015 all’attuale 5,4% (quasi 8.000 disoccupati in meno), mostrando un livello e una dinamica decisamente più favorevoli rispetto a quelli registrati in ambito regionale.
Nel 2016 gli occupati della Città metropolitana di Bologna sono complessivamente circa 465.000, in aumento del 5% rispetto al 2015 (+22.200 circa). Sono in crescita sia gli occupati maschi (circa 10.700 unità, pari al +4,5%) sia le donne lavoratrici (circa 11.500 unità, pari al +5,6%). Nel comune di Bologna risultano occupati circa 175.300 mila individui, pari a circa il 38% dei lavoratori su scala metropolitana.

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Inserito da redazione il Mer, 14/06/2017 - 11:49


Occupazione e attività nella Città metropolitana. Dati 2015

Nel 2015 gli occupati della Città metropolitana di Bologna sono complessivamente circa 442.600, circa 1.400 in meno rispetto al 2014 (-0,3%). Il calo degli occupati maschi (circa 4.500 unità, pari al -1,8%) ha più che compensato l’aumento delle donne lavoratrici (circa 3.000 unità pari al +1,5%). Nel comune di Bologna risultano occupati circa 173 mila individui pari al 39% dei lavoratori su scala metropolitana.
La Città metropolitana di Bologna nel 2015 si posiziona in testa alla graduatoria delle principali province italiane per tasso di occupazione totale, maschile e femminile.
Rispetto al settore di attività economica l’industria risulta sostanzialmente stabile rispetto al 2014 e dà lavoro a circa 124.000 persone, pari al 28% dell’occupazione provinciale. Stabile anche il settore dei servizi, dove lavora la maggior parte degli occupati (70,7% pari a 313.000 persone).
Per quanto concerne la disoccupazione, nell'intera area metropolitana bolognese il numero delle persone in cerca di lavoro risulta di poco superiore ai 34.500 individui, con un lievissimo incremento rispetto al 2014 (circa 1.000 unità pari al +2,9%). Nel comune di Bologna i disoccupati sono circa 14.000 e rappresentano oltre il 40% del totale metropolitano.
Nel 2015 il tasso di disoccupazione della Città metropolitana si porta al 7,2% dal 7% fatto registrare nel 2014. L’analisi per genere evidenzia un leggero calo nell’ultimo anno della disoccupazione femminile, passata dall’8,4% del 2014 all’8,1% del 2014, mentre quella maschile (6,5%) cresce di oltre mezzo punto percentuale.
La Città metropolitana nel 2015 occupa la terza posizione nella graduatoria delle principali province italiane per minor tasso di disoccupazione.
Passando infine alla disoccupazione giovanile, si evidenzia per i giovani tra i 18 e 29 anni un lievissimo miglioramento: il 2015 si chiude con un tasso di disoccupazione al 23,8% contro il 24% del 2014.
Per consultare lo studio si veda all'indirizzo
http://www.comune.bologna.it/iperbole/piancont/MercatoLavoroBologna/Mercato%20del%20lavoro_2015.pdf
Le imprese a Bologna nel 2015

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Inserito da redazione il Mar, 26/04/2016 - 09:39


Andamento economico, demografico e pendolarismo nel bolognese nel 2014

Nuovi aggiornamenti sull'andamento demografico ed economico di Bologna e provincia, forniti dal Capo Dipartimento Programmazione del Comune di Bologna Dott. Gianluigi Bovini , che qui riportiamo insieme agli allegati più dettagliati e approfonditi
- Le lancette dell'economia bolognese - aggiornamento gennaio 2015
I primi dati di fine anno, disponibili per molti dei fenomeni esaminati, forniscono un quadro aggiornato e vengono anche analizzati in un arco temporale di medio periodo (dal 2008 a oggi) caratterizzato dall’affermarsi di una crisi economica senza precedenti dal secondo dopoguerra.
Anche nel 2014 la crisi economica ha fatto sentire i propri effetti a livello locale; gli indicatori statistici ne testimoniano gli evidenti impatti, mostrando tuttavia andamenti differenziati e in diversi casi anche segnali positivi.
Il quadro che emerge è ancora costellato di criticità in particolare per quanto concerne il mercato del lavoro, dove gli occupati in regione sono in lieve calo e la disoccupazione, pur in leggera discesa, si mantiene al di sopra del 7%; si confermano inoltre le difficoltà delle imprese verso il sistema bancario, che vede crescere le sofferenze.
Continua la fase critica per il commercio e per le costruzioni, il cui numero di imprese attive in città è in diminuzione; sembra tenere invece il manifatturiero, il cui tessuto produttivo è stabile come sostanzialmente stabile su base annua è il complesso delle imprese attive a Bologna, caratterizzate da una sempre maggiore presenza di imprenditori extracomunitari.
La crisi del comparto delle costruzioni è confermata anche dalla stasi della produzione edilizia in città, mentre a fronte di un risveglio delle compravendite i prezzi delle abitazioni sono ancora in calo. Buone notizie invece dall'export che, recuperati integralmente gli effetti negativi della crisi, continua a crescere sostenendo in modo significativo l'economia provinciale. Ulteriori segnali positivi vengono dal forte calo della cassa integrazione e anche dalla diminuzione degli importi dei protesti e del numero di fallimenti tra le ditte bolognesi.
Un comparto importante per l'economia cittadina è quello turistico, che continua a mostrare segni positivi sia per gli arrivi che per le presenze, con un apporto significativo da parte della clientela straniera che contribuisce ad alimentare anche un movimento aeroportuale costantemente in crescita. Infine l'inflazione nel 2014 è risultata molto contenuta, elemento sicuramente positivo per i consumatori ma indice di una perdurante crisi dei consumi.
A fronte di questo quadro che illustra in estrema sintesi la congiuntura locale nel 2014, le prospettive future, che fino a qualche settimana fa viravano al ribasso, sono negli ultimi giorni tornate ad essere più ottimistiche.
Secondo le recenti stime di Confindustria confermate in parte anche dalla Banca d'Italia, per l’economia italiana il 2015 si annuncia come un anno di svolta: dovrebbe terminare la lunga e profonda recessione iniziata nel 2008 con un ritorno a variazioni positive per PIL e occupazione.
Le tendenze demografiche a Bologna nel 2014
La popolazione residente a Bologna alla data del 31 dicembre 2014 ammontava
a 386.181 unità, in aumento di quasi 2.000 abitanti rispetto alla fine del 2013 (+0,5%). Nel 2014 nuovo record delle nascite: 3.296 bambini, un numero di nati che non si era più raggiunto dal 1977 e che supera il recente primato di 3.177 nati registrato nel 2009; in lievissima flessione i decessi, complessivamente 4.555 (28 in meno rispetto all'anno precedente). Il saldo migratorio si mantiene ampiamente positivo ed è pari a +3.200 unità. Riprende ancora la crescita degli stranieri residenti, in complesso quasi 58.000 (circa 1.700 in più in un anno).

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Inserito da redazione il Mer, 04/03/2015 - 08:28


Disuguaglianze fra generazioni, generi e nazionalità nei redditi dei bolognesi

I redditi 2012 dichiarati dalle cittadine e dai cittadini di Bologna.
Alcune disuguaglianze fra generazioni, generi, nazionalità e territori.

Lo studio, curato dal Dipartimento Programmazione del Comune di Bologna analizza le dichiarazioni dei redditi 2012 presentate dalle cittadine e dai cittadini bolognesi, evidenziando alcune disuguaglianze generazionali, di genere, di nazionalità e territoriali.
Questi i principali risultati che emergono dall'analisi:
- a Bologna nel 2012 quasi 296.000 contribuenti (oltre 1.600 in meno rispetto al 2011). Se si opera il confronto con il 2008 il numero di contribuenti si è ridotto di quasi 7.500 unità;
- 7 miliardi di reddito imponibile dichiarato e oltre 1,6 miliardi di imposta netta pagata dai contribuenti bolognesi nel 2012;
- nel 2012 il reddito imponibile medio di ogni contribuente bolognese è risultato pari a 23.682 euro (con un’imposta netta pagata di 5.479 euro);
- oltre il 50% dei contribuenti bolognesi dichiara meno di 20.000 euro e detiene una quota complessiva dei redditi pari al 21,4%;
- solo il 3,1% dei contribuenti bolognesi dichiara più di 80.000 euro e detiene quasi un quinto del totale dei redditi dichiarati;
- il fenomeno della concentrazione dei redditi è molto differenziato in relazione al genere. Fra i contribuenti maschi la quota di chi dichiara più di 80.00 euro sale al 5% (con una quota del 26,4% del totale dei redditi dichiarati dagli uomini). Fra le donne questa fascia di contribuenti scende all’1,4% (con una quota del 9,3% dei redditi dichiarati);
- in considerazione della diversa incidenza del fenomeno della concentrazione dei redditi per confrontare il divario di genere è opportuno usare il reddito mediano (che è il valore del reddito che divide esattamente a metà la platea dei contribuenti). Nel 2012 a Bologna il reddito mediano degli uomini è pari a 21.190 euro e quello delle donne a 16.507 euro (con uno scarto percentuale del 28,4% a favore degli uomini);
- rispetto a dieci anni prima questo divario di genere misurato dal reddito mediano si è sensibilmente ridotto: nel 2002 lo scarto percentuale a favore degli uomini era del 39% (quasi 11 punti in più rispetto al 2012);
- nel tempo il divario di genere nei redditi dichiarati si riduce in modo significativo. Permane una differenza importante, attenuata se si prende in considerazione oltre ai redditi anche il dato del patrimonio immobiliare. Nella nostra città quasi il 57% dei redditi da fabbricati è dichiarato da contribuenti donne, a testimonianza di una distribuzione della proprietà immobiliare equilibrata sotto il profilo del genere.
- se si opera il confronto dei redditi dichiarati dalle diverse generazioni emerge con nettezza l’elevata quota di redditi dichiarata da contribuenti in età superiore a 60 anni. A Bologna nel 2012 questi contribuenti sono il 40,4% del totale e dichiarano il 42% del totale dei redditi (ben 6 punti percentuali in più rispetto al 2002);

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Inserito da redazione il Sab, 20/09/2014 - 08:17


Il reddito degli anziani a Bologna

I redditi 2011 dichiarati dai cittadini over 60 a Bologna
Il Dipartimento Programmazione ha recentemente diffuso uno studio sui redditi dichiarati a Bologna nel 2011 dai contribuenti con 60 anni o più di età . Si è ritenuto così di approfondire, pur con la consapevolezza dei limiti derivanti dai dati di natura fiscale, la situazione economica delle persone che, in larga maggioranza, percepiscono redditi di natura pensionistica.
I contribuenti over 60 nel 2011 a Bologna erano 120.660 con un reddito imponibile complessivo di oltre 2,9 miliardi di euro; il reddito imponibile medio è stato quindi pari a 24.280 euro. Si rileva tuttavia che la metà dei contribuenti appartenenti a questa fascia di età dichiarava un reddito  inferiore a 18.000 euro (cosiddetto reddito mediano). Penalizzate, come spesso accade, le donne (meno di 18.000 euro mediamente dichiarati). Lo studio esamina inoltre i forti divari reddituali esistenti fra le diverse zone cittadine e analizza quanto dichiarato dagli over 60 secondo le principali tipologie familiari di appartenenza.
Nel 2013 risiedevano a Bologna 121.263 persone con età maggiore o uguale di 60 anni. la grande maggioranza di esse (59%) è costituita da donne. La presenza femminile diviene ancor più preminente, come mostra il grafico a destra, con l’aumentare dell’età, infatti mentre nella classe 60-64 anni di età le donne sono il 54,2%, esse divengono il 70,3% del totale tra gli ultraottantacinquenni.
A Bologna nel 2013 gli over 60 il 31,6% della rappresentavano popolazione complessiva.
Le persone fisiche con età da 60 anni in su che hanno presentato la dichiarazione dei redditi nel 2012 a Bologna sono state oltre 120.600.
Il 58% del totale è costituito da donne, che diventano però oltre il 69% tra gli ultraottantacinquenni.
*Il documento integrale è leggibile sul sito del Comune alla voce PresentazioneANZIANIredditi2011.pdf
Info: Il Capo Dipartimento Dott. Gianluigi Bovini Dipartimento Programmazione piazza Liber Paradisus n.10 - Torre B

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Inserito da redazione il Mar, 01/07/2014 - 08:42


Bologna tra alti e bassi nel confronto tra città

Città a confronto. Bologna tra valori alti e intermedi
Su iniziativa del Settore Statistica del Comune di Bologna, Città a confronto esce ora in una nuova edizione completamente rinnovata nello stile e nei contenuti, che verranno aggiornati con continuità. Il prodotto presenta per tutte le città italiane con più di 200.000 abitanti i dati più significativi in ambito demografico, sociale, economico e ambientale, facilitando così le comparazioni e proponendo anche link utili per eventuali approfondimenti.
Le pagine web hanno sostituito le pagine pensate per un utilizzo cartaceo e i grafici interattivi hanno preso il posto delle graduatorie generate da un foglio di calcolo; la nuova edizione è stata inoltre costruita per essere visualizzabile anche da dispositivi mobili (smartphone e tablet).
L’indirizzo internet è il seguente: http://statistica.comune.bologna.it/cittaconfronto
Dai dati del 15° Censimento della popolazione 2011 sono 16 le città italiane con una popolazione superiore ai 200.000 abitanti: la più popolosa è Roma con 2,6 milioni di cittadini; appena sopra la soglia prescelta Taranto, con 200.154 residenti. Bologna è la settima città italiana per taglia demografica (tra Genova e Firenze) con una popolazione legale al censimento 2011 di 371.337 unità.
In Italia le donne costituiscono la maggioranza della popolazione: il loro numero supera infatti quello degli uomini di quasi 2 milioni di unità: a livello nazionale ogni 100 donne si contano solo 93,7 uomini. A Bologna il rapporto tra i sessi è di 86,7 uomini ogni 100 donne. Solo a Firenze la presenza femminile risulta più accentuata. La predominanza numerica del genere femminile è anche conseguenza dell’invecchiamento della popolazione, poiché è noto che le donne vivono in media più degli uomini.
Il censimento disegna per la nostra città un quadro preciso da questo punto di vista: Bologna è fra le grandi città quella con la più bassa percentuale di giovani fino ai 14 anni e con la più alta presenza relativa di anziani di 80 anni e oltre. Questo nonostante un’incidenza abbastanza elevata (13,6% a fine 2012) di stranieri, mediamente molto più giovani dei cittadini italiani.

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Inserito da redazione il Mar, 11/03/2014 - 13:13


Le lancette dell'economia bolognese nel 2013

LE LANCETTE DELL’ECONOMIA BOLOGNESE
Un primo bilancio delle principali tendenze del 2013 ** Con aggiornamento al gennaio 2014, in allegato

In questo numero di fine anno de “Le lancette dell’economia bolognese” si vuole tracciare un primo bilancio della congiuntura economica nel 2013, inquadrando anche le tendenze in un arco temporale di medio periodo (2008- 2012) caratterizzato dall’affermarsi di una crisi economica senza precedenti dal secondo dopoguerra.
Anche nel 2013, che sta volgendo ormai al termine, la crisi economica tuttora in atto ha fatto sentire i propri effetti a livello locale; gli indicatori statistici ne testimoniano gli evidenti impatti, mostrando tuttavia andamenti differenziati e in qualche caso anche segnali positivi.
Molte però sono ancora le ombre nel panorama economico locale. Il problema più drammatico anche nei nostri territori è senza dubbio quello del lavoro. Dal punto di vista occupazionale il terzo trimestre 2013 vede in regione (massimo dettaglio territoriale disponibile in corso d’anno) ancora una volta un andamento in flessione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: calano gli occupati (-0,7%) e parallelamente aumenta il numero dei disoccupati (+16,9%), facendo salire il tasso di disoccupazione regionale al +6,4%. In questo contesto si colloca anche la preoccupante esplosione avvenuta negli ultimi anni del tasso di disoccupazione giovanile: quello riferito alla popolazione fra i 18 e i 29 anni risulta in forte crescita e nel 2012 aveva già superato in provincia di Bologna il 20%, a fronte di un valore di appena il 3% nel 2008.
Parallelamente risulta in aumento in provincia di Bologna nel periodo gennaio-novembre 2013 il ricorso alla cassa integrazione con un incremento del +6,1% (complessivamente quasi 17,6 milioni di ore autorizzate nei primi undici mesi dell’anno in corso). Questa crescita è dovuta esclusivamente all’aumento della gestione straordinaria, salita di quasi il 30% rispetto all’analogo periodo del 2012, mentre risultano in calo sia la gestione ordinaria che quella in deroga.
Nel 2013 si registra anche un significativo aumento dei fallimenti (90 nei primi dieci mesi dell’anno), il 36,4% in più rispetto all’analogo periodo del 2012. In forte calo invece nello stesso periodo il valore economico degli oltre 7.000 protesti levati a carico di ditte o persone residenti nel comune di Bologna (-18%). In crescita nel secondo trimestre 2013 anche le sofferenze bancarie.
Il mercato immobiliare stenta a risollevarsi e mostra ancora segnali negativi per le nuove edificazioni nel territorio comunale: tra gennaio e novembre 2013 calano del 53,2% le abitazioni progettate (complessivamente 125 a Bologna), mentre gli alloggi ultimati sono stati appena 32 (-85,2% sullo stesso periodo dello scorso anno).

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Inserito da redazione il Ven, 27/12/2013 - 19:25


Osservazioni sui redditi dei bolognesi nel 2011

I redditi 2011 dichiarati dalle cittadine e dai cittadini di Bologna.
Alcune disuguaglianze fra generazioni, generi, nazionalità e territori.
Lo studio, curato dal
Dipartimento Programmazione del Comune di Bologna (* ) analizza le dichiarazioni dei redditi 2011 presentate dalle cittadine e dai cittadini bolognesi, evidenziando alcune disuguaglianze generazionali, di genere, di nazionalità e territoriali.
A Bologna nel 2011
i contribuenti erano 297.473 con un reddito imponibile complessivo ai fini dell’addizionale comunale all’Irpef di quasi 7,1 miliardi di euro; l’imposta netta pagata ammontava in totale a oltre 1,6 miliardi di euro.
Il r
eddito imponibile medio per ogni contribuente bolognese è risultato quindi di 23.757 euro (nel 2010 era pari a 23.771 euro), corrispondente a un’Irpef netta media pagata di 5.497 euro. E' però opportuno rilevare che a Bologna la metà dei contribuenti nel 2011 dichiarava un reddito inferiore a 18.458 euro (cosiddetto reddito mediano).
I redditi degli uomini e delle donne
L’analisi delle dichiarazioni dei redditi 2011 relativi alle cittadine e ai cittadini bolognesi evidenzia ancora una significativa differenza di genere. I contribuenti maschi (141.881) hanno dichiarato complessivamente un reddito imponibile di oltre 4,1 miliardi di euro; le contribuenti (155.592)

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Inserito da redazione il Ven, 01/11/2013 - 11:21


Una sfilata di Lamborghini per il 50° anniversario

Automobili Lamborghini celebra questo il 50° anniversario con una serie di iniziative che avranno luogo nel corso dell'anno in Italia e all’estero.
Il culmine delle celebrazioni sarà  nei prossimi giorni di maggio, nella stessa settimana in cui 50 anni addietro l’Azienda venne iscritta nel registro delle imprese e venne posata la prima pietra dello stabilimento a Sant’Agata Bolognese, con il “
Grande Giro Lamborghini 50° Anniversario”, atteso come il più grande raduno Lamborghini della storia, a cui saranno chiamati a partecipare proprietari e concessionari da tutto il mondo con le proprie Lamborghini.
Dal 7 al 11 maggio 2013, infatti, 1.200 km del territorio italiano sarà teatro per centinaia di Lamborghini, dalle indimenticabili GT storiche alle avveniristiche supercar attuali, che arriveranno da ogni parte del pianeta per sfilare tra le più belle città d'Italia.
Martedì 7 maggio le vetture Lamborghini si ritroveranno a Milano,
capitale del design e della moda italiana, e da lì partiranno l’8 maggio per Forte dei Marmi, una delle più esclusive località della costa tirrenica italian
Giovedì 9 maggio la carovana ripartirà per Roma con l’arrivo trionfale nel centro storico in serata.
* Venerdì 10 le auto ripartiranno alla volta di Bologna, passando per Orvieto e arrivando nel capoluogo emiliano in serata.
**
Sabato 11 maggio sarà la giornata celebrativa di chiusura: l
e auto partiranno in parata da Bologna per raggiungere la sede storica di Sant’Agata Bolognese, dove i partecipanti potranno visitare il museo storico, lo stabilimento produttivo e vivere il mondo Lamborghini attraverso numerose attività di intrattenimento. A seguire una cena di gala all’interno della fabbrica. Ogni sosta cittadina offrirà al pubblico degli appassionati la possibilità di ammirare le vetture.
Per tutto il 2013 un sito dedicato
www.lamborghini50.com accompagnerà clienti e fan Lamborghini con aggiornamenti, news, dettagli sul percorso e programma del Giro.
** Nell'occasione non si può non ricordare
Ferruccio Lamborghini, nato a Renazzo (Cento-Fe) il 28 aprile 1916 e morto a Perugia il 20 febbraio 1993, è stato l'imprenditore italiano fondatore della casa automobilistica che porta il suo nome. Figlio di agricoltori, durante la seconda guerra mondiale, trova l'opportunità di sperimentare le sue doti meccaniche come tecnico riparatore presso l'Aeronautica Militare Italiana (base militare di Rodi).
Negli anni quaranta, la crescente domanda di trattori del mercato italiano, unita all'esperienza acquisita nelle riparazioni, spingono Ferruccio ad intraprendere la carriera di imprenditore nella produzione di trattori. Compra veicoli militari avanzati dalla guerra e li trasforma in macchine agricole.
Nel 1948, a Cento, fonda la Lamborghini Trattori (l'origine del logo aziendale è legata alla data di nascita di Ferruccio Lamborghini: nel calendario zodiacale infatti il 28 aprile cade sotto il segno del Toro, inoltre egli amava la corrida) e già nel corso degli anni cinquanta e sessanta la Lamborghini Trattori diventa una delle più importanti aziende costruttrici di macchine agricole in Italia La sua fabbrica di trattori ebbe sede per vari anni a Pieve di Cento.

Scritto in Cento (Fe) | Economia e Società | S. Agata bologneseleggi tutto | letto 1258 volte

Inserito da redazione il Lun, 06/05/2013 - 07:57


Bologna prima della classe tra le Province, per qualità della vita... e meno multe

Bologna al "top" della qualità della vita negli ultimi 15 anni: un sintetico confronto con le altre grandi province italiane
Sulla base dei piazzamenti riportati tra il 1998 e il 2012 nella classifica sulla qualità della vita stilata dal Sole 24 Ore, Bologna risulta essere la prima grande provincia italiana nella classifica generale. Negli ultimi 15 anni Bologna ha infatti totalizzato 10 primi posti, scendendo due volte al secondo e al terzo posto e una sola volta al quarto posto.
L’ormai consolidata classifica annuale del Sole 24 Ore sulla qualità della vita nelle province italiane utilizza numerosi indicatori che accomunano l’ambito di indagine del quotidiano economico a quello recentemente sviluppato dall’Istat e dal Cnel nell’ambito delle analisi sul benessere equo e sostenibile (BES) e a quello del progetto UrBES, la declinazione del BES in ambito urbano metropolitano.
Visto l’interesse del Comune di Bologna per queste tematiche, il Dipartimento Programmazione ha ritenuto opportuno approfondire in particolare i risultati ottenuti dalla provincia di Bologna nelle classifiche annuali sulla qualità della vita diffuse dal Sole 24 Ore nell’arco degli ultimi 15 anni. L’obiettivo è quello di fare emergere la performance di Bologna nel medio/lungo periodo, sintetizzando in un unico indicatore i risultati delle classifiche annuali, e ponendolo a confronto con le 21 grandi province con popolazione superiore a 800.000 abitanti. Questa scelta consente un più corretto confronto tra ambiti territoriali più simili tra loro per dimensione demografica e non solo. Nello studio vengono prese in considerazione e sintetizzate le classifiche generali di queste 21 province nell’arco degli ultimi 15 anni, nonché le classifiche per ciascuna delle sei seguenti aree tematiche: affari e lavoro, ordine pubblico, popolazione, servizi ambiente salute, tempo libero, tenore di vita. Sintetizzando in un unico indicatore i piazzamenti riportati nel periodo 1998-2012, Bologna risulta essere la prima grande provincia italiana nella classifica generale; lo è altresì per i periodi 1998-2002 e 2008-2012 ed è seconda nel quinquennio 2003-2007. Negli ultimi 15 anni Bologna ha infatti totalizzato 10 primi posti in classifica generale, scendendo due volte al secondo e al terzo posto e una sola volta al quarto posto.
Lo studio evidenzia inoltre il piazzamento di Bologna in ciascuna delle sei aree tematiche. Sono altresì consultabili le tavole relative alle classifiche degli ultimi cinque anni per ciascuno dei sei parametri che vanno a determinare la posizione in ogni singola area tematica, per un totale di 36 indicatori.
* La nota è consultabile all'indirizzo
http://www.iperbole.bologna.it/iperbole/piancont/Qualitavita/QUALITADELLAVITA_SOLE24ORE_ultimax.pdf
Le multe a Bologna nel 2012

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Inserito da redazione il Ven, 26/04/2013 - 16:31


Turisti a Bologna in crescita

Il turismo a Bologna nel 2012
Il Settore Statistica del Dipartimento Programmazione ha diffuso recentemente la nota annuale sul turismo a Bologna nel 2012.
Nel documento si evidenzia come, malgrado la difficile situazione economica, anche il 2012 sia stato un anno positivo per il turismo bolognese, con un incremento degli arrivi superiore rispetto a quello registrato nel 2011.
Lo scorso anno hanno soggiornato nella nostra città 971.354 turisti (+2,8% rispetto al 2011), di cui 569.278 italiani (+3,5%) e 402.076 stranieri (+1,7%). Le presenze complessive passano invece da 1.985.358 nel 2011 a 2.036.594 nel 2012 con un aumento pari al +2,6%.
Con riferimento all'andamento del turismo nel corso del 2012 a Bologna e negli altri comuni della provincia viene analizzata, per entrambi gli ambiti territoriali, l'evoluzione degli arrivi e delle presenze per le varie tipologie di esercizio e secondo la provenienza dei flussi turistici interni ed esteri.
Nell'allegato tutti i dati
Info: Comune di Bologna Dipartimento Programmazione piazza Liber Paradisus n.10 - Torre B  40129 Bologna o via fax a: 0512195700

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Inserito da redazione il Mer, 17/04/2013 - 09:09


Donne, lavoro, economia . Alcuni dati

Venerdì 15 Marzo 2013, nel corso della seduta solenne del Consiglio comunale  di Bologna per celebrare la "Giornata della donna", il presidente dell'Istituto Nazionale di Statistica, Enrico Giovannini, ha presentato una relazione dal titolo
"Donne, lavoro, economia".
I
l Settore Statistica, per l'occasione, ha elaborato una breve nota "Le donne e il mondo del lavoro" contenente alcune sintesi per genere sull'andamento del mercato del lavoro e sull'imprenditoria femminile a livello locale. Ecco il documento.
Più ampie imformazioni e grafici nell'allegato a questo articolo
Le donne e il mondo del lavoro
Dati sulle forze di lavoro disaggregati per genere e sull’imprenditoria femminile a Bologna al 15 marzo 2013
Le forze di lavoro. La popolazione attiva
• In provincia di Bologna su 100 individui attivi 54 sono uomini e 46 donne. Questa proporzione appare stabile negli ultimi anni. Il tasso di attività nel 2012 (73,8%) è pari al 79,3% per i maschi e al 68,4% per le femmine.
• Nel 2012 il tasso di attività in provincia di Bologna supera quello italiano di quasi 10 punti percentuali e di 1 punto percentuale quello regionale.
Fra le principali province italiane Bologna mostra il più elevato tasso di attività femminile e totale, mentre per quello maschile si posiziona al secondo posto alle spalle della provincia di Firenze.
Gli occupati (1)
• Anche fra gli occupati le donne rappresentano a Bologna il 46% del totale.
• Il tasso di occupazione per la popolazione fra i 15 e i 64 anni a Bologna nel 2012 è pari al 68,6%, in calo di un punto percentuale rispetto all'anno precedente. Se si fa riferimento all'ultimo quinquennio, caratterizzato dall'affermarsi di una crisi economica senza precedenti recenti, il calo è di circa 4 punti percentuali. La riduzione del tasso di occupazione ha accomunato donne e uomini: per le prime il tasso di occupazione nel 2012 tocca il 63,7% contro il 73,6% dei maschi. La riduzione nell'arco degli ultimi 5 anni va dai circa 3 punti percentuali per le donne occupate ai quasi 5 punti per i loro colleghi maschi.
Gli occupati (2)
• In forte calo è anche il tasso di occupazione giovanile. Anche nella realtà bolognese questo si caratterizza forse come il problema più acuto: ad esempio l'occupazione dei giovani fra i 18 e i 29 anni è calata nella nostra provincia dal 68% del 2008 al 48,1% del 2012. In questo contesto il tasso di occupazione delle giovani lavoratrici (18-29 anni) è pari al 46,9%, in calo di quasi 17 punti percentuali rispetto al 2008; per i maschi la situazione occupazionale peggiora nell'ultimo quinquennio di quasi 23 punti percentuali, scendendo dal 72% del 2008 al 49,3% del 2012.
• In questa situazione di recessione che si prolunga ormai da alcuni anni, il confronto con gli altri territori vede per la provincia di Bologna una lieve riduzione del divario a proprio favore rispetto al dato nazionale sull'occupazione.
Dal confronto con le principali province italiane emerge l'arretramento di una posizione (dal 2° al 3° posto) per quanto concerne il tasso di occupazione maschile, rispetto al quale ci precedono Verona e Firenze; la provincia di Bologna, pur in presenza di un calo dell'occupazione già in precedenza evidenziato, conferma la sua leadership nell'occupazione femminile, che consente anche il mantenimento della prima posizione per quanto riguarda il tasso di occupazione totale, davanti a Firenze e Milano.
I disoccupati (1)
Su 100 disoccupati le donne rappresentano a Bologna nel 2012 il 46%, una quota in riduzione nell'ultimo quinquennio. Anche nella nostra provincia la disoccupazione ha subito recentemente un'impennata: nell'ultimo quinquennio il tasso di disoccupazione è più che triplicato, arrivando a toccare nel 2012 il 6,9% (7% per i maschi e 6,8% per le femmine). Estremamente critici i dati sulla disoccupazione giovanile. In fortissima crescita, soprattutto per gli uomini, appare il tasso di disoccupazione per i giovani fra i 18 e i 29 anni: in questa fascia di età nel 2012 erano disoccupati il 21,5% dei maschi e il 12,5% delle femmine, pari in complesso al 17,5%. Ma quel che più preoccupa è l'accelerazione del fenomeno negli ultimi 5 anni: basti ricordare che nel 2008 la percentuale di giovani fra i 18 e i 29 anni in cerca di lavoro nella nostra provincia era pari all'1,5% per i maschi e al 4,7% per le femmine.

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Inserito da redazione il Mar, 19/03/2013 - 20:14


Quanti saremo a Bologna nel 2024?

Scenari demografici a Bologna al 2024
Il Dipartimento Programmazione diffonde una breve nota che alleghiamo in cui vengono presentati i risultati dell’aggiornamento delle previsioni demografiche per la città di Bologna al 1° gennaio 2024. Oltre allo sviluppo futuro della popolazione nel suo complesso, vengono illustrati i trend riferiti ad alcuni segmenti della popolazione di particolare interesse quali i residenti in età lavorativa, le donne in età feconda, i bambini in età prescolare e scolare, gli anziani.
I principali risultati emersi dallo studio sono i seguenti:
• la popolazione residente, attestata a inizio 2012 a 382.784 persone, dovrebbe far registrare anche nei prossimi anni un leggero incremento e potrebbe dunque tendere alle 390.000 unità nel 2024;
• il rapporto tra generazioni è destinato in parte a riequilibrarsi dato che appare in aumento il numero di bambini e ragazzi e, al contrario, in lieve diminuzione il numero degli anziani con 65 anni e più; in effetti il peso percentuale dei residenti tra 0 e 14 anni di età potrebbe passare
dall’attuale 11,2% della popolazione totale all’11,5% nel 2024, mentre quello degli ultrasessantaquattrenni scenderebbe dal 26% al 24,5%;
• continuerà ad aumentare il numero di ultraottantenni, che potrebbero passare dagli attuali quasi 35.000 a circa 38.000 agli inizi del 2024 (divenendo il 9,6% della popolazione totale rispetto al 9,1% nel 2012);
• un modesto calo è previsto per il numero di donne residenti in età feconda (15-49 anni), una delle variabili alle quali è ovviamente legato l’andamento futuro delle nascite;
• le nostre previsioni, in sintonia con i recenti andamenti, presuppongono però ancora modesti incrementi nella fecondità che dovrebbero portare al termine del periodo di previsione il numero medio di figli per donna dall’attuale 1,26 all’1,33; dunque il numero di nati potrebbe continuare in
futuro a evolvere positivamente fino a passare dagli oltre 3.100 nati registrati a Bologna negli ultimi anni a poco più di 3.200 nel 2023;
• per quel che riguarda l’impatto dell’evoluzione demografica sui diversi gradi di istruzione, un incremento sostenuto dovrebbe riguardare il numero dei potenziali utenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado (intorno al 9% e al 20% rispettivamente); meno marcati, ma pur sempre
significativi, gli aumenti previsti per il numero di bambini che, per la loro età, rappresentano l’utenza potenziale dei servizi prescolastici (nidi +2,3% e scuole dell’infanzia +7%) e delle scuole primarie (+4,6%);
• in aumento infine il numero di residenti in età compresa tra 15 e 64 anni, in cui si identifica convenzionalmente la popolazione in età lavorativa (secondo l’ipotesi intermedia circa 10.000 unità in più, pari a +4,2%, tra 1/1/2012 e 1/1/2024).
*** Per maggiori dettagli si rinvia allo studio allegato
info: Il Capo Dipartimento Dott. Gianluigi Bovini Comune di Bologna Dipartimento Programmazione piazza Liber Paradisus n.10 - Torre B
40129 Bologna fax 0512195700

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Inserito da redazione il Mar, 29/01/2013 - 09:53


Aspettative di vita a Bologna in crescita

In una breve nota curata dal Dipartimento Programmazione – Settore Statistica , vengono presentate le nuove tavole di mortalità relative al triennio 2009-2011 per il Comune di Bologna.
Esse permettono di calcolare la durata media della vita della popolazione residente che è pari a 80,4 anni per i maschi e a 85,1 anni per le femmine. Si pensi che nell’arco di un trentennio la vita media si è allungata di 8,5 anni per i maschi e di 7,3 anni per le femmine; in particolare, rispetto alle tavole di mortalità precedenti elaborate per il triennio 2006-2008 il guadagno è stato di 0,8 anni per entrambi i sessi, dunque oltre tre mesi in più all’anno. Inoltre, come lo studio dimostra, i valori raggiunti da questo indicatore nella nostra città sono del tutto paragonabili e in alcuni casi superiori rispetto a quelli dei paesi più sviluppati.
- Inoltre, lo stesso Dipartimento rende noto il Censimento on line a Bologna. Il profilo dei cittadini che hanno compilato il questionario 2011 sul WEB.
La pubblicazione dei dati relativi al Censimento della popolazione e delle abitazioni 2011 prosegue con la nota allegata che si propone di analizzare il profilo dei cittadini bolognesi che hanno compilato il questionario di censimento via internet, sfruttando questa possibilità offerta per la prima volta dall'Istat in occasione dell'ultima rilevazione censuaria. I quasi 60.500 intestatari di famiglia che hanno sfruttato questa nuova opportunità, consentendo un notevole snellimento dell'apparato di rilevazione, vengono analizzati sotto il profilo del sesso, dell'età e della cittadinanza, con riferimento anche alla loro distribuzione territoriale nelle varie zone cittadine. La propensione maggiore a censirsi on line si è registrata fra i trentenni maschi italiani (uno su due ha compilato il questionario sul web) e per i residenti nelle zone del centro storico.
** Si allegano relazioni e grafici con i dati

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Inserito da redazione il Ven, 24/08/2012 - 11:26


L'esito del voto per i 4 referendun abrogativi. Valanga di sì

REFERENDUM 1 (scheda rossa)
Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Abrogazione
votanti 57,04% ---- SI'
voti 25.411.102 95,84 % ---- NO voti 1.102.869 94,16 %
REFERENDUM 2 (scheda gialla)

Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all'adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma

votanti 57,05% --- SI' voti 25.609.682 96,32 % -- NO voti 979.538 3,68 %
REFERENDUM 3 (scheda grigia)

Nuove centrali per la produzione di energia nucleare. Abrogazione parziale di norme

votanti 57,01% ---- SI' voti 25.180.252 94,75 % ----- NO voti 1.394.562 5,25 %
REFERENDUM 4 (scheda verde)

Abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n. 51, in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale

votanti 57,00 % ---- SI' voti 25.220.804 95,15 % ----NO voti 1.285.487 4,85 %.

** Dati del Viminale
aggiornati con l'aggiunta del voto dall' estero: votanti 27.642. 457
PRIVATIZZ. ACQUA
Affluenza 54,81%        SI 95,35%       NO 4,65%

PROFITTI ACQUA
Affluenza 54,82%           SI 95,80%       NO 4,20%
ENERGIA NUCLEARE Affluenza 54,79%     SI 94,05%       NO 5,95%
LEGITT. IMPEDIMENTO Affluenza 54,78% SI 94,62%        NO 5,38%

*** Pieno successo quindi dei promotori della campagna referendaria  su quesiti che avevano una grande importanza sociale e politica, per il futuro del nostro ambiente, delle risorse, dell'economia del Paese, e per l'esigenza  di giustizia uguale per tutti.
Adesso spetta alle forze politiche di governo e di opposizione tener conto di questa chiara indicazione popolare.
Per quanto riguarda la gestione pubblica del bene comune acqua,  occorrerà che gli enti pubblici, Regioni, Province e Comuni si riapproprino delle loro responsabilità dirette, di investimenti e di scelte,  con i dovuti controlli e coinvolgimenti di  cittadini e imprese per una gestione più partecipata, oculata e corretta degli impianti
.

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Inserito da redazione il Mar, 14/06/2011 - 08:43


4 Referendum da votare. Tra sì e no

Domenica 12 e lunedì 13 giugno, gli italiani sono chiamati a votare per 4 referendum  su quesiti che, oltre che per gli aspetti politici, sono importanti per gli aspetti che  riguardano  il futuro  dell'ambiente in cui viviamo e per  l'uso delle risorse naturali e tecnologiche  presenti e future. Per  contribuire all'informazione in proposito, riportiamo qui  gli elementi essenziali dei quesiti e le ragioni  per votare "sì" o "no", desunte in gran in parte da un servizio de "Il Corriere della sera", on line del 7 giugno 2011.
- SCHEDA DI COLORE ROSSO Privatizzazione dei servizi di fornitura dell’acqua
Il primo referendum sull’acqua si intitola: «Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica».
Il quesito, molto complesso nella formulazione, mira ad abrogare l’art. 23 bis del decreto legge 25 giugno 2008 n.112 «Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria», a più riprese modificato da provvedimenti del 2009
Le ragioni del «sì»

Vota «sì» chi è contrario alla privatizzazione dei servizi di fornitura dell’acqua, la cui gestione è messa nelle mani dei privati dalla legge Ronchi (della quale si chiede l’abrogazione)
. Il primo quesito riguarda i servizi pubblici di rilevanza economica. Il provvedimento stabilisce come modalità ordinarie di gestione del servizio idrico l’affidamento a soggetti privati attraverso gara o l’affidamento a società a capitale misto pubblico-privato, all’interno delle quali il privato sia stato scelto attraverso gara e detenga almeno il 40%. Le società a totale capitale pubblico cesseranno improrogabilmente entro il dicembre 2011, o potranno continuare alla sola condizione di trasformarsi in società miste, con capitale privato al 40%. Abrogare questa norma —secondo il comitato promotore — significa contrastare l’accelerazione sulle privatizzazioni imposta dal Governo e la definitiva consegna al mercato dei servizi idrici
. E' vero che la gestione pubblica dei servizi non è di per sè garanzia di certezza di una buona gestione, ma è comunque soggetta a meccanismi di controllo  pubblico democratico da parte dei cittadini e dei loro rappresentanti, tale da  consentire una correzione di rotta quando necessaria. La gestione privata non può che essere soggetta solo alle ragioni del mercato e alle esigenze di profitto per chi deve fare onerosi investimenti.L'acqua non può essere considerata una "merce" qualsiasi.
Le ragioni del «no»

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Inserito da redazione il Gio, 09/06/2011 - 07:08


Quale sicurezza dal nucleare?

Tra i siti che potrebbero essere scelti dal governo per impiantarvi nuove centrali nucleari, se ne cita qualcuno anche in Emilia Romagna, o regioni limitrofe, non lontano dal Po. Pertanto la prospettiva, oltre che come cittadini italiani, ci può riguardare anche da vicino come emiliani. Dopo il disastro di Fukushima il dibattito sull'argomento si è fatto più acceso che mai. E non è tramontata del tutto la speranza che si possa essere chiamati a dire il nostro parere  nel Referendum che si dovrebbe tenere  il 12 giugno prossimo, su questo e altri quesiti.
Riportiamo qui come spunto di riflessione l'articolo di
Giulio Meneghello 27 aprile 2011, dal sito www.qualenergia.it
«Noi siamo assolutamente convinti che l'energia nucleare è il futuro per tutto il mondo. La moratoria è servita per avere il tempo che la situazione giapponese si chiarisca e nel giro di 1-2 anni l'opinione pubblica sia abbastanza consapevole da tornare al nucleare. L'energia nucleare è sempre la più sicura. Il disastro giapponese si è verificato perché la centrale di Fukushima era stata edificata su un terreno che non lo permetteva.”
Tra le dichiarazioni rilasciate ieri da Silvio Berlusconi
sul nucleare ci sono anche queste valutazioni sull'incidente giapponese. Difficile capire cosa Berlusconi intenda con il “chiarimento” degli eventi di Fukushima, per il quale servirebbe più tempo. Avrebbe avuto più senso dire che il tempo serve non per chiarire, ma per dimenticarsi della catastrofe ancora in atto, concetto tra l'altro abbastanza palese nelle sue esternazioni di ieri (Qualenergia.it, Berlusconi “confessa”: il nucleare si farà, lo stop è un trucco).
Pericolosa poi l'affermazione che “il disastro giapponese si è verificato perché la centrale di Fukushima era stata edificata su un terreno che non lo permetteva”. Il sottointeso è che una situazione del genere non potrebbe mai verificarsi nelle centrali che si vogliono costruire in Italia.
E' così? Qualenergia.it lo aveva chiesto ad alcuni esperti all'indomani dell'incidente giapponese, ricevendo risposte negative.

I nomi che circolano nel “toto-siti” nucleare li conosciamo: Montalto di Castro e Borgo Sabotino in Lazio, Trino Vercellese in Piemonte, Caorso in Emilia, Garigliano in Campania. E ancora: Palma in Sicilia, Oristano in Sardegna, Monfalcone in Friuli, Avetrana in Puglia, Viadana in Lombardia e il Polesine in Veneto. Per la gran parte sono in aree sismiche, potrebbero esserci problemi?

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Inserito da redazione il Ven, 29/04/2011 - 18:12


Energia per l'astronave Terra

Nell'ambito della rassegna “Spaghetti, parole e …fantasia,” Ciclo di presentazioni di libri per una dieta a base di Letture Libri, autori e lettori realizzata in collaborazione tra Comune di Pieve di Cento e il Centro Sociale Ricreativo Culturale
- Martedì 11 gennaio
presso il Centro Sociale Anziani di Pieve di Cento, sarà presentato il libro “Energia per l’astronave Terra. Quanto ne usiamo, come la produciamo, che cosa ci riserva il futuro
di cui sono autori Nicola Armaroli e Vincenzo Balzani (Ed. Zanichelli).
Dopo la cena con spaghetti, prevista alle ore 19,30 offerta dal Centro Sociale (sito in Via Luigi Campanini, 27), alle ore 20,30, si terrà la presentazione del libro con la partecipazione di Nicola Armaroli.
Si consiglia la prenotazione telefonando all’Ufficio URP 051 68 62 611
La serata sarà un’occasione cogliere l’occasione per discutere con uno scienziato quale Nicola Armaroli spesso presente in trasmissioni di divulgazione scientifica sui media nazionali.
Tutti utilizziamo energia in ogni istante della giornata, magari senza accorgercene, con un'abbondanza mai goduta da nessun'altra generazione nella storia umana.
Ma che cos'è l'energia?
I nostri consumi possono continuare ad aumentare all'infinito?Quali e quante riserve energetiche ospita ancora l'astronave Terra?
Questo libro fornisce le coordinate indispensabili per orientarsi nel labirinto delle fonti di energia - dal petrolio ai biocombustibili, dal solare al nucleare, dagli aspetti economici a quelli sociali - e cerca di delineare uno scenario energetico possibile per la nostra fragile e complessa civiltà.

Due supplementi speciali in coda al libro "Dodici miti da sfatare" e "Forse non sapevi che" - riassumono i temi-chiave per chi vuole affrontare in modo responsabile il problema energetico.  

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Inserito da redazione il Dom, 02/01/2011 - 08:10


Brindisi antinucleare in piazza

Lunedì 8 novembre 2010 dalle 18 alle 20 a Bologna in Piazza Re Enzo
“Brindisi antinucleare promosso dal Comitato “Energia e Democrazia – NO al nucleare
"81- 80- 72: Non è un terno al lotto o una combinazione vincente – scrivono i promotori nel loro comunicato - ma il valore arrotondato delle percentuali di consenso raccolte da ognuno dei tre quesiti nel dato delle percentuali di consenso raccolte da ognuno dei tre quesiti nel referendum antinucleare del 1987.
L’8 e il 9 novembre di quell’anno 20 milioni di italiani avevano detto chiaramente no alla costruzione di centrali nucleari nel nostro Paese.
La vittoria, a un anno dalla
tragedia di Chernobyl, era il frutto di quella ampia mobilitazione sociale che aveva saputo coniugare le rivolte delle popolazioni direttamente coinvolte con istanze più generali di sicurezza e tutela dell’ambiente.
L'attuale governo ha deciso il ritorno al nucleare e per raggiungere questo obiettivo ha varato leggi che di fatto limitano i poteri delle Regioni in materia energetica, militarizzano i territori interessati nella costruzione delle centrali, mortificano i residui meccanismi di democrazia esistenti nel nostro Paese.
23 anni dopo è necessario ripartire perché le condizioni che allora avevano portato alla cessazione dell’attività delle centrali nucleari non sono mutate perchè:
- resta irrisolto il problema delle scorie, radioattive per migliaia di anni;
- l’uranio deve essere importato dall’estero e in pochi decenni si esaurirà il nucleare non è esente da incidenti;
-  il nucleare è molto costoso e richiede sostanziosi finanziamenti pubblici
- non si abbasserà il costo della bolletta elettrica
 - perché oggi, a differenza di allora, abbiamo la risposta al nostro attuale e futuro fabbisogno energetico: la produzione di energia da fonti rinnovabili".

* Scalderà il clima della piazza la Banda Roncati
** Sarà possibile firmare per la proposta di leggeSi alle rinnovabili, No al nucleare.”
Info: Comitato “Energia e Democrazia – NO al nucleare” - www.energiademocraziabologna.org
Per adesioni: energia.democrazia@energiademocraziabologna.org

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Inserito da redazione il Sab, 06/11/2010 - 07:23


Comuni e solare termico

Come ti aiuto il Comune a puntare sul solare termico (dal sito www.qualenergia.it )
Nasce il progetto ProSto per aiutare gli enti locali europei ad imporre il solare termico negli edifici. Come possono promuovere questa tecnologia e senza aspettare governi che, come il nostro, si muovono ancora con notevole lentezza. Sono 250 i Comuni che nel nostro paese si sono dati obblighi in materia. Ne parliamo anche con Riccardo Battisti, coordinatore del progetto.
Gli enti locali possono e devono agire per la diffusione del solare termico senza aspettare i governi. In Europa ora è nato un progetto per aiutarli a farlo. Si tratta del Progetto ProSto: co-finanziato dalla Commissione europea, serve proprio a fornire sostegno alle autorità locali nella pianificazione, lo sviluppo, l’introduzione e la gestione di "ordinanze solari", cioè di obblighi di installazione del solare termico negli edifici.
Il progetto si propone di realizzare esperienze pilota che possano essere copiate dalle realtà locali di tutta Europa e - attraverso il portale web - offre strumenti di supporto per gli enti che vogliano predisporre obblighi sul solare termico: dalle consulenze sul potenziale e sui problemi di integrazione con le varie leggi nazionali fino a fornire materiale informativo sui benefici del solare termico.
Un’iniziativa che ribadisce ancora una volta come una vera transizione energetica passi anche per le scelte locali e senza attendere decisioni dall’alto. Emblematico il caso dell’Italia: pochi giorni fa con l’approvazione del decreto “milleproproghe” il Parlamento ha votato lo slittamento di un altro anno dei regolamenti edilizi comunali che dovranno prevedere l’obbligo di installazione di impianti per la produzione di elettricità da rinnovabili sui nuovi edifici (Qualenergia.it – “No alla proroga dell'obbligo di rinnovabili nei nuovi edifici"), ma molti enti locali italiani stanno già adottato regolamenti edilizi che prevedono questo obbligo.

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Inserito da redazione il Ven, 12/03/2010 - 07:53

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