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Ambiente, ecologia, natura


Maceri e biodiversità da conservare. Convegno rinviato

NB Rinviato a data  da destinarsi, per problemi viabilità, il convegno previsto per Sabato 7 febbraio 2015, a Ferrara presso la sala conferenze del Museo di Storia Naturale, via F. De Pisis 24; convegno-tavola rotonda dal titolo
"Maceri e altri stagni della pianura: stato dell'arte e prospettive future", organizzato dal Museo, dall'Università di Ferrara e dall' Associazione Naturalisti Ferraresi con la collaborazione del laboratorio ENEA-Lecop di Bologna e dell'Università di Parma.
Il programma è riportato alla pagina web http://storianaturale.comune.fe.it/index.php?id=725 .
In particolare si segnala
- 9.30: Apertura dei lavori da parte del Direttore del Museo, Stefano Mazzotti
- 9.40:
I maceri del Ferrarese, la fauna e gli effetti dei parametri ambientali. C arla C orazza, Museo di Storia Naturale
- 10.00:
I Coleotteri acquatici. Roberto Fabbri e Fernando Pederzani, Società per gli Studi Naturalistici della Romagna
- 10.20: Maceri: caratteristiche morfologiche e biogeochimica delle acque. Marco Bartoli, Università di Parma, Simone Busi ed Enrico Tesini, ENEA-Laboratorio LEC OP di Bologna.
- 10.40: La cultura della canapa. Gian Paolo Borghi, C onsulente del C entro di Documentazione del Mondo Agricolo Ferrarese, S. Bartolomeo, FE. e presidente del Gruppo di Studi pianura del Reno
- 11.00: Un progetto per la riqualificazione del laghetto del Parco Urbano Bassani Giuseppe Castaldelli, Università di Ferrara.
- 11.30: Tavola rotonda: Quale futuro per gli stagni di pianura?
Con intervento di numerosi e qualificati relatori
13.00: Chiusura lavori
Evento organizzato in occasione della
Giornata Mondiale delle Zone Umide
* Note esplicative:

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Inserito da redazione il Mar, 03/02/2015 - 12:37


Colline di S. Luca, nuova area protetta

Colline di San Luca”, nasce una nuova area protetta da 5mila ettari
Il paesaggio naturale e seminaturale interessa i Comuni di Bologna, Casalecchio di Reno e Sasso Marconi
La Giunta ha deliberato l’istituzione del Paesaggio naturale e seminaturale protetto ”Colline di San Luca” che interessa i Comuni di Bologna, Casalecchio di Reno e Sasso Marconi, che nelle scorse settimane avevano espresso formale assenso dopo un lungo percorso condiviso. La delibera passerà ora al vaglio del Consiglio provinciale e l’approvazione è prevista entro gennaio 2014.
L’area comprende il territorio collinare che dall’area urbana bolognese e da quella contigua di Casalecchio si spinge verso sud sino al limite della Riserva del Contrafforte Pliocenico ed è delimitato a est dal corso del torrente Savena e a ovest da quello del fiume Reno.
Il nuovo Paesaggio protetto, istituito ai sensi della Legge Regionale 672005 e che presenta una elevata variabilità ambientale e una altrettanto ricca diversità biologica, rappresenta un importante tassello di completamento della tutela della fascia collinare appenninica a ridosso del capoluogo. Da un punto di vista ecologico infatti, con i suoi quasi 5000 ettari di estensione, l’area mette in diretta relazione territoriale il Parco regionale Gessi Bolognesi e Calanchi dell’Abbadessa, il Parco Storico regionale di Monte Sole e la Riserva Naturale del Contrafforte Pliocenico, oltre a una serie di altri importanti elementi della rete Natura 2000. Inoltre l’area include al suo interno il Sito di importanza comunitaria/Zona a protezione speciale “Boschi di San Luca e DestraReno”. L’importanza dell’area risiede in particolare nella sua conformazione e ubicazione: si tratta di un corridoio ecologico ricco di significati e una particolare area di transito sia per gli uccelli (sono oltre 15 le specie di interesse comunitario segnalate tra cui il Falco Pellegrino) che per gli animali di terra (il sito è frequentato stabilmente dal Lupo) tra l’Appennino e le aree fluviali-umide della pianura bolognese.
Le finalità istitutive del Paesaggio protetto mirano all’individuazione e all’attuazione di azioni specifiche per arrestare la perdita della biodiversità attraverso il sostegno e la valorizzazione delle realtà socio-economiche e culturali locali. In particolare salvaguardando e potenziando il patrimonio paesaggistico; valorizzando il sistema delle aree verdi pubbliche presenti; promuovendo una fruizione compatibile con la conservazione del patrimonio naturale.
La
Provincia assumerà la gestione dell’area fino al trasferimento della funzione all’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Orientale.
Info http://www.provincia.bologna.it/probo/Engine/RAServePG.php/P/1905510010400/T/8220Colline-di-San-Luca8221-nasce-una-nuova-area-protetta-

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Inserito da redazione il Lun, 13/01/2014 - 09:31


Bologna estate 2012: più caldo e meno pioggia

Andamento meteorologico dell'estate a Bologna
Il Settore Statistica - Dipartimento Programmazione ha diffuso note e tabulati grafici (in allegato) sull'andamento meteorologico dell'estate appena trascorsa che, convenzionalmente, viene identificata nei mesi di giugno, luglio e agosto. L'analisi è stata effettuata sulla base dei dati meteo registrati nella stazione di Bologna-Borgo Panigale e comunicati dal Servizio IdroMeteoClima dell'Arpa della Regione Emilia-Romagna.
Estate da record quella del 2012
non soltanto per le temperature, decisamente elevate sia per le massime che per le minime, quanto soprattutto per la quasi totale assenza di precipitazioni.
Rispetto alle temperature medie massime l'estate appena trascorsa è risultata infatti di ben 4,4 gradi al di sopra della media stagionale di lungo periodo; si tratta dell'anomalia più elevata registrata per la stazione di Borgo Panigale negli ultimi 22 anni dopo quella dell’estate del  2003. Le temperature massime sono state relativamente elevate in tutti e 3 i mesi estivi, ma in particolare in agosto che ha superato la media climatica di ben 5,1 gradi. Anche per quanto riguarda le temperature medie minime l'anomalia stagionale, pari a +2,6 gradi, è risultata la più elevata dopo quella del 2003. Ma è soprattutto riguardo alle precipitazioni che l'estate 2012 segna un record negativo: con appena 15 mm. di pioggia in 3 mesi da confrontare con i 153 attesi dal clima, l'estate 2012 registra l'anomalia negativa più accentuata dal 1991 con un risultato peggiore persino di quello della particolarissima estate 2003. Si tratta, in pratica, dell'ottava stagione consecutiva con un'anomalia di precipitazione da pressoché nulla a fortemente negativa.
I giorni piovosi nel trimestre estivo sono stati nel complesso appena 5; 12 in meno rispetto alla media climatica e 2 in meno persino dell’estate 2003. Anche in questo caso siamo in presenza di un dato estremo, il peggiore dal 1991, anno di partenza per i confronti con le medie climatiche calcolate per il trentennio 1961-1990.
** Per approfondire ulteriormente l'argomento in allegato la consueta nota periodica redatta dal Dipartimento Programmazione - Settore Statistica del Comune di Bologna. I dati della stazione di Bologna-Borgo Panigale e della stazione Bologna-Area Urbana, collocata nel centro della città sul tetto della sede di ARPA SIMC in Viale Silvani 6, sono inoltre consultabili nella sezione Dati statistici de "I numeri di Bologna", le pagine internet a cura del Dipartimento Programmazione del Comune di Bologna.
- Alcune caratteristiche della mortalità a Bologna nel periodo estivo

In una breve nota il Settore Statistica sintetizza gli andamenti della mortalità nel trimestre estivo 2012 anche alla luce delle particolari condizioni meteo, che hanno rappresentato l’anomalia climatica più elevata dopo il 2003.
Malgrado le numerose ondate di calore verificatesi tra giugno e agosto, i livelli di mortalità stagionali non hanno subito innalzamenti: nel trimestre estivo si sono verificati 1.128 decessi, un valore un po’ inferiore alla media decennale (pari a 1.148 morti) e ben al di sotto rispetto a quello raggiunto nella caldissima estate del 2003 (1.352
decessi). Il tasso di mortalità estivo, pari a 2,9 deceduti ogni 1.000 residenti, è inferiore alla media dell’ultimo ventennio (3,1 per mille) e assai più basso rispetto a quello eccezionale registrato nel trimestre estivo del 2003 (3,6 per mille).
Evidentemente le misure per la prevenzione degli effetti delle ondate di calore, accompagnate anche da adeguati comportamenti individuali, hanno influito positivamente sui livelli di mortalità nella scorsa estate (v. altro allegato).

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Inserito da redazione il Lun, 01/10/2012 - 07:24


Orienteering nelle aree boscate del BoscoVivo

In occasione della restituzione ai Comuni di San Giorgio di Piano, Bentivoglio e San Giovanni in Persiceto delle aree boscate recentemente realizzate nei loro territori, la Provincia di Bologna, in collaborazione con i Comuni interessati, con il Comune di Argelato e con il Corpo Forestale dello Stato invita
- sabato 8 settembre dalle ore 16.00 a conoscere il BoscoVivo di Argelato, via Funo n.31
attraverso un semplice percorso dimostrativo di Orienteering, realizzato a cura del CUS Bologna.
La partecipazione è gratuita e aperta ad adulti e ragazzi, anche senza nessuna esperienza di orienteering.
I volontari del Cusb presenti durante il pomeriggio aiuteranno i non esperti a sperimentare questa divertente disciplina sportiva.
Al termine del percorso, presentazione e inaugurazione delle aree boscate e merenda offerta a tutti i presenti.
Per informazioni e preiscrizioni: caterina.alvisi@provincia.bologna.it

** SCHEDA DESCRITTIVA DELLE AREE

Comune di Bentivoglio – Località ”Podere Signora area di 5 ettari: con il rimboschimento avviato nel 2005 sono state messe a dimora 3.500 piante.
Comune di San Giorgio di Piano – Località ”Casa Nuova
” area di 8,2 ettari: è la più vasta delle tre nuove aree, imboschita a partire dal 2003 con la messa a dimora di quasi 9.000 piante, parte delle quali ancora in fase di manutenzione, gestita dalla Provincia. Ospita attività didattiche che hanno prodotto opere e installazioni. La presenza di impianti effettuati in periodi successivi permette ai bambini di vedere i vari stadi di accrescimento del bosco e le cure necessarie in ciascuno di essi
.Comune di San Giovanni in Persiceto – Località ”Le Budrie” area di 1,3 ettari: dal 2006 sono state messe a dimora complessivamente 1.500 piante.

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Inserito da redazione il Gio, 06/09/2012 - 10:54


Attività didattiche in aree protette di pianura

In programma per questa primavera, fino al 30 giugno, una serie di attività didattiche e naturalistiche nelle aree protette della pianura, nell'ambito della Convenzione Gestione Integrata delle Aree Protette della Pianura 
Lo svolgimento delle attività avverrà dalle 15 alle 17. Le attività sono a titolo gratuito ma è gradita la prenotazione.
Le attività sono svolte in collaborazione con il Museo del Cielo e della Terra.
* In allegato
sottostante il programma completo da aprile a giugno
Per informazioni e prenotazioni contattare i numeri 340 8139087 - 051 6871051, oppure l'email pbalboni@caa.it.   www.arebora.it www.museocieloeterra.org

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Inserito da redazione il Ven, 04/05/2012 - 07:38


Escursioni domenicali al Contrafforte pliocenico

"Appuntamento al Contrafforte pliocenico"
Otto escursioni domenicali alla scoperta della natura

Prende il via la seconda edizione di "Appuntamento al Contrafforte pliocenico", una serie di escursioni domenicali guidate da studiosi e appassionati conoscitori degli aspetti naturali e storici della Riserva Naturale Contrafforte Pliocenico.
L'area protetta si sviluppa per circa 15 km trasversalmente alle valli Reno, Setta, Savena, Zena e Idice, terminando con il Monte Adone (654 m.). Si tratta di un mosaico di ambienti diversi e contrastanti con a sud vertiginose pareti assolate ricche di piante mediterranee e a pochi metri, nei meno scoscesi versanti esposti a nord, distese di boschi nei quali compaiono anche faggi, tassi, agrifogli e altre specie tipiche dei territori montani. Oltre al falco pellegrino, l'animale simbolo della riserva che nidifica nelle pareti del Contrafforte, sono numerose le segnalazioni di altre specie faunistiche di rilievo, a cominciare dalla salamandrina di Savi, un raro anfibio che vive in ambienti freschi e umidi.
Le escursioni, durano tre ore e mezza e non sono particolarmente impegnative. Prevedono comunque tratti meno agevoli in salita e in discesa, su fondo roccioso e talvolta fangoso, e richiedono una certa abitudine a camminare, oltre naturalmente a scarpe e abbigliamento adatti.
La novità, quest'anno, è che alcune escursioni contemplano, nel primo pomeriggio, la possibilità di compiere una ulteriore esperienza nel territorio, in qualche caso a pagamento.
L'appuntamento è promosso dalla Provincia di Bologna, in collaborazione con la Fondazione Villa Ghigi.
** Per informazioni Fondazione Villa Ghigi tel. 051 3399120 / 3399084
e-mail: info@fondazionevillaghigi.it
Uffici della Riserva - Servizio Pianificazione Paesistica, Provincia di Bologna tel. 051 6598645 / 6598477 - fax 051 6598428 web:
www.provincia.bologna.it/riservacontrafforte
e-mail: riservacontrafforte@provincia.bologna.it
http://www.ermesambiente.it/wcm/parchi/parchi/riserva_naturale_contrafforte_pliocenico.htm

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Inserito da redazione il Mer, 18/04/2012 - 07:34


Ma se non piove... sono guai

Allarme siccità per il Po. A secco i bacini idrici della Romagna e la valle del Reno
da Redazione Il Fatto Quotidiano - Emilia Romagna -|17 gennaio 2012
La scarsità di piogge prosegue dopo il "secco" autunno 2011. Coldiretti: "Nella zona di Parma il livello del fiume è paragonabile al periodo estivo". Le tabelle e i bollettini di Arpa Emilia Romagna confermano che a breve non si prevedono grosse precipitazioni.
L’Emilia Romagna e il Po rischiano di rimanere a secco per l’allarme siccità che è scattato dopo un 2011 con piogge ai minimi storici. E’ quanto emerge dall’analisi Coldiretti, basata su dati Isac-Cnr, che ha classificato il 2011 al terzo posto tra gli anni più caldi degli ultimi 2 secoli. “Il risultato più evidente – sottolinea la Coldiretti – è una magra straordinaria nel fiume Po”.

Dopo la mancanza di precipitazioni che ha caratterizzato l’autunno scorso, anche il 2012 – continua Coldiretti – e’ stato fino ad ora segnato dall’assenza di pioggia che sta provocando un allarme generalizzato sulla situazione dei principali bacini idrici e dei terreni”.
A Piacenza, secondo i dati del consorzio di bonifica, la situazione delle risorse irrigue della provincia risulta essere nettamente al di sotto delle medie stagionali. I livelli delle dighe di Mignano e di Molato, vere riserve idriche del territorio provinciale, sono infatti, rispettivamente, a un quarto e a un decimo della media stagionale. Non solo. Nella zona di Parma il Po e’ ad un livello paragonabile a quello del periodo estivo, mentre nella diga di Ridracoli che garantisce la disponibilità idrica in tutta la Romagna ci sono solo 9,3 milioni di metri cubi di acqua, appena un terzo di quella presente normalmente in questo periodo.

La conferma arriva anche dal sito Arpa Emilia Romagna che con uno scarno bollettino a data di oggi, torna sia sulla situazione d’emergenza nelle valli romagnole come già evidenziato a dicembre 2011, sia sull’estensione della mancanza di piogge in quasi tutta la regione: “La perdurante scarsità di piogge ha peggiorato la grave situazione siccitosa dei terreni, che ora si estende dalla costa al modenese e in zone del parmense e piacentino. I fiumi romagnoli hanno portate prossime al deflusso minimo vitale e le previsioni, anche a lunga scadenza, non vedono mutamenti sostanziali”.
Un bollettino di “guerra” che trova conferma nella cartina e amplia lo spettro della siccità lungo tutto il corso del Po e perfino nelle valli del Samoggia, del Senio e del Reno.

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Inserito da redazione il Mer, 18/01/2012 - 18:00


Un giorno di festa alla "Bisana"

Sabato 1 ottobre, presso il Reno, in via Bisana
"Giornata di Festa alla Bisana"
Un nuovo volto e una nuova gestione dell'Area di riequilibrio ecologico "Bisana".
Al mattino: visita guidata riservata agli studenti delle scuole medie.
Al pomeriggio: ore 14,30, ritrovo in via Bisana. Visite guidate e laboratori naturalisici
. ore 16,30 inaugurazione dei lavori di manutenzione e ripristino ambientale
. ore 17,30  rinfresco offerto da aziende della zona
Interverranno: Emanuele Burgin Assessore ambiente  della Provincia di Bologna,  Sergio Maccagnani, sindaco di Pieve di Cento, Anna Teresa Vergnana, sindaco di Galliera.
* Per chi desidera raggiungere la festa in bicicletta, ritrovo alle ore 14, nelle piazze di Pieve di Cento e di Galliera-S. Venanzio

** Per ulteriori informazioni sull'area, vedi anche gli articoli su questo sito "Bisana, il mistero di un antico toponimo" e "Per visitare la Bisana, area di riequilibrio ecologico presso il Reno"

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Inserito da redazione il Gio, 29/09/2011 - 06:27


Per visitare la Bisana, Area di riequilibrio ecologico presso il Reno

Il Consiglio Comunale di Pieve di Cento del 30 maggio 2011 ha approvato il nuovo Regolamento gestionale dell’Area di Riequilibrio Ecologico “Bisana”.
Con questo atto i comuni di Pieve di Cento e di Galliera completano (primi in tutta la Regione Emilia Romagna) il percorso previsto dalla nuova Legge Regionale n. 6/2005 sul paesaggio.
In virtù di questa Legge la Provincia di Bologna, in accordo con i comuni interessati, sta procedendo a istituire le Aree di Riequilibrio Ecologico presenti nel proprio territorio elevandole al rango di aree naturali protette a tutti gli effetti (come un parco, per intendersi) e fra queste c’è la nostra bellissima “Bisana” (presso il fiume Reno, ndr).
Per completare tale “istituzione” era però necessario approvare un Regolamento gestionale, ossia un atto attraverso cui gli Enti gestori (i Comuni di Pieve e di Galliera) definiscono le regole per visitare e gestire la Bisana.
Questo ha prevalentemente significato recepire nel Regolamento ciò che la Legge già stabilisce in merito alle attività consentite e a quelle vietate. Pieve e Galliera hanno però voluto inserire alcuni elementi innovativi su cui fondare un futuro percorso di protezione e, al tempo stesso, di valorizzazione di quel meraviglioso luogo che è la Bisana, luogo che oggi noi (amministratori e cittadini) riceviamo in consegna e abbiamo il dovere e l’onore di custodire come un regalo prezioso.
Il Regolamento è stato il risultato di numerosi incontri con le associazioni che i Comuni hanno coinvolto per offrire loro l’opportunità di dare il proprio prezioso contributo (agricoltori, cacciatori, WWF, guardie ecologiche volontarie, associazioni micologiche).
Le stesse associazioni, insieme ad altre o con altri gruppi di cittadini che si riterrà di poter coinvolgere, entreranno a far parte di quella che il Regolamento definisce “Consulta per la Bisana”, organo che collaborerà con i comuni e con l’operatore incaricato dagli stessi (oggi è Sustenia) nella gestione dell’area e nell’organizzazione di iniziative e progetti.
Il Regolamento individua poi quattro diverse zone all'interno della Bisana, ciascuna con diverse caratteristiche e diverse “fragilità” di tipo naturalistico, interessate da percorsi di visita che, modificando leggermente quelli attuali, consentiranno di visitarla apprezzandone l’inestimabile bellezza e al tempo stesso rispettando i fragili equilibri naturali (specie animali e vegetali) da essa custoditi.
Il Regolamento è leggibile e scaricabile dal sito del Comune di Pieve
www.comune.pievedicento.bo.it/a-proposito-di../ambiente/natura-agricoltura-e-paesaggio/il-reno-e-la-bisana/un-nuovo-regolamento-per-la-bisana
La cartina, con le zonizzazioni e i percorsi di visita in allegato

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Inserito da redazione il Mar, 14/06/2011 - 07:08


Un appello da 56 giornali del mondo

Clima, ci resta poco tempo. Un'unica voce da 56 giornali
In occasione della conferenza che si apre in Danimarca, i quotidiani di 45 Paesi pubblicano questo editoriale comune e si appellano ai rappresentanti dei 192 stati presenti
Oggi 56 giornali di 45 paesi stanno facendo un passo senza precedenti, quello di parlare con una unica voce in un editoriale comune. Lo facciamo perché l'umanità si trova ad affrontare una grave emergenza.
Se non ci uniamo per intraprendere delle azioni decisive, il cambiamento climatico devasterà il nostro pianeta e con esso la nostra prosperità e la nostra sicurezza. I pericoli sono diventati sempre più manifesti nel corso dell'ultima generazione. Ora hanno cominciato a parlare i fatti: 11 degli ultimi 14 anni sono stati i più caldi mai registrati, la calotta artica si sta sciogliendo e i surriscaldati prezzi del petrolio e dei generi alimentari sono solo un assaggio della distruzione che ci attende. Sulle pubblicazioni scientifiche la domanda non è più se la causa sia imputabile agli essere umani, ma quanto è breve il tempo che abbiamo ancora a disposizione per contenere i danni. Nonostante tutto ciò, fino a questo momento la risposta del mondo è stata tiepida e debole.
Il cambiamento climatico è stato prodotto nel corso di secoli, ha conseguenze che dureranno per sempre e le possibilità che abbiamo di controllarlo saranno determinate dai prossimi 14 giorni. Ci appelliamo ai rappresentanti del 192 paesi riuniti a Copenhagen affinché non esitino, non si lascino prendere la mano dalle controversie e non si accusino reciprocamente, ma che ricavino delle opportunità dal più grande fallimento della moderna politica. Si dovrebbe evitare una lotta tra il mondo ricco e quello povero o tra Occidente e Oriente. Il cambiamento climatico colpisce tutti e deve essere risolto da tutti.

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Inserito da redazione il Mar, 08/12/2009 - 16:46


Proposte e speranze da Copenhagen per il futuro della Terra

Dal sito www.qualenergia.it riprendiamo un articolo che illustra
Cinque proposte da portare a Copenhagen per far svolgere all’Italia un ruolo da protagonista al vertice Onu sui cambiamenti climatici e arrivare al varo di un nuovo trattato sul clima. Al contempo, la necessità di intraprendere a livello nazionale una serie di azioni capaci di far raggiungere al nostro paese gli obiettivi vincolanti europei del 2020.
Queste sono le proposte del Kyoto Club e della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile che hanno presentato a Roma in occasione di una Conferenza Stampa alla presenza di politici, rappresentanti dell’industria, dei sindacati, delle autonomie locali e delle associazioni.  Le due organizzazioni ambientaliste hanno spiegato che, secondo le analisi della comunità scientifica mondiale, per contenere l’aumento della temperatura media rispetto all’era preindustriale in 2 °C, ed evitare esiti globali drammatici e non più controllabili, sarebbe necessario limitare le concentrazioni di gas di serra in atmosfera entro le 450 ppm in volume. Serve allora una riduzione delle emissioni dei Paesi più industrializzati dell’ordine dell’80-95% entro il 2050 e dell’ordine del 25-40% entro il 2020.

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Inserito da redazione il Mar, 08/12/2009 - 14:28


Primo quartiere geotermico a Persiceto

A Persiceto il primo quartiere geotermico dove l'energia della terra viene sfruttata per riscaldare le abitazioni
Sabato 3 ottobre alle ore 10 presso la zona Sasso di San Giovanni in Persiceto si terrà l’inaugurazione del primo quartiere residenziale ad alta efficienza energetica alimentato da fonte geotermica. Il naturale calore della terra riscalda gli edifici in inverno e produce energia per rinfrescarli in estate.
A Persiceto verrà inaugurato un quartiere davvero singolare: si chiamerà Borgo San Filippo e sarà uno dei primi quartieri in Italia alimentato da una centrale ad energia geotermica, che sfrutta cioè il naturale calore della terra per riscaldare gli edifici d’inverno e raffrescarli d'estate.
Il programma della mattinata prevede anche la visita alle unità immobiliari (11 ville e 48 appartamenti) e alla centrale geotermica.
* Come funziona un impianto geotermico
Il sottosuolo è un’inesauribile sorgente di calore. La temperatura man mano che si scende sotto terra aumenta grazie all’energia geotermica che dal nucleo terrestre sale verso la superficie. Per una semplice legge di natura a pochi metri di profondità il terreno mantiene una temperatura quasi costante tutto l’anno. Questo permette di estrarre calore di inverno per riscaldare l’ambiente e di cedere calore durante l’estate per rinfrescare. L’impianto geotermico centralizzato, ad uso abitativo, utilizza sonde nel sottosuolo delle abitazioni per sfruttare il naturale calore del terreno sfruttando energia pulita, gratuita e contemporaneamente inesauribile e rinnovabile. Per avere un'idea verosimile di quanto gli edifici rispondano a caratteristiche di isolamento termico e risparmio energetico basta evidenziare che un appartamento con superficie utile di circa 81 mq ha un consumo energetico molto basso pari a un costo per il riscaldamento (complessivo) di 400,00 euro all'anno.

Siamo felici- sottolinea Renato Mazzuca, sindaco di Persiceto- di ospitare sul nostro territorio uno dei primi esempi di interventi residenziali ad alta efficienza energetica alimentati da fonte geotermica, anche perché questa amministrazione promuove e sostiene ogni iniziativa tesa alla sostenibilità ambientale e al risparmio energetico”.

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Inserito da redazione il Ven, 02/10/2009 - 06:50


Risparmio energetico, ultime informazioni

 La detrazione fiscale ripristinata
Gli emendamenti approvati all’articolo 29 del decreto 185 riportano il 55% alla sua originale efficacia. La detrazione spalmata su 5 anni. Un respiro di sollievo per operatori e cittadini e un risultato ottenuto a furor di popolo (dal sito www.qualenergia.it ).
Dietrofront del governo sulla detrazione fiscale. Tutto torna come prima o quasi. Se non ci saranno modifiche dell’ultima ora, almeno per i prossimi due anni verrà mantenuto il 55% e soprattutto il suo impatto visto che non ci saranno più limiti di spesa annuali, come quelli indicati nel decreto 185/08.
Alleghiamo il testo degli emendamenti apportati all’articolo 29 del decreto 185 (con la versione originale), il cosiddetto decreto “anti-crisi”, che tratta appunto della detrazione fiscale del 55% per interventi di riqualificazione energetica dell’edificio. Il testo è quello approvato dalle Commissioni riunite di Bilancio e Finanza della Camera. L’esame in aula è iniziato lunedì e dovrà poi passare al Senato. Il Governo ha richiesto la fiducia sul provvedimento che resterà quindi pressoché immutato, scatenando le critiche delle opposizione e dello stesso Presidente della Camera dei Deputati.
Tuttavia per quanto riguarda la detrazione fiscale del 55% per interventi di efficienza energetica e di utilizzo delle rinnovabili in edilizia, come detto, tutto o quasi viene riportato alle precedenti disposizioni, per capirsi quelle in vigore nel 2007-2008. Con alcune eccezioni.
La detrazione dell’imposta lorda resta del 55% ma dovrà essere ripartita in 5 rate annuali di pari importo (quindi non più tra 3 o 10 anni). Non ci sono limiti annuali per la detrazione, che avrebbero inficiato il provvedimento e costretto ad una doppia presentazione cautelativa della richiesta di detrazione, una per il 55% e un’altra per il 36%. Ma molto più probabilmente avrebbero scoraggiato questi interventi e favorito i lavori in nero. E’ inoltre eliminata la procedura del “silenzio-dissenso” da parte dell’Agenzia delle Entrate.

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Inserito da redazione il Ven, 30/01/2009 - 09:59


Lo sapevate che queste specie di flora spontanea sono protette?

Lo sapevate che secondo la legge Regionale n. 2 del 1977, art. 4,  è vietata a chiunque (ivi compreso il proprietario del fondo, salvo si tratti di terreno messo a coltura) la raccolta delle seguenti specie di piante spontanee, da considerarsi rare, e di parte di esse, tranne il frutto ? Ebbene per informare chi non lo sa ne riproduciamo qui l'elenco, tratto dal sito www.guardiecologiche.it (**) :
Prodotti del sottobosco
- Fragole (Fragaria vesca )-  More di rovo (Rubus s.p.)-  Mirtilli (Vaccinium s.p.)-  Lamponi (Rubus idaes)-  Bacche di ginepro (Juniperus communis)-  Muschio
Flora Spontanea Protetta
* Lingua cervina (Scolopendrium vulgare)
* Tasso (Taxus baccata)
* Cerro-Sughera (Quercus pseudosuber)
* Garofanini (Dianthus s.p.)
* Ninfea bianca (Nymphaea alba)
* Botton d'oro (Trollius europaeus)
* Aconito (Aconitum variegatum)
* Anemone a fiori di narciso (Anemone narcissiflora)
* Anemone alpino (Pulsatilla alpina)
* Aquilegia alpina (Aquilegia alpina)
* Saxifraga/Sempervivum
* Geranio argenteo (Geranium argenteum)

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Inserito da redazione il Gio, 23/10/2008 - 07:30


Biocombustibili. Rovina o salvezza? Dilemma dei nostri giorni

Sul tema dei biocombustibili, da sempre oggetto di interesse dei nostri soci, riportiamo qui, perchè meritevole di attenzione e riflessione, un  articolo di Carla Reschia pubblicato ieri sul sito www.lastampa.it nella rubrica "Danni collaterali". Si rimanda allo stesso sito per chi vuol leggere i commenti in proposito.
"Presentati come l'alternativa vincente al petrolio ora sembrano responsabili della crisi alimentare
La verità, vi prego, sui biocombustibili. Sono una risorsa? Sono un danno? Salveranno il pianeta? Gli daranno il colpo di grazia?
Premesso che, personalmente, non riesco a formarmi un'idea sensata in proposito, pongo il problema e la domanda a chi mi sappia chiarire le idee. All'inizio da alcuni, tra cui in prima linea le associazioni agricole, i biocarburanti - ovvero (traggo la definizione da qui), "i combustibili vegetali, rinnovabili e puliti dal punto di vista ambientale, che sostituiscono i combustibili derivati dal petrolio, non influiscono sull’effetto-serra e possono essere ottenuti grazie all’energia solare per mezzo della fotosintesi delle piante", sembravano essere proposti come il toccasana per tutti i mali.
Ricordo il grande momento del biodiesel: ne aveva parlato anche il sito di Beppe Grillo, fra gli altri, e pareva che mescolando olio di colza al gasolio (prima ovviamente che quest'ultimo raggiungesse quotazioni degne dei diamanti) si realizzasse la mitica quadratura del cerchio: chilometraggio illimitato a prezzi accessibili, risparmio di risorse, meno inquinamento, ecc. Al prezzo, direi accettabile, di un lieve puzzo di patatine fritte.
Bene, il contrordine compagni è arrivato con la crisi del prezzo del grano, quando si è cominciato a parlare di carestia planetaria. E tra i tanti e autorevoli appelli ne ricordo diversi che indicavano proprio nei biocarburanti la pietra dello scandalo, ciò che avrebbe assestato il colpo del ko a un sistema che tutti, anche se con grandi divergenze su cause e rimedi, concordano nel trovare in grave pericolo.

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Inserito da redazione il Mer, 04/06/2008 - 07:02


Un appello per le fonti energetiche rinnovabili

Le scelte energetiche per il futuro dell’Italia
Un appello dei docenti e ricercatori delle Università e Centri di ricerca Italiani ai Candidati alla guida del paese, affinché vengano prese decisioni sagge e coraggiose per la politica energetica italiana

"Siamo un gruppo di docenti e ricercatori di Università e Centri di ricerca. In virtù della conoscenza acquisita con i nostri studi e la quotidiana consultazione della letteratura scientifica internazionale, sentiamo il dovere di informare la classe politica ed il Paese riguardo la crisi energetica e climatica incombente, che minaccia di compromettere irrimediabilmente la salute ed il benessere delle generazioni future. Tutti gli esperti ritengono che sia urgente iniziare una transizione dall'uso dei combustibili fossili a quello di altre fonti energetiche, così che possa essere graduale. Riteniamo che l’opzione nucleare non sia opportuna per molti motivi: necessità di enormi finanziamenti pubblici, insicurezza intrinseca della filiera tecnologica, difficoltà a reperire depositi sicuri per le scorie radioattive, stretta connessione tra nucleare civile e militare, esposizione ad atti di terrorismo, aumento delle disuguaglianze tra paesi tecnologicamente avanzati e paesi poveri, scarsità di combustibili nucleari.

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Inserito da redazione il Lun, 07/04/2008 - 21:05


Energia dal sole. Intervista a Carlo Rubbia

Sì al nucleare innovativo con piccole centrali senza uranio
Ma non esiste un nucleare sicuro o a bassa produzione di scorie
Carlo Rubbia: "Né petrolio né carbone soltanto il sole può darci energia"

Intervista di Giovanni Valentini
ne "La Repubblica" del 30 marzo 2008 ( + foto da Wikipedia)
GINEVRA - Petrolio alle stelle? Voglia di nucleare? Ritorno al carbone? Fonti rinnovabili? Andiamo a lezione di Energia da un docente d'eccezione come Carlo Rubbia, premio Nobel per la Fisica: a Ginevra, dove ha sede il Cern, l'Organizzazione europea per la ricerca nucleare. Qui, a cavallo della frontiera franco-svizzera, nel più grande laboratorio del mondo, il professore s'è ritirato a studiare e lavorare, dopo l'indegna estromissione dalla presidenza dell'Enea, il nostro ente nazionale per l'energia avviluppato dalle pastoie della burocrazia e della politica romana.
Da qualche mese, Rubbia è stato nominato presidente di una task-force per la promozione e la  diffusione delle nuove fonti rinnovabili, "con particolare riferimento - come si legge nel decreto del ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio - al solare termodinamico a concentrazione".
Un progetto affascinante, a cui il premio Nobel si è dedicato intensamente in questi ultimi anni, che si richiama agli specchi ustori di Archimede per catturare l'energia infinita del sole, come lo specchio concavo usato tuttora per accendere la fiaccola olimpica. E proprio mentre parliamo, arriva da Roma la notizia che il governo uscente, su iniziativa dello stesso ministro dell'Ambiente e d'intesa con quello dello Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani, ha approvato in extremis un piano nazionale per avviare anche in Italia questa rivoluzione energetica.


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Inserito da redazione il Lun, 07/04/2008 - 19:09


Risparmio energetico .... si può fare

(*) Articolo di Gianni Silvestrini dal sito www.qualenergia.it
Con l'iniziativa di sensibilizzazione lanciata dal programma Radio Rai Caterpillar
M'illumino di meno” alle 18 di venerdì 15 febbraio la domanda sulla rete elettrica è calata, secondo Terna, di 400 MW, equivalente al consumo di circa 30 milioni di lampade compatte fluorescenti. Risultato interessante, anche in considerazione del fatto che la riduzione è stata del 25% più alta rispetto alla stessa iniziativa del 2007. In termini assoluti si è trattato di un calo dell’1% della potenza richiesta alla rete. Dunque un gesto simbolico di una minoranza, importante però per richiamare l’attenzione sulla problematica energetica e sulla possibilità di incidere da parte di ciascun cittadino.
La fine dell’energia a basso prezzo e la necessità di ridurre le emissioni dei gas climalteranti, stanno in effetti ridando slancio a questi temi. “Fare di più con meno” titola il Libro verde sull’efficienza energetica diffuso nel 2005 dalla Commissione Europea. Questa è la sfida che dovrà vedere impegnate intelligenze, competenze, capitali nei prossimi anni.

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Inserito da redazione il Lun, 18/02/2008 - 09:12


Energia "verde" al 17 per cento. Obbligo per l'Italia

Un sesto dei consumi energetici italiani al 2020 dovranno essere soddisfatti con fonti rinnovabili. Questo è l’obiettivo assegnato all’Italia dalla Unione Europea. Ciò implica triplicare l’attuale quota di energia verde che deriva in buona parte dagli investimenti nell’idroelettrico effettuati nell’ultimo secolo. Si tratta di un obiettivo ambiziosissimo, ma raggiungibile se tutti gli attori si attiveranno e se verranno sciolti alcuni nodi sul versante autorizzativo e si investirà in modo serio nella ricerca.
L’impegno sulle fonti rinnovabili è strettamente collegato a una seria politica di innalzamento dell’efficienza energetica: quanto meno cresceranno i consumi, tanto più agevole sarà infatti il raggiungimento della percentuale del 17% assegnata all’Italia (vedi direttiva europea rinnovabili 2020)
Diventa quindi quanto mai indispensabile che entro 90 giorni, come previsto dalla Finanziaria 2008, vengano ripartiti gli obiettivi verdi tra le varie Regioni, in modo che esse si responsabilizzino rispetto al raggiungimento dell’obiettivo comune.
Inoltre, mentre gli occhi sono tutti puntati sulla generazione di energia elettrica, andranno accesi i riflettori sulla produzione di calore (e freddo) con le rinnovabili, un comparto sottovalutato, ma di enormi potenzialità. Non parliamo solo degli usi domestici, ma anche del calore di processo industriale, un segmento totalmente scoperto nel nostro Paese.

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Inserito da redazione il Lun, 04/02/2008 - 18:19


Una strategia europea per difendere la Biodiversità

Il Servizio di Pianificazione Paesistica della Provincia di Bologna ha organizzato una serie di eventi per far conoscere il patrimonio naturale di valore europeo presente nel nostro territorio, con il titolo
"
La Rete Natura 2000. Una strategia europea per difendere la Biodiversità"
Il programma prevede un primo incontro pubblico sabato 13 ottobre  alle ore 9,30, a Palazzo Malvezzi, Sala del Consiglio, in via Zamboni 13, a Bologna, con la partecipazione di
Mario Tozzi, noto ricercatore CNR e conduttore televisivo di "Gaia", che guiderà  la discussione. Sono previste relazioni di Andrea Morisi, del Centro Agricoltura Ambiente, di D. Bianco, del Parco Regionale Gessi bolognesi e Calanchi dell'Abbadessa,  di D. Scaravelli, dell'Università di Bologna e di P. Altobelli, della Provincia, che illustreranno i vari aspetti della  biodiversità e la funzione della Rete Natura 2000.
Concluderà il convegno  l'Assessore Provinciale all'Ambiente Emanuele Burgin .

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Inserito da redazione il Mer, 03/10/2007 - 07:08

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