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Agricoltura ieri e oggi


C'era una volta la "corte rurale bolognese". Foto di una storia in via di estinzione

Dopo una prima presentazione avvenuta a Galliera , aono state  in mostra al MAF,  Centro di documentazione del Mondo agricolo ferrarese di S. Bartolomeo in bosco, le  foto delle case rurali scattate dal nostro socio Franco Ardizzoni nell’arco di 15-20 anni (infatti alcune di esse non sono più esistenti poiché nel frattempo sono state demolite). Il materiale, già predisposto, è disponibile gratuitamente per altre esposizioni, su richiesta.
Le case fotografate sono (o erano) ubicate nei territori dei comuni di
Galliera, San Pietro in Casale, Argelato, Castello d’Argile, Pieve di Cento, San Giorgio di Piano, Sala Bolognese (vedi alcuni esempi nella "Galleria fotografica" in due album  dedicati  alle "Case rurali" (barra verde  sotto il banner del sito)
Lo scopo delle foto e della mostra "Case rurali bolognesi. Secoli di vita tra questi muri" è quello di conservare la memoria di un patrimonio architettonico e culturale che si riferisce a secoli di vita e di storia rurale che sta inevitabilmente scomparendo, soppiantato da una nuova realtà.
Le case rurali erano ideate per rendere le famiglie contadine mezzadrili autosufficienti, sia per le esigenze del lavoro che per quelle essenziali di vita.
Anche se di tipologie non sempre identiche le case erano quasi sempre costruite con la facciata rivolta a sud. Avevano un ingresso a
loggia da cui, da un lato, si accedeva ad un locale adibito a cucina, dove si trovava un camino per il fuoco che scaldava la casa d'inverno, e per cuocere i cibi. Dall’altro lato, o in fondo, si entrava in un locale simile al primo che serviva come magazzino e dove poteva esserci un altro camino per scaldare l’acqua per il bucato, o più spesso un telaio per tessere la tela di canapa. In fondo alla loggia, sul lato nord, più fresco, era collocata la cantina per la conservazione del vino e delle carni stagionate, in genere col pavimento di nuda terra. Dalla cucina o dalla loggia si accedeva, con scala in pietra o in legno, al piano superiore, dove erano ricavate le camere  da letto.
La "corte bolognese" di ieri
Fino a circa la metà del 1900, l'edilizia rurale bolognese appariva abbastanza uniforme nelle sue tipologie e con caratteristiche proprie, simili ma non uguali a quelle di altre zone. Si notano infatti alcune differenze estetiche e funzionali tra il tipo di
“corte bolognese” e quello modenese, tra il reggiano e il ferrarese.

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Inserito da redazione il Mar, 03/08/2010 - 18:40


Sana. Agricoltura per il futuro e degustazioni

L’assessorato all’agricoltura della Regione Emilia Romagna partecipa al Sana con un ricco programma di appuntamenti. All’interno del padiglione dedicato al tema “Agricoltura futura e umana. Da Bertoldo di Giulio Cesare Croce alla sostenibilità planetaria” sono tre le aree visitabili tutti i giorni fino a domenica. L’area ristorante, quella eventi e l’area pista.
Ecco il programma di domenica 13 settembre nelle tre aree del padiglione: ristorante, eventi e pista.
- Dalle 10.00 alle 18.00 nell’area pista sarà possibile tornare bambini e cimentarsi nel gioco delle biglie. L’estate infatti continua con il Giro del Gusto. Dopo il successo del primo torneo internazionale di Biglie, svoltosi sulla Riviera Adriatica, nei 110 chilometri di costa, ecco tornare nuove sfide. Dentro alle biglie di plastica non si trovano i big delle due ruote, bensì le Dop e le Igp della Regione Emilia Romagna. Si tratta dei 26 prodotti certificati.
Nell’area ristorante sarà la volta di un evento speciale, l’anteprima di Enologica, il salone del vino e del prodotto tipico dell’Emilia Romagna che si svolgerà a Faenza nel mese di novembre. Con “Viaggio in 7 tappe nell’Emilia frizzante. Matrimoni e tradimenti” si potrà giocare col cibo andando a scoprire “matrimoni” celebri fra vini e pietanze, ma anche “tradimenti” storici. A raccontare questi matrimoni e tradimenti sarà Giorgio Melandri, giornalista, degustatore, collaboratore Gambero Rosso e curatore di Enologica.

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Inserito da redazione il Gio, 10/09/2009 - 20:53


Agricoltura e cibo , attraverso il cinema

L'assessore regionale all'Agricoltura Tiberio Rabboni lancia un concorso per giovani cineasti. L'idea è stata presentata a Carlin Petrini ed Ermanno Olmi, ospiti dell’edizione 2009 dello Slow Food On Film, in corso a Bologna
«La nostra è un’agricoltura di valori, nel senso che si fonda su valori della tradizione, della tipicità, del rispetto ambientale e della biodiversità. Il cibo per noi riflette il territorio, ed è elemento identitario. Per questo siamo molto contenti che Bologna ospiti lo Slow Food On Film, il festival internazionale di Cinema e Cibo».
Parola di Tiberio Rabboni. Ancora una volta l’assessorato all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna sarà infatti al fianco di Slow Food e della Cineteca di Bologna nell’organizzazione di questo evento, in svolgimento a Bologna fino al 10 maggio.
L’Emilia Romagna vanta molti primati, fra cui il numero di prodotti certificati, Dop e Igp, 26, 20 zone DOC e DOCG in tutto, ma non solo. «Con 15 strade dei vini e dei sapori, 15 presidi Slow Food, più di 200 prodotti tradizionali iscritti nell’Atlante ministeriale, siamo una delle regioni che più e meglio ha esaltato la propria biodiversità«. «La Regione lo fa ogni anno lavorando sui prodotti, parlando con i produttori (custodi della memoria)».
E’ di questi giorni la notizia del recupero di un vitigno che sembrava essere scomparso, quello dell’uva Fogarina (proprio quella della canzone), ma anche con progetti ed eventi, come il concorso per gli studenti delle scuole superiori, a cui, assieme ad Efsa, è stato chiesto di produrre filmati che raccontino la realtà enogastronomica regionale e che verranno proiettati durante la rassegna.
Nel medesimo contesto verrà presentato al pubblico “Il Gusto del Delitto”, una raccolta di quindici racconti scritti dai più famosi giallisti regionali i quali narrano di intrighi e delitti consumati in fattorie, acetaie o nei caseifici.

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Inserito da redazione il Ven, 08/05/2009 - 18:31


Uno sguardo sui maceri, di Franco Ardizzoni

Perché nelle nostre campagne si trovano ancora tanti maceri, apparentemente inutilizzati o inutili?  Perché il nostro Gruppo di Studi della Pianura del Reno ha deciso di dedicar loro una serie di foto da conservare e mettere in mostra?
Perché i maceri sono un elemento caratteristico del paesaggio rurale della pianura emiliana, bolognese e ferrarese in particolare, che ha avuto una grandissima importanza nella storia della coltivazione della canapa per secoli e fino alla metà del 1900; e perché ancora oggi, se ben conservati, possono svolgere una funzione di riequilibrio ecologico , favorendo la conservazione di habitat naturali e di specie di flora e fauna selvatica tipici e originari della nostra pianura e delle zone umide.
Storia e natura si sposano quindi in questi piccoli laghetti artificiali sparsi e nascosti in mezzo ai campi, piccole oasi spesso circondate da vegetazione spontanea, che spezzano l'uniformità di un paesaggio rurale ormai prevalentemente piatto e assoggettato  alle esigenze di una agricoltura che richiede la massima produttività e l'utilizzo di ogni metro di terra.
Per incentivare i proprietari e i conduttori dei fondi rustici al restauro e al mantenimento dei maceri ancora esistenti nei loro terreni, sono state emanate disposizioni e contributi economici nell'ambito della Legge Regionale n. 8 del 1994 (con modifiche del 2000), che a sua volta recepiva le indicazione di un regolamento CEE del 1992 per la salvaguardia di habitat naturali .
Ma, al di là degli aspetti normativi, soffermarsi a guardare i nostri maceri è un piccolo omaggio alla memoria del lavoro e delle fatiche dei nostri padri e nonni, e ci offre l'occasione per l'osservazione e la riflessione davanti ad uno spazio naturale che si restringe sempre più.
Le foto sono state scattate dal socio consigliere Franco Ardizzoni , che ha svolto nei mesi scorsi un paziente lavoro di ricerca e individuazione dei maceri tuttora presenti in vari comuni del bolognese, da Galliera ad Argelato, S. Giorgio di Piano, Castello d'Argile e altri comuni limitrofi che presentano le stesse caratteristiche ambientali e si portano dietro la stessa storia.
P.S. La mostra, già allestita a Galliera in agosto e  poi  a Baricella dal 19 al 26 ottobre 2008, é ora al MAF di S. Bartolomeo in Bosco (FE) . E' disponibile gratuitamente  per altre sedi di Comuni e associazioni che la richiedano.
* Seguono note di Franco Ardizzoni a corredo della mostra:

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Inserito da redazione il Lun, 13/10/2008 - 09:35


Vendita diretta e mercati contadini. Forum

Giovedì 27 marzo 2008 a Bologna, presso la Sala  ex Consiglio regionale in viale Silvani 6, Forum sul tema
"Vendita diretta e mercati contadini"
Il Forum vuole essere un momento di confronto sulle problematiche amministrative, igienico-sanitarie e fiscali riguardanti la vendita diretta dei prodotti agricoli ed un'occasione per identificare tutte le forme  di sostegno disponibili per questa nuova attività.
L'iniziativa è promossa  dal GAL dell'Appennino bolognese, il cui presidente, Remo Rocca, aprirà i lavori alle ore 10. Seguiranno interventi programmati dei dirigenti di numerosi Enti  interessati all'argomento (
Consorzio Agrituristico Mantovano, Coldiretti, CIA e  Confagricoltura di Bologna, PRO.BER, Associazione Campi Aperti, ANCI Emilia Romagna, Comunità Montana Valle Samoggia) e un esperto in Agronomia. Moderatore il giornalista Fabrizio Binacchi
Conclusione dei lavori dell'Assessore all'Agricoltura della Provincia di Bologna, Gabriella Montera.
Al termine, degustazione di prodotti tipici locali gestita da imprese agricole che effettuano vendita diretta.
Il forum rientra nelle attività del "Progetto Farmer's market: verso l'applicazione della disciplina della vendita diretta dei prodotti agricoli"

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Inserito da redazione il Mer, 26/03/2008 - 07:38


Programmazione dello sviluppo rurale in collina

Si svolgerà a Loiano, presso Palazzo Loup, mercoledì 13 febbraio 2008, a partire dalle ore 9, un convegno intitolato "La programmazione dello sviluppo rurale e le prospettive di intervento nella Comunità montana  Cinque Valli bolognesi per il periodo 2007-2013".
Il programma della giornata  prevede l'intervento di numerosi e qualificati relatori (v. elenco completo in depliant sottostante), tra cui gli Assessori regionale e provinciale all'Agricoltura, Tiberio Rabboni e Gabriella Montera, tecnici ed esperti del settore.
Verranno illustrate le linee generali del Programma di Sviluppo Rurale  che si articolerà in 4 "Assi", rivolti rispettivamente al miglioramento della competitività del settore agricolo-forestale (A 1), al miglioramento dell'ambiente e dello spazio rurale (A2), alla qualità della vita nelle zone rurali e diversificazione dell'economia rurale (A3) , e infine ai "Leader".
Tale articolazione è stata impostata  sulla base delle indicazioni del Consiglio dell'Unione Europea con decisione  del 20 febbraio 2006 (2006/144/CE) , per il periodo 2007-2013, che poi la  Regione Emilia Romagna ha recepito nella sua programmazione. Per il ruolo che svolgono le Comunità montane, a questa pianificazione è particolarmente interessata la Comunità Montana Cinque Valli Bolognesi, che ha promosso l'incontro in collaborazione con Regione , Provincia di Bologna e Facoltà di Agraria dell'Università di Bologna, nella consapevolezza che il territorio  contiene in sè aspetti della vecchia e della nuova realtà agricola europea, con prodotti di eccellenza accanto a situazioni di marginalità e sottoutilizzazione dei terreni.
Segreteria organizzativa: tel 051 4690090- 4690094
uffucio.agricolturapianoro@provincia.bologna.it

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Inserito da redazione il Gio, 07/02/2008 - 10:08


Energia da biomasse vegetali. Il Divulgatore informa sulle esperienze in Europa.

L'ultimo numero de "Il Divulgatore" del dicembre 2006 è interamente dedicato alla informazione sul tema della energia da biomasse vegetali, e presenta una serie di esperienze di successo in Europa.

Il fascicolo si apre con l'editoriale dell'Assessore all'agricoltura , Tiberio Rabboni, che spiega,  in sintesi,  intenti, Pianificazione e stanziamenti varati dalla Regione Emilia-Romagna , con il Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013, recentemente approvato. Programma che comprende il sostegno  a diverse iniziative di ricerca e sperimentazione per individuare le tecniche agronomiche e le modalità di utilizzo più efficienti per la produzione  di energia da biomasse agricole.
I testi della monografia sono tratti dalla ricerca "Study on Implementing the Energy Crops CAP Measures and BioEnergy Market" condotta dal Dipartimento di Economia e Ingegneria Agrarie dell'Università di Bologna, con la collaborazione di Aretè srl, su finanziamento della Commissione Europea, DG AGRI.
Il primo capitolo è dedicato ad un quadro generale della situazione  nei vari paesi d'Europa ( a 15 membri e a 25), con dati e tabelle indicativi. Seguono poi capitoli specifici che presentano:  le esperienze  di produzione di bioetanolo dalla barbabietola condotte in Francia nella regione di  Champagne-Ardenne, le tre differenti filiere bioenergetiche in Bassa Sassonia (Germania) che producono energia liquida, solida e gassosa,  il biogas prodotto in Carinzia (Austria) da mais insilato, e infine il caso della Danimarca  che vanta numerosi impianti di riscaldamento alimentati da paglia e trucioli di legno.
Per maggiori informazioni e lettura dei testi in archivio  :
www.ildivulgatore.it
http://ec.europa.eu/agriculture/eval/reports/bio_energy/index_en.htm

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Inserito da redazione il Mar, 13/03/2007 - 09:48


Agricoltura per l'energia. Effetto serra e altro. 4 incontri a Persiceto

Da martedì 14 novembre il Comune di Persiceto, in collaborazione con l'I.s.i.s. "Archimede" e l'Associazione Nazionale Architettura Bioecologica, organizzano una serie di incontri aperti al pubblico per confrontarsi sui temi dell'agricoltura per l'energia, l'effetto serra e le fonti di energia rinnovabili, nell'ambito del progetto MicroKioto. Interverranno esperti del settore, professori dell'Università di Bologna-Facoltà di Ingegneria, studenti della sezione di elettrotecnica dell'Istituto Archimede di Persiceto e tecnici del Comune.
Primo appuntamento:
* Martedì 14 novembre alle ore 20.30 nella sala consiliare in Municipio sul tema:
"Protocollo  di Kyoto-CO2 Energia".
Seguiranno altri incontri:
* Martedì 21 novembre 2006  ore 20,30 all' I.S.I.S Archimede, via Cento 38a
sul tema
"Energie rinnovabili: cosa sono?"
** Sabato 2 dicembre 2006  ore16,30 all' I.S.I.S Archimede,
via Cento 38a
sul tema
"Agricoltura ed energie alternative"
*** 
Martedì 5 dicembre ore 20,30 Sala del Consiglio, Municipio
sul tema
"La migliore fonte alternativa? Il risparmio!"

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Inserito da redazione il Lun, 13/11/2006 - 07:14


Scelte importanti per il reddito in agricoltura. Vincenzo Tugnoli

La necessità di salvare l’agricoltura in generale e in particolare una coltura così importante come la barbabietola da zucchero, impone un miglioramento delle attuali rese; l’obiettivo minimo è rappresentato dalle 10 t/ha di saccarosio. Quali colture inserire nella rotazione assume rilevante importanza. Gli effetti dell’avvicendamento si ripercuotono su sanità, fertilità e lavorazioni. La coltura in precessione prediletta in bieticoltura è il cereale.
Le produzioni italiane sono nettamente inferiori a quelle degli altri Paesi della UE.
L’Italia si posiziona agli ultimi posti, con differenze del 20% in tutti i parametri (peso, polarizzazione e zucchero): le zone a minor produzione di saccarosio sono quelle del Centro (5,5 t/ha) in particolare nelle Marche, e al Sud (6 t/ha) con specifico riferimento a aree bieticole della Campania e del Molise, mentre al Nord si riscontrano valori più elevati (7 tonnellate) ma pur sempre lontani dai risultati conseguiti negli altri Paesi Nord-europei (10-11 e anche oltre t/ha).

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Inserito da redazione il Ven, 27/10/2006 - 16:20


Visita guidata a colture agro-energetiche a S Agata bolognese

Giovedì 7 settembre 2006 alle ore 10
presso l’Azienda agricola “La rurale” a Sant’Agata Bolognese,
visita dimostrativa di “Coltivazione e raccolta di colture agro-energetiche: sorgo da fibra e zuccherino”.

Nell’ambito di un progetto volto a favorire la diffusione di corrette tecniche agricole per la produzione di colture agro-energetiche nel comprensorio dell’Associazione intercomunale “Terred’acqua” (progetto finanziato dalla Provincia e dalla CCIAA di Bologna), giovedì 7 settembre è stata organizzata una visita guidata dai tecnici del Centro Agricoltura Ambiente “G. Nicoli” di Crevalcore riguardante le tecniche di coltivazione e di raccolta del sorgo da fibra e zuccherino per uso energetico.

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Inserito da redazione il Mar, 05/09/2006 - 16:08


Filiera Biodiesel. Opportunità per l'agricoltura. Marco Caliceti

Atti del Convegno "Dall'agricoltura l'energia rinnovabile".  Biodiesel e biocarburanti: progetti ed esperienze.

S. Marino di Bentivoglio Villa Smeraldi   27/01/2006

Relazione del dott. Marco Caliceti 

Dipartimento di Economia ed Ingegneria Agrarie Università di Bologna

Dalla relazione su "Le fonti di energia rinnovabile in agricoltura" e "Filiera biodiesel"

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Inserito da redazione il Mer, 01/03/2006 - 22:27


Lo zuccherificio da consumatore a produttore di energia. Sergio Bertuzzi

Atti del Convegno "Dall'agricoltura l'energia rinnovabile". Biodiesel e biocarburanti: progetti ed esperienze.

S. Marino di Bentivoglio Villa Smeraldi  27/01/2006. 

Relazione del dott. Sergio Bertuzzi .

Socio del Gruppo Studi- Dirigente tecnico-chimico Co.Pro.B
 

Per vedere le diapositive che spiegano il progetto di riconversione di un impianto saccarifero, clic su Allegato 

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Inserito da redazione il Mer, 01/03/2006 - 21:51


Energie rinnovabili: si può e si deve produrle anche in Italia. Note sul Convegno

E' stata un'ottima occasione per saperne di più sul tema delle bioenergie , prodotte da colture agricole o da biomasse; tema al centro del Convegno "Dall'agricoltura l'energia rinnovabile" che si è tenuto l'altra sera a Villa Smeraldi-Museo della civiltà contadina di S. Marino di Bentivoglio, davanti ad un pubblico numeroso, attento e partecipe.
Convegno organizzato dal nostro Gruppo di Studi pianura del Reno e dall'Istituzione Villa Smeraldi, sulla spinta del comune desiderio, espresso in apertura dai rispettivi presidenti Magda Barbieri e Valerio Gualandi , di trovare nuove strade e nuove prospettive per dare un futuro ad una "civiltà contadina" che in questa sede conserva le memorie del suo passato, e che ora deve saper  superare, ancora una volta, un momento di crisi e rispondere alle esigenze del proprio tempo.
E mai come in questi giorni è apparsa chiara e forte l'esigenza di trovare proprio nel mondo agricolo le risposte alla necessità impellente di produrre fonti di energia rinnovabile , per contribuire a  fronteggiare la debolezza del nostro attuale sistema di approvvigionamento energetico.
Tutti i relatori, pur non nascondendo le difficoltà tecniche ed economiche che ancora gravano sui progetti e le esperienze in atto in Italia e all'estero, hanno concluso i loro interventi con un messaggio incoraggiante: le potenzialità e le possibilità ci sono,  ma bisogna che le Istituzioni pubbliche e il mondo agricolo uniscano e coordinino i loro interventi per passare alla fattibilità, puntando sulle colture più adatte al nostro clima e ai terreni, alle tecnologie di trasformazione più aggiornate  ed economicamente sostenibili, e con minori effetti collaterali sull'impatto ambientale e sul paesaggio.

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Inserito da redazione il Mer, 01/03/2006 - 18:53


Energia dal biogas. "Il Divulgatore" informa.

E' uscito nei giorni scorsi l'ultimo numero dell'annata 2005  de "Il divulgatore" (n. 12/dicembre 2005), interamente dedicato al tema "Energia dal biogas. Soluzioni possibili per l'azienda zootecnica".
il nuovo fascicolo si apre con l'editoriale  "Prove di fattibilità", firmato dall'Assessore regionale all'Agricoltura, Tiberio Rabboni ,  e con  un intervento di presentazione del vicepresidente della Camera di Commercio di Bologna, Marco Pancaldi, intitolato significativamente "Un passo dopo l'altro".
La pubblicazione accoglie i risultati delle indagini condotte dal  Centro Ricerche Produzioni Animali di Reggio Emilia e dalle esperienze in atto in Italia e all'estero. La prima parte , sotto il titolo "Buone prospettive ma ad alcune condizioni", spiega i vantaggi derivanti dallo sfruttamento del biogas: recupero di energia rinnovabile, controllo di emissioni maleodoranti, stabilizzazione delle biomasse. Ma - è scritto- occorrono però agevolazioni normative, incentivi e azioni tecniche di sostegno.

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Inserito da redazione il Mer, 08/02/2006 - 09:14


La canapa. Diego Guidi

Alleghiamo di seguito un interessante e completo studio sulla canapa scritto da Diego Guidi, studente dell'Università Bocconi di Milano. (2004)

 

 

Per leggere il testo, clic su Allegato

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Inserito da redazione il Sab, 26/11/2005 - 17:36


I masadur (I maceri). Luciano Manini

Se parlare di maceri (come tutto ciò che riguarda la gente che in passato lavorava la terra) per coloro che parlano e/o scrivono sull’ar­gomento, attingendo a fonti bibliografiche o comunque al di fuori del che cosa è lo specifico, in certi casi emergono chiari il pressappochismo, la scarsa conoscenza, in qualche caso la mistificazione; per chi ne parla avendo vissuto quella realtà dall’interno non corre il rischio suddetto o delle imprecisioni o delle superficialità circolanti in materia sotto l’aspetto tecnico, ma quello di considerare ovvio o dare per scon­tati determinati fatti, conoscenze, azioni o altro che, per chi non ne è addentro, può essere utile o importante almeno come chiarimento.

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Inserito da redazione il Gio, 25/03/2004 - 11:15


Prime esperienze di bietola biologica. Vincenzo Tugnoli

Dopo due anni di sperimentazione  le tecniche agricole adatte ai nostri ambienti, appaiono più chiare; problema principale il controllo delle malerbe. Ancora da valutare i processi di trasformazione in zucchero biologico.


Coltivazione biologica; terminologia che ricorre con sempre maggior frequenza in questi ultimi anni, in particolare in Italia, Paese in cui la tecnica biologica è in continuo aumento. Nella nostra Penisola le colture agricole condotte con le tecniche previste dal Regolamento UE 2092 emanato nel 1991 vengono stimate in oltre un milione di ettari (7% della superficie coltivata, con un forte boom dal 1998), superfici di gran lunga superiori a quelle di altri Partner Europei; fanno la parte del leone Sardegna e Sicilia, seguite da Puglia, Emilia R., Calabria e via via Toscana, Lazio, Marche e Piemonte.
Non si registrano però coltivazioni di barbabietola atte a produrre zucchero biologico.
In Europa questo tipo di tecnica è già in fase di avvio nel settore bieticole, con alcune migliaia di ettari in: Svezia (600), Inghilterra (350) Danimarca (100) ed ora anche in Germania e Svizzera.

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Inserito da redazione il Sab, 07/02/2004 - 11:01


Lino e canapa in pianura.

Nella prima metà del ‘300 nella valle Padana erano diffuse due coltivazioni erbacee: il lino e la canapa.
Il lino importato dall’Egitto e dall’Asia  Minore veniva coltivato nelle nostre zone temperate e umide per ricavarne la fibra tessile. Venivano utilizzati anche i semi per ricavarne farine ad uso terapeutico, come impiastri essudativi.

La canapa, anch’essa importata dall’Asia centrale, veniva coltivata per ricavarne fibra, semi e oli utilizzati nella preparazione di saponi e vernici

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Inserito da redazione il Mer, 31/12/2003 - 10:19


La barbabietola da zucchero nella pianura bolognese.Vincenzo Tugnoli

L’importanza agronomica di questa coltivazione richiede particolare attenzione nell’applicazione delle pratiche di campo, soprattutto nella pianura, dove predominano suoli ad elevato tenore di argilla.
La barbabietola da zucchero appare, sulla base della esperienze fino ad ora acquisite ed in particolare in questi ultimi anni, come una coltivazione di difficile gestione, fortemente soggetta ai condizionamenti del clima e di errate applicazioni delle tecniche colturali. Negli ultimi 40 anni la resa in saccarosio ha subito flessioni annuali anche superiori al 20%; a partire dall’’80 si registra una parità rispetto ad ora, quasi a segnalare che innovazione tecnologica non abbia prodotto vantaggi.

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Inserito da redazione il Mer, 24/12/2003 - 10:39


Gelsi e seta in pianura .

Un importante filato veniva prodotto nelle nostre campagne: la seta.
La produzione della sete va di pari passo con la coltivazione del gelso.
L'importanza del gelso non è fine a se stessa ma strettamente legata ad un bruco che vive sul gelso, infatti viene chiamato bombice del gelso (bombyx mori), la cui larva comunemente chiamata baco da seta si nutre delle foglie del gelso.
Il bombyx mori sarebbe l’effetto della domesticazione della Theophilia mandarina, lepidottero assai comune in Asia.  Si hanno notizie di allevamenti di bachi da seta a scopo economico in Cina presso il popolo dei Seri[i] a partire dal 27° secolo a.C..

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Inserito da redazione il Sab, 13/12/2003 - 09:53

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