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Recensioni e segnalazioni


Magda Barbieri. I Mastellari. Da Argile alle Americhe.2011

I Mastellari. Da Argile alle Americhe”. Storia di Filippo e Amadeo, un pittore e un muratore che varcarono l'oceano in cerca di fortuna. Magda Barbieri. Pag. 160. Tip. Siaca. Cento 2011.
A completamento delle sue ricerche sul territorio e la gente di Castello d'Argile, l'autrice ha voluto seguire le orme e le vicende di due fratelli nati in questo paese ed emigrati dapprima in Colombia a Bogotà, tra il 1888 e il 1889, spostandosi poi in altri Stati del Centro America in cerca di lavoro e miglior fortuna.
Il libro è dedicato in particolare a far conoscere un pittore finora sconosciuto, Filippo Mastellari, premiato studente all'Accademia delle Belle Arti di Bologna col sostegno finanziario del Comune del tempo, che ebbe il suo momento di gloria quando fu chiamato ad affrescare il plafond del Teatro nazionale Colòn di Bogotà (in foto di copertina), tra il 1889 e il 1892, lavorando poi anche a Cartagena, a Puebla in Messico e infine all'Avana di Cuba, dove morì, nel 1922.
I suoi due figli, Josè e Nino Mastellari, si distinsero come maestri nell'arte dei “vitrales”, vetrate artistiche in stile liberty, molto in voga nella prima metà del 1900 all'Avana.
Il fratello di Filippo, Amadeo, muratore, si distinse come "arquitecto constructor", in Colombia e infine a Panama, assicurando buon successo a figli e nipoti: la figlia America-Nina Mastellari, fu modista famosa, e il figlio di lei, dottor Amadeo Vicente Mastellari, fu medico illustre.
Il libro si sofferma anche sulle vicende delle generazioni precedenti e successive di Mastellari e altri parenti, vissuti in Argile e località limitrofe, tracciando una sorta di saga famigliare; e sottolinea anche vari aspetti dell'emigrazione italiana di fine Ottocento e della esplosiva situazione politica del Centro America di quel tempo.

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Inserito da redazione il Sab, 17/12/2011 - 08:00


AA.VV. Mulini, canali e comunità della pianura bolognese tra Medioevo e Ottocento. 2009

AA.VV."Mulini, canali e comunità della pianura bolognese tra Medioevo e Ottocento" . A cura di Paola Galetti e Bruno Andreolli. pag. 504. Ed. Clueb, 2009.
Il volume è inserito nella
Biblioteca di Storia Agraria Medievale, diretta da B. Andreolli,, A. Cortonesi e M. Montanari
Finora  molto era stato scritto degli antichi  mulini ad acqua presenti in Bologna e in collina, ma mancava uno studio sui mulini della pianura. Ora la lacuna è stata colmata.
Nel corso dei secoli- scrivono i curatori dell'opera – sono state le acque a dare la fisionomia alle “terre basse”, costituendo sia un pericolo e un impedimento, sia una risorsa per la vita degli uomini che vi abitavano e vi operavano. Al loro interno sin dall'antichità si sono dispiegate azioni di bonifica e colonizzazione, che, per lo meno fino alla fine del secolo XIX, sono state portate avanti senza dimenticare l'indispensabilità del mondo naturale per la sopravvivenza collettiva. Le acque hanno costituito nel tempo una risorsa importantissima per tanti aspetti: ad esempio come fonte di approvvigionamento energetico. Corsi d'acqua naturali o artificiali costituirono, infatti, a partire soprattutto dal Medioevo e a lungo nel tempo, la fonte di energia che alimentava impianti molitori grandi e piccoli che punteggiavano città e campagne e che potevano avere destinazioni funzionali diversificate....”
Il libro è il frutto di un ampio programma di ricerche storiche promosso dal
Museo della civiltà Contadina di S. Marino di Bentivoglio, condotte negli anni scorsi da un folto gruppo di studiosi di storia locale, tra i quali anche alcuni soci del Gruppo di Studi pianura del Reno, coordinati dai docenti del Dipartimento di Medievistica e Paleografia dell'Università di Bologna, Paola Galetti e Bruno Andreolli. Le relazioni degli studiosi erano state presentate tra ottobre e novembre 2007 nel corso di 3 Giornate di Studio svoltesi a Galliera, Medicina e Sala bolognese, dedicate alle aree territoriali in cui era stata distinta la ricerca: pianura centrale, pianura orientale e pianura occidentale.
Il volume, edito grazie al coordinamento di
Antonio Campigotto, presenta un nutrito indice di contributi, che vanno dalla prefazione di Paola Galetti e dalle note di sintesi e di presentazione delle 3 coordinatrici di area, Magda Barbieri, Lorella Grossi e Patrizia Cremonini, alle relazioni di studio di carattere generale sulle “Acque e mulini tre Età Medievale e Moderna” di Paola Galetti, e su “Il mulino ad acqua tra storia e letteratura. Spunti” di Bruno Andreolli. Seguono quindi le relazioni su aspetti specifici documentali, storici, economici e sociali e sulla attività dei singoli mulini in relazione al loro territorio e alla vita delle comunità servite.
Lungo è l'elenco dei titoli e dei luoghi, che si riporta qui integralmente per dar l'idea della complessità e dell'importanza del lavoro svolto.

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Inserito da redazione il Gio, 15/04/2010 - 06:57


AA.VV. Vocabolario etimologico e comparato dei dialetti dell'Emilia Romagna" 2009

Maria Luisa Vianelli, Eugenio Magri, Roberta Calzolari "Vocabolario etimologico e comparato dei dialetti dell'Emilia Romagna" pag. 500 Ed. Nicola Calabria  2009.
A dimostrazione di quanto sia complesso il mondo dei dialetti e di quanto studio serva  per capirne senso,  valore e basi storiche, c'è ora anche questo dizionario etimologico comparato,  dedicato ai dialetti dell'Emilia Romagna. E' il frutto di 4 anni di ricerche condotte  da tre studiosi appassionati della materia , componenti dell'associazione denominata "Laboratorio di ricerca culturale" di Pieve di Cento. Gli autori si sono divisi i compiti e gli argomenti di studio: Maria Luisa Vianelli, già Direttrice didattica,  ha curato l'introduzione storica sulle radici del vernacolo emiliano-romagnolo; il dottor Eugenio Magri, già primario ospedaliero, ha compilato il dizionario vero e proprio , diviso in due parti, di cui la prima è distinta in sette capitoli, uno per ogni provincia emiliana, a partire da Piacenza, per finire a Ravenna e area romagnola. Il tutto corredato da note grammaticali, di grafia e di pronuncia, con comparazione tra le varie parlate provinciali.
La seconda parte della ricerca del dott. Magri prende in esame un'area puramente linguistica che comprende la Bassa bolognese, l'Alto ferrarese e la Bassa modenese e ne elenca migliaia di vocaboli, con relative annotazioni etimologiche (etrusco, celtico, latino, greco. goto, longobardo, arabo, francese) e indicazioni grammaticali.
Segue anche un glossario di nomi propri di persona dialettali, con traduzione, e la citazione di altri nomi propri intraducibili in dialetto per motivi che vengono qui spiegati.
La professoressa Roberta Calzolari, ha curato la terza parte, costituita da un'antologia poetica con esempi di liriche in vernacolo di ogni provincia emiliano romagnola, composte da autori come Tonino Guerra, Baldini, Rentocchini, Roveda, e altri.
Il ponderoso volume , in elegante e accurata veste grafica è ora in vendita nelle librerie e in alcune edicole, in particolare a Pieve di Cento, Cento, e Argelato (prezzo: e.  40).

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Inserito da redazione il Gio, 10/09/2009 - 08:19


A. L. Trombetti Budriesi. I Patti di Altedo. 24 giugno 1231. 2009

"I Patti di Altedo. 24 giugno 1231" Fondazione e sviluppo di un abitato del contado bolognese.
A cura di Anna Laura Trombetti Budriesi, con testi anche di Valeria Braidi e Tommaso Duranti. Pag. 256. Edifir. 2009.
E' il frutto di una ricerca storica condotta ad un alto livello di approfondimento, su un documento che fu l'atto di fondazione di una comunità di 155 famiglie, venute dalla bassa Lombardia e insediate in questo luogo per iniziare una nuova vita, bonificare e trarre alimento da queste terre, allora paludose e quasi disabitate.
Il documento originale, presente nell'Archivio di Stato di Bologna, è un atto notarile stipulato tra il Comune di Bologna, rappresentato dal Podestà bresciano Federico da Lavellongo, e i rappresentanti delle 155 famiglie, prevalentemente mantovane, desiderose di insediarsi nella zona che si strutturò amministrativamente assumendo poi i nomi dei Comuni di Altedo e Minerbio e, in parte, di Baricella.
Fu un atto ufficiale solennemente proclamato nella piazza principale di Bologna alla presenza del Consiglio della città, riunito al consueto suono della campana. Si trattava di un patto "ad fictum perpetuum", o affitto perpetuo, con clausole che fissavano oneri , diritti e doveri della nuova comunità nei confronti del governo cittadino.
Il volume , edito da Edifir-Edizioni Firenze, in splendida e accurata veste grafica, è stato promosso e fortemente voluto dalla Thedus S.r.l.. Compagine per lo sviluppo armonico di Altedo, presieduta da Enrico Grimandi, per far conoscere e valorizzare la storia delle origini della comunità locale, in tutti i suoi aspetti, umani e sociali.
Il volume si compone di tre ampie parti di approfondimento e inquadramento storico e di due parti espositive dei testi originali dei documenti, I Patti di Altedo in primo luogo , e altri importanti atti coevi e successivi, come lo Statuto bolognese sugli immigrati del 1222 , il Libro dei fumanti del 1256, l'Estimo del 1304-1306 e altre disposizioni riguardanti il territorio di Altedo.

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Inserito da redazione il Mer, 08/07/2009 - 08:53


Magda Barbieri Le strade di Castello d'Argile. 2008

Prefazione di Gian Paolo Borghi, direttore del Centro di documentazione Storica del Comune di Ferrara, studioso e scrittore di numerose pubblicazioni di storia locale.
Testo articolato in tre parti.
All'inizio pagine di descrizione del territorio , origine e significato dei nomi dei luoghi, informazioni di carattere generale sulla toponomastica, sulla evoluzione della rete stradale in relazione col fiume Reno, elencazione riassuntiva di tutte le strade presenti nel comune, mappe con strade antiche.

Nella parte centrale , presentazione di tutte le vie, una per una, in ordine alfabetico, distinte tra capoluogo e frazione, con indicazione della loro collocazione e con note storiche- toponomastiche esplicative o descrittive del significato del nome, del tempo della loro presenza e attribuzione, delle vicende relative a fatti e personaggi ai quali le strade sono dedicate, sia per gli aspetti più antichi che per le denominazioni e i fatti più recenti, spesso evidenziati da “inserti” accostati al testo base. Numerose foto in bianco e nero dei personaggi locali e nazionali più significativi , e di strade o edifici, oratori, pilastrini, cippi commemorativi presenti lungo le strade o nei parchi.
Nella parte finale, brevi cenni storici su Castello d'Argile, dalle origini ai giorni nostri, e cronologia della costruzione degli edifici presenti e passati nei centri storici di capoluogo e frazione con citazioni anche della attivazione dei servizi pubblici più rilevanti *  Caratteristiche tipografiche del libro:
formato 17X24, pagg. 220, di cui 32 a colori con cartografia stradale aggiornata di tutto il territorio comunale , foto di strade ed edifici significativi e rappresentativi della realtà del paese, capoluogo e frazione. Tipografia: Siaca Arti grafiche di Cento

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Inserito da redazione il Lun, 01/06/2009 - 08:42


AA.VV. Quel che vedono le nuvole. 2008

Quel che vedono le nuvole: morfologia ed evoluzione storico-topografica della pianura compresa fra via Emilia, Reno, Panaro e Centopievese” di Floriano Govoni, Pierangelo Pancaldi e Alberto Tampellini. pagg. 288. Ed. Marefosca. 2008
L'opera si prefigge l'innovativo intento di registrare fotograficamente, mediante centinaia di scatti eseguiti in volo su un deltaplano, l'attuale conformazione di quella fascia di pianura bolognese approssimativamente compresa, appunto, fra la storica linea di riferimento meridionale costituita dalla via Emilia, il confine settentrionale con la provincia ferrarese, con l'inclusione però di Cento, città bolognese fino al sec. XV, ed i limiti occidentali ed orientali rappresentati rispettivamente dai confini naturali costituiti dai fiumi Panaro e Reno, con l'ulteriore inclusione di Pieve di Cento.
Il lettore sarà condotto alla comprensione dell'affascinante ed inaspettata visione aerea del territorio con un percorso ideale che rispecchia quello seguito dal deltaplano in volo lungo la direttrice centrale costituita, nel primo tratto, dalla trasversale di pianura fino a Persiceto e, successivamente, dalla strada per Crevalcore, ed infine convergente a ritroso su Cento e Pieve.
In particolare, l'attenzione è concentrata su elementi topografici antichi e recenti con valenza storica strutturante quali sono strade, ferrovie, fiumi e canali, parcellizzazioni agrarie e persistenza di elementi caratterizzanti la pianura dal punto di vista agronomico come filari arborei e particolari tipi di divisioni interpoderali. Non mancano poi, in coincidenza con punti particolarmente significativi del territorio come possono essere incroci viari o confluenze fluviali o presenze di aggregati demici, un approfondimento dal punto di vista evolutivo della situazione storica precedente, per quanto sia possibile ricostruirla a livello iconografico mediante l'ausilio della cartografia e di rilevazioni fotografiche precedenti. Per quanto riguarda infine la presenza dei più importanti centri urbani disseminati nell'area in oggetto, l’intento è di porre in rilievo il modo in cui essi, strutturalmente, hanno interagito e tuttora interagiscono con il territorio circostante condizionandolo ed essendone a loro volta condizionati.

Il volume è pubblicato da Marefosca ed ha le seguenti caratteristiche tecniche:
- formato cm. 24x33;
- volume cartonato, dorso tondo di 288 pagine; - carta patinata opaca 150 g; - sovracoperta stampata a colori; - stampa interna in quadricromia;
- riccamente illustrato (circa 400 immagini).
- Edizione di lusso, ideale per i regali di Natale.
Il libro sarà reperibile in libreria o in edicola dall’ultima decade di novembre.

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Inserito da redazione il Mer, 19/11/2008 - 09:05


Floriano Govoni. 48 L'anno della Costituzione. 2008

Floriano Govoni. “48. L'anno della Costituzione italiana”. Pag. 240. Edizioni Marefosca. 2008

E' stato realizzato e presentato come Catalogo della bella e interessante mostra aperta a S. Matteo della  Decima ai primi di ottobre; ma non è solo un catalogo, è molto di più. E' un libro vero e proprio che , pur con un numero limitato di pagine di testo scritto oggi, ma con tante foto e riproduzioni di pagine di giornale, manifesti e volantini, documenti e oggetti di vario genere, riesce a ricostruire e far conoscere i molteplici aspetti di un anno cruciale per la storia italiana . Letteralmente, per esteso , si scrive 1948  . Ma per chi ha più di 60 anni, basta la parola “quarantotto” per capire a cosa ci si riferisce, e per risvegliare sentimenti (e, forse ancora per qualcuno, risentimenti) e tanti ricordi, tristi e lieti, della propria infanzia o della propria giovinezza. Sarebbe sbagliato anche considerarlo una semplice operazione da “amarcord”, interessante solo per chi ha più di 60 anni ed è in vena di nostalgia.
Questo è un libro utile per tutte le età, soprattutto per i giovani, che ahimè, della nostra storia recente o lontana sanno molto poco; e anzi, a volte si ha l'impressione che molti non la vogliano proprio sapere, la rifiutino per partito preso; un po' perché naturalmente e giustamente interessati e protesi verso il presente e il futuro, ma un po' anche per una pregiudiziale e generica condanna e perché noi adulti, la scuola, il contesto politico sociale contemporaneo , non siamo riusciti a far capire l'importanza e il valore della conoscenza del passato  per essere più attrezzati e consapevoli nelle scelte che si devono fare per il presente e per il futuro.
Il libro inizia con una sintetica cronologia dell'anno 1948, mettendo in evidenza il primo e più rilevante evento dell'anno: l'entrata in vigore, il primo di gennaio, della nuova Costituzione italiana , approvata qualche giorno prima dall'Assemblea Costituente. E proprio per celebrare il 60° anniversario della Costituzione è nata l'idea di realizzare una mostra e un libro.

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Inserito da redazione il Ven, 17/10/2008 - 07:14


Quaderni Poggesi . AA.VV. 2008

"Quaderni Poggesi" , pubblicato nell'aprile 2008, è il primo numero di una collana inaugurata da un nuovo  gruppo  di studiosi che hanno costituito la "Associazione storico-culturale Poggese", appena un anno fa, nel 2007.
88 pagine  ricche di contributi di autori vari, mappe e foto che raccontano o descrivono momenti, aspetti e personaggi  di Poggio Renatico, un comune dell'area  bagnata dal Reno, inserito nel territorio ferrarese con l'Unità d'Italia, ma  che per tutti i secoli precedenti è stato  legato  al territorio bolognese  , anche perchè  feudo della prestigiosa famiglia bolognese dei Lambertini.
Il volume  è indicativamente diviso in due parti; la prima per raccontare la Storia del luogo e le storie degli uomini che vi hanno vissuto nel passato lontano;  ma  nella seconda parte ci sono anche rubriche che volgono l'occhio al presente o a episodi e fatti del passato prossimo.
Tra i contributi o saggi  di maggiore impegno e interesse, è da ricordare in particolare il primo, intitolato "Da Herennius a Poggio Renatico: una selva di nomi",  dove  Francesco Montanari e Giuseppe Malaguti raccontano  le loro fatiche di poggesi alle prese con il difficile compito di cercare  i documenti da cui si potesse scoprire  l'origine  del luogo e della sua denominazione.
Ricerca che ha portato ad individuare la citazione di ben 43 denominazioni diverse, rilevate tra le carte dal  900 al 1800. Tanto che per  rendere graficamente l'idea hanno  dedicato una pagina al labirinto dei percorsi toponomastici, che partono da un antico "Herennius" per arrivare all'attuale Poggio Renatico, passando per Castel Rognatico, Poggio de Lambertini e via dicendo , da grafie latine ad altre in volgare , tra traslitterazioni e forme fonetiche diverse, simili, incrociate e dissociate.

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Inserito da redazione il Mar, 13/05/2008 - 17:24


Giuseppe Pavani "Cronaca Altedese.1853-1945". 2007

Giuseppe Pavani "Cronaca altedese. 1853 -1945". pag. 142. Stampato in proprio. Tip. Altedo. 2007.

E' l'ultimo frutto delle ricerche di Giuseppe Pavani, appassionato cultore di memorie locali, che ad Altedo ha già dedicato  altre 7  pubblicazioni, a partire del 1988 ad oggi, focalizzando di volta in volta la sua attenzione su periodi , o personaggi, o aspetti particolari della storia locale.
In questo volumetto, uscito dalla tipografia nei giorni scorsi, l'osservazione è puntata su un periodo, denso di avvenimenti  drammatici, che comprende la seconda metà del 1800 e la prima metà del 1900.
L'ottica  non è propriamente quella dello storico, ma  quella del cronista, o  dell'osservatore distaccato che espone "fatti e misfatti" riguardanti persone e luoghi di Altedo, così come emergono dalle  cronache  a suo tempo comparse sui giornali, su documenti pubblici o altre fonti dell'epoca.
Il contenuto è ben sintetizzato dalla copertina, che riporta i titoli di giornale , tutti  da "Cronaca nera", perchè, si sa , sui giornali compaiono  quasi solo  le cattive notizie. Ne è consapevole l'autore che , nella prefazione,  spiega "Sappiamo che spesso sono la violenza e la cattiveria a fare notizia a scapito della generosità e dell'onestà, come dimostra questa ricerca ricca di delitti, ferimenti e altra violenza che io ho cercato di oscurare con le poche belle notizie che sono riuscito a rintracciare".

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Inserito da redazione il Lun, 03/12/2007 - 07:32


Maurizio Garuti "La terra e l'acqua". 2007

"La terra e l'acqua. Storie di pianura e di montagna fra il Reno e il Panaro" .  Maurizio Garuti. pag. 240. Minerva Edizioni. 2007.
E' il più recente dei libri scritti da Maurizio Garuti, e nasce da un progetto  voluto e sostenuto dal Consorzio della Bonifica Reno Palata.
"La terra e l'acqua segnano da sempre la nuova frontiera della nostra vita, dalla bassa pianura al crinale dell'Appennino. In questo libro sono raccolte storie di lavoro, di fatica, di ingegno , di alluvioni, di esodi, di ritorni, di lotte, d'amore". E' scritto  in copertina come  nota di sintesi del contenuto. Un contenuto che si apre con la presentazione del Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Paolo de Castro,  e del Presidente del Consorzio, Vincenzo Breveglieri, e che poggia tutto sui 26 racconti di vita vissuta che emergono dalle interviste che l'autore ha raccolto con decine di protagonisti  di questa storia di terra e di acqua  intorno  ai fiumi compresi nel comprensorio della Bonifica.
Le interviste sono raggruppate in  vari capitoli  distinti in:
"Storie di pianura", "Le  passioni della terra", "La grande alluvione del '66", "La Cassa d'espansione del Dosolo", "Storie di montagna", "Il ruolo dei Consorzi di Bonifica".
Ogni capitolo  è corredato da foto di persone ed eventi che costituiscono una preziosa testimonianza storica, e che, attraverso questo libro,  escono dall'ambito del   ricordo personale  per diventare patrimonio culturale  collettivo.
Particolarmente intense e significative le storie e le foto dedicate  alla grande alluvione per rottura dell'argine del Reno a Castel Campeggi il 4 novembre del 1966. Alluvione che sommerse  gran parte del territorio comunale di Sala bolognese, soprattuto le frazioni Bagno e Padulle. Ricordi personali di semplici cittadini e addetti ai lavori  di un evento drammatico che deve far riflettere sulla necessità di mettere in pratica tutti gli accorgimenti necessari per il buon governo delle acque.

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Inserito da redazione il Dom, 08/07/2007 - 08:53


P. Balletti-R.Zagnoni. Dizionario toponomastico del Comune di Granaglione. 2001

Piero Balletti-Renzo Zagnoni (a cura di). "Dizionario toponomastico del Comune di Granaglone" Con nota toponomastica di Carlo Alberto Mastrelli ; pag. 202 e 2 Carte topografiche a cura di Giuseppe Fanti. Ed. Gruppo di Studi Alta Valle del Reno-Nuetèr. Porretta Terme. 2001.

E' un volume uscito 6 anni fa ma è sempre attuale , perchè è  uno di quei libri senza tempo, destinati a  "fare testo" per sempre, per gli studiosi  della materia, di questi luoghi  e di altri,  come esempio, punto di riferimento e miniera di informazioni storiche , linguistiche e ambientali. E' il frutto di un grosso lavoro di squadra, coordinato da Piero Balletti, condotto per  5 anni sul territorio, con ricerche, interviste, confronti e rilevamenti geografici e geologici, e con un accurato studio  della terminologia toponimica, nelle sue relazioni con dialetto e antiche  origini e influssi, e usi e costumi popolari.
Non è quindi tanto uno stradario  storico, quanto piuttosto, come recita il titolo, un vero e proprio dizionario toponomastico, unico esempio in Emilia Romagna, a quel che ci risulta finora,  di studio fatto con  questa ampiezza  di ricerche, rigore di metodologia,   completezza  dei dati raccolti e dell'opera prodotta.

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Inserito da redazione il Lun, 02/04/2007 - 07:11


D. Chiarini-F. Ferrarato. G. Reggiani "Strade, piazze, giardini e ..." 2006

"Strade, piazze, giardini e ..."  Il comune di Malalbergo si racconta via per via. Dino Chiarini - Federico Ferrarato - Giulio Reggiani. pag. 168. Ed. Comune di Malalbergo. 2006.

E' un bell'esempio di stradario storico, sul modello che da tempo il "Gruppo di Studi pianura del Reno" auspica  di veder realizzato in ogni comune della nostra area di riferimento. E' stato voluto dal Comune di Malalbergo, presentato in dicembre dal sindaco Massimiliano Vogli,  realizzato con il sostegno economico di una impresa privata (la Cogei Costruzioni)  e con l'impegno di studio e ricerca di due appassionati cultori di memorie storiche locali, Dino Chiarini e Giulio Reggiani, coadiuvati  dall'apporto del geom. Federico Ferrarato per la cartografia e per gli aspetti tecnico-logistici.

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Inserito da redazione il Gio, 18/01/2007 - 07:29


AAVV. Guida turistica di Sasso Marconi. 2005

AAVV."Guida turistica di Sasso Marconi". A cura del Gruppo di Studi "Progetto 10 righe", coeditore con il Comune di Sasso Marconi. 2005.
Certamente di "Guide al territorio",  di valenza più o meno turistica, ormai in circolazione ce ne sono tante; ogni Comune  ne ha prodotto  una , e, di solito, ben fatta. Ma questa di Sasso Marconi, pubblicata recentemente, merita una citazione particolare, per la ricchezza di informazioni che offre, per la completezza e l'efficacia della strutturazione dei contenuti, per la bellezza delle immagini e della veste grafica.
Grazie ad un nutrito gruppo di collaboratori (coordinati da Michelangelo Abatantuono, Luciano Bondioli, Paolo Michelini, Luigi Ropa degli Esposti, Pierangelo Pancaldi)  con competenze di vario genere, che vanno dalla storia all'archeologia, ai vari aspetti della natura e dell'ambiente, sono state raccolte nel bel volumetto notizie e approfondimenti , distinti in vari capitoli, che ricostruiscono la storia della comunità di Sasso Marconi e delle sue frazioni,  con in più un "vademecum" dettagliato e corredato da mappe, grafici e foto che illustrano ben 41 percorsi escursionistici  per conoscere in lungo e in largo tutte le caratteristiche del territorio

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Inserito da redazione il Mar, 03/10/2006 - 08:27


Gian Paolo Borghi "Fascismo, guerra ... libertà nei "fogli volanti". 2005

Gian Paolo Borghi (a cura di ) "Fascismo, guerra e riconquistata libertà nei "fogli volanti" popolari (1920-1946).  Mostra-studio itinerante sulla produzione di cantastorie, suonatori ambulanti e autori popolari.

Con la collaborazione di Delfina Tromboni  e altri  testi di Luigi Arbizzani e Dante Priore. Ferrara 2005. Ed. Regione Emilia -Romagna /Comune di  Ferrara/Centro Etnografico ferrarese, per le celebrazioni del 60° anniversario della  Resistenza e della Liberazione. pag. 48 

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Inserito da redazione il Ven, 21/07/2006 - 16:12


Rossella Rinaldi "Dalla via Emilia al Po" (secc. VIII-XIV). 2005

Rossella Rinaldi "Dalla via Emilia al Po" Il disegno del territorio e i segni del popolamento (secc. VIII-XIV). pag. 266. Ed. CLUEB 2005

Il libro è stato pubblicato  per la Collana "Biblioteca di Storia Agraria Medievale" diretta da Bruno Andreolli, Alfio Cortonesi e Massimo Montanari, e si è avvalso del contributo del Dipartimento di Paleografia e Medievistica dell'Università degli Studi di Bologna. E queste credenziali danno la misura  e la garanzia della scientificità del contenuto, che raccoglie il frutto di  varie ricerche e studi compiuti dall'autrice  "attraverso 25 anni e oltre di indagini sulle fonti, per lo più fonti documentarie inedite o solo parzialmente investigate". Indagini che hanno portato Rossella Rinaldi in vari Archivi, in Emilia, Romagna e Lombardia, soprattutto, per esaminare, trascrivere e studiare copiose raccolte diplomatiche

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Inserito da redazione il Gio, 06/07/2006 - 08:45


Aniceto Antilopi "La via Porrettana". 2006

Aniceto Antilopi "La Via Porrettana". Itinerario fotografico da Pistoia a Ferrara.
Con scritti di : Francesco Berti Arnoaldi Veli, Gian Paolo Borghi, Francesco Guccini, Claudio Rosati, Renzo Zagnoni. Ed. "Gente di Gaggio", in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna e l'Assessorato alla Cultura della Provincia di Bologna. 2006

E' un libro di fotografie, ma non solo. Certamente e innanzitutto belle fotografie, scattate lungo il percorso di questa storica importante via di comunicazione attraverso l'Appennino, tra la Toscana (Pistoia) e l'Emilia, passando per il territorio della pianura  bolognese, fino alle porte di Ferrara. Una strada antica come percorso originario di valico, che ha avuto la sua rivalutazione e  ridefinezione nel tracciato attuale nella prima metà del 1800. Si può aggiungere che  è sorella (o figlia?) del  Reno, perchè si snoda per lunghi tratti accanto al fiume, e insieme ad esso ha certo favorito  gli insediamenti umani e la nascita di tanti paesi , a destra e a sinistra del loro passaggio.

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Inserito da redazione il Mer, 05/07/2006 - 16:17


AAVV. "Galliera, uomini fra terra, lucciole e stelle" 2006

"Galliera, uomini tra terra, lucciole e  stelle" . Autori vari, del gruppo di ricerca locale, coordinato da Franco Ardizzoni. pag. 40.  2° pubblicazione - supplemento del periodico del Comune "Torre". Ed. Comune di Galliera e Pro loco. 2006.

Il primo  fascicolo uscì nel 2003, ed ora, a circa 3 anni di distanza, è uscito il secondo. Segno positivo che testimonia la volontà di continuare  nello studio e nelle ricerche di storia locale, da parte del gruppo di volontari e anche da parte delle Aministrazioni e dei privati  che li sostengono. La struttura del  progetto  editoriale - culturale di questa pubblicazione è chiaramente indicata dalla scelta degli argomenti, tutti rivolti a far conoscere  i tanti aspetti della storia  dei luoghi e delle persone che ci hanno vissuto.

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Inserito da redazione il Mar, 16/05/2006 - 07:50


C. E.Meotti/M. Cecchelli "Salviamo l'emigrante!" La statistica diocesana bolognese dell'anno 1900. 2004

"Salviamo l'emigrante!" La statistica  diocesana bolognese dell'anno 1900: le risposte dei parroci all'inchiesta del Card. Domenico Svampa. Un volume  curato da Marco Cecchelli , sulla base della documentazione raccolta da mons. Carlo Emanuele  Meotti nel 1900, a conclusione di una indagine tra i parroci della Diocesi di Bologna.
Pag. 220. Ed. Gente di Gaggio (con il sostegno della Provincia di Bologna e della Fondazione Carisbo). 2004

E' un volume che presenta diversi spunti di interesse. A cominciare dal fatto che la documentazione  da cui trae origine  è stata fortunosamente recuperata tra la carta da macero , poi custodita da Mario Fanti che l' ha  segnalata a Marco Cecchelli nel contesto di una sua ricerca di altro argomento. Ma l'aspetto  che merita maggior attenzione, è che porta alla luce uno spaccato della vita sociale dei comuni della provincia bolognese all'inizio del secolo, riguardante l'emigrazione dei poveri diseredati  verso  altre nazioni; fenomeno  rilevante , certo già studiato e descritto, ma qui visto soprattutto con l'ottica dei parroci  e del cardinale Svampa, che si proccupavano , in particolare,  dei "pericoli che conseguono la mancanza di sussidi religiosi e lo scadimento dei buoni costumi" di quegli emigranti nelle terre straniere  in cui  si erano trasferiti per cercare fortuna e  uscire dalle miserevoli condizioni di vita locali.

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Inserito da redazione il Lun, 15/05/2006 - 16:58


AAVV "Al sas". Periodico di Storia , natura, cultura. n. 11- 2005

"Al sâs". Rivista semestrale di storia, natura e cultura, edita dal Gruppo di studi "Progetto 10 righe" e dal Comune di Sasso Marconi. Autori vari. n. 11 /I° semestre 2005. pag. 160 (Nella  biblioteca sociale , sezione Periodici, cat. n. 377/2)

E' una rivista periodica fondata e curata dal Gruppo di Studi "Progetto 10 righe", Associazione di volontariato culturale nata nel 1999 e legalmente costituita nel 2001, che ha voluto riassumere le proprie finalità in un testo, appunto, di 10 righe in cui si spiega che:

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Inserito da redazione il Sab, 29/04/2006 - 07:32


AAVV " Marefosca" Periodico quadrimestrale di storia locale e attualità. n. 1 (71) aprile 2006

"Marefosca" è la rivista periodica edita e diretta da Floriano Govoni con la collaborazione  della Biblioteca Pubblica "Raffaele Pettazzoni" di S. Matteo della Decima (S. Giovanni in Persiceto). E' attiva da 25 anni ed è sostenuta da numerose aziende locali che le permettono una diffusione gratuita in 3.000 copie.

Il più recente numero che abbiamo ricevuto è il fascicolo di aprile 2006, primo di quest'anno e 71° dalle origini (pag. 78). Come sempre per il numero di primavera, copertina e uno degli articoli sono dedicati al celebre e sentitissimo carnevale locale, con foto e cronaca minuziosa dei carri delle varie società carnevalesche, dei sempre sorprendenti e arguti "spilli" e delle zirudelle in dialetto locale che prendono di mira personaggi e problemi locali e nazionali. L'articolo di quest'anno è firmato da Fabio Poluzzi, che ha curato anche un altro argomento "Il passaggio del fronte", una ricevocazione di storia locale dei giorni terribili del passaggio del Fronte di guerra  a S. Matteo della Decima, il 21 e 22 aprile 1945, con informazioni dettagliate  e commoventi sulle numerose vittime locali, tra cui giovani e bambini, a causa dei bombardamenti e cannoneggiamenti che precedettero l'agognata Liberazione.

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Inserito da redazione il Gio, 27/04/2006 - 09:01

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