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Finale Emilia (MO)


Giovanni Battista Gigli, musicista, detto il Tedeschino", da Finale. Galileo Dallolio

Giovanni Battista Gigli, detto il ‘Tedeschino’...da Finale. Ricerca di Galileo Dallolio
Invito il lettore a soffermarsi su questo volto. L’espressione, a mio parere, è di persona risoluta e sicura, orgogliosa del proprio talento. E’di un virtuoso di liuto nato a Finale Emilia nel 17° secolo (è in corso una ricerca sulla data), che faceva parte del gruppo ristretto di musicisti stipendiati dal Gran Principe Ferdinando 2° de’ Medici.
La sua immagine è presente in due quadri che erano nella Villa medicea di Pratolino, presso Firenze, e ora sono nella Galleria dell’Accademia**
Di Gigli , lo storico finalese Umberto Baldoni nel suo Il maestro D. Innocenzo Gigli, musicista di Finale Emilia nel XVIII secolo, Bologna 1927 ’ lo ricordava con queste parole ‘Pro-zio gli fu quell’altro Giovanni Battista Gigli, celebre musicista finalese nel 1650, che fu ai servigi prima del G.Duca di Toscana e poi di quello di Modena dal 1669 al 1689. Dal quale è certo ha ereditato il genio musicale, se nessuno raggiunse nel suo tempo la fama, cui era salito sì preso il nostro protagonista.’ Ma è stato la ricerca in corso da parte del prof. Davide Rebuffa, noto liutista e musicologo del Centro Studi Piemontese di Musica Antica , che ha permesso di approfondire la conoscenza di questo nostro concittadino .Davide Rebuffa è ' autore del primo libro sulla storia del liuto (L'Epos, Palermo, 2012) che, unico per ampiezza divulgativa e dettaglio documentario, si pone come saggio di riferimento internazionale per la conoscenza e lo studio di tutti gli strumenti appartenenti alla famiglia del liuto e delle loro trasformazioni organologiche. (medioevale, rinascimentale e barocco) svolgendo attività di ricerca, concertistica e didattica ed allestendo mostre di strumenti antichi’.
Nella citazione presente sul Grove Dictionary of Music and Musicians cioè la più completa ed accreditata fonte sulla musica occidentale vediamo che GB Gigli ha un posto nella storia della musica “born Finale Emilia; d ?Florence, after 1692). Italian composer. No biographical links with Germany have been found to explain his nickname, ‘Il Tedeschino’, so it may simply have described his personal appearance. He was in the service of Grand Duke Ferdinando III of Tuscany in Florence when he published Sonata da chiesa e da camera a 3 strumenti, col basso continuo per l'organo op.1 (Bologna, 1690), which he described as ‘an immature part of my early composition’. He may also have worked at Modena for the Este family, since two oratorios (S Caterina and S Genovefa Palatina), six trio sonatas and one cantata for solo voice with continuo survive in manuscript in the library there (I-MOe). Four pieces are also included in a 17th-century manuscript collection of arias and cantatas (in I-Bc), and he appears to have written a sacred history, La libertà prodigiosa (Florence, 1692).

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Inserito da redazione il Lun, 28/08/2017 - 09:05


Il sublimato di mercurio e il primo processo per inquinamento atmosferico, a Finale, nel 1689. Galileo Dallolio

1-Il ‘trionfo del mercurio’ : una vicenda che ha riguardato anche Finale
Partendo dall’evento che ha dato a Finale il singolare primato di essere il luogo dove, per la prima volta in Italia, si sia fatto, nel 1689, un processo per inquinamento atmosferico dovuto alla produzione di ‘solimato di mercurio’, credo sia utile farsi un’idea di un prodotto che ha avuto una larga diffusione nella pratica medica e che è ancora citato nei prontuari e nei repertori dei termini medici del 1960. (1)
Ricordo che il processo si è concluso con l’assoluzione dei produttori , ma ha messo in moto una serie di eventi che meritano di essere studiati. Mi riferisco all’amicizia fra Ramazzini e Leibniz , coinvolti entrambi nel processo per un atto di cortesia, e al ‘contributo di Leibniz alla fortuna europea del De morbis artificum’. Il libro sancisce la nascita della medicina del lavoro con ben 60 schede di malattie collegate a diversi mestieri e Francesco Giampietri , nel suo saggio ‘L’erudito di Hannover e il medico dei villani. Leibniz, Ramazzini e la nascita della medicina sociale (2) spiega come ‘l’istituzione della medicina sociale sia stata anche l’effetto di un’amicizia modenese’.
Il mercurio era entrato nella farmacopea di speziali, medici e ospedali già dal 16° secolo. Nel registro dei medicamenti dell’ Ospedale Sant’Agostino di Modena (3) sono presenti ‘ metalli (acciaio limato..), minerali (antimonio, argento vivo, cinabro).’ Insieme all’Ospedale di Santo Spirito di Finale , che aveva iniziato la sua attività nel 1688 (4), li possiamo immaginare entrambi clienti dei fratelli Sarfatti .

2-‘Virtuosa gara iatro-chimica’
Nei Consulti medici di Morando Morandi pubblicati a Venezia nel 1759 si legge ’ Il mercurio è il massimo dei rimedj, e non fassi gittar polvere negli occhi a’più creduli, allora quando da cert’uni contr’esso si sclama; tuttavolta non bisogna spignerlo più oltre della sua portata, se vuolsi vedere la sua forza (p.50) . Come si vedrà in seguito , la vicenda finalese è citata come ‘virtuosa gara iatro-chimica’dove, sembra di capire, fosse sottintesa la questione delle cura con la chimica, che si andava sviluppando tra ostacoli e consensi. Per citare due esempi fra i tanti , nel 1677 Carlo Lancilotti (5), chimico modenese che lavorava presso la Corte estense, era favorevole e l’accademico Roberto Gherardi nel 1751 (6) era contrario.
3-Il ‘solimato o sublimato di mercurio’ cos’è?

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Inserito da redazione il Mer, 14/12/2016 - 10:24


L'identità di Finale Emilia dagli Estensi ad oggi

SABATO 12 DICEMBRE alle ore 16.00 a Finale Emilia presso la Sala consiliare – MAF, viale della Rinascita 2
Presentazione del libro "Simboli di una Comunità. I caratteri identitari di Finale Emilia dagli Estensi a oggi" realizzato grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola, con il coordinamento del Gruppo Studi Bassa Modenese
Il volume, curato da Mauro Calzolari e Francesca Foroni, è frutto di un lavoro multidisciplinare che riguarda aspetti urbanistici, architettonici, artistici e culturali, secondo un percorso tematico e cronologico che ha condotto a risultati in buona parte inediti.
L'assessorato alla Cultura del Comune di Finale per la presentazione del libro ha organizzato tre appuntamenti che si terranno al MAF.
- Sabato 12 dicembre alle ore 15.30 interverranno, dopo il saluto del sindaco e delle autorità, Gian Luca Tusini con "Lo stemma civico di Finale Emilia - Appunti sul Libro d'oro della Comunità di Finale Emilia", Marcello Toffanello "Il patrimonio artistico e il culto dei santi Giovanni Nepomuceno e Zenone" e Matteo Ruini con Vincenzo Vandelli "Il Palazzo del Pubblico".
A conclusione della presentazione si terrà un momento conviviale e ai presenti verrà donata una copia del volume.
- Il secondo incontro è in programma martedì 15 dicembre alle 20.45 con Galileo Dallolio "La cultura e la memoria di una Comunità: Cesare Frassoni", Mauro Calzolari "Le Memorie del Finale di Cesare Frassoni (1752 e 1778)" e "La Chiesa della Comunità. Documenti per la storia edilizia del Duomo di Finale Emilia dal 1373 al 2002".
- Ultimo appuntamento martedì 22 dicembre sempre alle 20.45 con Alessandro Pisa "La Comunità e il suo fiume", Gian Luca Bonfatti "La torre civica" , Paolo Tollari "Le campane civiche" e Pierpaolo Bonacini con Alberto Calciolari "La terra del Finale: statuti e istituzioni locali nella cornice degli Stati estensi e Lo Statuto di Finale. Tradizione manoscritta e trascrizione di brani dai codici esistenti".
http://www.comunefinale.net/finale-notizie/news/item/2262-i-simboli-della-comunita-di-finale-sabato-12-dicembre-la-presentazione.htm l

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Inserito da redazione il Gio, 03/12/2015 - 09:50


Bernardino Ramazzini, padre della medicina del lavoro

Bernardino Ramazzini (Carpi, 3 novembre 1633 – Padova, 5 novembre 1714) è stato un medico e scrittore italiano.
Proveniente da una modesta famiglia di Carpi, viene avviato agli studi di medicina all'Università di Parma, dove si laurea nel 1659. Ramazzini inizia l'esercizio della professione medica nel ducato di Castro, a quel tempo trascorso da continui e feroci atti di violenza, a causa del conteso dominio territoriale tra la parmense famiglia dei Farnese ed il papato. Nel 1680, dopo la definitiva annessione del Ducato di Castro al Patrimonio di San Pietro, Ramazzini torna alla nativa Carpi ed inizia a professare nella città di Modena. Ben presto la sua fama di medico capace e di grande esperienza, nonostante la giovane età, arriva alla conoscenza del duca Francesco II d'Este che lo vuole nella sua Università, da egli appena rifondata, per ricoprire una delle due cattedre di matematica (l'altra andrà a Francesco Torti). La sua fama cresce e varca i confini del Ducato di Modena, fino ad arrivare alla prestigiosa Università di Padova che, nel 1700, gli offre il posto di aggiunto alla cattedra di medicina.
Ogni possibilità di ritorno a Modena di Ramazzini viene impedita dalla situazione d'instabilità causata, dopo la morte di Carlo II, dalla guerra di successione spagnola che coinvolge il ducato estense. Ramazzini decide di restare nella università patavina, continuando l'ampliamento della sua monumentale opera che, per oltre due secoli, resterà il principale punto di riferimento per lo studio epidemiologico delle malattie professionali e verrà tradotta in moltissime lingue.
Nel 1708 riceve la titolarità unica della cattedra di medicina a Padova.
L'intenzione di Ramazzini è quella di confrontare le proprie teorie con gli eminenti colleghi padovani e di riuscire a dare alle stampe il
suo trattato "De morbis artificum diatriba" che, infatti, viene pubblicato a Padova nello stesso anno.
Quest'opera, primo studio nella storia della medicina sulle malattie professionali, è considerata l'atto fondante di quella che oggi viene chiamata medicina del lavoro. Ramazzini prese in esame ed analizzò il contesto delle condizioni di lavoro e delle malattie da esse derivanti, di un elevato numero di mestieri (40 - 50) e, inoltre, descrisse i possibili rischi per la salute correlati ad ogni lavoro e i loro possibili rimedi. Oltre a ciò prese in considerazione, integrandole con i dati già ottenuti, le condizioni climatiche in cui questi lavori erano o potevano essere svolti. La relazione tra rischi e malattia osservata ha anticipato l'attuale metodo scientifico, ancora oggi utilizzato, basato su studi epidemiologici.
I resti di Bernardino Ramazzini riposano nella chiesa della Beata Elena, a Padova.
A lui è dedicato l'Ospedale di Carpi. Inoltre è dedicato l'Istituto Ramazzini ONLUS di Bologna, con sede operativa e laboratori al Castello di Bentivoglio , che si occupa di ricerca sui tumori e sui rischi cancerogeni di origine ambientale e professionale.
Testo tratto da
http://it.wikipedia.org/wiki/Bernardino_Ramazzini
***
Segue altro articolo di Galileo Dallolio con altri particolari sulla sua attività e il suo rapporto con Finale Emilia

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Inserito da redazione il Sab, 10/01/2015 - 18:13


Bernardino Ramazzini e Finale Emilia

Finale … quella bellissima Terra, da paragonarsi a una Città..”
Bernardino Ramazzini (Carpi 1633- Padova 1714)
* Articolo di Galileo Dallolio  per il mensile finalese ‘Piazza Verdi’ di Finale Emilia, dicembre 2014), con stralci da corrispondenze e citazioni
- Su “
Bernardino Ramazzini . Profilo ed Eredità di un innovatore della Scienza Medica” il 5 novembre 2014 si è svolto all’Accademia di Scienze Lettere e Arti di Modena , una Giornata di studio a 300 anni dalla morte. Aperta dal Presidente dell’Accademia Ernesto Milano, e dal Presidente della Sezione di Scienze Fisiche Matematiche Naturali Marco Sola la Giornata ha visto la partecipazione di Giuliano Franco (Unimore), Francesco Carnevale (Università di Firenze), Berenice Cavarra e Umberto Muscatello (Unimore) Silvia Marinozzi, (Università Sapienza di Roma), Carmelo Elio Tavilla (Unimore) , Mario Umberto Lugli (Accademia Nazionale di Scienze, Lettere e Arti di Modena), Alberto Tampieri (Unimore) . Gli interventi hanno approfondito e illustrato la figura dello scienziato (che fu socio fondatore dell’Accademia dei Dissonanti ora Accademia di Scienze Lettere e Arti) e hanno messo in luce lo status odierno della Medicina del lavoro, che vede in Ramazzini il suo grande iniziatore . In questa sede e per i lettori di Piazza Verdi, accenno ad alcune informazioni su ‘Ramazzini e Finale’già presenti peraltro in Sigilli di eternità di Maria Pia Balboni (l’incarico di fornire le iscrizioni delle epigrafi ebraiche più belle del Cimitero ebraico di Finale a Magliabechi) e in Finale Emilia Mille anni di storia di Mons. Ettore Rovatti dove è illustrato il caso di inquinamento da vapore di vetriolo, avvenuto a Finale nel 1689 , forse il primo ufficialmente noto, per il quale ‘furono interpellati B.Ramazzini e Goffredo Leibniz (allora a Modena)’ o come lo chiama lo storico della medicina Giorgio Cosmacini’ il primo caso di nube tossica di origine industriale inquinante l’aere padano’.

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Inserito da redazione il Ven, 09/01/2015 - 18:20


La Repubblica letteraria auspicata dal Muratori e l'Accademia dei Fluttuanti di Finale

Il concetto di Repubblica letteraria in Ludovico Antonio Muratori e un accenno all’Accademia dei Fluttuanti di Finale Emilia (Testo di Galileo Dallolio)
Nella circolare inviata del 1704 a centinaia di destinatari in Italia , con lo pseudonimo di Lamindo Pritanio, Ludovico Antonio Muratori (che aveva 32 anni) auspicava che le Accademie esistenti si collegassero:
con lo scopo di restituire in Italia al loro primo splendore, anzi illustrate maggiormente le lettere, …. destare gl’ingegni tuttavia dormigliosi e accrescere coraggio e stimoli a chi già veglia e corre” ….
Perfezionare le arti e le scienze col mostrarne, correggerne gli abusi e coll’insegnare l’uso del vero”...
Eleggere protettori e ministri convenevoli di questa ideale repubblica, troncar le strade all’ambizione, all’invidia e spezialmente alle brighe di coloro che senza merito vogliono entrar a parte dei titoli ed onori, che debbono essere solamente riserbati ai degni cittadini di questa repubblica” …
Liberarsi di novizi, o poetastri, o cervelli fievoli, o sfaccendati (e offrire) la scranna a scienziati veterani”...
in Primi disegni della repubblica letteraria d’Italia esposti al pubblico
- Fabio Marri,
presidente del Centro Studi Muratoriani, scrive “ nel 1703 lancia l'idea di una Repubblica letteraria d'Italia, nella quale propone progetti comuni di ricerca storica, di rinnovamento scientifico (secondo il metodo di Galileo e del suo amico Newton, ancora guardati con sospetto dalla Chiesa ufficiale) e di adeguamento alla filosofia, ai metodi di indagine conoscitiva che stavano prendendo piede in Europa (da Cartesio agli empiristi inglesi come Newton e Locke)” in Muratori e l’idea di Nazione italiana.
- L’Accademia dei Fluttuanti di Finale Emilia

In questo contesto l’Accademia dei Fluttuanti di Finale Emilia faceva la sua parte. Era collegata a diverse Accademie quali L’Accademia delle Scienze di Bologna , l’Accademia dei Ricovrati (oggi Galileiana) di Padova e l’Accademia di Scienze Lettere e Arti di Modena (già Accademia dei Dissonanti) , attualmente vive , ben organizzate e ricche di iniziative.

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Inserito da redazione il Lun, 22/09/2014 - 10:54


Donne giovani, avvenenti e gioviali nel Rinascimento Estense

-“Donne giovani, avvenenti, e gioviali(Raccolta di citazioni storiche di Galileo Dallolio
1-
Borso d’Este , avendo ricevuto dall’imperatore Federico 3° d’Asburgo il titolo di Duca nel 1452, ..incamminato egli a compiacenza de’ sudditi, a visitare ogni parte del suo Dominio, giunse acclamatissimo a Finale, e vi fu di ritorno dopo il lieto suo giro. Molti furono i segni di giubilo, con cui nell’andare, e nel ritornare fu egli qui accompagnato secondo la costumanza di que’ tempi. Ed una in particolare quella essendo di aversi una certa professione di Donne giovani, avvenenti, e gioviali, che nella pubbliche, e private allegrezze, e ne’ più lieti accompagnamenti, danzando, cantassero con cembali alla mano graziose cantilene; così da buon numero di queste , che dicevansi Raine venne sempre ne’ viaggi trattenuto; come lo fu anche per quanto si scorge, indi l’anno 1469”. (pag.46 Memorie del Finale di Lombardi di Cesare Frassoni , in seguito, a pag.51 Frassoni scrive che le indicate Donne cantanti lo scortano fino alla Mirandola)
2- Ci si può fermare all’ informazione, insolita e curiosa, che a Finale, nel 15° secolo, esistesse una professione fondata sul cantare , suonare e danzare in pubblico. Attraverso il libro La musica a Ferrara nel Rinascimento’ di L.Lockwood, Il Mulino 1987 e mi sono venute in mente alcune idee.
Guardiamo le date: dal 1393 al 1505 a Ferrara governano Niccolò 3°, Leonello, Borso ed Ercole 1°.
E’ un periodo che vede nascere la bellezza e la ricchezza della Ferrara rinascimentale. Sono diversi i fatti importanti : la nascita dello Studio (nel 1391), la presenza di Leon Battista Alberti , Pisanello, Piero della Francesca, Mantegna, Cosmè Tura, Francesco del Cossa, Ercole de' Roberti, Lorenzo Costa di Guarino Veronese che insegnò a Ferrara dal 1430 al 1460, il Concilio di Ferrara (per un anno) del 1438 (‘la sera del 16 gennaio 1439 accompagnato dal Marchese, e da diversi Cardinali, il Pontefice Eugenio 4° che per oggetto di peste, e di altra prudente riflessione, levò da Ferrara il trasportatovi Concilio’ alloggiò nella Rocca di Finale, Frassoni pag.44 Memorie del Finale) , l’addizione erculea di Biagio Rossetti del 1492 (Palazzo dei Diamanti ecc.) e infine nel 1505 : Ludovico Ariosto aveva 31 anni, Dosso Dossi 19 e il Garofalo 24.
Si ha un’idea di tutto questo visitando Ferrara o leggendo libri quali ‘Saper vedere l’urbanistica. Ferrara di Biagio Rossetti, la prima città moderna europea’ di Bruno Zevi, Einaudi 1960 e Officina Ferrarese, Sansoni ed. 1955 di Roberto Longhi .
3- Finale in quell’epoca è governata da Podestà di nomina estense e in quei 112 anni di splendore ferrarese ben 74 sono i nobili ferraresi che assumono tale incarico . Tornando al libro di Lockwood ( che all’epoca era presidente dell’American Musicological Society) ecco altri spunti relativi alla musica :

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Inserito da redazione il Lun, 22/09/2014 - 10:25


Giovanni Battista Vicini, un "eretico" del Settecento

Giovanni Battista Vicini, Carlo Goldoni e Ludovico A.Muratori : quasi un fatto di cronaca (Testo di Galileo Dallolio).
Giovanni Battista Vicini
nell’elenco degli Accademici Fluttuanti di Finale Emilia è descritto come Professore di Poesia Italiana nel Collegio de’ Nobili di San Carlo di Modena . Nell’Accademia dei Dissonanti di Modena, dove era aggregato, si legge che ’Nato a Finale nel 1709 e morto a Modena nel 1782. Abate, appartenente all’Arcadia, poeta primario di Corte e storico di Correggio. Alcuni suoi scritti in versi sono ricordati dal Tiraboschi. Appartenne alla Colonia Erculea dell’Arcadia con il nome di Filidoro Meonidese’.
Un tranquillo professore, parrebbe. Salvo che un testimone d’eccezione , Carlo Goldoni, assiste ad una scena molto particolare , attraverso la quale e per quanto poi si leggerà in L.A.Muratori, Vicini appare una personalità molto diversa.
In mezzo a una grande folla vidi un patibolo alto cinque piedi, sul quale stava un uomo a testa scoperta e con le mani legate: era un abate, che conoscevo, letterato assai illuminato, celebre poeta, conosciutissimo e stimatissimo in Italia: era l’abate G..B..V..Un prete teneva in mano un libro; un altro interrogava il paziente, il quale rispondeva con alterigia; gli spettatori battevano le mani e lo incoraggiavano; i rimproveri aumentavano, l’uomo oltraggiato fremeva. Non potei resistere oltre; me ne andai pensoso, scosso, stordito; immediatamente fui assalito dai miei vapori; rincasai, mi chiusi in camera, immerso in tristissime riflessioni, umiliantissime per l’umanità. ‘Gran Dio!’ dicevo tra me, a che cosa non siamo esposti in questa breve vita che siamo costretti a trascinare? Ecco un uomo accusato d’aver tenuto discorsi scandalosi a una donna che era andata a confessarsi. Ma chi l’avrà denunciato? E’ stata la donna medesima. Cielo! Non è dunque punizione sufficiente essere disgraziati?” (Carlo Goldoni,Memorie , Rizzoli BUR 1993, pag.106)
- Nel libro dei Processi del tribunale dell’inquisizione di Giuseppe Trenti, si legge che Giovanni Battista Vicini è stato processato per proposizioni ereticali negli anni 1747, 1760, 1776, 1778.
- Ludovico Antonio Muratori
, ed è probabile che si stia riferendo alla scena vista da Goldoni, scrisse al cardinal Fortunato Tamburini a Roma il 20.10.1747 ‘Intenderà vostra Eminenza quanto è avvenuto del Vicini, detenuto qui dal Santo Uffizio. Mi ha fatto orrore l’ultima sua pazzia, per cui il veggo perduto. Gli ho fatto più prediche: poco ne ha approfittato .Finalmente avrebbe col tempo potuto sperare indulgenza: ha rovinato tutto. Noi perderemo uno dei nostri migliori ingegni in belle lettere’.

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Inserito da redazione il Lun, 22/09/2014 - 10:00


Architetture e luoghi di pianura in foto

A Modena, presso Orto botanico, Serra Ducale Viale Caduti in Guerra n.127
Venerdì 12 settembre 2014 dalle ore 19.30 alle 23.00,
vernissage
della mostra di Giancarlo Pradelli
MIRABILIA
Architetture e luoghi di pianura

La mostra è a cura del Laboratorio "Ricerca Emilia" (Matteo Agnoletto, Lea Manzi, Chiara Zavatta), unità di lavoro del Dipartimento di Architettura dell'Università di Bologna impegnata nei territori colpiti dal sisma.
La mostra, dedicata a tutti i cittadini finalesi, intende cogliere i frammenti postumi di un territorio, sopravvissuti alle devastazioni della contemporaneità.
I monumenti, la campagna, le opere d’arte superstiti della bassa pianura annunciano il fascino e la gloria di questi luoghi, la riscoperta del rapporto originario tra l’architettura, la terra e il fiume. Le fotografie in bianco e nero di Giancarlo Pradelli si soffermano sul centro estense di Finale Emilia per testimoniare la particolare bellezza della provincia emiliana: ambiti sospesi tra una forte trasformazione subita negli ultimi cinquant’anni che ha cancellato l’identità ancora viva e travolgente delle tracce dell’architettura e della natura.
La mostra sarà visitabile fino a domenica 14 settembre con i seguenti orari:
-venerdì 12 settembre 10-23 - sabato 13 settembre ore 10-01 domenica 14 settembre ore 10-21
* Iniziativa realizzata, nell'ambito del Festival di filosofia , con la collaborazione di: Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola e PI. CA. Holding

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Inserito da redazione il Mer, 10/09/2014 - 16:57


Giornata della cultura ebraica

A Finale Emilia in occasione della GIORNATA EUROPEA DELLA CULTURA EBRAICA, iniziative dedicate alla
DONNA SAPIENS La figura femminile nell'Ebraismo
Programma
- Domenica 14 settembre 2014 Ore 10.00 - 11.00 e 16.00 - Vicolo Gozzi, 1
Visite guidate al cimitero ebraico a cura degli studenti del Liceo Scientifico "M. Morandi"
Ore 11.30 Visita guidata al ghetto ebraico
(ritrovo nell’area antistante l’Osteria “La Fefa” via Trento Trieste 9/C)
Ore 13.00 Osteria “La Fefa”, via Trento Trieste 9/C
Pranzo ebraico. Degustazione di piatti della tradizione ebraica (per informazioni e prenotazioni 0535 780202)
ore 17.30 SALA POLIVALENTE – MAF viale della Rinascita, Finale Emilia
Conversazione con Raffaella Mortara,vicepresidente del centro di Documentazione Ebraica Contemporanea:
Da Sarah a Rita Levi Montalcini: la figura femminile nell'Ebraismo
ingresso libero e gratuito
** Inoltre: Ore 9.30 - 12.30 e 15.00 – 18.00 Apertura al pubblico del Museo del Territorio (con sezione ebraica) (primo piano dell’autostazione,) con Ore 16.00 Visita guidata al Museo del Territorio
*** Per informazioni: Associazione Alma Finalis: info@almafinalis.it tel 0535 92341
Biblioteca "G. Pederiali": biblioteca@comune.finale-emilia.mo.it tel 0535 788331

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Inserito da redazione il Gio, 04/09/2014 - 06:58


Nuova Biblioteca a Finale Emilia

Domenica 30 marzo 2014 a Finale Emilia
Inaugurazione del
MAF- MultiAreaFinalese, Viale della Rinascita, nei pressi del Nuovo Polo Scolastico
A poco meno di due anni dal drammatico terremoto di maggio 2012,
Finale Emilia riapre le porte alla cultura con una nuova e modernissima biblioteca che il 30 marzo verrà intitolata allo scrittore finalese Giuseppe Pederiali.
La nuova biblioteca ospita anche
l'archivio storico, uno dei più ricchi della Provincia di Modena, dedicato allo storico cittadino Cesare Frassoni.
Nei nuovi spazi, realizzati nei pressi del polo scolastico dedicato alle scuole medie ed elementari, trovano posto anche gli
uffici Scuola, Servizi Sociali e Cultura, oltre a una sala polivalente che in attesa del recupero del Municipio di piazza Verdi verrà utilizzata per le sedute del Consiglio Comunale.
* Maggiori informazioni sull'iniziativa sono leggibili sul sito
http://www.nuovosito.comunefinale.net/
http://www.nuovosito.comunefinale.net/index.php/finale-notizie/news/item/437-il-maf-guarda-al-futuro-ma-protegge-il-passato
** Il programma della inaugurazione è leggibile su
http://www.nuovosito.comunefinale.net/images/PDF/MAF%20programma%20definitivo.pdf

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Inserito da redazione il Lun, 24/03/2014 - 18:36


Voci e iniziative per salvare il dialetto in Regione

C'era un legge regionale, la n. 45 del 1994, che  veniva incontro a un desiderio di valorizzazione e di diffusione degli idiomi locali nei più svariati aspetti in cui essi si manifestano. L’idea che i lessici, le parlate, i sistemi gergali e dialettali facciano parte a pieno titolo del patrimonio culturale trovava così nella normativa regionale una ulteriore doverosa conferma. “I dialetti non sono un bene archeologico che occorre scoprire... né sono un dato immutabile. I dialetti sono vivi e si evolvono gradualmente. Ed è proprio su questa convinzione e dunque sull’accento posto sull’intreccio tra eredità del passato e realtà quotidiana in movimento che ha preso vita la legge ”. Così scriveva Ermanno Vichi (insegnante e politico riminese) che apriva il numero di IBC (Istituto Beni Culturali) informazioni del 1996, contenente il dossier dedicato alla legge sui dialetti.
Dopo vent’anni questa legge è stata cancellata con comunicazione sul Bollettino della Regione Emilia Romagna del 20/12/2013 ed è rientrata tra le decine di leggi regionali che sono state abrogate dall’assemblea legislativa in un’opera di semplificazione normativa che ha sfoltito molte leggi superate e datate, e questo, al momento senza spiegazioni ufficiali da Bologna. Abrogazione che ha scandalizzato tante persone di cultura che hanno già espresso il loro dissenso.
«La legge – scrive lo scrittore ravennate Eraldo Baldini - prevedeva la tutela non solo della lingua, ma delle tradizioni e delle culture popolari. D'ora in avanti non ci saranno più fondi né per le ricerche, né per nient’altro che riguardi questi temi. Io credo che da Ravenna,oltretutto candidata a capitale europea per la cultura 2019, molte voci critiche istituzionali si alzeranno".
Questo ed altro  è scritto nella relazione  di un consigliere  comunale di Finale Emilia, Laura Lodi,  che  ha presentato  in Comune una interpellanza con appello perchè tutto il Consiglio comunale  esprima il forte dissenso suo e delle Associazioni culturali locali contro la abrogazione di quella legge del 1994, intitolata “Tutela e valorizzazione dei DIALETTI dell’Emilia Romagna”. E chiede l"’impegno dell’ASSEMBLEA LEGISLATIVA della Regione Emilia Romagna ad annullare l’abrogazione della legge regionale 45/94 e a sollecitare l’ANCI affinché inviti i Comuni italiani ad adottare misure atte a favorire e sostenere tutti gli strumenti di diffusione del dialetto...".
C'è già stata ad una vera e propria mobilitazione di studiosi e associazioni (ma poco pubblicizzata...), nonché una conferenza stampa tenuta in Regione presso la sede dei Verdi lo scorso 12 gennaio (Galletti, il relatore del 1994 e Bellosi, che stese la legge dal punto di vista tecnico), l'Assessore Mezzetti ha promesso di proporre una nuova legge, aggiornata. I gruppi presenti si sono dichiarati soddisfatti.
Occorre però mantenere la mobilitazione affinché il tutto non finisca nel dimenticatoio...

* In allegato, la relazione completa della consigliera Laura Lodi

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Inserito da redazione il Mer, 22/01/2014 - 08:56


Giorni della Memoria. Iniziative in vari comuni

La Biblioteca Ileana Ardizzoni di Casumaro (frazione di Cento)
per la serie
Incontri con amici scrittori,
-  Venerdì 24 gennaio 2014 ore 21,
Maria Pia Balboni
presenterà il suo libro
"Bisognava farlo. Il salvataggio degli ebrei internati a Finale Emilia"
Il libro è dedicato alle tragiche vicende di dieci ebrei internati a Finale durante l'ultima guerra e aiutati da alcuni generosi finalesi, che si sono adoperati a loro rischio e pericolo per salvare la vita a queste persone ingiustamente perseguitate.
Bisognava farlo nonostante il rischio concreto di esporsi a pesanti rappresaglie.
Il libro racconta con dovizia di particolari le vicende di queste disgraziate famiglie e l'azione generosa di alcuni concittadini, tra cui il compianto Berto Ferraresi, la famiglia Baruffaldi e il partigiano Fausto Testi. Essi ed altri collaborarono con il sacerdote don Benedetto Richeldi, che è stato insignito del titolo di Giusto tra le Nazioni per il suo operato.
Sono tutte persone che vanno giustamente collocate tra i giusti dell'umanità ed è importante che non si perda la memoria del loro coraggioso e fulgido esempio. Anche nei momenti più tristi dolorosi e bui, brilla comunque la luce della speranza nei comportamenti delle persone buone.
- Venerdì 24 gennaio alle 20,45 nel Teatro comunale di Castello d'Argile.
DEDICATO AD ATHOS STANGHELLINI

(nato a Castello d’Argile 9/1/1925 e morto a Gusen, sottocampo di Mauthausen, 26/4/1945)
Nell’occasione verrà proiettato il video prodotto dall’A.N.E.D. di Bologna
La nostra storia della memoria” (30 min.)
Presentazione a cura di Fabrizio Tosi volontario dell’A.N.E.D. di Bologna con il Patrocinio del Comune di Castello d’Argile
Lunedì 27 gennaio
Cento, presso la Rocca serata dedicata a
Cento e il Porrajmos. La Rocca ed i Rom, una pagina di storia dimenticata.
- ore 18
Svelamento della targa-ricordo dei rom rinchiusi per motivi razziali. Intervento di Alessandro Landi dell'associazione Sucar Drom
- ore 19 Concertio aperitivo “La musica dei gitani
con il Gruppo Impetus Flamenco Quintet, chitarra, canto, percussioni e danza flamenca.
Lunedì
27 gennaio ore 21, 
a Renazzo  (frazione di Cento) nella Sala polivalente Parrocchiale la proiezione del film "Train de Vie", a cura del Circolo culturale Amici della musica, dell'Istituto comprensivo 3 e del Comune di Cento
M
ercoledì 29 ore 19, a
Cento presso Casa Pannini, Corso Guercino 74, Consiglio comunale straordinario con intervento dello storico Davide Guarneri su "Cento e il Porrajmos"

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Inserito da redazione il Mar, 21/01/2014 - 10:51


Mario Mondadori, testimone della civiltà contadina

Mario Mondadori e la campagna
Articolo di Maurizio Goldoni, pubblicato su Piazza Verdi , Finale Emilia novembre 2013
Mario Mondadori se n’è andato. Dopo aver raccolto per anni le testimonianze di una civiltà contadina dalla quale avremmo ancora molto da imparare, dopo aver girato col suo furgoncino per le piazze a portare in giro le testimonianze di un passato ormai quasi remoto – attrezzi agricoli, utensili, fotografie – è tornato alla terra che ha sempre celebrato.
Ho avuto modo di frequentarlo per lavoro, dato che mi ha commissionato molti servizi, tutti riguardanti quella che era diventata una passione intensissima. Aveva sempre fretta, gli veniva un’idea e la voleva veder realizzata subito, ma quando gli facevo notare che certi tempi erano indispensabili cercava di metter freno all’impazienza. Posso dire che si fidava di me; ed era un ottimo pagatore. Ex casaro, attività di cui parlava spesso con orgoglio, mi fece fotografare il caseificio di Pavignane, ora chiuso, e una stalla di Massa Finalese, poiché era l’ultima in funzione e presto avrebbe chiuso l’attività.
Deciso, tenace fino alla testardaggine, a volte addirittura mistico e piuttosto criptico nelle pagine che, negli ultimi anni in cui era autosufficiente, faceva scrivere e fotocopiare e che distribuiva a negozi, passanti, amministrazione comunale, Mario ha sempre desiderato un posto dove esporre le sue cose e far da cicerone, posto che non ha mai ottenuto; un errore dell’amministrazione di allora. Di qui l’autopromozione, col suo geniale furgoncino Fiat. Confido che tutto il materiale che ha pazientemente raccolto negli anni, spesso più unico che raro, non vada disperso.
Fin qui quello che avevo scritto su Mario, e che non ho mandato subito a Piazza Verdi. Nel frattempo altri due interventi lo hanno ricordato, e allora, per non cestinare il mio ricordo di questo finalese, colgo l’occasione per allargare appena un po’ il discorso.
La passione di Mario Mondadori è diventata poco alla volta una forma di vita – altri direbbero una mania – ma dietro ogni ossessione c’è un desiderio, anche solo di cambiamento. Per molti “il ritorno alla terra” è una pia intenzione, o magari un’utopia, anche se negli ultimi anni sono numerose le pubblicazioni riguardanti la “decrescita”, il “downshifting” e filosofie simili, e c’è nell’aria il desiderio di un ritorno ad una vita meno frenetica, più vicina alla terra, slegata per quanto possibile dal meccanismo lavoro-acquisto.

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Inserito da redazione il Gio, 09/01/2014 - 09:08


Edmondo Solmi, finalese, biografo di Leonardo apprezzato da Freud

Premessa: Articolo di Galileo Dallolio già pubblicato sul periodico locale Piazza Verdi alla fine del 2012 (anno del centenario della scomparsa) dedicato ad Edmondo Solmi iniziatore degli studi leonardeschi in senso storico-critico in Italia. La sua biografia su Leonardo (ripubblicata nel 2013 da Perrone, Roma) fu scritta nel 1900, tradotta in tedesco nel 1908 e apprezzata, citata (e presente nella sua biblioteca) da parte di Sigmund Freud ( scrivendo in Google Freud Solmi viene fuori il Museo Freud di Londra e il libro).
- Edmondo Solmi, Finale Emilia 1874-Spilamberto 1912, l’occasione per un Centenario.
Ai ‘Fratelli Solmi uomini di cultura’ Il Comune di Finale nel 1965 ha dedicato una strada. Su Arrigo Solmi (1873-1944) - professore di diritto , rettore dell’Università di Pavia, Ministro, Senatore - ha parlato Italo Spinelli in un bel Coriandolo su Piazza Verdi. Edmondo Solmi io l’ho conosciuto attraverso una citazione presente in Album Finalese a cura di Gianluca Borgatti con nota introduttiva di Stefano Marchetti (Collezioni Modenesi ed.)
’Un piccolo cenno anche per il fratello Edmondo, che ebbe purtroppo una vita molto breve ma fece in tempo a scrivere una biografia di Leonardo da Vinci che fu elogiata nientemeno che dal maestro della psicanalisi Sigmund Freud.’
La curiosità e il fatto che nel 2012 cade il centenario della morte, hanno fatto il resto. Era figlio di Amalia Stucchi e di Angelo Solmi che sarà poi Segretario del Comune di Modena. Nacque a Finale nel 1874.Sarà studente a Modena al Liceo Classico Muratori ed è pensabile che a Finale abbia trascorso la prima infanzia.
Carlo Grossi (1878-1973), il preside del Liceo Scientifico Morando Morandi di Finale dal 1952 fino al 1960, ha studiato nello stesso Liceo modenese .
Ambedue hanno avuto come insegnante il poeta Severino Ferrari, allievo di Carducci e amico di Pascoli.
E’ ragionevole pensare che si siano conosciuti e frequentati.
Sarebbe interessante sapere se la relazione fra i due finalesi sia continuata fino al 1912, data della morte di Edmondo, nel frattempo diventato famoso come studioso di Leonardo da Vinci. Ricordo che il professor Carlo Grossi è stato sindaco di Finale dal 1910 al 1916, Preside della Regia Scuola Tecnica di Mirandola, e ideatore, con altri colleghi, del primo Liceo Scientifico della Bassa Modenese.
Un’ampia biografia culturale è in ‘Carlo Grossi. Una vita lunga un secolo’. A cura di Lucilla Grossi, Baraldini editore 2009. Il terremoto ha impedito di accedere alle fonti presenti in Biblioteca e nell’Anagrafe Municipale .
Oggi in occasione del centenario, parlo di lui utilizzando due suoi libri ancora in commercio . In ‘Leonardo 1452-1519 di Edmondo Solmi , Longanesi 1972 nella nota biografica a cura dell’editore Longanesi, si legge

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Inserito da redazione il Sab, 02/11/2013 - 09:25


Elisa Agnini Lollini, una bella storia di donna, nata in provincia

Elisa Agnini Lollini, Finale Emilia 1858- Roma 1922: una bella storia
La racconta Galileo Dallolio sull'ultimo numero di Piazza Verdi, periodico culturale di Finale Emilia, predendo spunto da alcune biografie edite recentemente e in particolare dal libro scritto da Silvia Mori “La dama del quintetto” che racconta la vita e l’esperienza della finalese Elisa Agnini in Lollini, sorella di Gregorio Agnini. La post-fazione è di Anna Foa: entrambe le autrici sono sue discendenti. E’ un’occasione per conoscere una serie di storie di donne di grande interesse che, attraverso le quattro figlie: Olga, Clara, Livia e Clelia, arrivano ai nostri giorni.
Storie e foto sono leggibili nel documento allegato. Mettiamo qui in evidenza in primo piano la biografia tracciata da Giulia Galeotti sull’Osservatore Romano l’8 marzo 2012 che ne fa questa bella presentazione: “Elisa Lollini nel romanzo storico della nipote scritto grazie ad un vecchio baule di famiglia: La bisnonna delle femministe
«Non potrò mai essere femminista dal momento che già lo fu mia nonna», disse una volta, provocatoriamente, la partigiana combattente, giornalista e storica Lisa Foa. Una nonna, Elisa, che gli storici conoscono, e che ora il romanzo di Silvia Mori," La dama del quintetto" (Ferrara, Luciana Tufani Editrice (* ) 2012, pagine 317, euro 13), presenta a tutti.
"Nata nel 1858 a Finale Emilia, a ventisette anni Elisa Agnini (bisnonna dell’autrice) sposa Vittorio Lollini, avvocato e futuro parlamentare socialista, dando vita ad un legame che porterà — oltre alla nascita di quattro figlie — al rafforzamento vicendevole delle grandi passioni civili e politiche: uguaglianza nell’istruzione, nel lavoro e nelle opportunità. Fortemente impegnati contro le discriminazioni che subivano i figli illegittimi, i coniugi Lollini collaborarono attivamente all’abrogazione del divieto di ricerca della paternità. Nel 1917, in un articolo pubblicato sul giornale socialista «Uguaglianza», Elisa diede conto dei diversi progetti presentati in Parlamento per riformare le norme del codice civile: tra essi, v’era anche quello, innovativo e audace di Vittorio, che, in nome del principio di responsabilità («la quale deve essere l’anima della nuova morale sociale»), chiedeva la libera indagine finanche per adulterini e incestuosi. Un autentico azzardo per l’epoca (ovviamente la proposta fu respinta), ma almeno il tema aveva ricevuto pubblica attenzione. Un risultato importante, però, venne raggiunto: Elisa riuscì a ottenere dall’allora ministro Bissolati che sussidi e pensioni venissero estesi anche alle madri laddove il figlio naturale fosse morto in guerra.

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Inserito da redazione il Dom, 13/10/2013 - 17:28


Luigi Ferdinando Marsili e l'Accademia delle Scienze

3 eventi pubblici collegati tra di loro dal tema organizzazione della scienza.
: Il terzo ed ultimo

- Venerdì 25 ottobre alle ore 17 al Comitato per Bologna Storica e Artistica , Strada Maggiore 71 Bologna, incontro con
Caterina Cinti che presenta
Imago Universitatis
Celebrazioni e autorappresentazioni di maestri e studenti nella decorazione parietale dell’Archiginnasio 2 volumi , di
Gian Paolo Brizzi con la collaborazione di Andrea Daltri
Utile anche in questo caso una visita al seguente sito:
http://www.buponline.com/ita/se-upload/brochure%20IMAGO.pdf
** Nota a margine segnalata da Galileo Dallolio del Gruppo di studi Accademici Fluttuanti di Finale Emilia
. Mobilità nel 17° e 18° secolo:
Alcuni accademici bolognesi erano iscritti anche all’
Accademia dei Fluttuanti di Finale Emilia (1744-1801) e in Archiginnasio è presente un diploma finalese conferito a Laura Bassi.
Venti studenti finalesi del 17° secolo, hanno i loro stemmi all’Archiginnasio

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Inserito da redazione il Lun, 07/10/2013 - 08:26


Nuovo Gruppo di Studi on-line per Finale Emilia

Si prospetta l’idea di costruire “On-line” un gruppo di studi relativo alla storia di Finale Emilia intitolato Gruppo di Studi Fluttuanti- Finale-2012.
Possono farne parte tutti coloro che ne inviano specifica richiesta a Giovanni Paltrinieri, gpaltri@tin.it , oppure a Galileo Dallolio, galileo@bottegadellaformazione.it o ad Alessandro Pisa, alessandro.pisa0404@gmail.com
In essa il richiedente dichiara di voler far parte del gruppo, ed inserisce in allegato due cose:
-. Una foto tipo tessera, così da dare un volto al suo nome.
-. Una sua biografia di non più di dieci righe in cui si indicano il tipo di studi effettuati, esperienze lavorative passate e presenti, interessi culturali generali (eventualmente specifici su Finale), e complete indicazioni di: Indirizzo, telefono, e-mail, ed altre eventuali.
Le schede di tutti gli aderenti al Gruppo vengono dal sottoscritto inserite in un file, e ritrasmesse in toto a tutti i partecipanti con cadenza di 6 mesi – un anno, consentendo a ciascuno di conoscere ed eventualmente permettere di contattare altri che si occupano in modo più o meno approfonditamente di Finale e dei territori circostanti.
Idea base
Non è richiesta alcuna padronanza della scrittura, ma soltanto la volontà di tener viva la nostra cultura locale e metterla a conoscenza di altri appassionati. L’idea di base, è dunque quella di formare un ideale gruppo di AMICI DI FINALE, mettere gli aderenti in contatto tra di loro, sollecitandoli nel contempo a stilare testi relativi a questo territorio. In questo modo, ogni articolo che perverrà a G. Paltrinieri, sarà immediatamente ritrasmesso ai FLUTTUANTI-2012, generando di conseguenza una moderna ed efficace forma di informazione certamente gradita a tutti gli aderenti.
A ciascun testo ritrasmesso si riconosce dunque pubblicamente la paternità del suo Autore, ottenendo inoltre la pubblicazione “inter nos” di una ricerca che attualmente è sempre più difficoltosa avere con la normale stampa su carta.
Dunque, una idea nuova che passando attraverso la posta elettronica riesce a contattare i singoli appassionati proponendo loro di operare all’interno di un moderno gruppo di lavoro.

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Inserito da redazione il Mer, 02/01/2013 - 10:09


Quattro conferenze su Finale e il terremoto

Con l’intento di proseguire l’approfondimento di una cultura locale descrivendone il patrimonio artistico e monumentale in parte distrutto dal terremoto, il Gruppo di Studi Fluttuanti Finale -2012” promuove a Bologna, col patrocinio del Comitato per Bologna Storica e artistica, quattro interventi nei primi due mesi del 2013 nel Museo Civico Medievale, Sala del Lapidario, via Porta di Castello n. 3.
Il titolo generale dei quattro interventi è:
Finale Emilia, un paese nel terremoto.
Le date, i temi e i relatori dei prossimi interventi sono i seguenti:
- 30 gennaio ore 17.00 Una costante volontà artistica

Carlo De Angelis
, Presidente del Comitato per Bologna Storica Artistica. Moderatore, riassume quanto si è detto nel primo incontro, introducendo le nuove tematiche.
Giovanni Paltrinieri,
del Consiglio Direttivo del “Comitato per Bologna Storica e Artistica”, nato a Finale Emilia). L’Accademia dei Fluttuanti, persone, cose e monumenti: una cultura del territorio che non è mai venuta meno.
Antohio Buitoni e Giuliana Ghidoni
(di Finale Emilia), studiosi di Storia dell’Arte. Una città in forma di Museo: un crocevia di cultura da salvare.

- 6 Febbraio ore 17.00 Percorsi di varie culture
Carlo De Angelis
Presidente del Comitato per Bologna Storica Artistica. Moderatore, riassume quanto si è detto nei precedenti incontri, introducendo nuove tematiche.
Maria Pia Balboni
, Studiosa di Storia Locale. La presenza degli Ebrei a Finale Emilia.
Marina Calore
, Studiosa di Storia del Teatro e dello Spettacolo. La tradizione teatrale a Finale Emilia.

Giorgio Galeazzi, Architetto, Segretario del Comitato per Bologna Storica e Artistica
. La ricostruzione possibile: aspetti normativi e volontà progettuale.

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Inserito da redazione il Mer, 02/01/2013 - 09:32


Ricordo di Cesare Frassoni, finalese

Mercoledì 5 dicembre 2012, alle ore 16
presso l’Accademia Nazionale di Scienze Lettere a Arti Corso Vittorio Emanuele n.59 Modena
Ricordo di Cesare Frassoni, finalese ( 1712-1801)

membro dell’Accademia dei Dissonanti di Modena, nel tricentenario della nascita  (in memoria di Berto Ferraresi, creatore del Museo Civico di Finale)
Saluti di:
Prof. Elio Tavilla , Presidente della Sezione di Scienze morali, giuridiche e sociali dell’Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena
Massimiliano Righini,
Assessore alla Cltura del Comune di Finale Emilia
Intervengono:
Massimiliano Righini Cesare Frassoni , la storia civica e il concetto di Museo diffuso
Galileo Dallolio,
Pubblicista, Cesare Frassoni e la cultura a Finale nel settecento
Giovanni Paltrinieri
, Gnomonista e ricercatore
L’Accademia dei fluttuanti di Finale, riorganizzata nel 1744 da Cesare Frassoni e da Morando Morandi
Alessandro Pisa,
Architetto ‘Edilizia dei Lumi’ a Finale
Iniziativa promossa da Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena - Assessorato del Comune di Finale Emilia - Comitato di Ricerche Storico Artistiche - ‘Fluttuanti-Finale Emilia-2012’
* Biografia e notizie sul Frassoni, in :
http://books.google.it/books?id=rxgtAAAAMAAJ&pg=PA307&lpg=PA307&dq=cesare+frassoni&source=bl&ots=X_W7EBrGe3&sig=
** Sull'Accademia di Scienze di Modena: http://www.accademiasla-mo.it/

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Inserito da redazione il Lun, 26/11/2012 - 07:49

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