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Come fermare il deserto


Il 2006 è stato proclamato dalle Nazioni Unite "Anno internazionale dei Deserti e della  desertificazione" e, in particolare, il 17  giugno, "Giornata mondiale contro la desertificazione"

2006 Anno internazionale della desertificazione Secondo quanto pubblicato sul sito dell'associazione "Green Cross Italia"  (www.greencrossitalia.it) 2 miliardi di persone, le regioni aride e semi-aride del pianeta rappresentano quasi il 40% della superficie emersa della Terra (5,2 miliardi di ettari).
Dai dati dell'Unep - United nations environmental programme- risulta che dei circa 5 miliardi di ettari utilizzati in agricoltura in aree semi aride o prospicienti ai deserti, ben il 70% circa di questi è già degradato e gran parte soggetta a desertificazione o è a forte rischio.
La percentuale di territorio italiano a rischio desertificazione e di circa il 30%. Questa, negli ultimi 20 anni ha visto triplicare l'inaridimento del suolo e si stima che il 27% del territorio nazionale è a rischio desertificazione. Sono interessate soprattutto le regioni meridionali dove l'avanzata del fenomeno rappresenta nel nuovo millennio una vera e propria emergenza ambientale.
Studi per mappare il rischio di desertificazione in Italia sono già stati condotti all'interno di progetti condotti su scale globale (Eswaran e Reich, 1998), continentale (progetto DISMED, 2003) e nazionale. Le immagini al satellite del bacino del Mediterraneo rendono un'idea dell'importanza del problema, ma gli studi che analizzano e sommano insieme il contributo del clima, del suolo, della vegetazione, e delle attività umane forniscono un quadro più completo e accurato della situazione territoriale italiana. Il deserto avanza velocemente sulle fasce costiere e nelle zone collinari del Sud: l'analisi climatica del 2003 rivela una tendenza negativa della condizione idrometeorologica dell'Emilia Romagna: i valori dell'Indice di Precipitazione Standardizzato (SPI) segnalano che la regione negli ultimi 50 anni si è gradualmente impoverita di acqua nel terreno, tendendo ad assumere condizioni di moderata siccità, solo a tratti severa. In Emilia Romagna il consumo d'acqua dal 1975 al 2003 è passato da 1,882 a 2,125 milioni di metri cubi all'anno, con incrementi significativi soprattutto per uso agricolo (da 1,002 a 1,405 milioni di metri cubi) e civile (da 350mila a 487mila metri cubi). 
(www.greencrossitalia.it) la desertificazione rappresenta uno dei processi più allarmanti di degrado ambientale, siccità e desertificazione minacciano la sopravvivenza di quasi

 

Nel luglio 1999, il Comitato Nazionale per la Lotta alla Desertificazione (CNLD) ha elaborato le Linee-Guida del Programma di Azione Nazionale di lotta alla siccità e desertificazione, approvate poi il 22 dicembre 1999 con la Delibera CIPE 219/99.
Le Linee Guida:

  • riconoscono la validità di alcune delle norme già esistenti per la gestione del territorio e delle risorse idriche per la lotta contro la siccità e la desertificazione;
  • individuano la necessità di promuovere il coordinamento tra i vari organi dello Stato per raggiungere l'obiettivo di prevenire e mitigare i rischi di degrado del territorio, specie nelle regioni dell'Italia del Sud e nelle isole. In tale ambito, è stata approvata una mappa preliminare delle aree affette prodotta dal DSTN.

L'Italia è stato il secondo Paese europeo mediterraneo ad adottare il PAN per la lotta alla siccità e alla desertificazione.
Il PAN stabilisce:

  • le politiche e le misure che verranno attuate da parte dello Stato, delle Regioni e delle Autorità di Bacino per combattere la desertificazione e la siccità in Italia.
  • prevista inoltre la preparazione di uno specifico programma nazionale di informazione, formazione e ricerca in stretto collegamento col programma nazionale di ricerca sui cambiamenti climatici.


Nel PAN sono individuati quattro settori di intervento prioritari:

  • protezione del suolo (recupero dei suoli degradati per processi di erosione e salinizzazione);
  • gestione sostenibile delle risorse idriche;
  • riduzione dell'impatto delle attività produttive;
  • riequilibrio del territorio.

Scritto in Acqua, un bene da salvareinvia ad un amico | letto 1568 volte

Inserito da redazione il Mer, 2006-06-14 06:55