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Terremoti a Cento, dal 1280 ad oggi. Ricerca di Giuseppe Sitta


TERREMOTI A CENTO dal 1280
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Mentre sono ancora in corso i lavori per la ricostruzione o restauro di tanti edifici pubblici e privati colpiti dai terremoti del 20 e del 29 maggio 2012, che hanno sconvolto Cento e una vasta area modenese-ferrarese-bolognese circostante, riteniamo di utile informazione pubblicare questa ricerca storica del prof. Giuseppe Sitta di Cento
Libera riduzione dalle cronache del conte Bartolomeo Filippo Chiarelli, Antonio Orsini, Leonida Pirani e Didaco Tangerini.
1280

Si eclissò il sole e dopo fecesi sentire un gagliardo terremoto, che spaventò il popolo, per due ore restò eclissato il sole, videsi la luna di color nero e piovè per due mesi consecutivi, fu un freddo eccessivo, la brina seccò le viti da cui ne derivò penuria di vino.
1364
Fecesi sentire un gran scuotimento della terra e si rese così strepitoso che pareva crollassero gli edifici. A scossa sì orribile si spaventarono i Centesi, tutti gridavano, piangevano, esclamavano “Pietà, pietà, Signore”, correvano qua e là, che sembravano forsennati. Cessò lo scotimento e nulla altro di male arrecò che spavento e terrore, mercè la divina clemenza.
1434
Fecesi sentire un gran scotimento della terra che atterrì e pose sotto sopra tutti gli abitanti e poi cadde dal cielo molta tempesta che dilapidò gli raccolti con danno sommo dei Centesi.
1456, 23 agosto
Su le ore dieci fecesi sentire il terremoto ed il popolo per un quarto d’ora stette in grandissimo timore. Venne poi un temporale così strepitoso con vento gagliardissimo che toccò molte case, atterrò moltissimi arbori nelle campagne sradicandoli dal terreno con danno sommo de’ Centesi.
1561, 22 novembre
Le notte seguente tirò il terremoto due volte una dietro l’altra con tanto strepito che li Padri Zoccolanti essendo in coro dicendo mattutino pensarono che ruinasse il mondo e la chiesa et il convento cadesse e ciascuno cominciò a fuggire di paura.
1562, 24 novembre
Fecesi sentire il terremoto con sommo scotimento, che spaventò il popolo.
1570, 16 novembre
Ebbesi in Cento una penuria di vino e tanta fu la scarsezza di questo che la povertà conveniva il bere acqua. Questa carestia fu cagionata dal quotidiano scuotimento della terra derivato dal terremoto, che in Cento, in Ferrara, in Modena ed altri luoghi circonvicini, quasi ogni giorno per molto tempo durarono con danno e spavento sommo, e questo castigo originò il guastarsi di tutti gli vini. In Ferrara tirò sì forte che rovinò chiese, palazzi e case, ma perché non solo durò quest’anno ma mesi ancora del seguente che quasi ogni giorno e notte si sentiva et anche più volte l’istesso giorno et il simile la notte, però le persone si guardavano di camminare per le strade se non per gran necessità perché all’improvviso tirava il terremoto e cadevano coppi dalli tetti e camini che nel cadere offendevano molta gente e li uccidevano et era tanto il spavento che nessuno si assicurava di abitare nelle proprie case, quali si vedevano piene di fessure da basso sino all’alto, che minacciavano rovina, e per fuggire tal pericolo si facevano nelli giardini, nelli orti e nelle piazze pubbliche molti caselli di legname e tavole, altri piantavano padiglioni come si fa nelli eserciti in campagna, altri si ritiravano nelle barche e nelli tinazzi perché nessuno si assicurava di dormire nelle proprie case e sino il duca e la duchessa si ritiravano a dormire nelli giardini del castello. Questo terremoto fu sentito anche a Bologna e a Modena.

 

1590, 2 giugno

Tirò il terremoto assai forte quale non fece male alcuno alle fabbriche.

1591, 20 luglio

Terremoto a ore 20 ma senza danno.

Pasqua 1640

Cominciò a farsi sentire quasi ogni giorno il terremoto dal giorno di San Giuseppe sino a Pasqua rosata, ma però senza danno, recando solamente terrore e spavento.

1642, 13 giugno

La suddetta notte circa le 3 si sentì un terremoto terribile qual durò per il spazio di un ottavo d’ora in circa che tremava ogni cosa fortemente in maniera che chi non dormiva ebbe grandissimo spavento et ogn’uno si raccomandava a Sant’Antonio da Padova perché seguente della sua festa.

Giovedì Santo 1672

Fu un anno tremendo et orribile per il spaventoso terremoto che si fece sentire il giovedì santo nella città di Rimini, Marche e Romagna e qui nella nostra Terra su le ore ventidue e mezzo mentre si dicevano li mattutini e si andava alli sepolcri si fece sentire a segno tale che fece sonare l’orologio della piazza e benché fossero legate le campane con gran spavento di tutti.

1672, 24 aprile

Nel giorno sacro alla Cena del Redentore per tre volte replicò sì fieramente il terremoto che le campane suonarono da se medesime.

1688, 11 aprile

Circa le ore 17 si fece sentire il terremoto il giorno delle Palme, ma per grazia di Dio albenchè se li facesse due volte non fece male alcuno e anco la notte istessa venendo il lunedì tanto di meno si fece sentire.

1695, 25 febbraio

Alle minacce delle nevi e delle acque aggiunse Iddio quella della terra che in linguaggio purtroppo orribile ci intimarono alli 25 febbraio a ore dodici e minuti diciotto in circa l’ira del cielo con due scosse di formidabile tremuoto e tali che a memoria di quelli che viveano non se ne ricordavano le somiglianti. Apparve di lontano verso tramontana e ponente come riferirono quelli che si ritrovarono in campagna essendo già giorno una come nuvola di polvere densissima che spinta come da un vento impetuoso verso levante s’accostò fischiando e ricoperse il cielo di modo che pareva tuonare e nello stesso tempo si scosse la terra per lo spazio di tre Credi continui poi riparandosi alquanto replicò con più breve e più leggiero moto ma però spaventoso egli ancora a segno che non vi fu persona che o non saltasse dal letto e traballando non corresse sotto le volte degli usci e delle porte o in camicia in mezzo alla strada procurava salvarsi o in altro modo non pensasse allo scampo credendo fermamente che le case i di cui travi uscivano dai muri e le muraglie s’aprivano dovessero dargli morte e sepoltura nel tempo stesso. Con tutto ciò per divina misericordia fu maggiore l’apprensione del male non avendo con grande violenza di moto atterrato che una piccola casetta in Cento e qualche altra mal sicura in campagna.

1695, 27 novembre

La domenica mattina alle ore tredici e mezzo circa si fecero sentire due scosse di terremoto di non poca considerazione che però nella nostra Terra non fecero alcun effetto dannoso, ma in Ferrara rovinarono qualche edificio e il maggior danno che si sentisse d’esso fu d’aver diroccato a Lago Scuro una parte del luogo delle Gabelle.

1712, 3 agosto

La sera venendo il giovedì ad ore una e mezzo una fiera scossa di terremoto si fece sentire, che però grazie a Dio non fece male veruno essendo durata solo per lo spazio di un’Ave Maria.

1719, 6 gennaio

Subito toccate le tre della sera seguente la domenica si fanno sentire tre scosse di terremoto distanti l’una dall’altra lo spazio poco più di un Pater Noster, ma con verun danno.

1721, 30 gennaio

La notte seguente verso le ore cinque si sentono due scosse di terremoto, brevi sì ma violente e senza danno.

1763, 3 settembre

Si fa memoria come la notte delli 31 scorso alle tre circa da quasi tutti li abitanti della città di Cento furono sentite tre scosse di terremoto, ma terribili, alle due, tre della sera sonate e poscia alle ore 5 e 7 della notte furono sentite due altre scosse, ma molto minori delle prime per grazia di Iddio senza danno d’alcuno.

1768, 19 ottobre

Alle sei delli 19 ottobre venendo la giornata delli 20 fecesi sentire una veemente scossa di terremoto che replicò alle nove con non lieve terrore di quelli che riposavano. Vi furono però molti che non la sentirono. Fecesi un freddo grande che fu di mestieri vestire d’inverno e stare al foco.

1772, 16 giugno

Memoria come in questo dì 16 detto da don Angelino è stato scritto che tra le 9 e 9 e mezzo si è in Ferrara sentita una scossa di terremoto di qualche riguardo senza però aver fatto alcun male.

1779, primi giugno

Il primo e secondo giorno, replicando tre volte, si sentì di notte piccola scossa di terremoto e a mezzogiorno di venerdì nuovamente si sentì due scosse più veementi delle altre già sentitesi, che molto intimorì e cadette per questa una parete di cima di un camino alla strada posto nella casa del capitano Dondini in Borgo di Mezzo che intimorì maggiormente gli vicini abitanti a detta casa. Fecesi nuovamente sentire il terremoto il giovedì 10 giugno alle ore tredici circa, che di notte spaventò il popolo, ma la Dio mercè non diede danno quantunque questa riuscisse più gagliarda delle altre.

1779, 1 giugno

Si sentì alle 4 una buona scossa di terremoto che andò infierendo fino alli 10 del mese e più. poi fu sensibile il 14 luglio mentre l’orologio da sé dava tre botti e così altre campane d’altre chiese.

1779, 11 giugno

Nella chiesa dei Padri Minori Osservanti di San Francesco, detti di San Pietro, fu esposta alla venerazione del popolo centese all’altare di San Francesco la reliquia di detto Santo per implorare il valido patrocinio d’esso presso la Divina Maestà ad intercedere la cessazione del terremoto. La reliquia rimase esposta il venerdì e sabato. Il lunedì, martedì, mercoledì si fece un devoto triduo in questa stessa chiesa allo stesso Santo con l’esposizione del Venerabile.

1779, 14 luglio

Terremoto a Cento. L’orologio della torre diede tre botti da solo con le scosse, così pure le campane di altre chiese.

1779, 23 novembre

Sulle ore due e venti si sentì una gagliarda scossa di terremoto che creò scompiglio negli artisti che lavorano alle loro botteghe.

1780, 22 gennaio

La sera di sabato alla ore cinque circa fecesi sentire una grave scossa di terremoto che apportò sommo terrore al punto che venne sospeso il Carnevale e Maschera, cosa che venne poi dal Legato approvata.

1780, Febbraio

Alle undici della notte antecedente il 6 febbraio si ebbe una gagliarda scossa per la quale tutti restarono impauriti. Nello stesso giorno del 6, dopo i Vespri, i Padri Cappuccini della città andarono processionalmente alla visita delle sette chiese in atto di penitenza per ottenere dal Signore Iddio la sospensione di tale flagello.

Lunedì 7 i Canonici e il Capitolo di San Biagio si portarono alla visita delle sette chiese, essendo stato previamente dal sig. Governatore della città proibito e sospeso il Carnevale, cioè l’andar in maschera e il far festini; la detta visita delle chiese fu continuata ogni giorno dai religiosi e dalle Confraternite sino al 17 febbraio, mentre il 18 iniziò un solenne triduo coll’immagine del SS.mo Crocifisso.

Il 18 quelli del Penzale si recarono all’adorazione della santa immagine e, benché fosse la strada cattiva, tuttavia la processione era composta di gran numero di persone: fu fatta l’offerta di otto candelotti, del prezzo di scudi nove, raccolti per carità nella parrocchia.

Domenica 20, ultimo del triduo, dal nostro arciprete Gian Francesco Erri fu fatta una fervorosa orazione al numeroso popolo ivi concorso, terminata la quale furono recitate alcune preghiere davanti alla sacra immagine e finalmente colla medesima data la benedizione. Dopo il terremoto cessò.

1781, 4 aprile

Alle tre e un quarto si sentirono due gagliarde scosse di terremoto, che recò spavento, ma mercè la divina grazia, fuorché spavento, nulla di male avvenne.

1781, 11 luglio

Si sentirono di notte tre scosse di terremoto.

1786, 24-25 dicembre

La sera della vigilia del Santo Natale si sentì una scossa di terremoto che destò terrore, ma niuno male alla Dio mercè fece.

Pochi minuti dopo le 9 del SS.mo Natale si sentì una sensibilissima scossa di terremoto per consenso di quella che tirò in Rimino, ove diede un notabilissimo danno.

1792, 5 novembre

La notte tra il 5 e 6 novembre alle 8 ed un quarto s’udì una sensibile scossa di terremoto ma che non toccò danno veruno in queste vicine parti; a Casumaro atterrò una casetta con alcuni camini.

1796, 23 ottobre. Venuto a Cento il generale francese Monsù Yann, fu dato in suo onore una gran festa da ballo nella gran Sala del Comune, ma nel più bello una fortissima scossa di terremoto mise in fuga tutte le coppie danzanti.

1801, 8 ottobre

Giovedì mattina alle ore 9 antimeridiane si udì una piccola scossa di terremoto ed in seguito altre due, ma l’ultima fu più sensibile mentre l’orologio di piazza suonò da sé alquanti tocchi; tale scossa durò da tre secondi, ma per grazia del Signore, qui da noi non arrecò danno se non se la caduta d’un vecchio camino d’una di queste case di città.

1802, 12 maggio

Mercoledì, prima delle 15 tirò scossa molto sensibile di terremoto ondulatorio, che durò alcuni minuti secondi; dalle nostre parti non recò danno veruno.

1804, 30 novembre

Venerdì mattina fu sentita una scossa leggera di terremoto, ma semplicemente per consenso.

1805, 21 febbraio

Nella notte tra il 21 e il 22 tirò una scossa di terremoto molto sensibile, che da sé fu sentito a suonare il pubblico orologio di piazza. Non arrecò poi tale scossa verun danno qui da noi per grazia di Dio.

1832, 13 marzo

Alle ore quattro e mezza antimeridiane scoppiò orribile terremoto, senza recare però nessun danno a questo nostro luogo, senonchè l’universale spavento, essendo stato sì forte che nessuno potè ignorare averlo sentito. Furono fatte diverse funzioni in chiesa supplicando il Signore Iddio volersi preservare da tanto orribile flagello, rammentando le vicende accadute in sifatta circostanza a molte altre città d’Italia.

1909, 13 gennaio

Alle ore una e minuti dieci di notte la popolazione fu destata da un’improvvisa e forte scossa di terremoto, che fece crollare qualche comignolo e la palla di ferro sovrastante alla campana del Palazzo comunale. La gente, esterrefatta e spaventata, si riversò nelle vie e fuori le porte ad attendere che venisse giorno; e la notte seguente, nel timore che la scossa si ripetesse, molte persone rimasero a vegliare gozzovigliando nei caffè e nelle osterie.

1914, 27 ottobre

Alle 10,30 si avvertì una forte scossa di terremoto in senso ondulatorio e sussultorio. Molto panico invade la popolazione, la quale si riversa a gruppi sulle vie e sulla piazza Maggiore. La scossa produsse la caduta di numerosi comignoli, ma non ebbesi a lamentare alcuna disgrazia.

1928, maggio

Per quasi tutto il mese si avvertono, di giorno e di notte, fortissime scosse di terremoto in senso ondulatorio e sussultorio, essendo l’epicentro nell’Appennino bolognese. A Bologna, ove le scosse si fecero maggiormente sentire, molti fabbricati rimasero danneggiati, e per lo spavento gran parte della popolazione dormiva all’aperto sotto capannoni di legno. A Cento, all’infuori di un po’ di spavento, non ebbero a lamentarsi danni di sorta.

1930, 23-24 ottobre

Nella notte fra il 23 e 24 del mese corrente sono state avvertite in città tre scosse di terremoto, di cui quella delle 1.53 del terzo grado della scala Mercalli, con epicentro in direzione sud-sud-ovest interessante l’Appennino tosco-emiliano.

1936, 18 ottobre

Alle ore quattro e minuti dieci la popolazione è stata destata da una forte scossa di terremoto in senso ondulatorio/sussultorio, che ha durato circa 20 secondi. Non produsse alcun danno.

1937, 10 dicembre

Alle ore diciannove e minuti cinque viene avvertita una leggera scossa di terremoto, che non produce nessun allarme nella cittadinanza, né alcun danno ai fabbricati.

Ricerca del prof. Giuseppe Sitta , autore di vari studi sulla storia locale di Cento

** Per ulteriori informazioni  sui terremoti in area più vasta dello stesso territorio vedi anche l'altro articolo su questo sito, intitolato "Come nel 1500 e 1600 la terra ha tremato ancora a Bologna, Ferrara e nel Modenese"

  ?q=node/4301, del giugno 2012.

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Inserito da redazione il Mar, 03/10/2017 - 07:42