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Bernardino Ramazzini e Finale Emilia


Finale … quella bellissima Terra, da paragonarsi a una Città..”
Bernardino Ramazzini (Carpi 1633- Padova 1714)
* Articolo di Galileo Dallolio  per il mensile finalese ‘Piazza Verdi’ di Finale Emilia, dicembre 2014), con stralci da corrispondenze e citazioni
- Su “
Bernardino Ramazzini . Profilo ed Eredità di un innovatore della Scienza Medica” il 5 novembre 2014 si è svolto all’Accademia di Scienze Lettere e Arti di Modena , una Giornata di studio a 300 anni dalla morte. Aperta dal Presidente dell’Accademia Ernesto Milano, e dal Presidente della Sezione di Scienze Fisiche Matematiche Naturali Marco Sola la Giornata ha visto la partecipazione di Giuliano Franco (Unimore), Francesco Carnevale (Università di Firenze), Berenice Cavarra e Umberto Muscatello (Unimore) Silvia Marinozzi, (Università Sapienza di Roma), Carmelo Elio Tavilla (Unimore) , Mario Umberto Lugli (Accademia Nazionale di Scienze, Lettere e Arti di Modena), Alberto Tampieri (Unimore) . Gli interventi hanno approfondito e illustrato la figura dello scienziato (che fu socio fondatore dell’Accademia dei Dissonanti ora Accademia di Scienze Lettere e Arti) e hanno messo in luce lo status odierno della Medicina del lavoro, che vede in Ramazzini il suo grande iniziatore . In questa sede e per i lettori di Piazza Verdi, accenno ad alcune informazioni su ‘Ramazzini e Finale’già presenti peraltro in Sigilli di eternità di Maria Pia Balboni (l’incarico di fornire le iscrizioni delle epigrafi ebraiche più belle del Cimitero ebraico di Finale a Magliabechi) e in Finale Emilia Mille anni di storia di Mons. Ettore Rovatti dove è illustrato il caso di inquinamento da vapore di vetriolo, avvenuto a Finale nel 1689 , forse il primo ufficialmente noto, per il quale ‘furono interpellati B.Ramazzini e Goffredo Leibniz (allora a Modena)’ o come lo chiama lo storico della medicina Giorgio Cosmacini’ il primo caso di nube tossica di origine industriale inquinante l’aere padano’.

Come è già avvenuto per l’epistolario di Fulvio Testi citato in un altro articolo per Piazza Verdi (e relativo al ruolo di Raimondo Montecuccoli nel risolvere questioni militari sorte vicino a Finale), leggendo l’Epistolario di Ramazzini pubblicato da Pericle Di Pietro nel 1964 (Toschi ed.) si entra nel vivo della sua quotidianità , si coglie il suo stile (‘si stenta a conoscere le persone quando anche si han mangiato con essi le moggia di sale, or come potrai fidarti di quelli che non si sono mai veduti in faccia? (pag.128), la varietà degli argomenti (‘sento che i miei Sonetti habbiano incontrato qualche fortuna..)(pag.138) , i suoi consigli editoriali (‘ in Italia abb.o avuto nelle Mat.il Galileo, il Borelli, nella Poesia il marini, il Testi, il Tassoni, il Delemen, inMedicina il Malpighi…(pag.231) Nelle 316 lettere Finale è presente in 11 e qui se ne danno alcuni stralci.

Stralci dalle lettere di B.Ramazzini

Ad Antonio Magliabechi, Illustrissimo Signor Mio e O.ron Col.mo. Gente più sospettosa non ho trovato a miei giorni dell’Ebreo; non è stato possibile per quanto habbii proccurato per via d’amici , di havere un’Iscrizione dal Cimitero di Reggio; si sono insospettiti coloro, e hanno dubitato che ciò si cerchi a loro obbrobrio, e non hanno voluto dar fuori cos’alcuna; a gran stento n’ho avuta una di Carpi, che è questa che per ora gl’invio: il Signor Consigliere Galliani, quale vivamente riverisce V.S. Ill.ma, mi ha promesso di scrivere al Finale , ove è stato governatore e stima di haverne tre o quattro, che si ritrovano in quella bellissima Terra, da paragonarsi a una Città..(…) Modena 4 settembre 1682.

(Magliabechi fu grande erudito fiorentino che lasciò per testamento i suoi 28.000 volumi alla città per "promuovere gli studi, le virtù, le scienze, e con quelle la pietà e il bene universale, a beneficio universale della città e specialmente ai poveri, chierici sacerdoti e secolari che non hanno modo di comprar libri e di poter studiare". La biblioteca, aperta al pubblico nel 1747, costituì il nucleo originario dell'odierna Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.)

A Bartolomeo Ramazzini, Carissimo Nipote Dove maggiore era il sospetto, cioè di qualche disturbo de Soldati o Francesi o Tedeschi meno vi stato da temere, mentre nel viaggio, e al Finale non habbiamo avuto alcun incontro, e per mezzo del Signor Conte paolo Forni, che si trovava al Finale habbiamo ottenuto ogni facilità per proseguire il nostro viaggio (..) Padova 10 novembre 1702

Ad Antonio Vallisneri Scandiano

(..) A poco a poco s’andiamo accostando al tempo del ritorno alla nostra Residenza, onde bisognerà cominciare a pensare sopra il modo di fare il viaggio.Io credo che bisognerà servirsi del Parone Annibale dal Finale, che si condusse un’altra volta perché il volere far venire Barca da Padoa, è negozio difficile Modena (..) Padova 10 settembre 1704

(Antonio Vallisneri fu maestro di Morando Morandi al corso di laurea in medicina a Padova e in seguito ne propose l’iscrizione all’Accademia dei Ricovrati . Giuseppe Ramazzini, pronipote di Bernardino e anche lui medico, scrisse l’orazione funebre di Morandi, fondatore dell’Accademia dei Medici Congetturanti di Modena, morto nel 1756)

Carissimo Signor Nipote (A Bartolomeo Ramazzini)

(..) Mi scordai nell’ ultima mia d’avisarvi, come io stesso havea fatto diligenza per sapere se un certo Domenico Baldi dal Finale fosse capitato in questo Ospedale di Padoa per essere curato dalla Pazì, e sono stato assicurato che non v’è stato alcuno di questo nome e di presente non vi si trova altro che un villano pazo (..) Padova 28 agosto 1709

Carissimo Signor Nipote (a Bartolomeo Ramazzini)

(…) Havrei caro sapere il nome del Conte Morandi, che serviva il Pr.e Cesare, quale havendo preso per una Quartana la China per longo tempo diventò idropico, e poi andò a morire in Piacenza sua Patria, e andò ad accompagnarlo il Sig.re Torti allora Prattico del Frassoni (…) Padova 8 febbraio 1714

(Antonio Frassoni fa parte del ramo frignanese della famiglia di Cesare. Ramazzini non pare entusiasta sull’uso della China. Infine una curiosità : anche il medico Carlo Morandi, padre di Morando, era frignanese. Cesare Frassoni e Morando Morandi rifondarono su indicazione di L.A.Muratori l’Accademia dei Fluttuanti di Finale nel 1744 e che è rimasta attiva fino ai primi dell’ottocento)

Nell’anno 1700, Ramazzini pubblicò in latino De morbis artificum diatriba ‘una grande rassegna di malattie da lavoro e una grande galleria di ritratti di lavoratori ammalati’. Fu un’opera pioneristica che ebbe risonanza in tutta Europa e molte edizioni ma che non entrò nelle Università. I medici , che erano i destinatari primi del suo messaggio’ irridevano Ramazzini ‘perchè’ avviliva la scienza, umiliava le cattedre, scendendo nei pozzi, nelle gallerie, frequentando i più umili ambienti di lavoro’ .

Oggi B. Ramazzini , ovunque nel mondo, è considerato il padre della Medicina del lavoro. Suo è il celebre mottoPrevenire è meglio che curare’ .

A Bologna esiste l’Istituto Ramazzini, http://www.ramazzini.org/ e sono numerosissimi nel mondo gli Istituti che portano il suo nome.

L’edizione pubblicata a Padova nel 1713 del De morbis artificum diatriba è stata tradotta in italiano con il titolo Le malattie dei lavoratori a cura di Giorgio Cosmacini Teknos ed. 1995. In oltre 300 pagine e quaranta capitoli , Ramazzini metta la propria competenza medica a favore di persone che ne erano sostanzialmente escluse e già questo aspetto è un fatto di grande valore

.Questo è l’elenco dei lavoratori e delle relative malattie professionali

(con alcune sorprese) :

Minatori, doratori, massaggiatori, vasai, stagnari, vetrai e fabbricanti di specchi, pittori, lavoratori dello zolfo, fabbri, lavoratori del gesso e della calce, farmacisti, latrinai, tintori, conciapelli e lavoratori in ambienti sporchi, tabaccai, becchini, ostetriche, nutrici, ‘vinai, birrai e fabbricanti di alcolici’, fornai e mugnai, fabbricanti di amido, setacciatori e misuratori di cereali, tagliapietre, lavandaie, cardatori di lino, di canapa e di residuati di seta, lavoratori dei bagni, lavoratori delle saline, lavoratori che stanno all’impiedi, sedentari, le malattie degli ebrei, corrieri, domatori di cavalli, facchini, atleti, artigiani di piccoli oggetti, maestri di canto, cantori e altri di questa categoria, contadini, pescatori, militari, le malattie dei letterati (dissertazione), tipografi, scrivani e copisti, chi lavora nelle botteghe dei droghieri e glassano con lo zucchero diversi tipi di semi di piante, tessitori e tessitrice, affilano sulla pietra rasoi e lancette da salasso, mattonari, scavatori di pozzi, marinai e rematori, cacciatori, saponari, muratori. L’elenco si conclude con una’ Dissertazione della salute delle vergini religiose’.

Questo libro offre straordinari spunti di riflessione e di studio , oltre che alla classe medica, agli studiosi di cultura materiale. Ai lettori di Tommaso Garzoni e della sua Piazza Universale di tutte le professioni del mondo (1589) offre molti spunti per arricchire la storia del lavoro.

Galileo Dallolio



Scritto in Biografie | Finale Emilia (MO)invia ad un amico | letto 1756 volte

Inserito da redazione il Ven, 2015-01-09 16:20